Il Drago fa ricerche sul wrestling in Italia

Il Drago fa ricerche sul wrestling in Italia

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Wrestling italiano, wrestling in Italia, adesso ma soprattutto in passato.

Condivido le mie ricerche storiche, con foto e video inediti, cerco spunti interessanti con cadenza quotidiana

15/07/2026

Dall'archivio di Antonio Fusero, che in foto è sull'estrema destra, fu il primo maestro di lotta di Primo Carnera. Dovremmo essere nel 1942, siamo probabilmente a Sequals, ma oltre ai due lottatori gli altri non ho idea di chi siano, anche se mi piacerebbe molto scoprirlo. Solo quello dietro a Carnera mi sembra una faccia conosciuta, ma probabilmente mi confondo con qualcuno. La foto è ovviamente molto rara, sarebbe bello se un giorno qualcuno vi riconoscesse il proprio padre/zio/nonno etc

15/07/2026

Ci sono almeno quattro premiazioni importanti della Italian Wrestling Hall Of Fame che andrebbero però svolte in Friuli. Dove però di show di wrestling non ne organizzano mai, è una delle ultime regioni rimaste senza eventi regolari. Regolari ma nemmeno occasionali! Potremmo anche accorparne alcune, volendo, ma ne servirebbe almeno uno.

Ergo, se fra qualche anno non abbiamo ancora messo Carnera, che a merito sarebbe dovuto andare per secondo, dopo Bruno Sammartino, ora sapete il perché.

"Facile, basterebbe solo..." Tutto risulta facile quando si lavora in tanti, quando si lavora in pochissimi diventa tutto molto più complesso. Speriamo succeda qualcosa di imprevisto che velocizzi la cosa

15/07/2026

Storia italiana di Topolino dove Paperino va a uno spettacolo di catch! La storia è "Paperino e l'assicurazione contro gli infortuni"; testi di Carlo Chendi e disegni di Giovan Battista Carpi, uscita per la prima volta su Topolino n°455 del 16 agosto 1964. La scansione è stata gentilmente fornite da Roberto Fabbricatore aka Pacuvio su Papersera

15/07/2026

Un altro almanacco Nu-Wrestling questa volta la "sponsorizzazione" è più evidente rispetto alle altre due pubblicazioni. Non ho idea di come fosse all'interno, non è mia

15/07/2026

Il wrestling italiano, sotto vari nomi differenti (catch, lotta libera, lotta libera professionistica, lotta americana) ebbe discreto successo e credibilità in Italia negli anni '20, '30 e '40, con punte di popolarità a Torino e Trieste. Gli anni '50 continuarono a essere molto fertili, ma il pienone lo si faceva soprattutto con Carnera, i cui incontri non sempre venivano apprezzati da tutti, per una serie di motivazioni più o meno valide. Il suo tour del '51 fu il suo grande ritorno in Italia, il primo da lottatore, ma fu anche uno spartiacque perché da quel momento in poi la FIAP e il CONI in generale non ne vollero più sapere di associarsi a una disciplina ormai palesemente poco sportiva (almeno ai loro occhi). Questo articolo è proprio di quei giorni ed è molto utile per capire il tipo di atmosfera che si respirava. Detto ciò, fino al '65 il wrestling continuò a esser promosso in fior di palazzetti e davanti a grosse platee, quindi non dovete vedere questo scritto come la requiem al movimento, lo dice il titolo stesso

15/07/2026

Il grado di notorietà dei lottatori di wrestling italiani di tanti anni fa lo notiamo anche dai necrologi, che venivano dedicati loro nel triste momento della loro dipartita (in questo caso alquanto prematura aveva solo 51 anni). Vero è che si parla di un atleta che da giovane vinse molto nello sport "vero e proprio", specialmente nel pentathlon reale, prestigiosa gara multi-evento di inizio secolo, forse la più importante di tutte. Partecipò anche alle olimpiadi del 1912, anche se con poca fortuna. L'attività più importante della sua vita fu però, senza alcun dubbio, la lotta libera professionistica. Questo articolo è preso da "Il Littoriale"

14/07/2026

"E' il momento dei baci, dei saluti ed abbracci e gli auguri di buona fortuna, niente lacrime prego, che c'è altro da fare e stasera non piange nessuno, io mi ungo la gola e preparo il bicchiere in onore del vecchio Bob..." Le parole sono dei Modena City Ramblers e a rivedermi salutare mezza Concorezzo mi son tornate in mente. La foto invece è di Leonardo Patané (da non confondersi con Duccio), che su IG trovate come _Leoct79 https://www.instagram.com/leoct79/?hl=en #

14/07/2026

Sappiate che ci stiamo avvicinando, balzellon balzelloni, ai 25 anni di rinascimento del wrestling italiano. Mancano nove giorni. Non ho in programma nulla di speciale se non i miei consueti post, video, foto. Però sappiatelo, non fatevi cogliere impreparati e se curare siti/pagine fate ancora in tempo a tirar fuori qualcosa di carino

14/07/2026

André the Giant nei panni di Big Foot! Dal set de "L'uomo da sei milioni di dollari", 1976. Nonostante fossimo a sei anni dalle prime cronache di Fusaro e a dieci dall'inizio di quelle di Peterson André era già famosissimo. Quantomeno nel resto del mondo, America, Messico, Europa, Giappone. Da noi probabilmente molto meno, mediaticamente la metà degli anni ,'70 fu uno dei periodi più bassi per la lotta professionistica in Italia, nonostante ci fosse molta curiosità. E nonostante ci fossero comunque piccoli spettacoli italiani in giro per la pen*sola

14/07/2026

Roma, 24 giugno 1928. Leone Jacovacci, monumento della boxe italiana ma anche futura leggenda del wrestling nostrano viene celebrato dopo la sua vittoria su Mario Bosisio per il titolo italiano ma soprattutto europeo dei pesi medi, detenuto fino a quel giorno da quest'ultimo. La foto ha grandissimo valore storico e vi spiego il perché.
La narrazione contemporanea sul campione mulatto di Sanza Pombo è che fosse stato sempre inviso dal Regime, anche e soprattutto durante la sua attività. In realtà il revisionismo e l'ostilità sembra proprio che iniziarono molto più tardi, con le leggi razziali di qualche anno dopo. Per esempio dal filmato di questo incontro manca completamente tutta la parte finale, facile che sia stata rimossa in quegli anni.
Al contrario quel giorno Roma, i romani e chi comandava l'Italia furono ben lieti di di acclamare Leone, simbolo di Roma, contro Mario, della rivale Milano. Sì perché nello sport c'era davvero tanto astio fra le due città ed è per questo, non per motivi di pelle, che la Gazzetta non fu mai tenera col nostro campione.
Questa foto, presa da "Lo Sport Fascista" del 1928 e la didascalia sottostante sono la conferma tangibile di tutto questo discorso

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