Juventus Fans Allianz Stadium Torino

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Una pagina sulla Juve non ufficiale per informarsi, tenere un diario, non per avere consensi 🏁⚫⚪

11/07/2026

Se Zhang vince, l'Inter resta a Oaktree ma il fondo deve pagare la differenza sul valore reale. Zero illeciti sportivi, ma la sostanza etica resta: hanno vinto un campionato gestendo un asset di cui non avevano ancora liquidato il vero valore. Scudetto di cartone o abusivo?

11/07/2026

💣Paco D’Onofrio DEVASTA l’Inter

🟦 Altro che “archiviazione”, altro che “nulla di rilevante”. Paco D’Onofrio, uno dei massimi esperti di giustizia sportiva, a Telelombardia ha letteralmente smontato la narrazione interista pezzo per pezzo.

🟦 Primo colpo: la nuova ipotesi accusatoria apre un “perimetro più ampio” e parla di un possibile concerto nelle decisioni arbitrali. Non una sfumatura: un salto di gravità. D’Onofrio lo dice chiaramente — serve provare un concorso, e se la Procura ha cambiato traiettoria, significa che elementi nuovi sono emersi.

🟦 Secondo colpo: le voci di archiviazione? Fuffa. Le indagini serie non trapelano. Chi parlava di “inchiesta morta” stava semplicemente parlando a caso. Gli investigatori lavoravano in silenzio, e ora la nuova determinazione della Procura dimostra che c’erano elementi meritevoli di attenzione.

🟦 Terzo colpo, il più pesante: l’ipotesi di reato è frode sportiva, la massima violazione possibile. E per provarla serve il dolo specifico: non basta la vicinanza, non basta la colloquialità, serve la volontà deliberata di alterare il risultato. Se la Procura ha imboccato questa strada, significa che sta cercando — e forse ha trovato — elementi che vanno in quella direzione.

🟦 Quarto colpo: nelle prossime settimane la Procura “renderà evidente il perimetro dell’indagine”. Tradotto: il quadro sta prendendo forma. E non è un quadro rassicurante per l’Inter.

🟥 D’Onofrio non ha solo commentato: ha demolito. Con calma, con tecnica, con precisione. E il messaggio è chiarissimo: questa storia è molto più grande di quanto qualcuno voleva far credere

09/07/2026

⛔️ INTER NEI GUAI: Si sposta il baricentro dell’indagine: non più solo interferenze arbitrali, ma un sistema di relazioni privilegiate capace di condizionare le designazioni e l’equilibrio stesso della competizione.

Photos from Juventus Fans Allianz Stadium Torino's post 09/07/2026

Le ombre di reati continuamente perpetrati sempre dalla Ambrosiana prescritta e protetta durano da decenni.
Eppure ora tra bilanci falsi e irregolari Ndrangheta appalti stadio arbitri ancora c'è chi invoca archiviazioni . La Giustizia sportiva tace come sempre a totale evidenza di quanta connivenza ha goduto da sempre questa organizzazione forse utile per veicolare altri interessi ben più occulti di semplici partite di calcio.

Quello che sta venendo a galla sul calcio italiano non è solo una notizia: è una crepa profonda che scuote le fondamenta di tutto il sistema.
​L’inchiesta Rocchi ha cambiato volto, diventando qualcosa di estremamente cupo.
Dimenticate i paragoni con il passato.
Se Calciopoli, per molti, fu una costruzione mirata per abbattere un unico bersaglio, quello che emerge oggi dalle carte della Procura di Milano è molto più insidioso, più sotterraneo e, francamente, molto più brutto.
​Non parliamo più di semplici errori o di protocolli violati.
Parliamo di un’architettura di potere che si è infiltrata dove non dovrebbe mai entrare: nel cuore delle designazioni.
La Procura oggi parla chiaramente di 'concorso in frode sportiva', di un sistema di 'concerti' tra l'ex designatore e i vertici societari, con ombre che arrivano fino ai piani alti della FIGC.
​Sono state intercettazioni a squarciare il velo: hanno deciso loro chi doveva arbitrare, chi era 'gradito' e chi doveva essere 'schermato' e tenuto lontano dai campi.
È un metodo, non un incidente.

L’Ombra sui Direttori di Gara: L’Architettura dell’Inchiesta Rocchi
​Il panorama del calcio italiano è attraversato da un’inquietante onda di incertezza.

L’indagine che vede protagonista l’ex designatore Gianluca Rocchi non è più un semplice scrutinio tecnico sulla gestione arbitrale, ma si è trasformata in un’analisi di sistemi sommersi e dinamiche di potere che scuotono le fondamenta della FIGC.

La Procura di Milano, attraverso la riattivazione di intercettazioni cruciali, ha squarciato il velo, portando alla luce un’architettura di presunte influenze che si estende ben oltre il terreno di gioco.

​Il Perimetro dell'Inchiesta: Quattro Atto d’Accusa
​Il confine dell’indagine si è dilatato, inglobando nuovi elementi e creando un quadro sempre più complesso.
Sono quattro, attualmente, i match finiti sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti, fino a che non ne spuntano altri, delineando una scia che attraversa due stagioni calcistiche:

​Inter-Verona (3 maggio 2025)
​Bologna-Inter (20 aprile 2025)
​Inter-Milan (Coppa Italia, 23 aprile 2025)
​Torino-Inter (26 aprile 2026)

Il tassello più recente, catalizzatore della riapertura del fronte investigativo.
​L’inserimento di Torino-Inter non è casuale: è il punto di rottura in cui le intercettazioni avrebbero catturato il dissenso esplicito del club nerazzurro verso la designazione di Maurizio Mariani, un evento che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe innescato un meccanismo di pressione volto a condizionare le scelte del designatore.
​La Metamorfosi del Capo d'Imputazione
​La Procura di Milano ha operato un cambio di rotta significativo nella formulazione delle accuse.

Non si tratta più solo di una generica "accettazione di interferenze", ma di una configurazione ben più grave: concorso in frode sportiva.
​Gli inquirenti ipotizzano che Rocchi non abbia agito in isolamento, bensì in "previo concerto" con esponenti della società Inter. L’elemento di maggiore gravità, che aggiunge un livello di mistero e inquietudine, è il riferimento ai "rapporti preferenziali" che tali esponenti avrebbero intrattenuto con l’allora presidente della FIGC, Gabriele Gravina.
Sebbene nessuno dei dirigenti nerazzurri né l’ex vertice federale risultino formalmente indagati, l’impianto investigativo suggerisce l’esistenza di una catena di comando parallela, un sistema di relazioni che avrebbe influenzato la selezione dei fischietti, privilegiando gli "arbitri graditi" e oscurando quelli sgraditi (come il caso di Daniele Doveri, tenuto ai margini nelle fasi calde del finale di stagione 2025).

​La Difesa di Rocchi: Tra il Silenzio e la Smentita
​Dopo una fase iniziale di rigorosa reticenza, in cui il 30 aprile aveva scelto di non rispondere, la strategia di Gianluca Rocchi è mutata drasticamente.
Assistito dai legali Antonio D'Avirro e Antonio Bana, l’ex designatore si è sottoposto al confronto con i PM Maurizio Ascione e Paolo Ielo.

​La linea difensiva è netta:
​Negazione totale: Rocchi ha respinto ogni addebito, negando categoricamente di aver subito pressioni o di aver alterato il corso delle designazioni per compiacere alcuno.
​Legittimazione del processo: Ha cercato di fornire ai magistrati una disamina tecnica e trasparente delle dinamiche interne all’AIA, sostenendo la correttezza procedurale anche nel caso, fortemente contestato, della designazione di Mariani per Torino-Inter.

​Luci e Ombre: Cosa Resta e Cosa Svanisce
​L’indagine mostra una fluidità investigativa che alimenta ulteriori curiosità sulla solidità delle accuse:
​Il tramonto delle "bussate"
Una delle ipotesi iniziali più suggestive, quella relativa alle presunte "bussate" alla porta della sala VAR di Lissone, interpretate come violazioni del protocollo per influenzare i giudici di gara in tempo reale è attualmente scomparsa dall’orizzonte dei reati contestati a Rocchi. Un capitolo che si chiude, lasciando spazio alla centralità del presunto accordo a monte sulle designazioni.

​La vicenda rimane sospesa in un limbo, dove la ricerca della verità si scontra con il silenzio delle stanze del potere, in attesa che l’inchiesta chiarisca se le designazioni fossero frutto di competenza tecnica o, come teme la Procura, di una partita giocata lontano dai riflettori.

08/07/2026

Va beh dai, abbiamo capito che si sceglievano gli arbitri.
E abbiamo capito che non succederà nulla.

08/07/2026

Arbitropoli parte due, intercettazioni anche sulla stagione 2025/26, nuovo invito a comparire per Rocchi, i PM puntano il dito su emissari dell’Inter “agendo questi ultimi per effetto dei rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, presidente della FIGC” scrive il Corriere riportando il testo dell’invito a comparire. Nessun indagato tranne l’ex designatore. Ma procediamo con ordine.

Ieri avevamo letto in un trafiletto (è lo spazio che la stampa italiana sta dedicando alla vicenda) che si stava andando verso la chiusura delle indagini e che il Procuratore capo di Milano, Viola, aveva fatto affiancare il PM Ascione (titolare dell’indagine) a un altro pm. Una notizia che ci aveva lasciati molto perplessi. Si parlava di archiviazione.

Sarà un caso, ma la contro informazione all’insabbiamento, oggi ha dato un segnale di risveglio importante, tirando fuori un episodio molto grave che metterebbe nel mirino anche la stagione attuale.
Non è vero che nuove intercettazioni sarebbero state negate al PM Ascione, spuntano infatti intercettazioni non solo di aprile 2025 ma anche di aprile 2026 e riguarderebbero una presunta designazione compiacente in Inter-Torino.
Ecco cosa scrive il Corriere della Sera oggi (per trovarlo in home page serve fare un lavoro di ricerca approfondita):
Dal Corriere:

"In un invito a comparire per Rocchi, nuovo e differente rispetto a quello del 24 aprile scorso, le partite nel mirino non sono più tre e soltanto della stagione scorsa (Inter-Verona del 3 maggio 2025, Bologna-Inter del 20 aprile 2025 e Inter-Milan di Coppa Italia il 23 aprile 2025), ma quattro: e la quarta è una gara del campionato in corso, addirittura di appena due mesi e mezzo fa. È “Torino-inter del 26 aprile 2026, in cui — ritiene di descrivere la Procura — Rocchi designava come direttore di gara Maurizio Mariani soltanto dopo il previo consenso della società nerazzurra, siccome arbitro da questa non gradito””.

…. "ora nell’ipotesi di frode sportiva Rocchi è posto dai pm «in concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo concerto con costoro, agendo questi ultimi per effetto dei rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, presidente della Fgci-federazione italiana giuoco calcio» (dimessosi dopo la fallita qualificazione degli azzurri al Mondiale e sostituito da Giovanni Malagò). Né Gravina né dirigenti interisti risultano indagati".

Succederà qualcosa? Considerando come si è comportata fino ad ora la Procura federale, i dubbi sono più che legittimi.

07/07/2026

Anche l'altro mondiale era pilotato ...

😱 Il giocatore dell'Egitto attacca pesantemente l'arbitraggio di Letexier e l'Argentina!

07/07/2026

Il presidente FIFA può essere sfiduciato e da regolamento incorrere anche nei procedimenti previsti dal Codice Etico

Cosa potrebbe accadere: https://fanpa.ge/9kgLR

07/07/2026

VA RIAPERTO IL PROCESSO SPORTIVO!

Dopo le dichiarazioni di Ferdico, anche Di Marco deve essere coinvolto nell'inchiesta per la quale l'inter, e i suoi tesserati, hanno PATTEGGIATO.

Riepiloghiamo la vicenda:

Nel filone sportivo dell'inchiesta "Doppia Curva", l'Inter ha patteggiato una multa di 70.000 euro. L'allenatore Simone Inzaghi e il centrocampista Hakan Calhanoglu hanno ricevuto una giornata di squalifica (con relative ammende economiche), mentre il vicepresidente Javier Zanetti e altri due dirigenti sono stati sanzionati esclusivamente con multe e brevi inibizioni.

Ma ora che Ferdico ha dichiarato che Di Marco avrebbe addirittura promesso dei gioielli (anelli con diamanti) nel caso in cui la curva avesse assecondato il suo desiderio di avere un coro più bello di quello di Calhanoglu?

Promettere gioielli di valore a esponenti del tifo organizzato in cambio di cori a favore rappresenta l'esatta incarnazione della violazione dell'Articolo 25 (divieto di finanziare o elargire utilità a gruppi di tifosi) e dell'Articolo 4 (lealtà e correttezza).

Dato che le dichiarazioni di Ferdico risalgono a poche settimane fa, l'iter sportivo è logicamente indietro rispetto a quello penale. Pertanto, sebbene Dimarco non sia oggi formalmente deferito o squalificato per questa specifica vicenda (a differenza dei colleghi che hanno patteggiato per episodi precedenti), un'indagine della FIGC basata su queste nuove rivelazioni è del tutto inevitabile.

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