10/07/2026
"Devo dire che trovo divertente il fatto che, in sette degli otto circoli in cui gioco tornei, tuttora non mi ammetterebbero come socio".
Fisico asciutto e scattante, riflessi da gatto, una tecnica esecutiva pulita e già vagamente modernizzante. Distinto nei gesti e intonato alla grazia del gioco anche nel vestire, con il suo armamentario poteva vincere dappertutto. E così fu.
Un campione immenso, ma prima ancora un uomo capace di cambiare il mondo.
In campo scriveva pagine di storia con un'eleganza unica. Vinse 44 titoli, conquistò gli US Open, gli Australian Open e soprattutto Wimbledon 1975, dove sconfisse il favoritissimo Jimmy Connors in una delle finali più intelligenti e sorprendenti di sempre. Fu il primo tennista afroamericano a vincere uno Slam e il primo a dimostrare che il talento non conosce il colore della pelle.
Ma la sua partita più importante iniziò lontano dai campi da tennis.
Alzò la voce contro il razzismo quando farlo significava esporsi in prima persona. Si batté contro l'apartheid in Sudafrica, trasformando la sua fama in uno strumento di giustizia e uguaglianza. Non cercava applausi, cercava cambiamenti.
Poi il destino gli giocò il punto più crudele. Contrasse l'HIV a causa di una trasfusione di sangue durante un intervento al cuore. Invece di nascondersi, trasformò anche quella tragedia in una missione. Parlò dell'AIDS con coraggio, combatté il pregiudizio e diede speranza a migliaia di persone, fino alla sua scomparsa nel 1993 a soli 50 anni.
Ci ha insegnato che un vero campione non si misura solo dai trofei vinti, ma dal bene che lascia al mondo.
Oggi avrebbe compiuto gli anni. E il suo esempio continua a vivere, ben oltre una racchetta e un campo da tennis. Per sempre. ❤️🎾
Ciao Arthur, un bacio lassù 🙏😘
09/07/2026
9 luglio 1995
Pete Sampras vince il suo terzo Wimbledon consecutivo, e il sesto Slam complessivo della sua carriera.
Prima della finale, Becker aveva superato in una durissima semifinale il rivale numero uno del tabellone, Andre Agassi. Sampras aveva invece sconfitto al quinto set il croato Goran Ivanišević.
Il tedesco era alla sua settima finale a Wimbledon. Dopo questo match (il suo ultimo atto conclusivo a Londra) dichiarò che il Center Court non gli apparteneva più e che Sampras ne aveva ormai "preso le chiavi".
09/07/2026
9 luglio 1989
La seconda finale consecutiva a Wimbledon tra Becker e Edberg.
Il tedesco parte con un ritmo insostenibile e una potenza al servizio devastante, lasciando Edberg completamente disarmato e chiudendo il parziale con un "bagel" in pochissimi minuti.
Lo svedese reagisce e il livello del match si alza notevolmente. Edberg riesce a salire fino al 6-5 e conquista tre set point consecutivi sul proprio servizio (40-0). Becker compie un capolavoro vincendo 12 dei successivi 13 punti, trascinando il set al tie-break e dominandolo per 7 punti a 1.
Con il vantaggio di due set, il tedesco gioca in totale fiducia. Gli basta un solo break chirurgico per chiudere l'incontro e lanciare la sua racchetta al pubblico in festa.
Quella domenica sancì una storica doppietta per la Germania Ovest: poche ore prima del trionfo di Becker, Steffi Graf aveva conquistato il titolo nel singolare femminile battendo Martina Navrátilová
09/07/2026
9 luglio 2001, 25 anni fa
La pioggia costrinse gli organizzatori a posticipare la conclusione del torneo al lunedì, il cosiddetto "People's Monday". Ciò creò un'atmosfera unica, simile a quella di una partita di calcio.
Migliaia di tifosi croati cantano, saltano e gridano come a un match della Nazionale di calcio, con le maglie a scacchi biancorossi a colorare l’impianto londinese. Sotto gli occhi di un indemoniato Jack Nicholson, si arriva all’annunciato quinto set con i parziali di 6-3, 3-6, 6-3, 2-6, con Ivanisevic e Rafter che tengono il servizio sino al 7 pari. Da quel momento, si gioca in un ambiente mistico, con Goran che alla prima palla break risponde con un rovescio al bacio vincente a un servizio piuttosto lento di Rafter, che in seguito spiegherà: “Ho giocato sul suo nervosismo, pensando che avrebbe sbagliato: la mossa non ha pagato”. Fino a quel momento, ‘crazy’ Ivanisevic si era controllato: qualche protesta con l’arbitro Diaz, alcune sbracciate, tante parolacce e un paio di calci alla rete. Normale amministrazione per una testa calda come il croato, che in tribuna aveva invitato solo papà Srdjan, reduce da un intervento al cuore con tanto di tre bypass, perché la mamma “portava sfortuna”, essendo presente nelle precedenti tre finali p***e.
Ivanisevic va a servire per il match, nel delirio del Centrale. I primi due match point se li auto annulla, con altrettanti doppi falli. Sembra il remake del 1992: i nervi sembrano crollare, il croato è quasi in lacrime, si teme per la salute del papà in tribuna. Si sprecano i segni della croce, con Goran che scaramanticamente va a sempre a recuperare le stesse palline del servizio precedente. Rafter, sostenuto da un numero nutrito di fans australiani, salva anche un terzo match point con un favoloso pallonetto. Alla quarta occasione, però, spedisce in rete una seconda di servizio a 175 km/h, scrivendo la parola fine alla favola del suo avversario, che crolla in lacrime sull’erba di Wimbledon. “Il giocatore più talentuoso a non aver vinto il Championship”, come era stato battezzato, si è tolto questa scomoda etichetta di dosso e può ricevere finalmente il trofeo tanto desiderato. “Il momento più bello? Quando alzi la Coppa”, dirà Goran, prima wild-card della storia ad aver trionfato nello Slam più prestigioso. Un successo dedicato all’amico Drazen Petrovic, il più grande cestista europeo di sempre, scomparso prematuramente nel 1993.
09/07/2026
C'era qualcosa di speciale in lui.
Non era soltanto il talento, immenso, ma il modo in cui interpretava il tennis: elegante, creativo, imprevedibile.
Ogni suo colpo sembrava un gesto d'artista, ogni partita uno spettacolo.
Il 1976 resterà per sempre il suo capolavoro.
Gli Internazionali d'Italia.
Il trionfo al Roland Garros.
La storica Coppa Davis:
Un'annata irripetibile che ha consegnato il suo nome all'eternità dello sport italiano.
E poi quel primato che nessuno gli potrà togliere: essere l'unico italiano capace di ba***re Björn Borg due volte sulla terra di Parigi.
E' stato molto più di un campione. È stato un simbolo di un'epoca, il volto sorridente di un tennis romantico, giocato con classe, fantasia e coraggio.
Un campione che non seguiva gli schemi, ma li inventava.
Oggi spegne un'altra candelina, ma il ricordo delle sue imprese continua a brillare negli occhi di chi ha avuto la fortuna di vederlo giocare.
Buon compleanno, Adriano.
Le leggende non invecchiano mai. 🎾🇮🇹
08/07/2026
Dodici tennisti australiani🎾🇦🇺 tra i più grandi di sempre di ogni epoca.
Fraser🇦🇺, Newcombe🇦🇺, Laver🇦🇺, Stolle🇦🇺, Rosewall🇦🇺, Emerson🇦🇺, Hoad🇦🇺, Roche🇦🇺, Rafter🇦🇺, Philippoussis🇦🇺, Hewitt🇦🇺, Cash🇦🇺
Il tuo podio personale?🥇🥈🥉
E ahimè anche i peggiori 👎
(Mi scuso anticipatamente per qualche clamorosa mancanza😉)
08/07/2026
"Dopo la finale con Roger Federer a Wimbledon 2007, sono scoppiato a piangere disperatamente per un’ora e mezza. A volte la disillusione è terribile, anche se si tratta soltanto di una partita di tennis. Avevo già perso l’anno prima e non è stato semplice, per fortuna ce l’ho fatta nel 2008” (Rafa Nadal)
"Io e Nadal giocammo davvero del buon tennis. Vinsi il mio quinto Wimbledon consecutivo, al quinto set, sotto gli occhi di Björn Borg, che era il mio idolo e alla fine si alzò per applaudirmi. Se esiste una giornata perfetta assomiglia molto a quella domenica di luglio del 2007" (Roger Federer)
Era l'8 luglio 2007 quando dopo quasi 4 ore di gioco Federer vinse il suo 5° Wimbledon eguagliando Bjorn Borg, battendo Nadal in cinque set.
08/07/2026
8 luglio 1995, 31 anni fa.
E' considerata una delle finali più belle ed entusiasmanti nella storia del tennis femminile moderno, è celebre soprattutto per un momento leggendario: l'undicesimo gioco del terzo set. Sul punteggio di 5-5, il game sul servizio della Sánchez Vicario si è trasformato in una maratona epica durata ben 20 minuti:
32 punti totali giocati.
13 parità
8 p***e game salvate dalla Graf per la Sánchez Vicario
6 p***e break guadagnate dalla Graf.
Dopo aver finalmente strappato il servizio alla rivale sp****la alla sesta occasione, la Graf ha tenuto il proprio turno di battuta a zero nel game successivo, chiudendo il match dopo 2 ore e 2 minuti di gioco.
Questo successo ha regalato alla campionessa tedesca il suo sesto titolo sui campi in erba dell'All England Club e il 17° titolo del Grande Slam in carriera
08/07/2026
8 luglio 1990, 36 anni fa.
Mentre a Roma la sera si gioca la finale del Mondiale di calcio, a Wimbledon di assiste alla finale tra Becker e Edberg, il terzo capitolo consecutivo della celebre trilogia di finali londinesi tra i due rivali.
L'incontro è stato una vera e propria montagna russa emotiva e tecnica, caratterizzato dal classico gioco serve and volley dell'epoca.
Edberg parte in modo impeccabile, dominando i primi due set (6-2, 6-2) grazie a passanti millimetrici e a una straordinaria precisione al servizio.
Sotto di due parziali, il tedesco ritrova l'aggressività e il ritmo, strappando il servizio all'avversario e aggiudicandosi il terzo e il quarto set per 6-3, 6-3.
Nel set decisivo, l'inerzia sembra tutta a favore di Becker, che si porta avanti di un break (3-1) nel set decisivo. Tuttavia, un clamoroso errore su una comoda volée di dritto restituisce fiducia a Edberg, che ottiene il contro-break. Sul 4-4, lo svedese piazza il break chirurgico grazie a un meraviglioso pallonetto di rovescio in topspin e chiude poco dopo al servizio tenendo i nervi saldi.
Per Edberg è il secondo titolo ai Championships e il quarto Slam in carriera.
08/07/2026
7 luglio 2002, 24 anni fa
Leyton Hewitt testa di serie numero uno batte l'esordiente David Nalbandian, in un match passato alla storia del tennis per aver sancito la temporanea "morte" del serve & volley sui prati di Londra, sostituto da un serrato duello da fondo campo.
Rispetto alla finale dell'anno precedente tra Ivanisevic e Rafter, la percentuale di scambi durati più di 3 colpi è passata dal 17% al 59%. È stata la prima finale del torneo senza che nessuno dei due giocatori mettesse in pratica il serve and volley.
Hewitt è diventato il primo australiano a vincere a Wimbledon dopo Pat Cash nel 1987 e ha consolidato la sua posizione di numero 1 del mondo. Per Nalbandian, al debutto assoluto nel tabellone principale del torneo londinese, è rimasta l'unica finale Slam in carriera. Quell'edizione è stata l'ultima per Sampras che p***e al secondo turno dallo svizzero George Bastl.