01/09/2026
Pronti?
🔴Stay tuned
Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Pilates & Wellness - Studio di Scienze Motorie, Sala di pilates, Viale Monsignore Antonio Bello 37, Molfetta.
01/09/2026
Pronti?
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05/08/2026
La FORZA senza MOBILITÀ porta rigidità e compensi.
La MOBILITÀ senza FORZA porta cedimento e compensi.
Un corpo forte e mobile è un corpo capace di sostenere sforzi senza farsi male.
Ricordati di allenarle entrambe, sia in modo isolato sia combinato😉💪
🩸 Prossimamente nei nostri Circuit Training
19/07/2026
La biologia ci dice che dai 35 - 40 anni in poi il corpo umano inizia un processo di declino, lento e graduale:
Perdita di massa magra e forza muscolare
Perdita di densità ossea
Rallentamento del metabolismo
Perdita di collagene
Aumento dell'insulina resistenza
Etc
Ma c'è una buona notizia🤩
Questo processo naturale può essere fortemente influenzato e rallentato da variabili individuali legate allo stile di vita :
- attività fisica
- alimentazione
- ore di sonno e gestione dello stress
L'attività fisica, nello specifico, è importante che venga programmata nella qualità e nei tempi di recupero.
Dopo i 40 anni il programma motorio non è una scelta estetica, è una scelta di salute ;
Deve includere:
📌 lavoro di mobilità articolare
e lavoro globale sulla Fascia per ridurre rigidità e prevenire infortuni.
📌 lavoro di Core - Stability per proteggere e supportare la colonna vertebrale durante i movimenti.
📌 lavoro di forza con sovraccarico
per prevenire la sarcopenia (perdita di massa muscolare) e preservare la densità ossea, mantenendo autonomia e forza.
📌 lavoro di resistenza aerobica per mantenere un metabolismo attivo e per allenare la funzionalità cardiovascolare.
📌 lavoro posturale e di equilibrio per prevenire cadute e garantire autonomia e indipendenza.
Il corpo è fisiologicamente organizzato per muoversi...ogni volta che abusi del riposo lo stai spegnendo...
Abbi cura di te 😉
25/05/2026
RESTORATIVE AMACA
Ricordati che darti una pausa è importante quanto il fare.
Quest'ora con l'amaca non è performance;
È uno spazio sicuro dove fermarsi,
dove tornare a sentire
dove ritrovarsi.
È qui che il respiro rallenta,
la fascia di tessuto connettivo in cui il nostro corpo è avvolto può detendersi,
il sistema nervoso esce dalla modalità di allerta e può comunicare al nostro corpo di essere al sicuro.
Si attiva il nervo vago..il principale modulatore del sistema nervoso autonomo:
Il cuore rallenta e
la pressione scende
si riduce infiammazione
la mente si calma
I benefici sono immediatamente percepibili.
-Tecniche respiratorie per rilassamento
-Es. di mobilità
-Posizioni yin yoga
-Tecniche di sblocco diaframmatico
-Tecniche di release miofasciale
Aperto a tutti
Info in privato
Non lo troverai in nessun manuale, lo trovi solo nel mio studio!
Oltre i classici sistemi di allenamento, è il mio nuovo concetto di training, una intelligente combinazione di macchine Pilates e maniglie aeree, una fusione tra due mondi.
L'utilizzo delle maniglie permette :
-una maggiore attivazione del "core",
il che implica una maggiore connessione tra parte superiore e inferiore del corpo, quindi maggiore stabilità, con un rinforzo automatico della muscolatura centrale (dal pavimento pelvico al trasverso addominale, glutei)
- una migliore organizzazione del cingolo scapolo-omerale e rinforzo della muscolatura della spalla e paravertebrale
- possibilità di facilitare alcuni esercizi Pilates avanzati e di incrementare il range articolare
- migliore controllo posturale
Il connubio di Forza e Flessibilità è la pillola magica per mantenerti in salute❣️
26/04/2026
🛑LAVORARE SUL CORSETTO E NON SUL SINGOLO MUSCOLO!
ADDOMINALI DEBOLI: ecco perché possono provocare INCONTINENZA da sforzo (e perché lavorare solo sul pavimento pelvico non basta)
L'incontinenza da sforzo (la classica "perdita del goccino" quando tossisci, starnutisci, ridi forte o sollevi qualcosa di pesante) viene quasi sempre spiegata in un unico modo: il tuo pavimento pelvico è debole, devi rinforzarlo.
E da lì partono gli esercizi di Kegel, le contrazioni ripetute, il lavoro isolato sul pavimento pelvico.
In molti casi aiuta, ma in molti altri la situazione non migliora granché, oppure migliora e poi torna.
E la ragione è molto semplice, ma quasi nessuno la spiega.
L'incontinenza da sforzo può capitare anche a chi ha un pavimento pelvico che si contrae bene.
Perché il pavimento pelvico non lavora da solo.
Mai.
Il pavimento pelvico fa parte di un sistema di pressione che coinvolge tutti i muscoli del core: il diaframma sopra, il trasverso dell'addome intorno, e il pavimento pelvico sotto.
Pensa a una lattina.
La lattina ha un coperchio (il diaframma), una parete laterale (il trasverso e i muscoli addominali) e un fondo (il pavimento pelvico).
Quando la lattina è intatta, la pressione interna si distribuisce in modo uniforme su tutte le pareti.
Il coperchio regge la sua parte, le pareti laterali reggono la loro, il fondo regge la sua.
Nessun singolo pezzo è sovraccaricato.
Ora immagina che le pareti laterali della lattina siano sottili e deboli.
Il coperchio preme dall'alto (il diaframma si contrae ad ogni respiro, ad ogni colpo di tosse, ad ogni starnuto, ad ogni sforzo), ma le pareti non reggono la loro parte di pressione.
Dove va a finire tutta quella pressione?
Sul fondo.
Il pavimento pelvico si ritrova a dover assorbire non solo la sua quota di pressione, ma anche tutta quella che le pareti addominali non stanno assorbendo.
E a quel punto, per quanto forte e ben allenato sia il pavimento pelvico, la pressione che riceve è semplicemente troppa.
Il goccino scappa.
Non perché il pavimento pelvico sia debole: perché sta facendo il lavoro di tre e ne può fare solo uno.
Ecco il meccanismo nella vita reale.
Quando tossisci o starnutisci, il diaframma si contrae violentemente verso il basso.
Si crea un picco di pressione intra-addominale istantaneo e molto forte.
Se il trasverso e gli addominali profondi sono tonici, assorbono buona parte di quel picco: le pareti della lattina reggono, e la pressione si distribuisce.
Il pavimento pelvico deve gestire solo la sua quota, e ce la fa.
Se il trasverso è debole e gli addominali profondi non funzionano, tutto il picco si scarica verso il basso.
Il pavimento pelvico riceve un'onda di pressione per cui non è dimensionato, e cede.
Lo stesso meccanismo si ripete quando ridi forte, quando sollevi un peso, quando corri, quando salti.
Ogni volta che la pressione intra-addominale sale, la domanda è: chi la assorbe?
Se le pareti della lattina funzionano, la risposta è "tutti insieme".
Se le pareti sono deboli, la risposta è "il fondo da solo".
Ecco perché lavorare solo sul pavimento pelvico spesso non risolve.
Puoi rinforzare il fondo della lattina quanto vuoi, ma se le pareti continuano a non funzionare, il fondo continuerà a ricevere più pressione di quanta ne possa gestire.
È come rinforzare le fondamenta di una casa senza sistemare i muri: le fondamenta reggono meglio, ma se i muri cedono la pressione arriva comunque.
La soluzione è rimettere in funzione l'intero sistema, non il singolo pezzo.
Il trasverso dell'addome è la parete laterale della lattina: è il muscolo che più di tutti distribuisce la pressione e protegge il pavimento pelvico dal sovraccarico.
Quando il trasverso si attiva, la cintura addominale si stringe, la pressione intra-addominale viene contenuta su tutti i lati, e il pavimento pelvico deve gestire solo la sua quota fisiologica.
E qui c'è un dato importante: il trasverso e il pavimento pelvico si co-attivano naturalmente.
Quando il trasverso si contrae, il pavimento pelvico risponde automaticamente.
Sono sinergici: fanno parte dello stesso sistema e si attivano insieme.
Questo significa che rinforzando il trasverso stai indirettamente rinforzando anche la risposta del pavimento pelvico, perché stai ripristinando la sinergia del sistema intero.
Non stai allenando il fondo da solo: stai rimettendo in funzione tutta la lattina.
Addominali profondi che funzionano bene sono, paradossalmente, il primo modo per proteggere il pavimento pelvico.
Non il lavoro sul pavimento pelvico stesso, che ha comunque il suo valore.
Ma il lavoro sulle pareti che gli stanno intorno, che lo proteggono dal sovraccarico e che gli permettono di fare il suo lavoro senza essere sommerso dalla pressioni.
da M.Chiapponi fisioterapista
11/04/2026
CONOSCI IL POTERE DEL RESPIRO CONSAPEVOLE?
L'aria è invisibile ma è ciò che ti mantiene in vita, il "prana", quell'energia sottile che anima ogni cellula.
È invisibile agli occhi ma i suoi effetti sono tangibili, a seconda se respiriamo in modo funzionale o no.
Viviamo immersi nell'aria ma spesso non ci accorgiamo nemmeno che esiste finché non acquisisci consapevolezza dei suoi effetti.
Praticare la consapevolezza del respiro è un allenamento all' invisibile , al sottile, all'essenziale.
Quando riesci a sentire l'aria invisibile che scorre dentro di te puoi percepire anche
- le emozioni sottili prima che diventino travolgenti
- le tensioni del corpo prima che diventino dolore
- i pensieri prima che diventino tempesta
L' educazione al respiro consapevole e funzionale deve far parte di ogni training.
Imparare a respirare in modo funzionale, fermarsi per ascoltarsi, interiorizzare le varie tecniche respiratorie per riportare calma e eliminare l'ansia... è il miglior regalo che puoi fare a te stesso.
05/04/2026
Move slowly
Feel Better