Six On Wheels

Six On Wheels La nostra vita in un motorhome

Venerdì XVIII settembre MMXXVI + 886 giorni & 44.117 chilometri dall'approdo in continente.Coordinate 44°29'36.1"N 11°12...
18/09/2026

Venerdì XVIII settembre MMXXVI + 886 giorni & 44.117 chilometri dall'approdo in continente.
Coordinate 44°29'36.1"N 11°12'23.6"E

Connotazione temporale: Avantièri. Pomeriggio.

Abbiamo incontrato la Lorena e Libe al campo di rugby del Modena per aperitivo e cena. Compagnia come sempre piacevolissima, risate, ricordi, aggiornamenti ed amenità davanti un ottimo piatto di pasta. Grazie ragazzi x essere come siete, magnifici.

Connotazione temporale: Ieri.

Mattinata caratterizzata da alcuni piovaschi e, per noi, il disbrigo di alcune incombenze.
Nel tardo pomeriggio abbiamo rivisto Lollo & Free al bar del campo di rugby.
Cena tranquilla in camper.

Connotazione temporale: Oggi. Mattina.

Lasciato il Mutina abbiamo raggiunto, dapprima Zola Predosa e la casa della sorella di Beatrice e, successivamente, Bologna per svolgere “alcune incombenze personali”.

Memento Audere Semper. Cheers m8's B&M.
**ta

Mercoledì XVI settembre MMXXVI + 884 giorni & 44.085 chilometri dall'approdo in continente.Coordinate 44.61355, 10.94399...
16/09/2026

Mercoledì XVI settembre MMXXVI + 884 giorni & 44.085 chilometri dall'approdo in continente.
Coordinate 44.61355, 10.94399

Connotazione temporale: Oggi. Mattina.

In carovana con Lory e Gian abbiamo lasciato Chiaravalle della Colomba e raggiunto Sanguinaro e ci siamo fermati alla Culatelleria (SS9 43012, Via Nazionale Emilia, 129, 43012 Sanguinaro PR – https://culatelleria.it/) dove abbiamo acquistato alcuni generi alimentari di comprovata bontà.

Terminati gli acquisti abbiamo riservato un tavolo per il pranzo e, successivamente, proseguito, per circa un chilometro, sino a raggiungere il Labirinto della Masone (Str. Masone, 121, 43012 Fontanellato PR – https://www.labirintodifrancomariaricci.it/).
Cit.: “È 𝘪𝘭 𝘱𝘪ù 𝘨𝘳𝘢𝘯𝘥𝘦 𝘭𝘢𝘣𝘪𝘳𝘪𝘯𝘵𝘰 𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘢𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰, 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘰𝘴𝘵𝘰 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘢 𝘱𝘪𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘣𝘢𝘮𝘣ù. 𝘐𝘯 𝘵𝘰𝘵𝘢𝘭𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘤𝘪𝘳𝘤𝘢 300 𝘮𝘪𝘭𝘢 𝘢𝘭𝘵𝘦 𝘵𝘳𝘢 𝘪 30 𝘤𝘦𝘯𝘵𝘪𝘮𝘦𝘵𝘳𝘪 𝘦 𝘪 15 𝘮𝘦𝘵𝘳𝘪 𝘦 𝘢𝘱𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦𝘯𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘢 𝘷𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘴𝘱𝘦𝘤𝘪𝘦 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘦. 𝘜𝘯 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘰𝘳𝘴𝘰 𝘪𝘯 𝘤𝘶𝘪 𝘪𝘯𝘰𝘭𝘵𝘳𝘢𝘳𝘴𝘪 𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘥𝘦𝘳𝘴𝘪, 𝘱𝘦𝘳 𝘧𝘢𝘯𝘵𝘢𝘴𝘵𝘪𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘦 𝘳𝘪𝘧𝘭𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘦. 𝘚𝘶𝘨𝘨𝘦𝘴𝘵𝘪𝘷𝘦 𝘨𝘢𝘭𝘭𝘦𝘳𝘪𝘦 𝘷𝘦𝘨𝘦𝘵𝘢𝘭𝘪 𝘪𝘯𝘤𝘰𝘳𝘯𝘪𝘤𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘪 𝘤𝘰𝘳𝘳𝘪𝘥𝘰𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘭𝘢𝘣𝘪𝘳𝘪𝘯𝘵𝘰, 𝘰𝘧𝘧𝘳𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘢𝘪 𝘷𝘪𝘴𝘪𝘵𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘳𝘪𝘱𝘢𝘳𝘰 𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘦𝘯𝘴𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢𝘳𝘴𝘪 𝘪𝘮𝘮𝘦𝘳𝘴𝘪 𝘪𝘯 𝘶𝘯𝘢 𝘥𝘪𝘮𝘦𝘯𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘴𝘰𝘴𝘱𝘦𝘴𝘢. 𝘉𝘢𝘮𝘣ù 𝘥𝘢𝘭 𝘧𝘶𝘴𝘵𝘰 𝘮𝘢𝘤𝘶𝘭𝘢𝘵𝘰, 𝘴𝘵𝘳𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘰 𝘥𝘪 𝘵𝘪𝘯𝘵𝘦 𝘪𝘯𝘶𝘴𝘶𝘢𝘭𝘪 𝘳𝘪𝘷𝘦𝘭𝘢𝘯𝘰 𝘴𝘤𝘰𝘳𝘤𝘪 𝘴𝘰𝘳𝘱𝘳𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘨𝘳𝘢𝘻𝘪𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘦 𝘥𝘪𝘮𝘦𝘯𝘴𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘳𝘢𝘨𝘨𝘪𝘶𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘷𝘢𝘳𝘪𝘦 𝘴𝘱𝘦𝘤𝘪𝘦.”
Labirinto interessante e molto rilassante quasi interamente in ombra. Esperienza da provare, perdersi tra i “tunnel” di bambù è un’esperienza interessante.

Ritorno alla Culatelleria per un pranzo dai sapori indimenticabili. Le ragazze della sala sono state davvero magnifiche, ci hanno allargato il tavolo per fare spazio, a terra ovviamente, per i due cani che avevamo al seguito, Tula e Utah sono state trattate da principesse. Mangiato, logicamente, troppo.

Come, o forse più del labirinto, la Culatelleria è un luogo da visitare con gli occhi, colmare di profumi l’olfatto e riempire lo stomaco non dopo aver soddisfatto le papille gustative.

Assolutamente da non perdere se si passa da quelle parti e, oso ma sono quasi sicuro d’aver ragione, in caso di transito sulla vicina autostrada, varrebbe assolutamente la pena di uscire e rientrare dopo gli acquisti e il pranzo. Tavolo da prenotare pena l’attesa in coda di svariati minuti.

Cit.: “𝘓𝘢 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘊𝘶𝘭𝘢𝘵𝘦𝘭𝘭𝘦𝘳𝘪𝘢® 𝘥'𝘐𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢 𝘣𝘺 𝘚𝘢𝘭𝘶𝘮𝘪𝘧𝘪𝘤𝘪𝘰 𝘙𝘰𝘴𝘴𝘪. 𝘓𝘢 𝘊𝘶𝘭𝘢𝘵𝘦𝘭𝘭𝘦𝘳𝘪𝘢® 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪𝘯𝘶𝘢 𝘭𝘢 𝘵𝘳𝘢-𝘥𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘭𝘰𝘤𝘢𝘯𝘥𝘦 𝘦 𝘰𝘴𝘵𝘦𝘳𝘪𝘦 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰, 𝘰𝘳𝘮𝘢𝘪 𝘴𝘤𝘰𝘮𝘱𝘢𝘳𝘴𝘦, 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘦𝘳𝘢 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘨𝘶𝘴𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘶𝘯 𝘱𝘢𝘴𝘵𝘰 𝘷𝘦𝘭𝘰𝘤𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘴𝘢𝘭𝘶𝘮𝘪, 𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘨𝘨𝘪 𝘦 𝘷𝘪𝘯𝘪 𝘵𝘪𝘱𝘪𝘤𝘪, 𝘦 𝘢𝘤𝘲𝘶𝘪𝘴𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘥𝘰𝘵𝘵𝘪 𝘥𝘪𝘳𝘦𝘵𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘴𝘶𝘭 𝘱𝘰𝘴𝘵𝘰. 𝘓'𝘢𝘮𝘣𝘪𝘦𝘯𝘵𝘦 è 𝘴𝘶𝘨𝘨𝘦𝘴𝘵𝘪𝘷𝘰, 𝘤𝘰𝘯 𝘱𝘢𝘳𝘦𝘵𝘪 𝘢𝘥𝘰𝘳𝘯𝘢𝘵𝘦 𝘥𝘢 𝘴𝘢𝘭𝘶𝘮𝘪 𝘦 𝘮𝘢𝘤𝘤𝘩𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪 𝘥'𝘦𝘱𝘰𝘤𝘢. 𝘓𝘢 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘮𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘢𝘯𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘢𝘧𝘧𝘦𝘵𝘵𝘢𝘵𝘳𝘪𝘤𝘪 𝘉𝘦𝘳𝘬𝘦𝘭 𝘵𝘦𝘴𝘵𝘪𝘮𝘰𝘯𝘪𝘢 𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘤𝘪𝘵à 𝘥𝘦𝘭𝘭'𝘢𝘻𝘪𝘦𝘯𝘥𝘢, 𝘤𝘩𝘦 𝘰𝘨𝘨𝘪 è 𝘨𝘪𝘶𝘯𝘵𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦.”

Ora siamo a Modena al “solito” Camper Club Mutina (Str. Collegarola, 76/a, 41126 Modena MO – https://www.camperclubmutina.it/wpdemo1/) dove ci fermeremo sino a dopodomani mattina.

Memento Audere Semper. Cheers m8's B&M.
**ta

Martedì XV settembre MMXXVI + 883 giorni & 43.973 chilometri dall'approdo in continente.Coordinate 44°55'36.1"N 9°58'19....
15/09/2026

Martedì XV settembre MMXXVI + 883 giorni & 43.973 chilometri dall'approdo in continente.
Coordinate 44°55'36.1"N 9°58'19.3"E

Connotazione temporale: Ieri.

Abbiamo raggiunto la fiera di Parma non prima di essere stati fermi in coda per oltre quaranta minuti a causa di un evento di cui non abbiamo conoscenza. Appena abbiamo potuto abbiamo imboccato una strada sull’argine per allontanarci dal tappo stradale.
Alla fiera di Parma abbiamo raggiunto Lory e Gian e fatto alcuni giri con loro. Terminato di vedere quello d’interesse siamo tornati al fresco dell’area sosta di Alseno dove eravamo stati due giorni prima. La differenza di temperatura tra la spianata d’asfalto del po-steggio della fiera e l’ombra data dagli alberi dell’area sosta è sorprendente e assolutamente piacevole, soprattutto per le due quattrozampe Tula e Utah.

Visita all’Abbazia di Chiaravalle della Colomba.

Memento Audere Semper. Cheers m8's B&M.
**ta

Domenica XIII settembre MMXXVI + 881 giorni & 43.865 chilometri dall'approdo in continente.Coordinate 45°14'25.4"N 10°39...
13/09/2026

Domenica XIII settembre MMXXVI + 881 giorni & 43.865 chilometri dall'approdo in continente.
Coordinate 45°14'25.4"N 10°39'53.9"E

Connotazione temporale: Ieri. Pomeriggio.

Esattamente di fronte all’aera sosta di Alseno c’è La Bottega di Peveri (Via Chiaravalle, 3193/1, SP54, 29010 Alseno PC – https://salumificiopevericarlo.com/) un’ottima salumeria dove, ovviamente, abbiamo fatto acquisti di alcuni generi di prima necessità immortalati nella fotografia qui sotto.

Confinante con l’area di cui sopra c’è l’Abbazia di Chiaravalle della Colomba.
Cit.: “𝘓’𝘈𝘣𝘣𝘢𝘻𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘊𝘩𝘪𝘢𝘳𝘢𝘷𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘊𝘰𝘭𝘰𝘮𝘣𝘢 𝘴𝘪 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘥𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘢 𝘍𝘪𝘰𝘳𝘦𝘯𝘻𝘶𝘰𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘶𝘤𝘦 𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘪𝘭 𝘗𝘰, 𝘢 𝘤𝘪𝘳𝘤𝘢 15 𝘬𝘮 𝘥𝘢 𝘊𝘢𝘴𝘵𝘦𝘭𝘭’𝘈𝘳𝘲𝘶𝘢𝘵𝘰, 𝘪𝘯 𝘱𝘪𝘦𝘯𝘢 𝘱𝘪𝘢𝘯𝘶𝘳𝘢 𝘗𝘢𝘥𝘢𝘯𝘢. 𝘘𝘶𝘪 𝘴𝘪 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘪ù 𝘤𝘦𝘭𝘦𝘣𝘳𝘪 𝘢𝘣𝘣𝘢𝘻𝘪𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘌𝘮𝘪𝘭𝘪𝘢-𝘙𝘰𝘮𝘢𝘨𝘯𝘢, 𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘪𝘯𝘤𝘪𝘱𝘢𝘭𝘦 𝘵𝘦𝘴𝘵𝘪𝘮𝘰𝘯𝘪𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘪𝘯𝘴𝘦𝘥𝘪𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘮𝘰𝘯𝘢𝘤𝘪 𝘤𝘪𝘴𝘵𝘦𝘳𝘤𝘦𝘯𝘴𝘪 𝘪𝘯 𝘳𝘦𝘨𝘪𝘰𝘯𝘦. 𝘍𝘶 𝘦𝘥𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢𝘵𝘢, 𝘴𝘶 𝘪𝘯𝘪𝘻𝘪𝘢𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘥𝘪 𝘚𝘢𝘯 𝘉𝘦𝘳𝘯𝘢𝘳𝘥𝘰 𝘥𝘪 𝘊𝘭𝘦𝘳𝘷𝘢𝘶𝘹, 𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘳𝘦 𝘥𝘢𝘭 𝘟𝘐𝘐 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘭𝘰, 𝘴𝘶 𝘪𝘯𝘷𝘪𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘷𝘦𝘴𝘤𝘰𝘷𝘰 𝘥𝘪 𝘗𝘪𝘢𝘤𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘈𝘳𝘥𝘶𝘪𝘯𝘰. 𝘓𝘢 𝘻𝘰𝘯𝘢 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘴𝘪 𝘪𝘯𝘴𝘦𝘥𝘪𝘢𝘳𝘰𝘯𝘰 𝘪 𝘮𝘰𝘯𝘢𝘤𝘪 𝘣𝘦𝘯𝘦𝘥𝘦𝘵𝘵𝘪𝘯𝘪 𝘪𝘯 𝘰𝘳𝘪𝘨𝘪𝘯𝘦 𝘦𝘳𝘢 𝘴𝘦𝘮𝘪-𝘱𝘢𝘭𝘶𝘥𝘰𝘴𝘢, 𝘦 𝘨𝘳𝘢𝘻𝘪𝘦 𝘢𝘭 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰 𝘵𝘳𝘢𝘴𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘳𝘰𝘯𝘰 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘭𝘶𝘰𝘨𝘰 𝘴𝘧𝘰𝘳𝘵𝘶𝘯𝘢𝘵𝘰 𝘪𝘯 𝘶𝘯 𝘧𝘭𝘰𝘳𝘪𝘥𝘰 𝘤𝘦𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘢𝘨𝘳𝘪𝘤𝘰𝘭𝘰 𝘦 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢𝘭𝘦. 𝘓’𝘪𝘯𝘪𝘻𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘪 è 𝘢𝘤𝘤𝘦𝘳𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘢𝘵𝘵𝘰𝘳𝘯𝘰 𝘢𝘭 1145, 𝘦 𝘱𝘳𝘰𝘴𝘦𝘨𝘶𝘪𝘳𝘰𝘯𝘰 𝘴𝘢𝘭𝘵𝘶𝘢𝘳𝘪𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘰 𝘥𝘶𝘦 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘭𝘪. 𝘕𝘦𝘭 1248 𝘷𝘪 𝘧𝘶 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘢 𝘥𝘪𝘴𝘵𝘳𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘦𝘯𝘰𝘣𝘪𝘰 𝘮𝘰𝘯𝘢𝘴𝘵𝘪𝘤𝘰 𝘥𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘍𝘦𝘥𝘦𝘳𝘪𝘤𝘰 𝘐𝘐. 𝘓𝘰 𝘴𝘵𝘪𝘭𝘦 𝘢𝘳𝘤𝘩𝘪𝘵𝘦𝘵𝘵𝘰𝘯𝘪𝘤𝘰 è 𝘳𝘰𝘮𝘢𝘯𝘪𝘤𝘰-𝘨𝘰𝘵𝘪𝘤𝘰, 𝘤𝘰𝘯 𝘶𝘯𝘢 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘦𝘨𝘶𝘦 𝘪𝘭 𝘤𝘭𝘢𝘴𝘴𝘪𝘤𝘰 𝘴𝘤𝘩𝘦𝘮𝘢 𝘣𝘦𝘯𝘦𝘥𝘦𝘵𝘵𝘪𝘯𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘷𝘦𝘥𝘦 𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘧𝘰𝘯𝘥𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘢𝘭𝘪 𝘥𝘪𝘴𝘱𝘰𝘴𝘵𝘦 𝘢𝘵𝘵𝘰𝘳𝘯𝘰 𝘢𝘭 𝘲𝘶𝘢𝘥𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘩𝘪𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 (𝘢𝘯𝘤𝘰𝘳𝘢 𝘰𝘨𝘨𝘪 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘨𝘳𝘰, 𝘶𝘯𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘮𝘦𝘨𝘭𝘪𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘦𝘳𝘷𝘢𝘵𝘪 𝘧𝘳𝘢 𝘭𝘦 𝘢𝘣𝘣𝘢𝘻𝘪𝘦 𝘤𝘪𝘴𝘵𝘦𝘳𝘤𝘦𝘯𝘴𝘪 𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢𝘯𝘦) 𝘦 𝘭𝘢 𝘤𝘩𝘪𝘦𝘴𝘢 𝘰𝘳𝘪𝘦𝘯𝘵𝘢𝘵𝘢 𝘦𝘴𝘵-𝘰𝘷𝘦𝘴𝘵. 𝘓𝘦 𝘢𝘳𝘤𝘩𝘪𝘵𝘦𝘵𝘵𝘶𝘳𝘦 𝘪𝘮𝘱𝘰𝘯𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘮𝘢 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘭𝘪𝘤𝘪, 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘷𝘢𝘭𝘦 𝘭’𝘶𝘴𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘰𝘵𝘵𝘰, 𝘴𝘪 𝘧𝘰𝘯𝘥𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘧𝘦𝘵𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘴𝘱𝘪𝘳𝘪𝘵𝘶𝘢𝘭𝘦 𝘦 𝘭𝘢𝘣𝘰𝘳𝘪𝘰𝘴𝘢 𝘥𝘦𝘪 𝘮𝘰𝘯𝘢𝘤𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘯𝘤𝘰𝘳𝘢 𝘰𝘨𝘨𝘪 𝘱𝘰𝘱𝘰𝘭𝘢𝘯𝘰 𝘭’𝘢𝘣𝘣𝘢𝘻𝘪𝘢. 𝘋𝘢 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘭𝘪, 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢𝘷𝘦𝘳𝘢 𝘢 𝘊𝘩𝘪𝘢𝘳𝘢𝘷𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘴𝘪 𝘤𝘦𝘭𝘦𝘣𝘳𝘢 𝘪𝘭 𝘊𝘰𝘳𝘱𝘶𝘴 𝘋𝘰𝘮𝘪𝘯𝘪 𝘤𝘰𝘯 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘢𝘤𝘰𝘭𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘯𝘧𝘪𝘰𝘳𝘢𝘵𝘢: 𝘶𝘯 𝘵𝘢𝘱𝘱𝘦𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘧𝘪𝘰𝘳𝘪 𝘳𝘢𝘧𝘧𝘪𝘨𝘶𝘳𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘵𝘦𝘮𝘪 𝘳𝘦𝘭𝘪𝘨𝘪𝘰𝘴𝘪 𝘷𝘪𝘦𝘯𝘦 𝘢𝘥𝘢𝘨𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘪 𝘮𝘰𝘯𝘢𝘤𝘪 𝘭𝘶𝘯𝘨𝘰 𝘭’𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘢 𝘯𝘢𝘷𝘢𝘵𝘢 𝘤𝘦𝘯𝘵𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘩𝘪𝘦𝘴𝘢 𝘳𝘪𝘦𝘮𝘱𝘪𝘦𝘯𝘥𝘰𝘭𝘢 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘭𝘰𝘳𝘪 𝘦 𝘱𝘳𝘰𝘧𝘶𝘮𝘪.”

Connotazione temporale: Oggi. Mattina.

Abbiamo lasciato l’area sosta una decina di minuti prima delle ore nove in quanto l’abitato di Chiaravalle aveva organizzato una manifestazione motoristica con conseguente chiusura delle pubbliche strade schedulata dalle ore nove alle ore undici e trenta.
Breve sosta lavaggio biancheria e spesa ed arrivo al Agri campeggio - Camping “La Passeggiata” dal quale ripartiremo domattina alla volta della fiera di Parma dove incontreremo Lory e Gian. Il mio commento sul camping sarebbe stato pieno di parole censurate, quindi mi astengo ma, di certo, non lo consiglio proprio a nessuno.

Memento Audere Semper. Cheers m8's B&M.
**ta

Sabato XII settembre MMXXVI + 880 giorni & 43.754 chilometri dall'approdo in continente.Coordinate 44°55'36.1"N 9°58'19....
12/09/2026

Sabato XII settembre MMXXVI + 880 giorni & 43.754 chilometri dall'approdo in continente.
Coordinate 44°55'36.1"N 9°58'19.3"E

Connotazione temporale: Oggi. Mattina

Abbiamo lasciato Bolzano salutando papà e Monika ed iniziato la lenta discesa verso sud lungo la gardesana orientale fino a raggiungere l’aera sosta (gratuita) di Alseno (Via Don R. Scaccia, 181, 29010 Alseno PC) dove ci fermeremo fino a domattina.

Mia sorella Monika ci ha regalato una t-shirt a manica lunga ed una borsa di tela con il logo dei Six on Wheels. Grazie!!!!!!!!!!!!!!!

Memento Audere Semper. Cheers m8's B&M.
**ta

Lunedì VII settembre MMXXVI + 875 giorni & 43.400 chilometri dall'approdo in continente.Coordinate 46°29'03.7"N 11°19'18...
07/09/2026

Lunedì VII settembre MMXXVI + 875 giorni & 43.400 chilometri dall'approdo in continente.
Coordinate 46°29'03.7"N 11°19'18.4"E

Connotazione temporale: Ieri. Mattina

Lunga tratta di avvicinamento a Bolzano passando per il Passo Resia e con sosta al Lago di Resia per scattare alcune foto e mangiare una fetta di strudel alle mele ed una di torta alle fragole con due Holundersaft (succo di sambuco).

Siamo arrivati a Bolzano a metà del pomeriggio ed abbiamo apprezzato subito i 32° C. che c’erano.

Ci fermeremo qui alcuni giorni per incombenze varie.

Memento Audere Semper. Cheers m8's B&M.
**ta

Sabato V settembre MMXXVI + 873 giorni & 43.181 chilometri dall'approdo in continente.Coordinate 47°08'57.1"N 9°49'45.8"...
05/09/2026

Sabato V settembre MMXXVI + 873 giorni & 43.181 chilometri dall'approdo in continente.
Coordinate 47°08'57.1"N 9°49'45.8"E

Connotazione temporale: Oggi.

In viaggio verso Bolzano.

Impressioni a freddo dopo 74 giorni trascorsi in Irlanda e 5.240 chilometri percorsi.

Visitare l’Irlanda in camper. Alcuni, umili, consigli, aneddoti, indicazioni dopo avervi trascorso XX giorni percorrendo ###X chilometri da sud a nord principalmente lungo la costa ovest.
- Strade (lungo).
o Si guida dal lato opposto. E fin qui nessuna novità. I primi momenti non sono facili, soprattutto se dovete immettervi su una strada da un posteggio o dovete percorrere una rotonda. Ma ci si abitua abbastanza velocemente, in questo aiuta moltissimo mettere un post-it con scritto “guida a sinistra” in bella evidenza sul cruscotto.
o Intersezioni stradali. Fondamentale l’aiuto della persona seduta sul sedile del passeggero che guarda al posto vostro. Diversamente vi sono intersezioni quasi impossibili da affrontare se non spostandosi sull’altro sedile, con-trollare il traffico (rammentate che arrivano dall’altra parte rispetto a quello a cui siamo abituati) ritornare sul sedile di guida, ingranare la marcia e…. uscire alla cieca.
o Tipologia di strade. Come nel resto d’Europa anche qui ci sono le autostrade (M), le strade statali primarie e quelle secondarie (N), le regionali (R) e quelle strette che sovente hanno i con ciuffi d’erba che segnano la mezzeria. Quelle sono le famigerate strade locali con la lettera ”L” che precede una serie di cifre che va da quattro a cinque e, da quello che ho capito io, quelle con cinque cifre sono le più strette di tutte. Il nostro camper è largo due metri e ventidue centimetri e in molte di queste strade entrambi gli specchietti retrovisori (destro e sinistro) toccavano, allo stesso momento, la vegetazione ai due lati della strada.
o Manto stradale. Tranne le autostrade (M) ed alcune strade statali primarie (N) che hanno la superfice dell’asfalto bello liscio le altre sono una sorta di campo di patate. Ad una prima occhiata l’asfalto appare di recente stesura, uniforme e senza buchi e “graffiature” ma, una volta messe le ruote sopra ci si rende conto di quanto si abbia avuto un’errata impressione. Il fondo, sotto l’asfalto, è assolutamente irregolare, sembra, infatti, di percorrere uno sterrato con tôle ondulée (fenomeno tipico delle strade sterrate non asfaltate dove il passaggio dei veicoli forma una serie di piccoli dossi e avvallamenti ravvicinati e regolari) anche se meno accentuato ma, comunque, sufficiente a far vibrare e rumoreggiare l’intero camper.
Ma non tutte le strade appaiono belle lisce e di recente asfaltatura. Alcune, molte, hanno il manto superiore dell’asfalto “consumato” e “graffiato” e, di conseguenza, si vede il vecchio asfalto sottostante e, oltre a vederlo, lo si sente viaggiandoci sopra. L’accoppiata tôle ondulée ed asfalto parzialmente “grattato via” è davvero devastante.
Per fortuna i buchi e le voragini sono davvero molto rari ma, in compenso, ci sono i dossi (raramente segnalati) che funzionano a guisa di piccole rampe di lancio. I piatti ed i bicchieri dentro i mobili del camper ringraziano sempre moltissimo il superamento di questi dossi.
o Sezione delle strade, soprattutto le regionali e la locali. Dorso di mulo è la parola per descrivere la sezione di queste strade che: essendo strette, essendo, come detto, a dorso di mulo, essendo delimitate da alte siepi, alberi o arbusti, essendo il camper abbastanza alto fanno si che all’atto d’incrociare un mezzo proveniente dalla direzione opposta la larghezza utile della carreggiata si riduca di quasi mezzo metro pena l’inclusione della vegetazione nella cellula del camper con apprezzabili danni in caso la vegetazione sia costituita da alberi.
o Limiti di velocità. Attenzione a rispettare sempre i limiti. La Garda sembra non esistere ma c’è così come gli autovelox.
- Pianificazione del viaggio. Argomento che è legato a doppio filo al discorso limiti di velocità. Nel pianificare il percorso o il tratto di strada da percorrere non basatevi sui limiti di velocità delle strade o sul calcolo dei veri navigatori satellitari in quanto nella stragrande maggioranza delle strade irlandesi il limite massimo è fissa-to ad 80 km/m ma riuscire a raggiungere i 50 km/h con il camper è un’impresa degna dei migliori piloti di formula uno. Abbiamo percorso chilometri e chilometri a 35-40 km/h come velocità massima.
- Cortesia alla guida e non solo. Lungo le strade strette, ma non è una “regola” praticata in esclusiva lungo queste tratte, capita d’incontrare altre vetture provenienti dal senso contrario e praticamente tutte si fermano ed accostano per lasciare libero il maggior spazio possibile per passare e lo fanno decine di metri pri-ma dell’incrocio vero e proprio. Quando si arriva all’altezza dell’incrocio loro sono, sovente, spiaggiati sulla vegetazione e quando li accosti ti salutano e ringraziano. Ma lo fanno anche se sei tu a fermarti, quando riesci perché di norma loro ti precedono e se anche gli fai i fari x dire “sono fermo passa tu” loro restano imperterritamente immobili ed aspettano che sia tu a procedere. Quando la strada lo consente è sufficiente rallentare al momento dell’incrocio, e loro salutano e ringraziano. Se non si deve rallentare la strada è una strada statale (non autostrada a due corsie) loro salutano. Loro salutano sempre, anche quando sono a piedi e tu ti allarghi per non sfiorarli e, anche se non ti allarghi, loro salutano e ringraziano, sempre. E lo fanno anche quando li incroci a piedi soprattutto nei piccoli paesi, non nelle città grandi no, sarebbe una condanna al saluto eterno.
- “Accessori” utili.
o Gli pneumatici. Dopo il carburante gli pneumatici sono gli “accessori” che si usano più spesso in Irlanda. Qui piove molto e soventemente spesso e l’asfalto bagnato riduce l’aderenza degli pneumatici. Avere il proprio mezzo equipaggiato con coperture “stanche” può essere fonte di maggiori problemi rispetto all’uso degli pneumatici nuovi.
o Le pastiglie dei freni. Dopo il carburante e gli pneumatici i freni sono gli “accessori” che si usano più spesso in Irlanda. Non ci sono molte discese ma quelle che ci sono arrivano al 9-10% di pendenza e sollecitano molto l’impianto frenante. Oltre alle discese ci sono le curve, spesso cieche, le strettoie, i ponti a carreggiata ridotta, gli incroci con gli altri utenti della strada, insomma mettere il piede sul freno diventa lo sport nazionale.
o I tergicristalli. Dopo il carburante, gli pneumatici ed i freni sono gli “accessori” che si usano più spesso in Irlanda. Piove. Piove. Piove. L’ho già detto che in Irlanda piove?
- Specchietti retrovisori esterni. I camion, quantomeno moltissimi camion qui in Irlanda montano protezioni o piastre in acciaio a guisa di salvaguardia degli specchietti retrovisori. In caso d’impatto la lastra assorbe il colpo e lo specchietto non si danneggia. Necessita aggiungere altro? Quando incontrerete per strada il van del tedesco di turno con lo specchietto destro tenuto assieme dal nastro adesivo americano saprete che non ha prestato abbastanza attenzione agli altri o non ha rallentato sufficientemente.
- Campeggi e rubinetteria varia (si lo so, ma io sono così). I campeggi non sono come li conosciamo noi italiani. Qui sono tutti molto wild, non ci sono quasi mai piazzole definite ma tutti vanno dove vogliono, passano davanti dietro a lato del tuo camper come fosse la cosa più normale da fare. Lo scarico delle grige viene, spessissimamente, fatto (dagli irlandesi e dagli inglesi) sul posto senza curarsi se vi sia lo scarico, se il terreno sia erboso o asfalto. Noi siamo sempre andati al posto deputato a quest’operazione.
o Entrando nei bagni dei vari campeggi ci si trova catapultati negli anni settanta, inizio ottanta (in Italia). I lavandini non hanno il rubinetto miscelatore ma i due rubinetti, separati, che erogano, l’uno acqua fredda e l’altro acqua calda. Piacevolissimo quasi scottarsi e poi passare direttamente all’acqua gelida. In Irlanda l’acqua tiepida verrà inventata in futuro.
o Docce. La gestione dell’acqua nelle docce è pura anarchia. Qualche essere superiore ha deciso sia la temperatura che la portata dell’acqua che esce da un doccino fisso, e non orientabile, sul muro. Quindi regolazione della portata, della temperatura, della posizione del doccino e dell’orientamento del getto d’acqua impossibili. Rigidità assoluta. In Irlanda la possibilità di rendere piacevole la doccia verrà inventata in futuro.

Dopo tutto quanto scritto si penserà che il viaggio in Irlanda non “s’ha da fare”.
Nulla di più sbagliato.
L’Irlanda è Natura, si con la n maiuscola e gigantesca.
L’Irlanda sono le persone, amichevoli, gentili sempre disponibili ad una parola, un consiglio, un’indicazione che porta a scoprire qualche angolo segreto.
L’Irlanda è meravigliosa, unica, incantevole, affascinante, coinvolgente e vi rapirà il cuore costringendovi a ritornare ancora e ancora. I colori, la luce, il vento sono l’Irlanda e non mi stancherò mai di dirlo ma l’isola verde è esattamente quella cantata da Fiorella Mannoia nella sua “Il cielo d’Irlanda”.
L’Irlanda ti strega, ti ammalia, ti entra nel cuore, sotto la pelle, nei polmoni e negli occhi e non se ne andrà mai più e, come l’Africa, non vedi l’ora di poterci tornare.
L’Irlanda è il pub con la sua atmosfera genuina, il profumo della torba che brucia nel camino quasi sempre acceso, la Guinness spillata da mani sapienti, i racconti di epiche pescate, le fotografie attaccate ai muri che raccontano la storia e la cortesia degli av-ventori che ti fanno sentire uno di loro, anche se è la prima volta che ti trovi lì. I pub quelli dei piccoli paesi, quelli ancora autentici non quelli puramente commerciali delle grandi città.
L’Irlanda è superare un muretto di pietre, entrare silenziosamente nel terreno di un contadino per raggiungere un sito storico che possono essere i ruderi di un’abbazia o di un castello che spuntano da un prato verde, curatissimo, senza una foglia secca a terra, senza alcun “cascame” dell’umanità e senza alcun guardiano o vigilante in situ. I ruderi con la loro storia sono lì a disposizione di tutti e tutti li rispettano e li preservano per i posteri.
L’Irlanda sono le sterminate torbiere, le foreste, le montagne, le coste frastagliate a picco sull’oceano, le spiagge, i castelli, le chiese e le abbazie, i fari, i paesi di mille colori, le città, la Guinness e tantissimo altro.
L’Irlanda è raggiungere un ameno porticciolo con attraccate le barche dei pescatori e notare il piccolo ristorante affacciato sull’oceano con i tavoli sistemati direttamente sul molo stesso che cucina il pesce appena pescato.
Con il camper ci si può addormentare, e poi svegliarsi, davanti ad una magnifica spiaggia dalla sabbia bianchissima, accanto alle mura di una vecchia abbazia abbandonata, al margine di una scogliera a picco sul mare, sotto le mura di un castello diroccato, sopra uno spiazzo erboso con vista sull’oceano ammirando un tramonto spettacolare, nel parcheggio di un piccolo pub tipicamente irlandese dove si è gli unici turisti di tutta la stagione, avvistare il falco pescatore mentre fa lo “spirito santo”, scovare, tra le rocce a picco sul mare, il nido della pulcinella di mare, o, semplicemente guardare il volo del gabbiano che si fa trasportare dalle correnti. Tutto questo solo per fare alcuni esempi.
Con il camper si possono visitare i piccoli paesi con le loro casette colorate, fermarsi ad ammirare il tramonto dalle scogliere più alte d’Europa, trascorrere una giornata lungo le strade del Burren ammirando il suo paesaggio unico al mondo, si può percorrere la strabiliante Sky Road dove il panorama cambia ad ogni curva oppure il Ring of Kerry (consiglio: percorrere il Ring of Kerry in senso antiorario) dove la natura entra fino dentro gli occhi, visitare i numerosi fari che nottetempo guidano i marinai nei porti oppure, semplicemente fermarsi, per una sosta o una notte, davanti all’immensità dell’Oceano cullati dal vento, dalle onde e dal vociare degli immancabili gabbiani, si può parcheggiare sul porto dove i pescatori ormeggiano le loro imbarcazioni e fare con loro quattro chiacchere e, magari, acquistare un po’ di pesce appena pescato.
L’Irlanda è tutto questo e molto, molto di più. Serenità, pace, temperature ‘frescamente’ piacevoli e meteo che cambia nell’arco di pochi metri o di pochi minuti.

Grazie Irlanda per averci accolto, coccolato e regalato la voglia di tornare

Memento Audere Semper. Cheers m8's B&M.
**ta

Indirizzo

Punta Secca
97017

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