28/08/2026
LA BIOMECCANICA È UNA SCIENZA
La biomeccanica studia il movimento umano e le forze che lo producono.
Attraverso la valutazione del gesto permette di individuare strategie finalizzate a migliorarne il costo energetico e la distribuzione dei carichi.
Anche una variazione apparentemente minima può influenzare la prestazione.
In alcuni casi parliamo di pochi millesimi di secondo. In altri, di una quantità di energia che, gesto dopo gesto, può determinare la capacità dell’atleta di mantenere la prestazione nel tempo.
Quando movimento, carichi e caratteristiche individuali non sono correttamente integrati, le conseguenze possono andare oltre il risultato sportivo: alcune strutture possono essere sottoposte a sollecitazioni eccessive, fino a favorire sovraccarichi articolari importanti.
Per questo la biomeccanica non cerca semplicemente una posizione o un numero ideale.
Valuta il movimento, lo studia nel suo contesto e individua strategie personalizzate per renderlo:
- più economico;
- più efficace;
- più sostenibile;
- più coerente con le caratteristiche e gli obiettivi dell’atleta.
Migliorare il movimento può significare guadagnare pochi millesimi.
Ma può anche significare proteggere l’atleta dalle conseguenze di migliaia di gesti ripetuti.
Dott. Alessandro Mansueto
Biomeccanica e Performance
Quanto può incidere una piccola inefficienza ripetuta migliaia di volte?
tag il mio
02/07/2026
Sabato 11 luglio le consulenze atletiche a Terrasini (PA) presso .
11/05/2026
Molto spesso si pensa che tutti i dolori, le tensioni muscolari o i problemi che il ciclista avverte in bicicletta possano essere risolti semplicemente modificando il setting della bici.
Purtroppo non è sempre così.
Il bikefitting non è solamente “spostare una sella” o modificare una misura.
È una disciplina multifattoriale che si basa su anatomia, biomeccanica, chinesiologia, analisi del movimento e valutazione delle forze applicate al gesto pedalato.
In questa foto vediamo un ciclista amatoriale che pratica anche attività agonistica e che negli ultimi mesi soffriva costantemente di crampi nella zona interna della coscia, in particolare agli adduttori.
Nonostante una biomeccanica effettuata con strumentazione di ultima generazione, il problema non era stato realmente individuato.
Perché?
Perché il problema non era solamente il posizionamento in bici.
C’era uno squilibrio muscolare importante associato ad alterazioni dell’equilibrio posturale, della mobilità articolare e della gestione motoria del bacino e delle anche.
La biomeccanica applicata al ciclismo deve sì analizzare il mezzo meccanico, ma soprattutto comprendere il corpo che genera movimento sopra quel mezzo.
Se non si mette al centro il soggetto nella sua globalità, il rischio è quello di adattare la bici a un corpo che continua comunque a lavorare in compenso.
In questo caso la risoluzione del problema non è arrivata esclusivamente dal bike fitting, ma da un lavoro mirato di carattere posturale, muscolare e funzionale.
Dopo poco più di quattro sedute, i crampi muscolari che comparivano costantemente durante le gare sono praticamente scomparsi.
Il percorso è ancora lungo e ci sarà ancora da lavorare, ma questa era sicuramente la scelta più corretta per affrontare realmente il problema alla base.
La bici va adattata al ciclista.
Ma prima ancora bisogna capire chi è realmente il ciclista che abbiamo davanti.
Dott. Alessandro Mansueto
Chinesiologo - Biomeccanico - Performance Specialist
01/02/2026
Il 7 febbraio giornata di consulenze biomeccanica e preparazione atletica.
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