13/08/2026
𝗜𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗦𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼
A seguito delle dichiarazioni del Sindaco, esterniamo il nostro punto di vista sulla vicenda che ha coinvolto l’Olbia Calcio negli ultimi anni.
Partiamo dall’ex presidente Marino.
Non è una novità quanto espresso oggi riguardo alle sue responsabilità. La sua è stata una gestione che, da una parte, ha portato l’Olbia in Serie C, ma che dall’altra ha ricevuto numerose contestazioni da parte della tifoseria organizzata, attraverso striscioni, prese di posizione e iniziative che sottolineavano come il progetto fosse poco attento all’aspetto popolare e maggiormente concentrato su quello economico-societario.
Già, quello economico-societario. Un aspetto che, con il passare del tempo, si è rivelato anch’esso disastroso, considerato il pesante indebitamento maturato proprio durante quella gestione.
Quando ormai la barca stava affondando, Marino trovò in Benno e Surace le figure alle quali affidare la continuità societaria.
Una continuità che, con il senno di poi, si è invece rivelata una condanna.
Una gestione incapace di mantenere la categoria, con un organico non adeguato e che, oltre ai risultati sportivi fallimentari, non ha fatto altro che generare ulteriori debiti e alimentare il malcontento della piazza.
Nella scorsa estate i giochi sembravano ormai conclusi. Era persino a rischio l’iscrizione al campionato di Serie D, resa possibile soltanto grazie all’intervento del Comitato di Sostegno, nato con l’obiettivo di traghettare una nave ormai quasi affondata in attesa di nuovi imprenditori.
Quell’intervento ha dato all’Olbia linfa vitale, permettendole di sopravvivere ancora qualche mese.
Una parentesi che è stata certamente positiva dal punto di vista popolare.
In rosa sono arrivati giovani calciatori olbiesi che, insieme al gruppo di giocatori rimasto, hanno saputo ottenere buoni risultati, restituendo un po’ di entusiasmo e di morale alla piazza.
È stato un periodo positivo, che ha permesso a diversi ragazzi olbiesi di indossare la maglia bianca e, allo stesso tempo, di mettersi in mostra davanti al panorama calcistico nazionale.
Una situazione che, però, non poteva resistere alle numerose lacune societarie che ne minavano quotidianamente l’esistenza, nonostante l’impegno e i buoni propositi di chi si trovava a operare al suo interno.
E fu così che, a gennaio, arrivò la cessione dalla Swiss Pro alla Prosoccer.
Una società che non è mai stata capace di garantire quella trasparenza e quelle garanzie che una piazza come Olbia avrebbe meritato; una società poco aperta al dialogo e che, in più occasioni, si è mostrata addirittura arrogante nei confronti di chi ne criticava l’operato.
Durante la prima conferenza venne garantito che ci fossero tutti i mezzi necessari per far fronte alle spese pregresse e future. Furono però in pochi a dare credito a quelle dichiarazioni e a sostenere il progetto.
Quei pochi, a maggio, sono spariti insieme alla Prosoccer.
La vicenda dell’Olbia Calcio sotto la gestione Prosoccer si è conclusa con una retrocessione in Eccellenza, stipendi non pagati, un’iscrizione bocciata e un ricorso prima annunciato dalla presidente Flore e poi non presentato.
Che ne sarà dell’Olbia Calcio 1905 S.r.l. non è dato saperlo e sarà compito degli organi competenti occuparsi delle vicende societarie e amministrative.
Quello che invece oggi sappiamo è che in città sta nascendo un’associazione con l’intento di diventare tutore e garante del passato, del presente e del futuro dell’Olbia Calcio.
Un’associazione che vuole impegnarsi affinché le prossime gestioni siano chiamate a confrontarsi con una comunità consapevole, attenta e partecipe, diventando di fatto una guardiana dell’identità e della storia della prima squadra della città.
L’auspicio è che, entro i termini previsti, chiunque abbia intenzione di dar vita a una “nuova Olbia” possa farlo, tenendo conto anche dell’apertura manifestata dal Sindaco nei confronti di progetti seri, credibili e accompagnati dalle necessarie garanzie.
Perché ripartire sarà possibile.
Ma questa volta bisognerà farlo con maggiore consapevolezza, tutelando ciò che l’Olbia rappresenta per la sua città e per chi, da generazioni, porta quella maglia nel cuore.