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Los Angeles Chargers Italia Benvenuti nell'unica pagina italiana che parla dei Chargers, la squadra "sfigata" di LA. Benvenuti!!!

Immancabile come le tasse, a voi la nuova puntata di "Manca sempre un soldo per fare una Lira".Per molti siamo solo a We...
09/24/2026

Immancabile come le tasse, a voi la nuova puntata di "Manca sempre un soldo per fare una Lira".

Per molti siamo solo a Week2, per noi Chargers, invece, siamo già a Week2, con 2 belle L sul groppone.

Considerando il calendario, stagione già finita?
Di chi è la colpa?
Dove è finito quell'entusiasmo che ci ha contraddistinti durante la pre-season?

Buon ascolto!!!

PS: nei commenti, link alla seconda parte

⚡⚡⚡

https://open.spotify.com/episode/6xQfeowMlemtoYmz3uA6vV?si=QDjJC7-OSTOIh6OOiZ8QHA

Manca sempre un soldo per fare una lira · Episode

L’avvio di stagione dei Los Angeles Chargers si è trasformato ufficialmente in un caso disperato. La sconfitta interna p...
09/21/2026

L’avvio di stagione dei Los Angeles Chargers si è trasformato ufficialmente in un caso disperato.
La sconfitta interna per 26-14 contro i Las Vegas Raiders lascia i Bolts inchiodati a un record di 0-2 che fa suonare tutti gli allarmi in vista di un calendario autunnale proibitivo.

Dopo un primo tempo chiuso in svantaggio per 10-7 a causa di un attacco ancora compassato e di un field goal da 59 yard di Matt Gay allo scadere, i Chargers avevano provato a ribaltare l'inerzia in avvio di ripresa. Justin Herbert aveva guidato un drive da 74 yard culminato nel passaggio da touchdown di 10 yard per Oronde Gadsden II, seguito da una super giocata da 53 yard sull’asse con Tre' Harris.

Tuttavia, la luce si è spenta sul più bello. Nel quarto quarto, con i Bolts sotto di tre punti e a cavallo della metà campo, la frittata si è compiuta: fumble sanguinoso del rookie Omarion Hampton (protagonista di un altro errore nel terzo quarto su un fumble di snap a seguito di un movimento di Harris), seguito da un intercetto subito da Herbert.
I Raiders ne hanno approfittato per colpire con un touchdown di Kirk Cousins a Cody White e chiudere i conti nel finale, certificando una gestione dei possessi decisivi totalmente scriteriata.

Il playbook offensivo installato dal nuovo coordinatore Mike McDaniel stenta a ingranare.
Justin Herbert (15/29, 192 yard, 1 TD, 2 intercetti) appare visibilmente a disagio nel sincronizzare i tempi di un passing game che non decolla.
A ciò si sommano i problemi in blocco della linea e le penalità: Joe Alt ha collezionato tre false partenze pesanti, mentre Quentin Johnston è rimasto impalpabile con una sola ricezione da 7 yard, confermando un impatto ben lontano dalle attese dopo l'esercizio dell'opzione per il quinto anno.
Note non del tutto liete per il reparto dei tight end, con gli infortuni di David Njoku (uscito in barella per un problema al ginocchio) e Charlie Kolar a complicare ulteriormente i piani.

Sul versante difensivo, l'eredità di Jesse Minter si sta rivelando un macigno impossibile da raccogliere per il nuovo coordinatore Chris O'Leary.
Sebbene il front seven abbia mostrato progressi tangibili contro le corse — arginando la stella di Las Vegas Ashton Jeanty a sole 48 yard su 21 portate — e con un Teair Tart dominante nel penetrare la tasca interna, la secondaria è crollata sui possessi chiave ("gotta-have-it downs").
I Raiders hanno banchettato con colpi profondi e giochi di play-action punendo le falle di comunicazione tra Cam Hart (in grande difficoltà nel contenere le tracce interne e gravato da penalità) e il resto del reparto, permettendo a Kirk Cousins di chiudere con 253 yard e 3 segnature.

Coach Jim Harbaugh ha parlato apertamente della necessità di correggere i dettagli nei margini, ma la realtà dei fatti impone un immediato esame di coscienza.
La squadra commette troppi errori gratuiti e l'esecuzione globale è insufficiente.
Con l'infermeria che si affolla e un ciclo infernale di partite alle porte — a partire dalla delicata sfida di Week 3 contro i Buffalo Bills — la stagione rischia seriamente di deragliare prima ancora del giro di boa, compromettendo i sogni di postseason in una AFC West spietata.

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Archiviata la delusione dell'esordio contro i Cardinals (14-26), in casa Chargers è tempo di voltare pagina e rimboccars...
09/20/2026

Archiviata la delusione dell'esordio contro i Cardinals (14-26), in casa Chargers è tempo di voltare pagina e rimboccarsi le maniche per il debutto casalingo al SoFi Stadium: stasera arrivano i rivali divisionali dei Las Vegas Raiders!

In settimana i coordinatori (Mike McDaniel, Chris O'Leary e Ryan Fi**en) non si sono nascosti dietro a un dito.
Unendo le loro dichiarazioni alle analisi di vigilia e ai nodi infortuni, ecco cosa ci aspetta reparto per reparto 👇

🔵 1. ATTACCO (Mike McDaniel): Tra ironia su Crosby, la necessità di correre e l'emergenza ricevitori

Il "bagno di umiltà" e la lezione dell'esordio: McDaniel ha definito l'esordio un humble pie. L'attacco ha faticato terribilmente a muovere le catene sulle situazioni di terzo down e, con una media di sole 81 yards terrestri prodotte nella prima uscita, il focus è sbloccare Omarion Hampton e ritrovare fluidità per restare ahead of the sticks.

La battuta su Maxx Crosby: Interrogato sulla stella dei Raiders, McDaniel ha sdrammatizzato con la sua consueta ironia, esordendo dicendo che per lui «sarebbe fantastico se Maxx Crosby volesse farsi un pisolino e saltare la partita»! Battute a parte, i nostri OT (Slater e Alt) sanno che fermare un "game wrecker" di quel livello richiederà uno sforzo collettivo mastodontico.

Il rebus infortuni: Brutte gatte da pelare nel supporting cast. Ladd McConkey è dato day-to-day dopo i colpi duri presi al debutto (82 yards e un TD per lui prima dello stop), Keandre Lambert-Smith è finito in IR per un infortunio al bicipite femorale e Derius Davis è acciacco alla spalla. Servirà l'apporto immediato dei nuovi innesti (come Gary Jennings) e una grande prova dei tight end per attaccare le lacune in copertura dei LB dei Raiders.

🛡️ 2. DIFESA (Chris O'Leary): Pressione, contenimento e la spinta di Tuli

I tempi di rilascio e la marcatura: Nella prima giornata la difesa ha concesso troppo sul gioco aereo rapido (palla fuori in meno di due secondi), neutralizzando il pass-rush. La richiesta di O'Leary è tassativa: alzare le mani nei corridoi di lancio e marcare in modo molto più "vischioso" i ricevitori avversari.

I pericoli di Las Vegas: L'attacco di Las Vegas arriverà a SoFi forte di un'ottima prova al debutto (27 punti segnati) e trascinato dalle corse. Blindare il fronte centrale ed evitare che il running game avversario prenda il volo sarà il primo grande test per il nostro front seven.

🦵 3. SPECIAL TEAMS (Ryan Fi**en): Comunicazione e riscatto immediato

Il mea culpa sul punt bloccato: Fi**en ha ammesso apertamente i problemi di allineamento e comunicazione che hanno regalato il punt bloccato agli avversari la scorsa settimana. In settimana si è lavorato duramente sui dettagli della protezione.

Ribaltare il campo: Al di là della sbavatura, lo staff conferma totale fiducia nel punter JK Scott e nella sua capacità di calciare profondo con un ottimo hang-time, arma fondamentale per vincere la battaglia della field position in una partita punto a punto.

💬 In sintesi: Le statistiche dicono che i Chargers partono favoriti di 6.5 punti, ma le assenze pesano e i Raiders venderanno carissima la pelle in questo scontro diretto della AFC West. Vietato sbagliare un approccio bis!

👇 Voi che ne pensate? Riusciremo a riscattarci e a conquistare la prima W stagionale? Dite la vostra nei commenti! 👇

Iniziare con una L fa molto male. Soprattutto quando hai tutti i favori del pronostico dalla tua parte. Ma questo è il f...
09/17/2026

Iniziare con una L fa molto male.
Soprattutto quando hai tutti i favori del pronostico dalla tua parte.
Ma questo è il football e questi sono i Chargers, purtroppo per noi.

"Manca sempre un soldo per fare un Lira" torna a farvi compagnia.

Dateci una mano ad essere, di già, meno depressi.

⚡⚡⚡

(qui link alla prima parte, nei commenti link alla seconda)

https://open.spotify.com/episode/0nCBIVoRGDVuCQVt9pjrHo?si=iRasT7dSQ-yWpsCqMmg-BQ&utm_source=copy-link

Manca sempre un soldo per fare una lira · Episode

La nuova offense dei Chargers, disegnata da Mike McDaniel, è arrivata al debutto accompagnata da un hype che non ricorda...
09/16/2026

La nuova offense dei Chargers, disegnata da Mike McDaniel, è arrivata al debutto accompagnata da un hype che non ricordavamo da anni, ma si è schiantata contro la realtà dei fatti: non erano ancora pronti.

I risultati sono stati sconfortanti: 268 yards totali, 17 pass completati su 27 per 209 yards, solo 81 yards di corsa, per 3.8 di media. 12 yards in media da coprire sui terzi down. Roba da retrocessione in UFL. Il tutto contro una difesa che l’anno scorso era tra le ultime 10 per EPA.

Certamente Week 1 è pazza. Ed è raro vedere una offense basata sul timing e sul gioco d’anticipo, con titolari che non hanno giocato insieme in pre-season, partire forte subito in Week 1.
E in effetti, è andata esattamente così.

Dopo un paio di primi drive incoraggianti, la McDaniel Offense si è inabissata in un turbine esasperante di inefficienza, penalties, la classica pass rush dall’interno e scelte INDIFENDIBILI del quarterback e del coaching staff. E come dimenticare la specialità della casa: gli infortuni dei titolari.

Se guardiamo il bicchiere mezzo pieno, abbiamo comunque qualcosa a cui aggrapparci:

👍Il primo drive offensivo (composto da schemi già decisi), ci ha fatto vedere il potenziale di questo attacco.
Timing routes su Ladd McConkey, buona protezione per Herbert, misdirection sulle corse.
Stessa cosa nel secondo drive: formazioni creative, OL efficace su corse e pass pro e play design croccantissimi (lo swing pass su Gadsden su 2&8, chiuso per 25 yard).
Ladd mcConkey è già pronto per dominare in questa offense. 60 yards su 3 ricezioni di fila nel primo drive, sempre libero.
Grazie ad un bel lancio da ospedale di Herbert, finisce piegato come una sedia da campeggio ed esce per infortunio con 82 yards. Speriamo in una pronta guarigione.

👍Hampton, in tutte le azioni tranne una.

Tornando, invece, ad essere critici e pessimisti, c’è tanto da lavorare se pensiamo a:

👎Herbert, talento e braccio sempre presenti, ma tre decisioni atroci:
1) la hospital ball sul suo miglior giocatore McConkey che finisce giustiziato dalla safety Mack WIlson e deve uscire (chissà per quanto).
2) bomba in doppia copertura su Derius Davis, che non era libero e che ovviamente finisce intercettato.
3) chiamata sbagliata sul 1&10 nell’ultimo drive, a partita oramai compromessa, ma che ci spezza comunque il cuore e ci dà un bell’amarcord di certe pass protection di Joe Lombardi.

👎La composizione della IOL: Trey Pipkins che cosa diamine ci fa a giocare guardia sinistra su un 4 & goal dalle 5?
Caro Signor Hortiz, in offseason avevi 100 milioni di cap space e una priorità: migliorare la IOL. Arrivare a Week 1 e fare alternare Kayode Awosika e Trey Pipkins (!!!) a LG è da criminali.

👎Running Game: ho capito cosa intendono fare, ma ancora non gli riesce bene.
Troppe outside zone rovinate dalla penetrazione della DL e finite per negative gain.
Distanza media del terzo down: 12 yards.
Insostenibile.

👎Receiver Depth: 8.9 yards per lancio con McConkey in campo vs 3.9 yards per lancio SENZA.
Preghiamo per il suo pronto rientro.

Week 1 è ormai agli archivi.

Ora i Raiders e poi un calendario da suicidio.

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L'esordio stagionale dei Los Angeles Chargers si è trasformato in un incubo inatteso al SoFi Stadium, dove la squadra è ...
09/14/2026

L'esordio stagionale dei Los Angeles Chargers si è trasformato in un incubo inatteso al SoFi Stadium, dove la squadra è caduta rovinosamente per 26 a 14 contro gli Arizona Cardinals, aprendo ufficialmente la terza stagione dell'era Jim Harbaugh con una battuta d'arresto che fa rumore e ridimensiona le ambizioni di un gruppo che sognava in grande.

Le premesse della vigilia parlavano di una sfida alla portata, ma il campo ha emesso un verdetto spietato, smascherando limiti strutturali e amnesie tattiche che pesano come macigni.

La manovra offensiva, affidata alle cure del nuovo coordinatore Mike McDaniel, ha mostrato tutti i limiti di un cantiere ancora apertamente in corso d'opera.

Se il primo drive è stato un capolavoro di esecuzione, chiuso da una marcia trionfale suggellata dal potente touchdown del rookie Omarion Hampton dopo una serie di colpi a rompere i tackle avversari, il resto della partita è stato un calvario di intermittenza e confusione.

L'attacco ha faticato tremendamente a trovare continuità, perdendo la battaglia del possesso palla e sprecando un intero primo tempo in cui la mole di yard prodotte non si è tradotta in punti a causa di sanguinose p***e p***e, tra cui un fumble di Hampton e un arresto a un passo dalla end zone.

Il nervosismo e la scarsa disciplina hanno fatto il resto, trasformando i possessi in un vero e proprio tiro al bersaglio contro le ambizioni della squadra.

La linea offensiva, finita al centro dei dibattiti per la scelta estiva di non investire cifre importanti sul reparto e di puntare su una rotazione rischiosa, ha offerto una prestazione ambigua.
Se in protezione sui passaggi la combinazione tra il talento dei tackle e il sistema rapido di McDaniel ha concesso meno spazio alle irruzioni avversarie rispetto al recente passato, è emerso in tutta la sua drammaticità il problema nel cuore del pacchetto.

Il ballottaggio continuo tra Kayode Awosika e Trey Pipkins per il ruolo di guardia sinistra ha mostrato crepe inaccettabili, con Pipkins protagonista negativo di un blocco completamente fallito su Dante Stills in un quarto down cruciale nei pressi della linea di meta, che ha di fatto spento ogni barlume di rimonta.

A ciò si sono sommate penalità evitabili e infrazioni consecutive prima dello snap che, in un frangente del secondo tempo, hanno ricacciato indietro l'attacco fino a una situazione paradossale di secondo e trenta: un autolesionismo tattico inaccettabile per una franchigia che aspira ai vertici della lega.

In questo contesto di difficoltà generale, anche il quarterback Justin Herbert è finito inevitabilmente sotto i riflettori della critica più severa.
Pur confermando di possedere doti balistiche uniche e un braccio fuori dal comune, il numero dieci non è riuscito a prendere per mano la squadra nei momenti di tempesta, completando appena una frazione dei passaggi dopo la fiammata iniziale e macchiando la sua prova con un lancio profondo sanguinoso in mezzo al doppio raddoppio, indirizzato a Derius Davis e tramutato in un'intercettazione fatale da Andrew Wingard.

Tra le poche note liete capaci di strappare un sorriso in un pomeriggio da dimenticare, spicca lo straordinario impatto di Ladd McConkey, autentico faro del gioco aereo nel primo tempo con ricezioni fulminanti e guadagni importanti dopo la ricezione, prima di dover abbandonare il terreno di gioco per un problema al petto.
A questo si aggiungono la verve mostrata dal già citato Hampton palla in mano e l'esordio solido del tight end David Njoku.

Dall'altra parte del pallone, la difesa, orfana della guida di Jesse Minter e passata nelle mani di Chris O'Leary, ha vissuto un pomeriggio da incubo, concedendo quasi quattrocento yard complessive agli avversari e subendo costantemente l'iniziativa di un attacco guidato da Jacoby Brissett, che ha banchettato sfruttando le falle nei passaggi e l'incapacità di arginare elementi chiave come il tight end avversario.

A completare il quadro di una giornata storta ci si sono messi i vecchi fantasmi dello STi, con un punt bloccato che ha tagliato definitivamente le gambe alla squadra nei momenti decisivi.

I Chargers si ritrovano così a fare i conti con una realtà scomoda e con un calendario delle prossime settimane che definire proibitivo è un eufemismo.

La squadra di Harbaugh avrà bisogno di un immediato e drastico esame di coscienza, di una reazione d'orgoglio e di una risintonizzazione totale di ogni reparto, a partire dal prossimo scontro divisionale contro i Las Vegas Raiders, per evitare che un passo falso inaugurale si trasformi nell'inizio di una spirale negativa senza uscita.

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La nuova stagione dei Los Angeles Chargers prende ufficialmente il via al SoFi Stadium con l'atteso debutto casalingo co...
09/13/2026

La nuova stagione dei Los Angeles Chargers prende ufficialmente il via al SoFi Stadium con l'atteso debutto casalingo contro gli Arizona Cardinals e l'entusiasmo all'interno dell'ambiente è palpabile.

I Bolts si presentano ai nastri di partenza con il favore del pronostico e l'obiettivo chiaro di dare continuità alle ambizioni di vertice, puntando decisi verso un nuovo e solido cammino playoff.
Sotto la guida di Jim Harbaugh, la squadra ha lavorato duramente in questi mesi ed è pronta a calcare nuovamente il terreno di gioco per mostrare il proprio valore.

​I riflettori sono puntati inevitabilmente sul reparto offensivo e sulla primissima prova ufficiale del nuovo coordinatore offensivo Mike McDaniel, accolto con grande entusiasmo e considerato il principale fattore X di questa annata.
C'è enorme curiosità attorno a Justin Herbert, atteso a una stagione da assoluto protagonista e potenzialmente MVP grazie a un sistema di gioco progettato per farlo correre, lanciare in libertà e sfruttare al massimo le sue doti.
Anche il ricevitore Quentin Johnston, reduce da una preseason incoraggiante suggellata da un touchdown profondo da sessantacinque yard contro i Rams, si appresta a vivere un anno chiave in cui il nuovo schema offensivo dovrebbe garantirgli un notevole incremento nelle yard dopo la ricezione, esaltando la sua esplosività.

​Il playbook di McDaniel si arricchisce inoltre di armi fresche e intriganti, con un utilizzo massiccio e variegato dei tight end, tra cui i volti nuovi David Njoku e Charlie Kolar affiancati dal confermato Oronde Gadsden, oltre all'impiego del fullback Alec Ingold e del running back Keaton Mitchell per aumentare le opzioni sulle corse.

Davanti a Herbert si schiererà una linea rinnovata che vede al centro il promettente rookie Jake Slaughter, scelto al secondo turno e subito lodato dai compagni e dallo staff per la sua freddezza e la straordinaria capacità di voltare pagina subito dopo un errore.
Completano il blocco interno Kayode Awosika e Cole Strange, chiamati a proteggere il quarterback e a neutralizzare la pressione avversaria guidata dal pericoloso elemento difensivo Walter Nolen III.

​Dal lato difensivo, la squadra allenata dal coordinatore Chris O'Leary punta a mantenere intatti gli standard di eccellenza visti lo scorso anno, aggiungendo però una dose extra di aggressività e blitz mirati.
La pressione sul quarterback avversario Jacoby Brissett, notoriamente soggetto a subire molti sack e a perdere palloni in carriera, passerà attraverso le giocate dei veterani Khalil Mack, del talento in dubbio ma recuperato Tuli Tuipulotu e dell'attesissimo esordiente scelto al primo giro Akheem Mesidor, reduce da una stagione dominante a Miami.

Nella secondaria, il compito più duro spetterà a Derwin James Jr., incaricato di arginare il pericoloso tight end avversario Trey McBride, autentico fulcro del passing game dei Cardinals e reduce da record storici di ricezioni.

​Il bollettino medico vede la squadra in buone condizioni generali, con Tuli Tuipulotu indicato come unico in dubbio per un problema all'anca dopo aver svolto allenamenti limitati, mentre Deane Leonard è costretto a dare forfait per un infortunio all'addome.
Tutti gli altri elementi precedentemente monitorati sono pienamente disponibili per la contesa.

Per i Chargers l'imperativo categorico è partire forte, evitare cali di tensione e imporre subito il proprio ritmo per iniziare col piede giusto la corsa verso la AFC West.

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Davvero poche cose sono davvero sicure nella vita.Le tasse, la morte e la regolare certezza estiva che questo è il nostr...
09/10/2026

Davvero poche cose sono davvero sicure nella vita.
Le tasse, la morte e la regolare certezza estiva che questo è il nostro anno.
Ci troviamo agli sgoccioli della fase più positiva del calendario di ogni tifoso Chargers: l’offseason.
Quel periodo di speranza e fede incrollabile, fatto di scelte perfette al draft, giovani star che emergono al training camp e nuovi sistemi offensivi che già tra qualche giorno travolgeranno la lega.

Se hai seguito i Chargers nell’ultimo decennio, questo periodo in genere cede spazio agli infortuni senza senso, alle rimonte prese nel quarto quarto e alla specialità della casa: gli Offensive Tackle presi dalla strada.
Ma a questo, penseremo tra qualche settimana.

Oggi si parla delle tante novità di questi nuovi Chargers 2026. Cosa ci ha portato il Draft targato Hortiz?

Dopo due rookie class piuttosto incoraggianti che hanno portato ai Chargers un bel nucleo di giovani a basso costo, “Chef” Hortiz è tornato ai fornelli con otto giovani che hanno fatto finora ben sperare.
Alla vigilia di Week 1, vediamo come si sta comportando questa nuova cucciolata di rookie.

Akheem Mesidor (EDGE, Round 1, Pick 22)
"Giovane" prospetto di 25 anni.
Praticamente un veterano con già la pensione complementare aperta, già pronto per prendere a schiaffoni i Tackle avversari. Viene dal Canada e ha disputato un’ottima pre-season: nessun problema qui.

Jake Slaughter (C, Round 2, Pick 63)
Il suo cognome (Slaughter = “massacro") ci racconta già la triste sorte di ogni OL Chargers.
Il miglior Centro disponibile, draftato per giocare Guardia senza avere mai giocato Guardia in vita sua (vi prego aiutatemi. Io odio questa squadra).
Fortunatamente ci ha pensato il C titolare, Tyler Biadasz, a farsi esplodere i legamenti senza nemmeno giocare una partita, restituendo a Jake la sua posizione naturale.
Centro atletico e sveglio. Sembra perfetto per la nuova offense. Tutto bene fin qui.

Brenen Thompson (WR, Round 4, Pick 105)
Veloce, velocissimo WR con potenziale da ritornatore.
Corre diverse tracce e pur pesando 24kg coi doposci ai piedi è stato finora schierato principalmente all’esterno, con mia grande sorpresa. Ora l'obiettivo è capire 1) se ha le mani montate dritte e 2) quanti minuti durerà prima di ve**re accartocciato come un pacchetto di Lucky Strike morbide.

Travis Burke (OT, Round 4, Pick 117)
Il rookie che ha giocato meglio finora, nonché mio giovane preferito.
Una mostruosità di 2 metri e 09 per quasi 150kg a 22 anni. Attitudine da pazzo squilibrato e poco interesse per il fischio di fine-azione. In pre-season l’abbiamo visto spesso dominare, lanciando svariati uomini adulti direttamente in sideline.
Potrebbe essere lo swing tackle del futuro, se solo Trey Pipkins cancellasse le foto osé di John Spanos che tiene sull’hard disk.

Genesis Smith (S, Round 4, Pick 131)
Il buon Genesis è una Free Safety vecchio stile (vecchio stile Ed Reed, non Rodney Harrison).
In pre-season ci ha mostrato le sua priorità, in ordine:1) intercetto 2) trash talking 3) trash talking 4) trash talking 5) run support. Ad oggi è un prospetto tanto rapace sui lanci quanto inutile sulle corse: Coach Clinkscale i DB li sa sviluppare eccome, ma se Genesis non mi impara a placcare abbiamo un nuovo JT Woods.

Nick Barrett (DT, Round 5, Pick 145)
Non pensavo che in South Carolina facessero blocchi di cemento così grossi.
Dalla pre-season è sembrato un buon soldato in run-support, che inizierà giocando qualche snap sui running downs. Poi vedremo, alla peggio lo usiamo per rifare l’asfalto nuovo della 405.

Logan Taylor (G, Round 6, Pick 202)
Una guardia di Boston College, interessante il fatto che sappia in giocare tutte le posizioni della OL.
L’unico problema è che al momento le gioca estremamente male.

Alex Harkey (OT, Round 6, Pick 206)
Un altro tackle tagliagole, attitudine da criminale. Questo ragazzo compensa la poca abilità tecnica ed atletica con la voglia di rompere dei nasi. Mi piace.

E voi cosa ne pensate? A Voi la parola!!!

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L’offseason 2026 è stata tra le più elettrizzanti degli ultimi anni da Chargers.Motivo  #1: l’arrivo nel Coaching Staff ...
09/08/2026

L’offseason 2026 è stata tra le più elettrizzanti degli ultimi anni da Chargers.

Motivo #1: l’arrivo nel Coaching Staff l’arrivo di due nuovi Coordinator:
l’OC più richiesto del mercato 2026, Mike McDaniel, e il fresco DC Chris O’Leary.
Nessun bisogno di presentazioni per Mike McDaniel: discepolo di Shanahan, maestro del
running game, per 4 anni è riuscito a generare un attacco esplosivo a Miami usando un QB
con l’encefalogramma piatto.
Date a quest’uomo Justin Herbert, e avrete una offense che tutta la NFL seguirà.
Dategli Jim Harbaugh, e avrete la coppia di coach più neurodivergente della lega.
Scherzi a parte: Herbert sembra progettato in laboratorio per giocare in una Shanahan-offense. Aspettiamoci corse a zona e bootleg, pre-snap motion per generare mismatch creativi, e soprattutto – volesse il cielo – basta ai soliti mucchi di ricevitori nella stessa zona.
Già dalla prima partita di preseason abbiamo visto qualcosa che con Roman ci saremmo
solo sognati:
- tre ricevitori liberi in redzone nella stessa azione!!!
- lanci sul RB (come? ah si poteva lanciare al RB?)

Per quanto riguarda la D, il neo-DC Chris O’Leary è un volto noto della difesa Chargers, dove allenava le safety nel 2024. Dopo un anno a Eastern Michigan, torna in NFL a chiamare una difesa dove è più
giovane di almeno 3 o 4 titolari.
Lo schema sarà lo stesso usato con Minter, e dalle poche indicazioni della pre-season, appare un po’ più aggressivo: gli abbiamo visto giocare più blitz, spesso con man coverage dietro.
Ci fidiamo?
Se c’è qualcosa che Jim Harbaugh sa fare come nessun altro, è allevare giovani DC (citofonare McDonald e Minter).
Ci fidiamo.

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Siamo tornati. La stagione è ormai iniziata. Il Draft si è concluso, i training camp anche. Il campo ha cominciato a mos...
09/03/2026

Siamo tornati.
La stagione è ormai iniziata.
Il Draft si è concluso, i training camp anche.
Il campo ha cominciato a mostrarci qualcosa e gli infortuni in OL sono tornati ad essere presenti.
Ma noi siamo i Chargers e ogni anno, almeno secondo gli espertoni, siamo tra i favoriti per arrivare al SB.

Noi del podcast siamo un po' più pessimisti.
Buon ascolto e, mi raccomando, cliccate sul segui o sulla campanella per ascoltarci ogni giovedì

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https://open.spotify.com/episode/01k58oATvZ60ciUpjCeFmq?si=X0_fsQfpT9KVdx6vY-IvdA&utm_source=copy-link

Manca sempre un soldo per fare una lira · Episode

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