Granata South Force G.S.F.

Granata South Force G.S.F.

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G.S.F. GRANATA SOUTH FORCE Antica Mentalità Ultras mille977

30/05/2026

“Non sono mai stato bravo con le parole e non sono mai stato capace di “lisciare” presidenti, dirigenti, procuratori e quella pletora di faccendieri che sono sbucati come funghi negli ultimi anni in cui ho giocato a calcio.

Io ho sempre fatto “parlare” le mie gambe e la mia testa.

Per me ha sempre “parlato” il mio comportamento, la mia serietà professionale, la mia onestà …

Non ce la faccio proprio ad elemosinare un posto nei quadri dirigenziali o nel settore giovanile di un Club.

Tutti sanno chi sono.

Io, Agostino Di Bartolomei, se prendo un impegno vado anche nel fuoco per mantenerlo.”

OVUNQUE SEI, GUIDACI ANCORA AGO!

26/05/2026

Figlio di Salerno, animo nobile.
Il mare custodisce la tua voce sincera.
E anche se il cielo ti ha portato lontano,
qui nessuno mai ti dimenticherà!

Ovunque sarai, per l’eternità sempre con noi !

Matteo Vive !

24/05/2026

Quella partita dovevamo vincerla.
Ma le cose, si sa, non vanno mai come immagini.

La partita è finita e le squadre lasciano il campo. I nostri sguardi smarriti si incrociano con occhi velati di lacrime.

Il treno aspetta. Tra poco correrà sui binari verso la nostra città bagnata dal mare. Aspetta in silenzio, mentre qui non c’è più nulla da fare e noi attendiamo soltanto il segnale per poter tornare a casa.

Abbiamo ancora la partita negli occhi, mentre il rumore del treno confonde i pensieri e li rende sempre più pesanti.

Dal finestrino l’Italia sembra infinita, e quel viaggio senza fine assomiglia al sapore amaro del veleno. La mia gente sembra lontanissima quando il treno imbocca la galleria. E in quell’istante capisco che indietro non si tornerà mai più.

Quella partita dovevamo vincerla.
Perché sì, oggi sareste ancora qui con noi.

24 maggio 1999 – 24 maggio 2026
Ventisette anni.
Non vi dimenticheremo mai.

Simone Vitale
Vincenzo Lioi
Ciro Alfieri
Giuseppe Diodato

PER SEMPRE

10/05/2026

La mamma.
Quella che diceva “non andare”, ma poi ti preparava lo stesso il panino nella stagnola e la bottiglietta d’acqua.
Quella che restava davanti alla radiolina ad ascoltare la radiocronaca, con il cuore che correva insieme a noi.

La mamma che, fosse mattina, pomeriggio o notte fonda, aspettava solo di sentire la porta aprirsi.
E appena rientravi ti chiedeva:
“Com’è andata?”

Non importava il risultato.
Bastava vederti tornare.

E poi quel sorriso, semplice e immenso, prima della buonanotte.
Un amore silenzioso, fedele, infinito… proprio come quello di una mamma granata.

Auguri a tutte le mamme granata
custodi di passioni, sacrifici e carezze infinite che in mille notti hanno alleviato le nostre sofferenze.

27/04/2026

“Quella è nostra, è la nostra vita, la Salernitana”

Salerno ora non arretrare, avanza !

13/04/2026

Sul campo, ancora intriso dell’eco della partita, un ragazzo avanza come se portasse sulle spalle qualcosa di più pesante della vittoria o della sconfitta.
La sua maglia gialla brilla sotto un cielo pallido, ma tra le mani tiene un bianco fragile, quasi sacro: un pezzo di stoffa trasformato in memoria.

“Siberiano eterno”, parole tracciate con semplicità, come si scrive quando il cuore corre più veloce della mano. Sotto, un cuore incerto, imperfetto, e proprio per questo vero.

Intorno a lui, il mondo continua: compagni che applaudono, passi che si allontanano, gradinate che osservano in silenzio. Ma quel momento si ferma, sospeso tra il rumore e il silenzio, tra ciò che è stato e ciò che resta.

Negli occhi del ragazzo non c’è solo orgoglio, ma una malinconia dolce, come se quel messaggio fosse un ponte lanciato verso qualcuno che non può più rispondere, ma che continua a vivere lì, in ogni respiro, in ogni passo sul prato e quando c’è bisogno tende una mano dal cielo, ci piace pensarlo così quel Gol al 96esimo.

E così, tra l’erba calpestata e il rumore lontano della folla, il calcio si fa poesia, e il gioco diventa memoria.

Eternamente Siberiano

12/04/2026

Ci sono silenzi che fanno più rumore di mille cori,
e notti in cui anche il cuore sembra pesare troppo.

In mezzo a tutta questa incertezza resta un nome inciso,
quasi come una ferita che non vuole chiudersi:
Carmine Rinaldi.

Il Siberiano.
Freddo fuori, dicono.
Ma dentro, un fuoco che arde e non si spegne mai.

Ha tenuto in piedi sogni quando crollavano,
ha stretto i denti mentre il mondo voltava le spalle,
ha camminato solo, pur essendo guida di tanti.

Essenza della Granata South Force, sì…
ma anche uomo fatto di cicatrici invisibili,
di battaglie che nessuno ha visto,
di lacrime che non hanno mai trovato voce.

E forse è questo che lo rende eterno:
quel restare, anche quando tutto invita ad andare via.
Quel credere, anche quando fa male farlo.

Perché la vera forza non è non cadere,
ma rialzarsi senza chiedere nulla,
portando addosso il peso di un amore
che non conosce tregua.

E in quella sofferenza silenziosa,
vive ancora il Siberiano che non è andato via.
Ha solo deciso di diventare orizzonte, per abbracciare Salerno tutta intera, ogni volta che il sole tramonta e tinge il mondo del colore del nostro sangue, quello Granata !

Eternamente Siberiano !

La tua GSF

12/04/2010 - 12/04/2026

11/04/2026

"Una vita da Stella, un destino da Folgore. Eternamente Siberiano ."

GSF 1977

03/01/2026

Abbiamo riconosciuto solo la casacca,
non chi la indossava.

Carmine
ci ha insegnato che l’appartenenza
non si racconta: si vive.

Oggi tutto è silenzioso,
ma il tuo nome risuona ancora.

Buonanotte Carmine.
Onore eterno.

03/01/2026

Oggi non ti avrebbe pesato il tempo che passa.
Ti avrebbe fatto male il resto.
Il vedere la tua Salernitana
trattata senza rispetto,
come se l’amore vero potesse essere spiegato
a chi non ha mai sofferto per una maglia.

Amavi in silenzio e ruggivi quando serviva.
C’eri sempre,
anche quando costava fatica,
anche quando faceva male.

Oggi il tuo compleanno cade piano,
come quella bandiera, “VIVERE ULTRA PER AMARE SALERNO” che ancora oggi non smette di sventolare

Il tuo nome resta inciso nei gradoni freddi,
nelle lacrime che nessuno vuole far vedere.

Ovunque tu sia,
qui continui a mancarci come manca il fiato
negli ultimi minuti di una partita .

Auguri, Siberiano.
Non sei un ricordo.
Sei STELLA che squarcia le notti più nere , FOLGORE che incendia l’oscurità,
Fuoco che non si spegne !

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