MEDITARE
È lo spazio in cui posso incontrarmi.
È il tempo che dedico a osservare, sentire, comprendere.
È il modo in cui mi prendo cura della mia interiorità e del mio rapporto con il mondo.
Alchimia Yoga di Francy
🧘♀️20+ ᴀɴɴɪ ʏᴏɢᴀ & ᴘɪʟᴀᴛᴇs
📍ᴍᴏɴᴢᴀ • ᴛᴛᴄ ʏᴏɢᴀ 250ʜ
👩💻ғᴏᴜɴᴅᴇʀ ᴏʟᴛʀᴇ ʏᴏɢᴀ: ʟᴀ ᴛʀɪʙù ᴅᴇʟʟᴇ ᴅᴏɴɴᴇ
🔥ᴛɪ ᴀɪᴜᴛᴏ ᴀ ᴛʀᴏᴠᴀʀᴇ ʟᴀ ᴛᴜᴀ sᴛʀᴀᴅᴀ
☀️ʀᴇᴛʀᴇᴀᴛ
creatività,
spirito,
audacia,
coraggio,
felicità,
verità,
gentilezza.
I RITUALI DI GIOIA
Ci incontriamo per ricordare qualcosa che, forse, non abbiamo mai davvero perso.
La gioia.
Non quella che dipende da ciò che accade fuori.
Ma quella che nasce quando rallentiamo abbastanza da tornare a sentirci.
Ogni rituale è un piccolo gesto di presenza.
Un cerchio.
Un respiro.
Un silenzio condiviso.
Un modo per fare spazio dentro di noi e diventare sempre più capaci di accogliere la vita, con il cuore aperto.
Perché la gioia, a volte, non arriva.
Si rivela.
E lo fa proprio quando smettiamo di rincorrerla.
🌿 Rituali di Gioia – Oltre Yoga
Uno spazio per respirare, ritrovarsi e tornare, insieme, all’essenziale.
#ᴄᴇʀᴄʜɪᴏᴅɪᴅᴏɴɴᴇ
...questa pratica è per gente ordinaria che fa una vita ordinaria e che desidera accogliere la sfida straordinaria di risvegliarsi alla propria vera natura.
E la sfida si trova non fuori dalla vita quotidiana ma proprio dentro. ...
“Non è cambiato niente eppure è cambiato tutto” ...
Noi non ci muoviamo verso una nuova versione migliorata di noi stessi ma ritorniamo, piuttosto, a un senso di sé indifferenziato, illimitato, che aperto e innocente. Quando a guidarci è questo Sé senza barriere di protezione, quella vita più vasta ci diventa accessibile e noi, a nostra volta, ci rendiamo disponibili a servire quella vita più vasta.
Donna Farhi
DELLA MEDITAZIONE • appunti
Una stanza così cambia un po’ l’esistenza. In qualche modo una parte di me sa che c’è uno spazio dove si coltiva la fiducia.
Fondamentalmente è questo che la frequentazione del silenzio e lasciare essere le cose così come sono crea: fiducia.
Incontrarsi e fare insieme, silenzio fa nascere qualcosa. Qualcosa che resta.
Chiudere gli occhi fa sì entrare più direttamente in contatto con quel che scorre in noi.
Spesso invito le persone ad arrivare nella stanza, lì dove il corpo è già seduto, a raggiungerlo.
È un luogo che si fa insieme, di per sé è solo una stanza piena di possibilità quel che nasce sono i miracoli del noto.
Del così già tanto visto che lo si dà per scontato: sedersi, osservare l’ambiente respirare sentire il corpo le sue sensazioni chiedersi come sto, restare in attesa della risposta. Lasciare spazio intorno a questi gesti, tanto ordinari, dargli una stanza, li fa brillare, permette che aprano un varco nell’oscurità in cui di solito viviamo, nel nostro quotidiano sonno. Allora, pian piano, si ricevono le visite della consapevolezza.
In una stanza della Meditazione si impara a stare soli insieme. E quello di cui ci si accorge allora, stando sola in compagnia, è che non esiste la mia consapevolezza, la mia pratica, ma un procedere insieme, un risvegliarsi insieme che è tutta una scoperta. È un modo di incontrarsi senza perdersi né in sé né nell’altro.
E poi c’è la comunità. Lasciarsi sostenere da chi ha guardato a lungo il fuoco, magari si è anche bruciato, e ora guarda dritto davanti a sé, fino a essere orizzonte.
Si tratta di sentire il respiro che mi attraversa in questo momento e così, in pieno corpo sapere di essere viva. Si tratta di rinascere e imparare tutto da capo. Partire dal fatto che qui c’è un corpo. Quindi percepirlo sentirlo abitarlo senza pensare di esserlo, senza identificazione insieme senza scissione. La consapevolezza è una forma di amore.
Appunti dai miei diari,
liberamente tratti da Il silenzio è cosa viva
C.L. Candiani
Con amore e cura,
Francesca
Un mio rituale. Datemi un luogo nuovo o antico e lo guarderò da una nuova prospettiva, ogni volta. Finché mi riconoscerò in questo equilibrio. Ci provo anche con le anime a guardarle da altri punti di vista. Per andare oltre le mie credenze personali e arrivare al cuore. Tra le cose che amo fare perché mi portano a me subito: stare a testa in giù, leggere libri, studiare. Tra le cose che mi fanno sentire me stessa: pronunciare parole guida, vedere le persone, oltre ciò che mostrano, stare con me nel silenzio e nella natura. Qual è un tuo rituale e in quale “luogo” ti riconosci?
RITIRO o RITUALE?
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Scrivimi.
Francesca
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