Scuola Cinofila Demarchi

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Consulenze, Recupero Comportamentale, Incontri di Comunicazione

02/07/2026

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Siamo nel 2026.

Per anni abbiamo detto: “Adotta, non comprare.”

Oggi aggiungerei una cosa.

Non adottare. Non comprare. Finché non sei davvero pronto.

Un cane non ha bisogno solo di amore.

Ha bisogno, ogni giorno, di vivere da cane: esplorare, annusare, muoversi in natura, incontrare altri cani ed essere compreso.

Questi non sono premi.

Sono bisogni fondamentali.

Quando sento dire:

“Eh, ma io lavoro...”

“Eh, ma non ho tempo...”

La risposta è semplice.

Se non puoi garantire ciò di cui un cane ha bisogno, forse oggi non è il momento di prenderne uno.

Perché avere un cane non è un diritto.

È una responsabilità.

Non prendere un cane quando lo desideri. Prendilo solo quando sei pronto a cambiare la tua vita per lui. 🐾

02/07/2026

Siamo nel 2026.
Per anni abbiamo ripetuto uno slogan che ha avuto un ruolo fondamentale: "Adotta, non comprare."

Oggi, però, sento il bisogno di aggiungere una riflessione.
Non adottare. Non comprare. Almeno finché non sei davvero pronto a soddisfare i bisogni di un cane.

Perché il problema non è più soltanto da dove arriva quel cane.
Il problema è la vita che gli offriremo nei dieci, dodici o quindici anni successivi.
Negli ultimi anni si è parlato tantissimo di adozione, di acquisto responsabile, di allevamenti, di canili.
Molto meno, invece, di cosa significhi davvero vivere con un cane.
Troppo spesso ci si concentra sull'arrivo e quasi mai sul resto.
E invece è proprio il resto che determina il benessere dell'animale.

Avere un cane non significa semplicemente dargli da mangiare, portarlo fuori per i bisogni e riempirlo d'affetto.
Significa conoscere la sua specie, il suo linguaggio, le sue emozioni e le sue esigenze individuali.
Perché un cane non ha bisogno solo di essere amato.

Ha bisogno di poter essere un cane.

Ha bisogno, OGNI GIORNO, di esplorare il mondo con i suoi tempi, usando il naso, scegliendo dove andare, cosa annusare e quanto fermarsi.
Ha bisogno, OGNI GIORNO, di muoversi in ambienti naturali, lontano dal continuo controllo del guinzaglio corto, potendo esprimere il proprio comportamento attraverso la libertà, quando possibile, o con una lunghina che gli permetta davvero di fare esperienza.
Ha bisogno, OGNI GIORNO, di entrare in contatto senza il guinzaglio in ambienti idonei con altri cani, di osservare, comunicare, imparare, anche senza dover per forza giocare con tutti.
Ha bisogno, OGNI GIORNO, di riposare, di sentirsi sicuro, di essere compreso quando comunica disagio, paura o stress.
E tutto questo non è un premio.

Non è qualcosa che si fa "quando si ha tempo".
È parte dei suoi bisogni fondamentali.

Quando durante le consulenze sento dire: "Eh, ma io lavoro...", "Eh, ma io potrei al massimo due volte a settimana...", "Eh, ma io voglio che venga con me al bar...", "Eh, ma questa settimana sono impegnato per altre cose..." la mia risposta non vuole essere dura.
Vuole essere onesta.

Se il nostro stile di vita non ci permette di garantire a un cane ciò di cui ha bisogno, forse la scelta più responsabile non è trovare un modo per adattare il cane alla nostra vita.
Forse è rinunciare, almeno per il momento.
Perché avere un cane non è un diritto.
È una responsabilità enorme.
L'amore, da solo, non basta.
Le buone intenzioni, da sole, non bastano.
Servono tempo, conoscenza, disponibilità e la volontà di mettere i bisogni dell'animale davanti a molte delle nostre comodità.
Per questo credo che oggi il messaggio più importante non sia "adotta" o "compra".
Il messaggio è un altro.

Prendi un cane solo quando sei pronto a cambiare la tua vita per lui. Non quando pretendi che sia lui a cambiare la sua per adattarsi alla tua.

30/06/2026

Quando trovi un cane randagio, un cane ferito o un cane abbandonato, la prima cosa da fare è attivare la procedura prevista dalla legge.

ASL, Polizia Locale, Carabinieri.

È giusto. È fondamentale.

Ma non commettere l’errore che fanno quasi tutti: pensare che il tuo compito finisca lì.

Perché da quel momento quel cane entrerà in canile.

E il canile dovrebbe essere un luogo di passaggio, non la sua destinazione.

Purtroppo, però, tanti cani trascorrono anni dietro un box. Alcuni non ne usciranno mai.

Per questo credo che chi salva un cane dalla strada abbia anche una responsabilità morale: impegnarsi perché quella storia non finisca con un cancello che si chiude.

Segui la sua storia.
Condividi il suo appello.
Parlane.
Aiuta a trovargli una famiglia.

Il randagismo non si combatte solo recuperando i cani.

Si combatte facendo in modo che abbiano una seconda possibilità.

E ti chiedo un favore.

Condividi questo post e parlane con le persone che conosci.

Più diffondiamo una cultura della responsabilità e delle informazioni corrette, più aumentano le possibilità che quei cani trovino una casa.

**Salvare un cane è il primo passo. Aiutarlo a uscire dal canile è completare quel salvataggio.**

30/06/2026

Vorrei fare una riflessione che forse farà discutere, ma credo sia necessaria.
Quando troviamo un cane randagio, un cane ferito o un cane abbandonato, sappiamo tutti qual è la procedura corretta: contattare la ASL, la Polizia Locale, i Carabinieri o gli enti competenti affinché il cane venga recuperato.
È un passaggio fondamentale.
Va fatto.
Non sto dicendo il contrario.
Quello che mi chiedo è: perché pensiamo che la nostra responsabilità finisca nel momento in cui quel cane sale sul furgone?
Molte persone, dopo aver fatto quella telefonata, si sentono giustamente soddisfatte di aver aiutato un animale in difficoltà.
Ma la realtà è che, da quel momento, quel cane entrerà in un canile.
E il canile, per quanto possa essere gestito nel migliore dei modi, non dovrebbe mai rappresentare l'obiettivo finale della sua vita.
Dovrebbe essere un luogo temporaneo.
Un posto in cui rimanere il tempo necessario per essere curato, identificato e trovare una famiglia.
Purtroppo sappiamo tutti che non sempre è così.
Ci sono cani che trascorrono mesi.
Altri anni.
Alcuni non escono mai.
Ed è qui che, secondo me, entra in gioco la responsabilità di ogni cittadino.
Se sei stato tu a salvare quel cane dalla strada, puoi fare ancora molto.
Puoi continuare a seguire la sua storia.
Puoi chiedere in quale canile si trova.
Puoi andare a conoscerlo.
Puoi condividere i suoi appelli.
Puoi parlare di lui.
Puoi coinvolgere altre persone.
Puoi diventare parte della sua possibilità di avere una seconda vita.
Troppo spesso deleghiamo completamente il problema alle istituzioni, ai volontari o ai canili.
Ma il randagismo non si risolve soltanto recuperando i cani.
Si risolve quando quei cani trovano una famiglia.
Io sogno una società in cui ogni persona che mette in salvo un cane non pensi: "Ho fatto la telefonata, il mio compito è finito."
Ma pensi invece:
"Adesso farò tutto quello che posso perché quel cane non passi il resto della sua vita dietro un box."
C'è un'altra cosa che tutti possiamo fare, e non costa nulla.
Parlare di questo.
Condividere queste informazioni con amici, parenti e conoscenti. Spiegare che il recupero di un cane non si conclude con una telefonata, ma continua finché quel cane non ha una possibilità concreta di uscire dal canile.
Più persone comprendono questa responsabilità, più aumentano le probabilità che quei cani trovino una famiglia.
La tutela degli animali non dipende solo dalle leggi o dalle istituzioni. Dipende soprattutto dalla cultura che riusciamo a costruire insieme.

25/06/2026
23/06/2026

🐾 “Quando iniziamo a insegnargli il richiamo?”

Spesso questa è una delle prime domande che ricevo.

La mia risposta è: dipende.

Se il cane non ha ancora sviluppato interesse per la persona, se non cerca spontaneamente il proprietario e se l’ambiente è più interessante della relazione, insegnare il richiamo rischia di diventare solo un esercizio.

Prima di chiedere al cane di tornare, voglio che abbia un motivo per farlo.

Per questo spesso lavoro prima sulla relazione, sulla condivisione degli spazi, sulla curiosità reciproca e sulla capacità del cane di considerare il proprietario un riferimento.

Quando queste basi sono solide, il richiamo diventa molto più semplice.

16/06/2026

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Un cane libero non è un cane che fa ciò che vuole.

È un cane che sa orientarsi nel mondo mantenendo la relazione con la sua persona.

Il nostro lavoro non è controllare i cani.

È aiutarli a sviluppare competenze, equilibrio e fiducia, affinché possano affrontare l’ambiente in modo consapevole e sereno.

Photos from Scuola Cinofila Demarchi's post 09/06/2026

Sembra che non stia facendo nulla.

Sta solo camminando, annusando, osservando.

E invece sta imparando.

Sta costruendo competenze sociali, autocontrollo, capacità di lettura dell’ambiente e fiducia nelle proprie scelte.

Non tutto l’apprendimento si vede.

E non tutto l’apprendimento passa attraverso un esercizio.

A volte basta un’esperienza vissuta bene.

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