Centro Psicoanalitico dello Stretto Francesco Siracusano

Centro Psicoanalitico dello Stretto Francesco Siracusano

Condividi

Il Centro Psicoanalitico dello Stretto Francesco Siracusano è il dodicesimo Centro riconosciuto dalla Società Psicoanalitica Italiana.

La storia

Il Centro Psicoanalitico dello Stretto Francesco Siracusano è il dodicesimo Centro riconosciuto dalla Società Psicoanalitica Italiana. Fondato a Messina nel 2020, in atto è composto da 10 soci ed è intitolato al professor Francesco Siracusano, psicoanalista con funzioni di training che ha contribuito alla conoscenza della psicoanalisi in Sicilia. Attorno alla sua figura si è sviluppata

14/07/2026

In un momento storico come quello in cui stiamo vivendo, dove sempre più si avverte l’assenza del pensiero e ci troviamo faccia a faccia ad agiti violenti sotto forma di dono - ma che dono non sono - ci raggiungono le parole di un uomo di Chiesa illuminato, considerato “un prete di strada” per il suo impegno operativo sul campo. L’arcivescovo Mons Battaglia, con le sue parole chiare e nette mette di fronte all’idea che ancora qualcuno crede al pensiero, quello buono!

Erdogan regala una pi***la ai leader dei paesi nato

L’arcivescovo di Napoli scrive una lettera aperta

Lettera dell'Arcivescovo di Napoli ai potenti della terra.

Ai potenti della terra, pace a voi!

Il male non arriva sempre sfondando una porta.

A volte entra in silenzio.

Indossa un abito elegante.

Sorride davanti alle telecamere.

Viene deposto in un astuccio, accompagnato da un biglietto, offerto con tutti gli onori.

E per qualche istante nessuno riconosce più il male, perché ha imparato le buone maniere.

È questo che mi ferisce nel gesto compiuto ad Ankara: non soltanto una pi***la donata ai rappresentanti dei Paesi della NATO, ma la morte trasformata in cortesia. La possibilità di togliere la vita divenuta souvenir, memoria ufficiale, oggetto da esporre.

Abbiamo addomesticato le armi fino al punto di poterle regalare.

Questo è il vero scandalo.

Ci dite che si tratta di un simbolo. Ma sono proprio i simboli a educare il mondo. Arrivano prima delle leggi, penetrano più in profondità dei discorsi, insegnano silenziosamente ciò che una civiltà considera normale.

E quel dono insegna che il potere deve riconoscersi nel metallo di una pi***la. Che un uomo importante è un uomo armato. Che tra governanti ci si può rendere omaggio consegnandosi, con eleganza, la possibilità della morte.

Sulla canna è stato inciso il nome di chi riceveva l’arma.

Ma ogni pi***la porta sempre un secondo nome, invisibile.

È il nome dell’uomo contro il quale potrebbe essere puntata.

Il nome della donna che potrebbe restare senza marito.

Il nome del bambino che potrebbe attendere inutilmente il ritorno di suo padre.

Il vero destinatario di un’arma non è mai soltanto colui che la riceve. È il corpo sconosciuto che un giorno potrebbe incontrarne il proiettile.

Per questo non riesco a considerare quel gesto una semplice eccentricità diplomatica. Esso racconta un’idea del mondo. Un mondo in cui abbiamo imparato a misurare la sicurezza contando le armi, senza più domandarci quanta paura occorra seminare per custodirla. Un mondo che chiama equilibrio il terrore reciproco e pace l’intervallo durante il quale nessuno ha ancora sparato.

Da cristiano, non posso accettarlo.

Il Vangelo ci ha consegnato un’altra immagine del potere.

Cristo, nella notte in cui tutto avrebbe potuto spingerlo a difendersi, non mise un’arma nelle mani dei suoi discepoli. Mise un asciugatoio intorno alla vita. Si inginocchiò davanti a loro e lavò dei piedi stanchi.

Da una parte, un’arma offerta in piedi, tra uomini potenti.

Dall’altra, Dio inginocchiato davanti all’uomo.

Sono due civiltà.

Bisogna scegliere.

Noi cristiani non siamo ingenui. Conosciamo la violenza. La incontriamo nei quartieri abbandonati, nelle case dove manca il pane, nei corpi dei migranti, nei figli restituiti alle madri dentro una bara. Sappiamo che il male esiste. Proprio per questo rifiutiamo di renderlo elegante. Rifiutiamo di adornarlo, di lucidarlo, di trasformarlo in un segno di prestigio.

Un’arma non diventa innocente perché viene donata.

Non diventa muta perché non spara.

Non diventa umana perché porta inciso un nome.

Chiedo dunque a voi, responsabili delle nazioni, di non custodire quel dono come un trofeo. Non limitatevi a lasciarlo in una stanza, lontano dagli sguardi, come se bastasse nascondere un simbolo per cancellarne il significato.

Fate qualcosa di più difficile.

Rifiutate l’idea che la morte possa essere una forma di omaggio.

Dite pubblicamente che nessun patto tra popoli ha bisogno di riconoscersi in una pi***la. Dite che la dignità di una nazione non coincide con la quantità di paura che riesce a produrre. Dite che la sicurezza non è il privilegio di chi può sparare per primo, ma il diritto di tutti a non essere colpiti.

E al prossimo vertice lasciate una sedia vuota.

Non per un presidente, non per un generale, non per un ministro.

Lasciatela per l’uomo senza nome che paga sempre il prezzo delle vostre decisioni. Per colui che non partecipa ai vertici, non firma trattati, non compare nelle fotografie, ma finisce sotto le macerie quando la diplomazia fallisce.

Guardate quella sedia prima di parlare di armi.

Forse allora comprenderete che la pace non è una debolezza da correggere, ma una responsabilità davanti alla quale inginocchiarsi.

Perché il potere che non sa inginocchiarsi davanti alla vita finirà sempre per inginocchiarsi davanti alle armi.

E quel giorno, per quanto solenni siano le cerimonie, avremo già perduto tutti.”

† don Mimmo Battaglia

Arcivescovo Metropolita di Napoli

11/06/2026

Con la giornata di studio del 6 Giugno u.s., si sono concluse le attività seminariali di questo primo semestre.

Tanti gli appuntamenti che si sono susseguiti, tanti gli amici che hanno condiviso i loro lavori ed hanno favorito, con i loro interventi, scambi interessanti ed arricchenti.
Ascoltare altre voci e poter vedere altre prospettive, deve essere la spinta propulsiva del nostro lavoro.
Ognuno di loro ha aperto a spunti di riflessione e di interesse, stimolando il desiderio di continuare ad approfondire i tanti temi trattati.

Un grazie a:
Chiara Rosso per il suo lavoro: “Il fantasma evaporato”
Dimitri Malidelis per il suo lavoro: “La solitudine ed il processo psicoanalitico”;
ad Anna Ferrara e Maurizio Stangallino per il loro lavoro: “L’intersoggettivita incarnata: dalla neurobiologia delle prime relazioni, alla clinica psicoanalitica”.

Un grazie a chi ha partecipato sia in presenza che da remoto.

Il Centro Psicoanalitico dello Stretto vi augura una riposante estate e ci vediamo presto con nuove iniziative!

31/07/2025

https://www.facebook.com/share/p/1C2MYNkUyr/?mibextid=wwXIfr

Domani, 31 luglio, a Lisbona, in occasione del 54° Congresso IPA, verrà presentato il lavoro a cura di Alfonso Accursio, Vanna Berlincioni, Cinzia Carnevali, Giorgio Corrente, Sandra Maestro, Tullio Medici, Andrea Narracci, Diletta La Torre, Emanuele Prosepe, Lucio Sarno e Vito Sava dal titolo:
“Experience in groups and its transformations. Representation, conflict, transformation”

“This paper explores the role of group psychoanalysis as a transformative tool, both in clinical practice and in institutional settings. It argues that group experience – through its complex psychic, relational, and symbolic dynamics – can enable processes of representation, conflict transformation, and integration at multiple levels: individual, group, institutional, and social.”

Società Psicoanalitica Italiana: IPA Society of the Month | SPI 07/06/2025

Società Psicoanalitica Italiana Centenario della Società Psicoanalitica Italiana

Società Psicoanalitica Italiana: IPA Society of the Month | SPI Every month IPA focuses on the history, highlights and activities of an IPA Society. IPA Society of the Month: Società Psicoanalitica Italiana Italian version Roberto Musella, Anna Migliozzi, Adriana Ramacciotti (Progetto editoriale) Collaboratori: Sarantis Thanopulos, Rita Corsa, Franco De Masi, A...

Vuoi che la tua azienda sia il Palestra più quotato a Messina?

Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Ubicazione

Indirizzo


Via Pola, 1
Messina
98121