Bkb.Milano

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Blog indipendente di ricerca storica e tecnica sul pugilato a mani n**e e sulle sue trasformazioni nel tempo.

Attività sportiva e formazione atleti →
@molonlabe_boxing_club

28/05/2026

LE ORIGINI DELL'ARBITRO MODERNO

C'è un uomo nella storia della boxe che non finisce mai di sorprendermi.

Quest'uomo è Jack Broughton.

Il primo grande campione riconosciuto della boxe moderna.

Dominò la scena pugilistica rimanendo imbattuto per sedici anni, dal 1734 al 1750. Contribuì a diffondere l'uso dei mufflers, una forma primitiva di guantoni utilizzata durante gli allenamenti per limitare gli infortuni e soprattutto a lui dobbiamo le prime regole scritte della boxe pubblicate nel 1743.

E forse, nascosta proprio tra quelle regole, potrebbe esserci un'altra grande innovazione.

Quando si parla delle Regole di Broughton, l'attenzione si concentra quasi sempre sugli umpires: le figure incaricate di risolvere dispute e decidere l'esito di un combattimento.

Eppure, quasi nascosta tra le righe compare una frase apparentemente secondaria:

“Mr Broughton is allowed to be upon the stage to keep decorum and assist gentlemen in getting to their places.”

("Al signor Broughton è consentito stare sul palco per mantenere il decoro e aiutare i gentiluomini a prendere posto.")

A prima vista potrebbe sembrare una semplice nota organizzativa.

Ma fermiamoci un attimo.

Che cosa significava realmente “mantenere il decoro” durante un combattimento del XVIII secolo?

Gli umpires sembrano svolgere soprattutto una funzione giudicante: intervenivano nelle dispute e prendevano decisioni.

Broughton invece sembra assumere un ruolo diverso.

È presente sul palco.

Supervisiona.

Controlla.

Mantiene ordine.

Ed è qui che la cosa diventa interessante.

Così come il referee moderno il suo compito consiste nel garantire il corretto svolgimento dell'incontro.

Gestisce lo spazio.

Controlla l'ordine dell'azione.

Permette al combattimento di esistere in modo regolato.

Naturalmente sarebbe eccessivo affermare che Broughton abbia inventato il referee moderno.

Le fonti non permettono una conclusione così netta.

Forse però possiamo formulare un'ipotesi più prudente:

Broughton potrebbe non aver creato l'arbitro nel senso moderno del termine, ma aver anticipato una delle prime forme di arbitraggio operativo, una funzione che nel corso del tempo, si sarebbe evoluta nella figura che conosciamo oggi.

Nel 1987 Joyce Carol Oates scrisse:

“The third man in the ring makes boxing possible.”

“Il terzo uomo sul ring rende possibile la boxe.”

Una frase che forse meriterebbe di essere riletta più spesso.

Perché il terzo uomo sul ring non è semplicemente colui che punisce le scorrettezze o interrompe un incontro.

È colui che permette al combattimento di esistere in modo decoroso.

18/04/2026

PRACTICAL BARE KNUCKLE SESSION
QUI SI DEFINISCE IL LIVELLO

08/02/2026

LA BOXE SI CHIAMA BOXE… MA NASCE DAL PUGNO
In un’immagine tratta dalla Chirologia di John Bulwer (Londra, 1644) si vede una mano chiusa accompagnata dalla scritta pugno, dal latino pugnus: mano serrata, pronta a colpire.
In Inghilterra il latino era conosciuto ma restava la lingua delle élite: Chiesa, università, giuristi.
Termini come pugil e pugilism esistevano e venivano usati soprattutto nei trattati.
Il combattimento vero però rinasce altrove: tra campagne, porti e taverne, in ambienti popolari....
E in quegli ambienti la gente non parla latino,
usa un verbo semplice di origine germanica, to box : colpire, dare un colpo.
Così anche se inizialmente per descrivere i combattimenti si adoperarono termini latini, alla fine si impose la parola della gente che saliva davvero a combattere:
BOXING

31/01/2026

SECONDS… OUT

Mi sono divertito, così per curiosità, a dare vita a una foto storica che raffigura Molineaux vs Cribb, uno dei match più famosi del pugilato a mani n**e di inizio Ottocento.
E una cosa che balza subito all occhio è che c'è troppa gente sul ring. All’epoca infatti, prima delle London Prize Ring Rules, i secondi stavano proprio sul ring dietro al loro pugile e come tutt'ora assistevano il pugile tra un round e l’altro anche se in modo leggermente diverso.. pulivano sangue e sudore, buttavano addosso acqua, aceto o brandy, massaggiavano come potevano e quando serviva sorreggevano o trascinavano il pugile fino all’angolo o alla linea dello scratch...
Ma non finiva lì, In un mondo dove il confine tra lecito e illecito era parecchio sfumato i secondi spesso diventavano parte attiva della scena: si mettevano in mezzo ai combattenti, intervenivano fisicamente, protestavano, difendevano il loro uomo in modo anche vigoroso, insomma nei match più duri la differenza tra assistente e alleato combattente poteva essere davvero sottile.

E diciamolo…
ancora oggi, in certe occasioni, facendo il secondo ti viene una gran voglia di salire sul ring 😂😂ma fortunatamente rimaniamo civili e rispettosi delle regole.... O vi piacerebbe tornare alle Broughton rules 😂?

26/01/2026

LE CATEGORIE DI PESO

Per secoli il pugilato non ha conosciuto categorie di peso.
Nel combattimento a pugno n**o tipico dell’Isola Britannica, il peso rappresentava un vantaggio ma non era decisivo.
La mano nuda fa più male in superficie: lacera, taglia e rompe con maggiore facilità ma presenta anche limiti strutturali evidenti che ne frenano la trasmissione della potenza, non sempre si tratta di una limitazione volontaria del colpo bensì di un vincolo imposto dal corpo stesso che espone il pugile al rischio immediato di fratture e lesioni alla mano rendendo meno continua e meno sostenibile l’espressione della potenza.
Con l’introduzione delle Marquess of Queensberry Rules e del guantone, che protegge la mano, si riduce il danno superficiale e aumenta la sopportazione ai colpi ma allo stesso tempo amplifica la massa efficace del colpo consentendo di trasferire con maggiore continuità il peso corporeo sull’avversario, Il danno cambia natura e diventa prevalentemente neurologico non più cutaneo o osseo.
Già le cronache sportive e i commenti tecnici tardo-ottocenteschi osservano come con l’uso dei guantoni le differenze di peso producano rischi maggiori di incontri poco equilibrati rispetto al pugilato a mani n**e.
Questo cambiamento tecnico è uno dei fattori che contribuisce a mutare il ruolo del peso nel pugilato, da semplice variabile fisica a moltiplicatore di trauma, insieme alla progressiva professionalizzazione dello sport e alle esigenze di sicurezza e organizzazione.
In sintesi:
il pugno n**o limita in parte l’incidenza del peso, il guantone la amplifica e rende indispensabili le categorie di peso.

21/01/2026

Dove il "vecchio" incontra il nuovo.

21/01/2026

BOXE E LIBERTÀ
Una riflessione da un trattato del 18 secolo.

Leggere i vecchi trattati di boxe non significa soltanto studiare tecniche o curiosità del passato.
Significa entrare nel mondo che ha generato quelle tecniche, comprenderne le paure, i valori e le contraddizioni.
Qualche giorno fa rileggendo un trattato inglese del Settecento di autore anonimo mi sono imbattuto in una riflessione che mi ha colpito perché dopo secoli continua ad alimentare un dibattito ancora aperto e tutt’altro che risolto.
L’autore parla di libertà, ordine e difesa personale e lo fa senza ambiguità,
Il suo punto è chiaro:
quando una società tenta di controllare ogni aspetto della vita dei suoi membri rischia di diventare oppressiva,
La libertà non si difende moltiplicando le regole, perché nel tentativo di eliminare ogni eccesso si finisce per soffocarla.
In quel contesto storico per l'autore imparare a boxare diventa una responsabilità personale e sociale.
La Boxe non come violenza gratuita né semplice intrattenimento ma inquanto saper combattere per l’uomo del Settecento, in un epoca dove lo stato non garantiva sicurezza diffusa, significa non delegare, difendere sé stessi, la propria dignità e se necessario proteggere i piu deboli.
Non per sostituirsi alla legge ma per non dipendere totalmente da un intervento esterno in ogni circostanza.
La forza in questa visione non è sinonimo di caos o sopraffazione ma un dovere morale, la capacità di reggersi sulle proprie gambe, di assumersi le conseguenze delle proprie azioni e di non delegare completamente la propria sicurezza.
A distanza di tre secoli viviamo in società infinitamente più regolamentata, più protetta, più strutturate eppure il nodo centrale resta irrisolto.
La storia non offre risposte pronte ma pone domande che resistono al tempo e questa è una di quelle.
Ogni epoca la declina a modo proprio, resta da capire come scegliamo di farlo oggi.

12/01/2026

2014
Primo seminario dedicato al pugilato a mani n**e in Italia.
All’epoca non esisteva un movimento.
Esistevano studio, ricerca e pratica.
Il resto è storia.
Forse qualcuno di voi era presente allora....

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