14/07/2026
Domenica è stato dato l'ultimo saluto nella Parrocchia di Archi a Jessica Laface, vittima della sua passione motociclistica in un tragico incidente assieme al suo compagno Francesco , in provincia di Treviso...noi motociclisti non potevamo far mancare la nostra presenza e vicinanza, a lei e alla sua famiglia, ai suoi amici, ai Portatori.. ma in questo post oggi vogliamo fare qualcosa di più, trascrivere la struggente lettera letta da due delle amiche del cuore Teresa e Giusy, che ci ha commosso profondamente e alle quali abbiamo chiesto il permesso di riportarne il contenuto, una vera ode all'amore amicale e all'amore per la motocicletta , pur diventata fatale, in quel momento tragico...diciamo anche noi, con tutto il cuore, Ciao Jessica, con le parole di Teresa e Giusy:
" Ciao Jessy,
Trovare le parole oggi sembra quasi impossibile...
Sono giorni che penso a cosa scrivere e guardo per minuti questo foglio bianco...
Come si fa a racchiudere in poche righe tutti questi anni?
Come si spiega a chi è qui oggi, cosa significava averti accanto......ridere con te... La verità è che non ci sono parole.
Siamo tutti qui, il cuore a pezzi, a cercare di dare un senso a qualcosa che un senso non ce l'ha.
Non si può essere pronti a dire addio a una persona come te e di sicuro non così, non all'improvviso.
Tutti ti conoscevano per la tua energia, la tua solarità, la grinta che mettevi in ogni cosa, e poi c'era la tua passione, quella vera, viscerale: la tua moto.
Per te non era solo un ammasso di metallo, era un'estensione della tua anima.
Amavi quella sensazione di assoluta e totale libertà.
Amavi la strada, il vento sul viso, la sensazione di stringere il mondo tra le tue mani mentre correvi; la tua moto era il tuo modo di urlare al mondo che eri viva.
Fa tanto male pensare che proprio quella libertà ti abbia portato via da noi.
Se c'è una cosa che mi conforta è sapere che hai vissuto ogni secondo della tua vita intensamente, senza mai risparmiarti, con quel sorriso contagioso che illuminava anche le giornate più buie.
Oltre quel casco e la giacca di pelle c'era molto di più: c'era una ragazza straordinaria, di una grandissima lealtà e onestà, una ragazza semplicissima e dolcissima, una ragazza a cui la vita aveva già tolto tanto, tantissimo e che nonostante ciò non aveva mai perso il sorriso.
Ci hai insegnato che la vita va vissuta, che i sogni vanno inseguiti...
A gas aperto.
Voglio pensarti così adesso, su una strada infinita, dove non esiste traffico, non esistono pericoli, dove non ci sono limiti, i semafori e la strada non finisce mai.
Voglio immaginarti così... libera... felice... abbracciata alla tua mamma.
Ogni volta che sentiremo il rombo di una moto per strada guarderemo il cielo e sorrideremo perché sapremo che sei tu che ci stai salutando.
Tu non sarai mai un ricordo del passato.
Grazie Je, per aver percorso un pezzo di strada insieme a noi.
È stato un viaggio bellissimo.
Continua a correre tra le nuvole, libera come sei sempre stata.
C'è una cosa però che voglio prometterti qui, ed è la promessa più importante della mia vita.
Tu sai quanto io ami le tue sorelle, sai che per me sono famiglia; guardo loro oggi e vedo la tua stessa forza di anni fa...
Ti prometto che non le lascerò mai sole... proprio come anni fa mi raccomandavi di farlo quando tu da lontano non potevi stargli vicino.
Ci sarò nei loro giorni felici e in quelle giornate un po' storte.
Adesso stringiamo i pugni, guardiamo questo altare e ti lasciamo andare... ma solo fisicamente.
Macina chilometri anche lassù, anima bella, corri libera.
Grazie per averci scelto come compagni di viaggio.
Buon viaggio, Gieca del nostro cuore.
Teresa e Giusy"
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