26/08/2026
Maestro Dott. Alfonso Grassi - Manager dello Sport e Chinesiologo
📌𝙈𝘼𝙀𝙎𝙏𝙍𝙊 𝘿𝙄 𝙆𝙐𝙉𝙂 𝙁𝙐
📌CHINESIOLOGO e MANAGER DELLO SPORT
📌SPECIALIZZATO IN ARTI MARZIALI E DISCIPLINE DEL BENESSERE
Sono un professionista Chinesiologo e Manager dello sport. Le mie competenze spaziano dalla formazione tecnica nelle discipline del Kung Fu, Qi Gong, Ginnastica Posturale a quelle di tipo Manageriale, in particolare Gestione di ASD, Centri Sportivi, Campagne Marketing, Organizzazione Eventi e Direzione Tecnica Sportiva. Dal 2001, dirigo lo Studio Consulenze EVOLVA avvalendomi della collaborazione
26/08/2026
Non è poi così scontato.
Prima dei nativi digitali, gli adolescenti conoscevano molto bene la noia.
C’erano momenti in cui non succedeva nulla. Niente notifiche, niente scroll, niente messaggi a cui rispondere. E proprio in quei momenti si imparava, quasi naturalmente, a stare nel presente.
Oggi siamo costantemente connessi. E paradossalmente, proprio per questo, sentiamo sempre più il bisogno di ritrovare il qui e ora attraverso la meditazione, la mindfulness e altre pratiche di consapevolezza.
Il Kung Fu può essere una di queste pratiche, ma va oltre.
Durante l’allenamento impariamo a concentrarci sul respiro, sul corpo, sul movimento, sull’avversario, su ciò che sta accadendo in quell’esatto momento.
Ma il vero valore del Kung Fu non dovrebbe esaurirsi quando finisce l’allenamento.
Il Kung Fu va applicato nella vita quotidiana.
Imparare a controllare una reazione.
Rimanere lucidi quando siamo sotto pressione.
Accettare la fatica senza cercare continuamente una scorciatoia.
Ascoltare prima di rispondere.
Essere presenti mentre facciamo qualcosa, invece di essere fisicamente in un luogo e mentalmente altrove.
Per questo il Kung Fu, nella sua concezione più profonda, non è soltanto un insieme di tecniche marziali.
È un modus vivendi.
L’allenamento è il laboratorio.
La vita quotidiana è il vero campo di pratica.
E forse oggi, in un mondo che ci insegna continuamente a distrarci, imparare a stare davvero nel momento è una delle abilità più importanti che possiamo allenare.
02/06/2026
𝐋𝐨 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐯𝐢𝐝: 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚?
La pandemia non è stata solo una "pausa" temporanea. Ha funzionato da vero e proprio acceleratore di dinamiche sociali che erano già nell'aria, cambiando profondamente e in modo permanente il volto dello sport giovanile.
Quello che si sta verificando oggi, purtroppo è stato ampiamente previsto durante quel periodo buio.
I dati epidemiologici e sociali dell'Istat scattano una fotografia precisa di questa evoluzione:
🟢 Prima del Covid: Il 70% dei bambini e ragazzi (6-14 anni) praticava sport in modo continuativo, almeno 2-3 volte a settimana.
🟡 Durante la pandemia: Abbiamo assistito a un vero e proprio crollo delle attività, con picchi fino al 48% di interruzioni forzate.
🔴 Oggi (Post-Covid): La ripresa non è stata uguale per tutti. Assistiamo a una forte flessione e al fenomeno del drop-out (l'abbandono definitivo). 1 ragazzo su 4 ha smesso del tutto.
Quali sono gli effetti a lungo termine di cui parliamo oggi?
📉 Tassi di abbandono record: Circa il 25,4% dei giovani ha interrotto definitivamente la pratica sportiva passata, con una situazione particolarmente critica e picchi preoccupanti tra le ragazze adolescenti.
⚡ La polarizzazione della pratica: Si è creata una vera e propria spaccatura. Da un lato c'è chi ha ripreso l'attività con ancora più frequenza; dall'altro, un'ampia fascia di ragazzi è scivolata in una sedentarietà cronica difficile da scardinare.
Il rischio reale è che la sedentarietà diventi la nuova normalità per una fetta enorme di una generazione. Ricostruire l'abitudine al movimento e rendere lo sport di nuovo accessibile e inclusivo deve essere una priorità.
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Indirizzo
Salerno
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