Genitori e Boccioli di Vera Ghirardini

Genitori e Boccioli di Vera Ghirardini

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Aiuto genitori a vivere con fiducia in se stessi,leggerezza e armonia la relazione con i propri figli Sono una counselor per genitori e famiglie.

Vivo a Roma e offro incontri individuali o di coppia online. Il mio lavoro col Parent Training affonda le radici nella solida certezza che la famiglia sia il luogo chiave dove portare il cambiamento per tutta la società. Crescere i propri figli è un atto di coraggio e, perché no, anche un po’ di incoscienza. Ho cominciato il mio percorso cercando risposte per essere un genitore diverso per mia fig

04/09/2026

Molte persone pensano che evitare il conflitto significhi proteggere la relazione. A volte è vero. Molto più spesso, però, significa proteggersi dalla fatica che il conflitto porta con sé.Così inizi a lasciar correre.
A non dire quello che pensi.
A rimandare.
Ad adattarti.
Il problema è che ogni volta sembra una piccola rinuncia.
Una frase non detta.
Un bisogno messo da parte.
Una richiesta rimandata.
Prese una alla volta sembrano insignificanti.
Ma sommate nel tempo cambiano il modo in cui vivi quella relazione.
❤️ Se anche a te è mai capitato di non dire qualcosa solo per evitare una discussione, seguimi per contenuti che ti permettano di ritrovare la tua voce nelle relazioni che contano

02/09/2026

Il senso di colpa che arriva dopo un no non dimostra necessariamente che quel tuo rifiuto fosse sbagliato.
A volte segnala soltanto quanto sia difficile tollerare la delusione dell’altro senza trasformarla immediatamente in una nostra colpa.
Per questo la domanda non è solo:
“Avrei dovuto dire sì?”
Può essere anche:
“Che cosa rende così difficile restare accanto alla mia decisione?”
Il punto non è imparare a dire più no.
È riuscire a capire da dove nasce la risposta che stai dando e se ti rappresenta davvero.
❤️ Dopo aver detto no, ti è mai capitato di ripensarci per ore? Ti leggo nei commenti.

01/09/2026

Nel 2013 avrei voluto una garanzia. Non una mappa. Una garanzia che stessi facendo la scelta giusta.
Un anno prima c’era stato il terremoto in Emilia.
E mentre fuori tremava qualcosa di molto reale, avevo cominciato a sentire con sempre più chiarezza che qualcosa non corrispondeva più nemmeno nella vita che stavo vivendo.
Avevo un lavoro sicuro in un export department.
Non mi piaceva, ma lasciarlo significava molto più che cambiare lavoro.
Quella sicurezza raccontava anche qualcosa della mia appartenenza, di ciò che conoscevo, del posto che avevo imparato a occupare.
Poi sono partita per Roma.
E no: seguire il cuore non ha fatto magicamente andare tutto bene.
Ho cambiato lavori.
Ho studiato.
Ho frequentato corsi.
Ho incontrato persone che hanno lasciato qualcosa in me.
Ho costruito relazioni.
Ho cambiato idea.
Ho fatto scelte che non avrei potuto prevedere nel 2013.
E alcune delle cose che oggi rendono la mia vita così profondamente mia allora non sapevo nemmeno di desiderarle.
Per molto tempo ho pensato che, per scegliere serenamente, avrei dovuto sapere dove una scelta mi avrebbe portata.
Oggi penso quasi il contrario.
Non sempre possiamo controllare l’esito di una scelta. Possiamo però continuare a osservare, ascoltarci, scegliere cosa fare con ciò che incontriamo e scegliere a chi chiedere supporto quando ne abbiamo bisogno.
Forse è questo che vorrei dire alla me del 2013.
Non: “Tranquilla, andrà tutto bene.”
Ma:
“Non hai bisogno di sapere già come andrà per cominciare a scoprire la vita che ti corrisponde.”

❤️ Se anche tu stai cercando di costruire relazioni in cui esserci senza perderti, segui .

31/08/2026

"A che età posso dare lo smartphone a mio figlio?"
È una delle domande che mi fanno più spesso.
E ogni volta penso che forse non sia la prima domanda da porsi.
Prima dell'età, c'è un'altra riflessione.
Lo smartphone apre la porta a un mondo enorme.
Persone.
Contenuti.
Richieste.
Pubblicità.
Conflitti.
Opportunità.
Per questo la domanda potrebbe diventare:
Quali competenze sto già vedendo emergere in mio figlio?
Sa chiedere aiuto quando ne ha bisogno?
Riesce a dire di no se qualcosa lo mette a disagio?
Sa riconoscere quando una situazione non lo fa sentire al sicuro?
Lo smartphone, da solo, non insegna queste competenze.
Le richiede.
Questo significa ricordarci che preparare un figlio al mondo digitale non passa soltanto dalla scelta del dispositivo, ma anche dalle esperienze e dalle relazioni che lo aiutano a costruire queste capacità nel tempo.
❤️ Quale competenza aggiungeresti a questa lista? Ti leggo nei commenti.

29/08/2026

Se vuoi una relazione più autentica con tuo figlio, impara ad ascoltare quello che succede dentro di te.

Se vuoi dire NO senza sentirti in colpa, impara ad ascoltare quello che succede dentro di te.

Se vuoi attraversare un conflitto senza avere bisogno di farlo sparire subito, impara ad ascoltare quello che succede dentro di te.

Se vuoi smettere di mettere continuamente te stessa all’ultimo posto, impara ad ascoltare quello che succede dentro di te.

Perché esserci per gli altri non dovrebbe significare sparire tu.

❤️ Se vuoi imparare a esserci anche per te nella relazione con tuo figlio, segui .

28/08/2026

“Non sarà sempre così, poi crescerà” come genitore può essere una frase che ti fa andare avanti.
Ti ricorda che i bisogni dei figli cambiano e che non tutto durerà per sempre.
Ma può anche diventare una sala d’attesa nella quale rimandi continuamente i tuoi bisogni.
Aspetti che passi la stanchezza, che i figli crescano, che il lavoro rallenti o che la relazione torni spontaneamente più semplice.
Nel frattempo, però, continuiamo ad adattarci a qualcosa che ci sta facendo male.
Riconoscere che è un periodo non significa doverlo attraversare senza chiedere aiuto.
❤️ Qual è la cosa che continui a rimandare dicendoti che questo periodo prima o poi passerà? Scrivimela nei commenti.

Photos from Genitori e Boccioli di Vera Ghirardini's post 26/08/2026

"Quando finirà questo periodo..."
È una frase che molti genitori si ripetono.
Quando saranno più grandi.
Quando il lavoro sarà meno intenso.
Quando ci saranno meno imprevisti.
Quando avrò più tempo.
A volte quel momento arriva.
Altre volte cambia semplicemente forma.
Perché la vita continua a proporci nuove ragioni per rimandare noi stessi.
Non credo che prendersi cura di sé significhi aspettare di avere giornate perfette.
Forse significa iniziare a chiederci, anche nelle giornate più piene:
"C'è un piccolo spazio che posso dedicare anche a me?"
Non per fare tutto.
Non per aggiungere un'altra cosa alla lista.
Ma per ricordarci che anche chi si prende cura ha bisogno, a sua volta, di essere considerato.
❤️ Se anche tu stai aspettando "il momento giusto", lascia un cuore.

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