08/09/2026
Pillole di cultura
Leggendo questo libro della collega Consuelo De Gobbi, ho provato tante emozioni diverse. Tenerezza, nei confronti di questa famiglia nel momento in cui ha saputo dei problemi motori che affliggevano il piccolo Giovanni. Lo spaesamento, la paura, l’incertezza su quale fosse la decisione giusta da prendere, specialmente quando si ricevono risposte differenti. Ammirazione nei confronti della mamma protagonista. Essendo una persona ansiosa anche io, comprendo bene quanto difficile possa essere la battaglia contro i nostri demoni. Eppure lei ce l’ha fatta, trovando la forza nei figli, sicuramente, ma anche dentro sé stessa. Una forza che magari nemmeno pensava di possedere. Ma le emozioni più grandi sono state senza dubbio la gioia e il conforto nel vedere quante persone si sono prodigate per aiutare questa famiglia in difficoltà. Sono questi momenti, in cui ci rendiamo conto che il Bene esiste, che ci fanno sentire grati alla vita. E che ci fanno capire che, a volte, il Bene può nascere anche dal male. Bellissima inoltre la metafora della malattia, vista come un drago che incatena il bambino, impedendogli di muoversi liberamente, e quella del medico come l’impavido cavaliere senza macchia che prova a liberarlo. Consuelo ha fatto bene a mettere questa pesante esperienza per iscritto, non soltanto per creare una testimonianza perenne di un importante pezzo di storia famigliare, ma per poter dare speranza ad altre persone che purtroppo si trovano in una situazione analoga.
Daniele Tenzon
Con
Pathos Edizioni
Luigia Gallo
Cinzia Ceriani
Liberovolo