28/08/2026
La partita è passata alla storia per l'elevata intensità fisica, le difficili condizioni meteo (caratterizzate da una forte umidità e una momentanea interruzione per pioggia) e la clamorosa rimonta di Lendl.
Il neo campione di Wimbledon Stich si è trovato in vantaggio per due set a uno e ha lottato punto su punto nel quarto set, cedendo solo al tie-break per 7-5. Nel quinto set, visibilmente esausto e penalizzato dal caldo afoso di New York, il tedesco è crollato sotto i colpi da fondo campo di Lendl.
L'incontro è durato ben 3 ore e 38 minuti di puro agonismo.
Con questa vittoria Lendl ha raggiunto le semifinali dello Slam americano per il decimo anno consecutivo
28/08/2026
Era il 28 agosto 1984, nel giorno del debutto a New York di Stefanie Graf, nel primo turno degli US Open la 19enne italiana Raffaella Reggi, reduce dal bronzo delle Olimpiadi di Los Angeles (il tennis era però figurato come torneo di esibizione) sconfisse la statunitense qualificata Karin Huebner nel singolare femminile con il punteggio di 6-2, 6-0. Dopo questa vittoria, il cammino della Reggi nel torneo si fermo' purtroppo al secondo turno, dove fu battuta dalla testa di serie numero 7 Zina Garrison con il punteggio di 3-6 6-1 6-0. Per Karin Huebner, quella del 1984 fu l'unica partecipazione in carriera al tabellone principale di un torneo del Grande Slam in singolare.
28/08/2026
Il 28 agosto 1991, 35 anni fa, sul campo del Louis Armstrong Stadium, andò in scena una sessione serale destinata a entrare nella leggenda. Connors, a cinque giorni dal suo 39° compleanno, reduce da un grave infortunio al polso e sprofondato al numero 174 del ranking ATP, partecipava al torneo solo grazie a una wild card. Dall'altra parte della rete c'era il venticinquenne Patrick McEnroe (fratello minore del celebre John), solido numero 34 del mondo.
Il match sembrava virtualmente chiuso nel terzo set. Patrick McEnroe era in totale controllo, avanti di due set, sopra 3-0 e con tre p***e break consecutive (0-40) sul servizio di Connors. Con le sp***e al muro, a un passo dal baratro, Connors compì il miracolo: annullò le p***e break, risalì la corrente e, guardando la cabina di commento o l'avversario, pronunciò la celebre frase: "Ci vediamo al quinto set".
Sostenuto dal pubblico del Flushing Meadows, Connors si invento' una feroce reazione d'orgoglio. Annullo' lo svantaggio, cambiando l'inerzia emotiva della partita e conquistando il terzo set per 6-4.
Con le ultime energie fisiche e mentali, l'eterno Jimmy domino' anche il quarto set (6-2).
La battaglia divenne logorante e durò complessivamente 4 ore e 18 minuti. Ormai a corto di energie, entrambi i tennisti lottarono su ogni palla in un clima da corrida. Connors riuscì a strappare il break decisivo sul finale, chiudendo l'incontro alle 01:35 del mattino.
Nemmeno il suo amico Ilie Nastase, ex numero 1 del mondo che quel giorno era allo stadio, credeva in Jimbo. Tanto è vero che lascio' le tribune prima della fine della partita. Lo rivelo' il giornalista Steve Tignor in un articolo su "Tennis.com" del 2015. Nastase rientro' a casa. "Che peccato per Jimmy" disse a sua moglie. "Peccato per cosa? guarda la tv, sta servendo per il match".
Dallo 0-3 0-40 nel terzo set, ha scritto Connors nella sua autobiografia The Outsider, "ho sentito che non ero pronto a dire addio. Non avrei mai permesso a Patrick McEnroe di battermi nel mio giardino". Il pubblico ha fatto il resto. Non avevo mai sperimentato niente di simile, e non credo che lo sperimenterò mai più" ha detto lo statunitense.
Era solo l'inizio di un viaggio fuori dal comune.
28/08/2026
Il 28 agosto 1984 segna lo storico esordio assoluto di Steffi Graf agli US Open. A soli 15 anni, la giovanissima tennista tedesca scese in campo per la prima volta nello Slam di New York giocando contro la connazionale Sylvia Hanika, giocatrice solida, mancina con un dritto potente e un rovescio tagliato insidioso, che aveva già vinto dei tornei WTA, e arrivata gia' in finale a Parigi.
Sebbene avesse già debuttato nel circuito professionistico nel 1982 nel famoso match contro Tracy Austin e avesse appena vinto il torneo dimostrativo alle Olimpiadi di Los Angeles nell'agosto del 1984, quella data rappresenta il suo primo vero impatto con il pubblico e i campi di Flushing Meadows.
All'epoca la maggior parte degli spettatori americani non aveva ancora idea di chi fosse, ma quel debutto fu il primo passo di una cavalcata leggendaria che l'avrebbe portata, quattro anni più tardi (nel 1988), conquistare il Golden Slam, ed entrare di diritto tra le più grandi giocatrici della storia.
27/08/2026
Il quarto di finale degli US Open 1992 tra lo svedese Stefan Edberg e l'allora trentaduenne Ivan Lendl è rimasto nella storia del tennis come uno dei match più intensi ed epici del torneo.
La partita iniziò nella sessione serale del giovedì, ma fu interrotta a causa della pioggia poco dopo la mezzanotte mentre si disputava il quinto set (con Edberg avanti 2-1). Si concluse soltanto il venerdì pomeriggio.
Edberg dominò i primi due set portandosi avanti 6-3, 6-3. Lendl, però, tirò fuori il suo storico carattere da combattente: vinse il terzo e, nel quarto set, annullò ben tre match point consecutivi sul proprio servizio, riuscendo poi a strappare il parziale per 7-5 e trascinando l'incontro al decisivo quinto set.
Nel quinto set, Lendl riuscì a portarsi in vantaggio di un break (4-3) e ad avere a disposizione p***e game per andare sul 5-3. Edberg compì l'ennesimo miracolo di quel torneo, strappando il contro-break (4-4) e dominando infine il tie-break decisivo per 7 punti a 3.
Questo match segnò l'ultimo incontro ufficiale della straordinaria rivalità tra i due campioni, con Edberg che chiuse i precedenti in vantaggio per 14-12
Inoltre, fece parte di una striscia pazzesca per Edberg in quell'edizione: lo svedese vinse infatti tre partite consecutive al quinto set (contro Krajicek negli ottavi, Lendl nei quarti e Chang in una semifinale record da 5 ore e 26 minuti), trovandosi in tutte e tre le occasioni sotto di un break nel parziale decisivo
27/08/2026
Una sfida che è stata considerata una delle partite più intense e spettacolari dell'intero Us Open femminile nel 1990. La Mary Joe Fernandez, idolo di casa, contro Gabriela Sabatini si presentò alla sfida con un ottimo bagaglio di fiducia, avendo sconfitto l'argentina in quattro dei loro ultimi cinque passaggi diretti.
Nei primi game dell'incontro la statunitense impose il proprio ritmo, portandosi rapidamente in vantaggio nel set d'apertura grazie alla solidità dei suoi colpi da fondo campo.
Sotto nel punteggio (la Fernandez conduceva per 4-1), la Sabatini decise di rischiare e stravolgere la propria impostazione di gioco abbandonando lo scambio prolungato da fondocampo. Iniziò ad attaccare la rete su qualsiasi palla utile, giocando un tennis estremamente aggressivo sfruttando il serve-and-volley e spettacolari volée di rovescio, vincendo il primo set 7-5.
Il secondo parziale fu uno specchio speculare del primo per intensità, ma a parti invertite nel finale. La statunitense non si arrese al cambio di inerzia, lottò su ogni punto e riuscì a restituire il 7-5 a favore, prolungando l'incontro al terzo e decisivo set.
Nel terzo set la stanchezza iniziò a farsi sentire, ma la Sabatini mantenne una straordinaria lucidità nei momenti decisivi. Forte dei dettami del suo allenatore Kirmayr che la spingeva a non aver paura del gioco di volo, l'argentina continuò a pressare a rete nei punti caldi, chiudendo la pratica sul 6-3 dopo una vera e propria maratona atletica
Grazie a questa vittoria, l'argentina si qualificò per la finalissima dove l'aspettava Steffi Graf che liquido' in due facili set Arantxa Sanchez.
27/08/2026
Era il 27 agosto di 31 anni fa quando Pescosolido e Chang giocarono il secondo turno degli Us Open. L'azzurro aveva battuto il ventenne di belle speranze Novak in quattro set, mentre l'americano aveva strapazzato l'altro azzurro Pozzi in tre set lasciando un solo game al tennista barese.
La partita si è conclusa con il punteggio di 4-6, 6-3, 6-4, 6-4 a favore della testa di serie numero 5 del torneo. Nonostante un ottimo inizio in cui Pescosolido è riuscito a strappare il primo set, la regolarità e l'intensità del tennista americano hanno avuto la meglio sulla distanza dei quattro set.
27/08/2026
Era il 6 settembre 1980 quando Bjorn Borg nella semifinale degli Us Open, allora testa di serie numero 1, riuscì a compiere una straordinaria rimonta vincendo in cinque set dopo essersi trovato in svantaggio di due parziali contro Kriek.
Il sudafricano (che avrebbe poi vinto gli Australian Open nel 1981 e 1982) scese in campo sfoggiando un tennis d'attacco devastante e un servizio prodigioso, sorprendendo Borg e portandosi avanti per due set a zero.
Con la consueta freddezza e grande una tenuta fisica, Borg prese totalmente il controllo del match a partire dal terzo set. Kriek, esausto anche per via di una maratona di quasi cinque ore giocata nei quarti di finale contro Wojtek Fibak, non riuscì più a contenere i passanti dello svedese.
Borg dominò gli ultimi tre parziali in modo quasi identico, concedendo in tutto appena tre game all'avversario (6-1, 6-1, 6-1)
Grazie a questo successo, Borg mantenne vivo il sogno di conquistare il terzo titolo dello Slam consecutivo dopo Parigi e Wimbledon.
27/08/2026
È stato uno dei principali pionieri del tennis spagnolo moderno, diventando il primo giocatore del suo paese a raggiungere la posizione numero 1 del ranking ATP nel marzo 1999, dai tempi di Manolo Santana.
Ha vinto il singolare al Roland Garros nel 1998 e ha raggiunto la finale agli Australian Open nel 1997. Ha conquistato 20 titoli ATP in singolare, oltre ad aver guidato la Spagna alla vittoria del trofeo nel 2004.
Maiorchino come Nadal a cui ha fatto da allenatore dal 2016 fino al suo ritiro, e' stato legato sentimentalmente alla tennista italiana Flavia Pennetta.
Nel 1997 ha fatto la settimana di servizio militare obbligatorio ed è stato costretto a tagliare i capelli, che teneva sempre lunghi. Due anni dopo viene inserito dalla rivista statunitense People tra le 50 persone più belle del mondo.
Il suo colpo migliore è stato senza dubbio il dritto anomalo, con cui comandava lo scambio e cercava costantemente il vincente.
Mancino nella vita di tutti i giorni (ad esempio per scrivere), ma ha sempre giocato a tennis impugnando la racchetta con la mano destra.
Oggi 27 agosto compie la cifra tonda di 50 anni Carlos Moya
26/08/2026
2 febbraio 1992, Bolzano, Palasport indoor, molto probabilmente la piu bella partita della carriera di Omar Camporese,
Fino al punteggio di 6-0, 4-0, lo spagnolo Emilio Sanchez (allora numero 8 del mondo) non è riuscito a vincere nemmeno un singolo game.
Prima di quel giorno, Sánchez aveva battuto l'azzurro in tutti e tre i loro precedenti incontri.
Camporese fu il dominatore assoluto di quella sfida di Coppa Davis. Nella prima giornata aveva sconfitto Sergi Bruguera, e nella seconda aveva vinto il doppio insieme a Diego Nargiso, superando la storica coppia Sanchez/Casal, mentre Caratti fu sconfitto da Emilio in cinque set nella prima giornata.