20/09/2026
“Ma cosa sono quei segni bianchi e rossi sulle rocce e sugli alberi?” Ce lo chiedete più spesso di quanto immaginiate, e la stessa curiosità vale per quei mucchietti di sassi che si incontrano lungo il cammino.
Sono due linguaggi diversi, e vale la pena imparare a leggerli, perché non dicono la stessa cosa.
I segni bianco-rossi sono la segnaletica escursionistica vera e propria, quella definita per l’Italia dal Club Alpino Italiano. Accanto trovate spesso il numero del sentiero. In Sardegna la rete si chiama RES, Rete Escursionistica della Sardegna, ed è gestita dall’Agenzia Forestas: i percorsi vengono censiti in un catasto regionale e ricevono un numero. Questi segni possono essere usati solo sui sentieri censiti. Esistono poi altre segnaletiche legittime, come quella dei cammini o dei percorsi tematici, ma sono diverse e si riconoscono.
Gli omini di pietra sono un’altra cosa: piccoli cumuli di sassi, senza nessun valore ufficiale. Nascono dove non si può dipingere niente, sulla roccia nuda o dove non ci sono alberi, e spesso accompagnano i segnavia nei tratti in cui la traccia sparisce. Si seguono a vista, uno dopo l’altro: da un omino dovreste vedere il successivo.
Qui però arriva il punto: in alcune zone gli omini sono tanti e sparsi in direzioni diverse, e portano fuori strada chi non conosce il posto. Ci è capitato di trovarne parecchi. Qualcuno l’ha costruito chi si era perso, altri segnano vecchi passaggi di pastori o cacciatori, altri ancora li ha messi lì chi passava per gioco.
Gli errori da non fare sono pochi ma importanti. Non costruitene di nuovi, anche se è tentatore: rischiate di mandare fuori strada chi passa dopo di voi. Non seguite un omino isolato sperando che ne arrivi un altro. E non smontate quelli che trovate, perché a qualcuno stanno indicando la strada.
Se dopo qualche minuto non vedete né un segno né un omino, fermatevi e tornate all’ultimo punto sicuro. Insistere è il modo più veloce per perdersi davvero.
Vi è mai capitato di seguire un omino e ritrovarvi nel nulla? 👇