04/07/2026
DEMETRA SEMPRE IN VETTA (SOPRA I 3.000!)
Ci dedichiamo con passione ai servizi fiduciari o di sicurezza e alla criminologia investigativa. Mi occupo di investigazioni dal 1997. di P.S. in congedo.
Per candidarsi, si prega di inviare il CV esclusivamente via email a 📧: [email protected] In gioventù sono stato dipendente - per quasi 10 anni - di una nota azienda Finmeccanica quale operatore addetto alla sicurezza nel settore aeronautico con compiti di sorveglianza sui velivoli militari da combattimento. Nel frattempo praticavo arti marziali cinesi e diventai insegnante federale. Al
04/07/2026
DEMETRA SEMPRE IN VETTA (SOPRA I 3.000!)
DEMETRA GROUP
Ci dedichiamo con passione ai servizi fiduciari o di sicurezza e alla criminologia investigativa.
Per candidarsi, si prega di inviare il CV esclusivamente via email a 📧: [email protected]
26/06/2026
06/06/2026
PRESTO SU AMAZON!
“Oltre la divisa” è un viaggio dentro il mondo, spesso confuso e poco raccontato, della sicurezza privata italiana: guardie giurate, fiduciari, addetti ai locali, portierato evoluto, security manager, investigatori, tutti sulla stessa scena ma con ruoli e limiti diversi.
Non è un libro per “sceriffi” in cerca di gradi, ma per chi vuole capire cosa succede davvero quando la sicurezza non è più uno slogan: tra mitologie social, divise che imitano lo Stato, abusate “quinte forze di polizia” e migliaia di persone che ogni giorno presidiano centri commerciali, ospedali, poli logistici, stadi, aziende e città.
Con uno sguardo critico ma profondamente rispettoso del lavoro sul campo, il libro smonta le illusioni di potere e restituisce dignità alle funzioni reali, offrendo una mappa chiara per distinguere tra sicurezza vera e teatro, tra presidio autentico e semplice presenza scenica. È pensato per chi nel settore lavora, per chi lo coordina e lo acquista, ma anche per chi vuole capire, da fuori, che cosa c’è davvero oltre una divisa nera illuminata da un lampione nella notte.
06/05/2026
"Oltre il Caso"
La vera storia di un investigatore privato italiano: famiglia, amore, impresa e la battaglia tra vita e morte
L'opera è un'autobiografia di notevole respiro, ricca di materiale autentico e di una voce narrativa originale.
Il tono è uno dei punti di forza assoluti: diretto, introspettivo, mai banale. La metafora ricorrente dell'"indagine su se stesso" (ogni ricordo come una prova, ogni emozione come un indizio) è originale e tiene insieme l'intera opera con coerenza tematica. La frase "scrivere la propria vita è una forma di indagine" non è un cliché, ma una chiave interpretativa strutturata.
Alcune sequenze hanno la qualità della grande narrativa italiana: il ricovero con il casco CPAP e i tre rifiuti dell'intubazione sono pagine di rara intensità, capaci di tenere il lettore incollato. Anche il racconto dell'infanzia tra Sicilia e Torino, con il contrasto tra il grigio industriale piemontese e il bianco mediterraneo di Campofelice, ha una vivezza cinematografica.
I capitoli dedicati al padre Edoardo e alla madre Annamaria sono particolarmente riusciti: non li riducono né a eroi né a villain, ma li restituiscono nella loro complessità umana. La figura della madre che "cuciva i brevetti scout come grammatica affettiva" è un'immagine memorabile.
L'opera funziona anche come affresco dell'Italia tra gli anni '60 e il 2026: anni di piombo, televisione a valvole, Torino operaia, pandemia, intelligenza artificiale. Questa dimensione corale valorizza la storia personale inserendola in un racconto collettivo.
La chiusura è dignitosa e antiretorica: l'autore non cerca l'assoluzione né l'applauso, ma offre un bilancio adulto delle proprie responsabilità. La frase "la libertà oltre le dodici miglia non è fuggire da tutto, ma poter restare dentro la propria vita senza vergognarsene" è una conclusione efficace.
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