01/09/2026
I primi Sardi NON si sono "estinti" 8000 anni fa !!!
Una lettura corretta del sito di Arbus
Un recente articolo apparso su La Nuova Sardegna dal titolo "I primi sardi si estinsero dopo una crisi climatica 8.000 anni fa" rischia di generare un grave equivoco scientifico. Il pezzo, commentando i risultati sul riparo sotto roccia di S’Omu e S’Orku (Arbus) e lo studio pubblicato su The Holocene (Melis & Mussi, 2026), utilizza la parola "estinzione" applicandola in modo improprio all'intera popolazione pre-neolitica della Sardegna.
È fondamentale fare chiarezza per non confondere la storia di una singola micro-comunità costiera con il destino di un'intera isola.
Il limite del campione locale
Parlare di "estinzione" di massa basandosi sui dati di un unico sito archeologico è un salto logico ingiustificato. S’Omu e S’Orku documenta la frequentazione di un gruppo ristretto — probabilmente una piccola unità familiare o una comunità di cacciatori-raccoglitori — che utilizzava quel riparo temporaneo. Estendere la scomparsa di tracce umane in quel singolo punto geografico all'intera popolazione sarda del Mesolitico ignora le basi della metodologia archeologica.
Paesaggi sommersi e assenza di prove
Come ricordano gli stessi autori dello studio, il contesto geografico di quell'epoca è profondamente mutato. Circa 9.000 anni fa, il livello del mare era circa 20 metri più basso e la costa si trovava a oltre un chilometro e mezzo più a ovest rispetto a oggi. L'innalzamento delle acque e l'erosione costiera hanno sommerso o cancellato gran parte dei territori in cui quei cacciatori-raccoglitori vivevano e si muovevano. In archeologia, l'assenza di prove in un sito costiero eroso non è la prova dell'estinzione di una popolazione, ma spesso il risultato della distruzione fisica dei loro insediamenti principali lungo le antiche lagune.
La continuità genetica sarda alla luce della paleogenomica
Il dato genetico estratto dall'individuo di Arbus mostra un'ascendenza legata ai cacciatori-raccoglitori balcanici ed europei continentali, una firma che non mostra una continuità lineare diretta con i successivi gruppi neolitici o nuragici. Tuttavia, come dimostrano i grandi studi internazionali sulla paleogenomica sarda — tra cui le ricerche sulla struttura genetica e sulla continuità biologica delle popolazioni insulari coordinate da team di riferimento guidati dal Professor Francesco Cucca —, il patrimonio genetico dei Sardi possiede radici profonde e distinte che testimoniano dinamiche di popolamento di lungo periodo.
Le indagini sul DNA antico evidenziano che la specificità biologica della Sardegna affonda in un isolamento genetico consolidatosi nel tempo, ben lontano da semplificazioni catastrofiche. Ridurre millenni di storia a un titolo sensazionalistico significa ignorare la complessità con cui la genetica e l'archeologia descrivono le transizioni preistoriche: un singolo gruppo costiero locale può essersi spostato o ridotto, ma l'architettura biologica della Sardegna antica merita ben altro rigore divulgativo.
Riferimenti bibliografici e note
Melis, R. T., Mussi, M., Early Holocene environmental changes and human frequentation at S’Omu e S’Orku (Arbus, SW Sardinia), The Holocene, 2026.
Marcus, J. H., et al. (incluso Cucca, F.), Genetic history from the Middle Neolithic to present on the Mediterranean island of Sardinia, Nature Communications, 2020.
Lambeck, K., Purcell, A., Sea-level change in the Mediterranean Sea since the LGM: model results for tectonic and eustatic variations, Quaternary Science Reviews, 2005.
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