24/09/2026
Preparazione della neve programmata
Pur sperando che la neve naturale arrivi abbondante in Val di Fiemme, ci stiamo preparando a predisporre lo Stadio del Fondo di Lago di Tesero per la produzione della neve programmata.
Ma come si realizza, concretamente, la neve tecnica che garantisce uno spessore regolare, compatto e resistente lungo i nostri anelli di gara e sul tracciato della Marcialonga?
La prima curiosità è che non si tratta di “neve finta”: la neve tecnica è composta da acqua e aria, proprio come quella naturale. La differenza sta nel modo in cui si avvia il processo di congelamento. In natura, nelle nuvole, le goccioline d’acqua si aggregano attorno a nuclei di congelamento e formano cristalli di ghiaccio. Nel nostro impianto di innevamento a Lago di Tesero, questo principio viene riprodotto in modo controllato.
Il fattore decisivo: il bulbo umido
A circa 850 metri di altitudine, situati nel fondovalle, non basta guardare la semplice temperatura del termometro. Per capire quando mettere in funzione i generatori bisogna considerare la temperatura di bulbo umido, ovvero l'interazione tra la temperatura dell’aria e l’umidità relativa dell'ambiente.
Quando l’aria in valle è secca, l’acqua si raffredda più facilmente per evaporazione e la produzione è possibile anche a temperature vicine allo zero. Quando invece l’umidità è elevata, servono temperature nettamente inferiori. Per la maggior parte dei generatori, una temperatura di bulbo umido intorno a -2,5 °C rappresenta la soglia indicativa per accendere l'impianto, ma il rendimento effettivo varia in base alla tecnologia impiegata, all'esposizione e alle brezze di fondovalle.
Dall’acqua ai cristalli di ghiaccio
L’acqua viene canalizzata e distribuita lungo la rete di tubazioni dello stadio, mentre l’aria compressa viene erogata per alimentare il processo di nucleazione.
All’interno del generatore, gli ugelli nebulizzano l’acqua in gocce sottilissime. I nucleatori, sfruttando la miscela di acqua e aria compressa, generano i primi microscopici nuclei di ghiaccio. Quando la miscela si espande nell’aria fredda della sera o della notte, subisce un rapido abbassamento termico: le gocce d’acqua si agganciano ai nuclei e completano la congelazione prima di toccare il suolo.
Per questo motivo, l'altezza di lancio e il tempo di permanenza in aria sono variabili cruciali: ogni singola goccia deve consolidarsi perfettamente prima di depositarsi sul terreno.
Cannoni e lance: due tecnologie per ogni tratto della pista
Lungo i tracciati del nostro centro fondo utilizziamo una combinazione di soluzioni differenti:
* Generatori a ventola (cannoni): usano un flusso d'aria forzata per lanciare la neve a grande distanza. Sono ideali per coprire aree ampie come la zona stadio, il campo scuola o le partenze.
* Lance per innevamento: sfruttano la verticalità della struttura per garantire una caduta prolungata della goccia. Sono silenziose, efficienti e particolarmente adatte ai tratti di pista più stretti o ripartiti lungo i boschi e le salite.
La scelta della strumentazione dipende dalla conformazione dei vari segmenti (dalla pista "Lago" alle varianti "Paracara" e "Chiesetta") e dai punti di pressione disponibili.
Gestione delle risorse ed efficienza
Un impianto d'avanguardia per lo sci di fondo moderno è una rete complessa: stazioni di pompaggio, sensori meteo dedicati e sistemi di automazione che monitorano in tempo reale temperatura, umidità e direzione del vento.
Attivare la produzione unicamente nelle finestre temporali ottimali significa produrre la massima quantità di neve con la minima dispersione, ottimizzando l'uso dell'energia e delle risorse idriche. L’acqua impiegata proviene dal bacino idrico e dal reticolo di approvvigionamento locale e, al momento del disgelo primaverile, torna integralmente nel ciclo idrologico del nostro territorio.
Perché la neve tecnica è fondamentale nello sci di fondo?
I cristalli prodotti dai generatori presentano una struttura più compatta e sferica rispetto ai fiocchi naturali a stella. Questa densità elevata rende la neve tecnica molto più resistente all'usura, al passaggio di centinaia di sciatori e all'azione dei gatti delle nevi.
Innevare è solo l'inizio: una volta accumulata nei punti strategici, la neve deve riposare per scaricare l'umidità in eccesso, per poi essere distribuita, livellata e fresata con cura dai mezzi battipista per creare i binari e la pista da skating perfetti.
Verso la stagione invernale
Dalle verifiche tecniche alle linee idrauliche, fino al controllo delle pompe e dei generatori, la preparazione dello stadio procede a ritmo serrato per farci trovare pronti alle prime gelate stabili.
Il nostro obiettivo è garantire un fondo uniforme, sicuro e performante sia per gli allenamenti quotidiani che per le competizioni internazionali che il Centro Fondo Lago di Tesero ospita da sempre con orgoglio.
La neve naturale è il nostro panorama ideale, ma la neve programmata è la certezza tecnica che ci permette di farvi sciare.
TechnoAlpin