Split Jerk — 130 kg
Settembre 2026 vs Settembre 2014
12 anni trascorsi. Come il tempo investito per far capire agli atleti che i numeri arrivano sempre e solo dopo una costante ricerca della qualità del gesto.
Nello sport ci vuole pazienza, oltre che costanza.
Ma forse, per trasmettere questo, non ne basterebbero 100.
Barbo.89
Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Barbo.89, Allenatore, Via Val Tiberina 25/G, San Benedetto del Tronto.
27/08/2026
Vale la pena fermarsi su quel “sempre”.
Perché nello sport impegnarsi non significa necessariamente vincere, fare PR o leggere sul timer il tempo sperato. Puoi allenarti bene per mesi e perdere una gara. Puoi preparare un test e fare peggiorare. Puoi dare tutto e trovare qualcuno più forte di te.
Lo sport non promette che otterrai esattamente quello che vuoi. Promette qualcosa di diverso: se continui a lavorare, qualcosa cambia.
Il corpo ha memoria. Se sollevi pesi con continuità, diventi più forte. Se corri, costruisci motore. Se continui ad allenare un movimento che oggi sembra durissimo, prima o poi diventa routine. A volte te ne accorgi subito, altre volte passeranno mesi prima di notare la differenza.
Nella vita questa relazione è molto meno chiara. Puoi fare bene il tuo lavoro e non essere premiato. Puoi comportarti nel modo giusto e ricevere comunque una delusione. Puoi investire tempo ed energie in qualcosa che, per motivi fuori dal tuo controllo, non andrà come volevi. Ci sono troppe variabili fuori dal tuo controllo per pensare che ciò che dai torni sempre indietro in egual misura.
In allenamento questa relazione torna a essere più concreta. Al floor non interessa chi sei, che lavoro fai, quanti soldi guadagni o quanto pensi di essere bravo. Il bilanciere o il cronometro non hanno opinioni.
Può sembrare duro, ma in realtà è liberatorio. Perché il cambiamento dipende soprattutto da te.
Non controlliamo tutto del risultato, ma controlliamo molto del processo.
L’impegno produce adattamenti anche quando il risultato finale non è quello che avevamo immaginato.
Il risultato arriva. Solo che non sempre arriva nella forma che avevamo previsto.
Forse questa è la promessa più onesta che lo sport possa farci: non ti garantisce che otterrai tutto quello che vuoi, ma se continui a lavorare, difficilmente resterai la stessa persona che eri quando hai iniziato.
E in un mondo in cui tante cose dipendono da qualcun altro, avere uno spazio in cui possiamo ancora costruire qualcosa con le nostre mani vale tantissimo.
24/08/2026
Negli ultimi anni i programmi che propongono sezioni di accessory training strani, complessi, spesso molto “Instagrammabili” sono in forte aumento, d’altronde questo sport è sempre stato molto più trend-oriented che science-based.
Il problema è che un esercizio diventa utile solo quando risponde a una domanda precisa.
In una programmazione generale per CrossFit, l’accessorio dovrebbe avere soprattutto una funzione sport-specifica: migliorare controllo, forza, tolleranza o capacità di esprimere un pattern che ritroveremo realmente nello sport.
Se trasformiamo ogni blocco accessorio in una mini-sessione di mixata fra building e rehab-style , senza assessment individuale, perdiamo il senso metodologico.
Un face pull, un Copenhagen, una variante in quadrupedia o un esercizio “nuovo” visto sui social con elastici, kettlebell ed un nome accattivante, può essere validissimo ma solo se applicato nel contesto corretto. Inseriti indistintamente in una GPP diventano semplicemente esercizi.
Il punto è la specificità.
Se voglio migliorare la trazione durante kip e butterfly, mi interessa capire angoli di forza, controllo scapolare, capacità di mantenere tensione e trasferimento sul gesto.
Se voglio migliorare una overhead position, devo distinguere tra deficit di mobilità toracica, controllo scapolo-omerale, forza e strategia motoria.
Sono problemi diversi. Richiedono interventi diversi.
Il rehab parte da una valutazione clinica e da una necessità individuale.
La GPP parte dalle richieste dello sport.
Confondere i due livelli porta facilmente a costruire blocchi apparentemente sofisticati, ma con scarso transfer e molto junk volume.
Accessory training significa scegliere un mezzo per ottenere un adattamento.
Non scegliere l’esercizio più particolare della settimana.
Prima definisci il deficit prestativo. Poi scegli l’esercizio.
E tu, continui a scegliere il trend o preferisci avere una risposta?
Settembre è alle porte e con onair siamo pronti per la nuova stagione.
04/06/2026
Una programmazione generale è davvero sempre inferiore rispetto ad una 1to1?
Molti parlano di programma individualizzato ma ti sei mai chiesto quali dovrebbero essere i livelli qualitativi per valutare una 1to1?
Negli ultimi anni il concetto di programmazione si è evoluto molto più velocemente di quanto molti atleti abbiano realizzato. Oggi esistono livelli di individualizzazione, raccolta dati e adattamento che rendono il confronto molto meno banale di quanto sembri.
Ho provato a mettere ordine in questo argomento nel nuovo articolo:
“Debunking 1to1 – Il programma individuale”
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1to1
e ti invierò l’articolo completo.
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19/05/2026
Sentito mai quella gran rottura di scatole del tuo amico lamentarsi tipo: “eh ma quello fa ‘na piotta è Elite”, oppure “quello corre a 3:40 e si iscrive icspiriens”.
Però poi quando devi fare un tuffo in profondità, rimane il vuoto cosmico. Perché poi ci si perde nel determinare se quei 120 di Sn**ch valgono di più rispetto al non riuscire a mettere in fila 5 RMU consecutivi, oppure se correre i 5K in 18’ abbia più significato rispetto a rimanere sotto a 115Kg di Clean in termini di categoria.
Non entrerò nel merito del discorso. È lungo e complesso, ma sono abbastanza certo che pochi ci hanno lavorato quanto me, nel cercare risposte.
Analizzando i workout dei Bulls Game ho colto la palla al balzo. Esclusa la finale, 4 Workout su 5 erano confrontabili fra Elite e Regular. Il risultato potete leggerlo nelle slide.
Le considerazioni da fare però non sono quelle comuni, ovvero puntare il dito contro gli atleti, ma ragionare su come nel 2026, il livello medio di fitness di chi gareggia sia sufficientemente alto da poter proporre gli stessi workout, con la stessa classifica.
Come ogni scelta, ci sono punti positivi e negativi, fra i positivi vedo:
- Presumibilmente meno atleti che si iscrivono Elite tagliati fuori dalle qualifiche;
- di conseguenza,livello medio degli atleti in campo più alto;
- Ranking statisticamente più robusti e meno influenzati dalla frammentazione del field con maggior valore competitivo del placement finale, perché ottenuto contro un pool di atleti più ampio e vario;
Ovviamente esistono anche criticità:
* rischio di scoraggiare gli atleti meno esperti;
* maggiore pressione competitiva nelle heat basse;
* necessità di un programming molto più intelligente.
Se il workout designing è ben strutturato, i livelli emergono comunque, come successo nel workout San Benedetto.
Questo non significa che “non esistano più le categorie intermedie”, ma probabilmente nel 2026 il concetto di categoria sta diventando molto più sfumato rispetto al passato.
E forse la vera domanda non è:
“questo atleta è Elite o Regular?”
Ma:
“quanto il sistema categorie sta ancora rappresentando realmente il livello competitivo degli atleti moderni?”
22/03/2026
Abbiamo deciso, in condivisione con i ragazzi qualificati alla finale del , di non prendere parte alla finale.
La nostra partecipazione si limiterà al minimo necessario affinché il punteggio venga registrato.
Questa scelta non nasce da una critica all’evento, anzi.
Il Bologna Throwdown è una competizione bellissima, ben organizzata e alla quale speriamo di tornare a partecipare in futuro con il team onair.
Il rispetto per gli organizzatori e per tutto lo staff è totale, e proprio per questo ci scusiamo in anticipo se questa decisione può in qualche modo ridurre lo spettacolo della finale.
La scelta è puramente tecnica.
Nei due tagli previsti durante la competizione, il sistema di scoring non ha previsto una redistribuzione del punteggio.
Questo ha portato, di fatto, a dare un peso diverso ai workout e a ridurre drasticamente l’impatto della finale sulla classifica.
In queste condizioni, la finale non offre una reale possibilità di modificare le posizioni, né in positivo né in negativo.
Per fare un esempio concreto:
nelle Elite Women, in finale il 1º posto assegna 1000 punti e l’ultimo (6ª) 434.
nei Regular Men, il 1º prende 1000 e l’ultimo 900, un impatto completamente diverso sulla classifica.
Dal nostro punto di vista, questo sistema disincentiva la performance nella fase finale, perché la classifica risulta, di fatto, già definita.
L’intento della nostra scelta è dimostrare che, partecipando o meno alla finale, la classifica rimarrebbe invariata.
Come accade ai CrossFit Games, ritengo che in presenza di tagli sia corretto ridistribuire il punteggio tra gli atleti rimanenti, per mantenere coerenza competitiva e valore della finale.
Sappiamo che non è una presa di posizione elegante, ma credo possa essere uno spunto utile per ragionare su sistemi più equilibrati in futuro.
Accetto qualsiasi lettura di questa decisione, pertanto mi assumo la responsabilità di portare avanti un punto di vista che ritengo utile per la crescita del movimento.
Con lo stesso rispetto con cui oggi faccio un passo indietro, spero domani di poter tornare a competere in un contesto ancora più equilibrato.
22/02/2026
Ci abbiamo provato ma alla fine penso le foto più belle debbano essere proprio così.
Buon primo compleanno Aria, sempre con l’amore di Mamma, Papà e l’affetto degli Amici.
Jump into this Strength Tuesday with the protocol:
EMOM 12’
A) 40” Sandbag Bear Hug Hold + 20” Max Sandbag Ground-to-Shoulder
B) Rest
Ed ecco a voi il tutorial che ogni Trainer dovrebbe mostrare ai propri allievi.
E tu, con criterio oppure sei fuori controllo?
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