24/07/2026
Dopo aver puntato per anni sulla scuola digitale, la Svezia sta facendo un passo nella direzione opposta.
Considerato uno dei Paesi più avanzati nell'uso della tecnologia in classe, oggi sta investendo nuovamente nei libri di carta e nella scrittura a mano, riducendo l'utilizzo di tablet e dispositivi digitali, soprattutto tra gli alunni più piccoli.
Alla base di questa scelta ci sono le preoccupazioni per il calo delle competenze nella lettura e nell'apprendimento di alcune abilità fondamentali. Per questo motivo il governo svedese ha annunciato anche l'intenzione di eliminare l'apprendimento digitale per i bambini sotto i sei anni.
La decisione non nasce dalla nostalgia, ma da ciò che numerosi studi stanno evidenziando sul funzionamento del cervello.
Quando un bambino scrive a mano, entrano in gioco contemporaneamente aree cerebrali legate al movimento, alla memoria, all'attenzione, alla vista e al linguaggio. Ogni lettera richiede un gesto preciso, che aiuta il cervello a riconoscere meglio le parole, a migliorare l'ortografia e a consolidare ciò che viene imparato nel tempo.
Anche la lettura su carta sembra offrire vantaggi importanti. Diversi studi suggeriscono che ricordiamo più facilmente ciò che leggiamo su una pagina stampata rispetto a uno schermo. Il libro, infatti, fornisce punti di riferimento fisici che aiutano il cervello a organizzare le informazioni, mentre notifiche, collegamenti e altre distrazioni digitali possono rendere più difficile mantenere alta la concentrazione.
Questo non significa che computer e tablet debbano sparire dalle scuole. Restano strumenti preziosi per la ricerca, il lavoro di gruppo, l'accessibilità e molte attività interattive.
La vera sfida sembra essere trovare un equilibrio: utilizzare la tecnologia quando rappresenta un valore aggiunto, senza rinunciare ai libri, alla scrittura a mano e all'insegnamento diretto, che continuano a svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo delle competenze di base.
La scelta della Svezia sta alimentando un dibattito che coinvolge molti Paesi: fino a che punto gli schermi migliorano davvero l'apprendimento e quando, invece, i metodi più tradizionali possono ancora fare la differenza?
E voi come la pensate? Per imparare meglio, i bambini hanno più bisogno di libri e penna o di tablet e computer?
24/07/2026
Mentre molte grandi città cercano soluzioni per affrontare il caldo estremo, Madrid ha scelto di affrontare il problema con un alleato silenzioso: gli alberi.
Da anni la capitale sp****la investe nell'ampliamento del proprio patrimonio arboreo, trasformando strade, viali e parchi in una delle più estese foreste urbane d'Europa.
Oggi Madrid conta oltre 300.000 alberi lungo le sue strade. Se si aggiungono quelli presenti nei parchi e nelle aree verdi gestite dal Comune, il numero supera il milione e mezzo.
Non è soltanto una scelta estetica.
Gli alberi offrono ombra durante le giornate più calde, contribuiscono a migliorare la qualità dell'aria e aiutano a contrastare il cosiddetto "effetto isola di calore", il fenomeno che rende le grandi città sensibilmente più calde rispetto alle aree circostanti.
Dietro questo risultato non c'è un intervento improvvisato, ma una strategia sviluppata nel tempo, pensata per rendere la città più vivibile, più resiliente ai cambiamenti climatici e più favorevole alla biodiversità.
L'impegno di Madrid è stato riconosciuto anche a livello internazionale. Per sette anni consecutivi la città ha ottenuto il titolo di "Tree City of the World", assegnato ai centri urbani che si distinguono nella gestione e nella tutela del patrimonio arboreo.
In un'Europa che deve fare i conti con estati sempre più lunghe e temperature sempre più elevate, l'esperienza di Madrid mostra come la natura possa diventare parte integrante dell'infrastruttura urbana.
Perché, a volte, gli investimenti più preziosi non sono quelli fatti in cemento o acciaio.
Sono quelli che, anno dopo anno, mettono radici.
18/07/2026
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Per anni abbiamo considerato “curato” un prato soltanto quando era tagliato corto e uniforme.
A Rotherham, in Inghilterra, hanno scelto di fare il contrario.
L’amministrazione ha smesso di falciare continuamente lunghi tratti di erba lungo le strade e ha lasciato spazio ai fiori selvatici. Quello che prima era un margine stradale anonimo si è trasformato in un corridoio colorato lungo circa tredici chilometri.
Lo hanno chiamato River of Flowers, il Fiume dei Fiori.
Non si trattava soltanto di rendere il paesaggio più bello.
Quelle fasce di terreno sono diventate un rifugio per api, farfalle, uccelli e altri animali impollinatori, che nelle città trovano sempre meno spazi in cui nutrirsi e riprodursi.
Ma il progetto ha prodotto anche un risultato più concreto: riducendo il numero degli interventi di sfalcio, il comune ha abbassato di migliaia di sterline i costi di manutenzione.
Meno carburante.
Meno ore di lavoro.
Meno macchinari in funzione.
E, nello stesso spazio, più biodiversità.
Per molto tempo le amministrazioni hanno speso denaro per mantenere perfettamente rasati terreni che non avevano bisogno di esserlo. A Rotherham hanno dimostrato che lasciare crescere la vegetazione, quando viene fatto con criterio, non significa abbandonare il territorio.
Significa gestirlo in modo diverso.
Un bordo stradale può sembrare uno spazio insignificante. Moltiplicato per chilometri, però, può diventare un vero corridoio ecologico, capace di collegare habitat separati e offrire cibo agli insetti da cui dipende anche la riproduzione di molte piante.
A volte proteggere la natura non richiede grandi opere o investimenti spettacolari.
Può bastare spegnere una macchina, tagliare meno spesso e concedere ai fiori il tempo di tornare.
18/07/2026
I Romani avevano il cemento migliore di oggi. Il Pantheon ha 2000 anni e zero crepe. I ponti moderni crollano dopo 50.
Il segreto? Acqua di mare + cenere vulcanica + calce viva. Formula persa per 1500 anni. Il MIT l’ha riscoperta nel 2023: si auto-ripara. Se si fessura, l’acqua attiva la calce e richiude la crepa. I Romani lo sapevano. Noi l’abbiamo dimenticato.
Quante tecnologie antiche abbiamo perso per arroganza? Nel Colosseo c’è un ascensore idraulico che alzava 10 leoni insieme. Funzionava ad acqua. Senza elettricità. Siamo davvero più avanzati di loro?
15/07/2026
Stage d’été de l’Académie Toccata à Veyrier. Juillet 2026. Merci à Toccata, aux Woodgies et à tous les enfants pour cette semaine inoubliable vécue à l’heure médiévale 😘
30/06/2026
2e journée créative de Coclicò pendant l’Académie musicale d’été de l’ École Toccata
28/06/2026
Coclicò riciclo creativo. Estate 2026, a Veyrier. Work in progress…