Paesi Apuani

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La pagina Paesi Apuani, si occupa di riportare la descrizione dei paesi a ridosso delle Alpi Apuane, delle escursioni delle tradizioni e leggende di queste terre, nonchè altre informazioni che riguardano la bellissima catena montuosa delle Alpi Apuane

19/06/2026

30 anni fa le nostre Apuane venivano sconvolte da un evento catastrofico.

Quattordici persone persero la vita, a cui si aggiunse un tecnico che morì durante un sopralluogo nei luoghi colpiti dall’alluvione.
Cardoso, sul versante versiliese, fu spazzato via. A Fornovolasco, sul versante garfagnino, toccò una sorte molto simile. A dividerli, ma idealmente ad unirli, il Monte Forato, con il suo grande arco uno dei monti più iconici e particolari delle nostre Apuane.

Oggi ricordiamo le vittime, rendendo omaggio alle popolazioni che seppero resistere e rinascere ed a tutti coloro – amministratori, tecnici, volontari, comitati – che si occuparono di fronteggiare l’emergenza e poi la ricostruzione, attraverso un processo di partecipazione che produsse efficienza, trasparenza, responsabilità e credibilità dell’azione pubblica.

Segnaliamo questo interessante dossier del Consorzio LaMMA sull'alluvione del 19 giugno 1996: https://www.lamma.toscana.it/news/30-anni-dallalluvione-della-versilia-da-quellevento-nacque-il-lamma

Segnaliamo infine le iniziative promosse in occasione dell'anniversario dell'alluvione: https://www.facebook.com/ProvinciadiLucca/posts/pfbid06aB9wPYS8UcsadX7vtkLty6Vq7ToQfZzExRB3dkMg3qMXUaqTz9Aq6PgKae4pEPBl

Vogliamo ricordare con l'emozionante disegno di questo bambino versiliese, realizzato probabilmente qualche settimana dopo l'alluvione dove si legge già la speranza, anzi possiamo dire la certezza, della rinascita e della ricostruzione (immagine tratta dal libro "Apuane tra memoria e sogno" di Marco Lapi e Fiorenzo Ramacciotti).

09/06/2026
Photos from CAI Toscana's post 09/06/2026
Photos from Paesi Apuani's post 27/04/2026

Un 25 aprile a Sant’Anna

E’ il 25 aprile, la festa più bella. E quest’anno decidiamo di onorarla nel migliore dei modi, andando a Sant’Anna di Stazzema, luogo che non ha bisogno di presentazioni.

Da buoni apuani decidiamo di non arrivare a Sant’Anna a piedi, ma di raggiungerla da Valdicastello Carducci, borgo accucciato sotto il Gabberi e il Lieto, nel fondovalle del Baccatoio, torrente caratterizzato da un colore rossiccio, derivante dalla presenza di ruggine ed altri minerali provenienti dalla sovrastanti miniere oramai dismesse.

E’ un 25 aprile luminoso, il sole esalta ancora di più questo giorno di festa. Con temperature piuttosto frizzanti, lasciamo l’auto alla chiesa di Valdicastello (m. 104), dove ogni pietra ci parla di don Libero Raglianti, Medaglia d’Oro al Valore Civile, ucciso dai tedeschi il 29 agosto 1944 per la sua attiva collaborazione con le formazioni partigiane.

Si prosegue lungo la strada in leggera salita sino ad arrivare a Borgo Allegro e qui, seguendo i segnavia del sentiero CAI 4 (oggi 114), si svolta a destra percorrendo le caratteristiche viuzze del paese. Terminate le case si svolta decisamente a sinistra, costeggiando il muro di una casa.
Lasciamo le ultime case di Valdicastello e ci inoltriamo nel bosco, lungo una suggestiva mulattiera. Incontriamo una pietra su cui è incisa una delicata e bellissima poesia che, sottolineando l’innocenza della natura ai fatti umani, ci ricorda che le pietre che stiamo calpestando furono a loro volta calpestate, quasi 82 anni fa, dalle SS che stavano scendendo da Sant’Anna nella tarda mattinata del 12 agosto 1944.

La bellezza paesaggistica si fonde con dolorose storie di eccidi e con la storia delle miniere di ferro, conferendo all’escursione un sapore del tutto particolare che, possiamo dirlo, non tutti i luoghi sanno dare.

Ma questa è una giornata di festa! Il cammino scorre veloce, superiamo i mulini di Sant’Anna, vediamo giù in basso le caratteristiche gallerie delle miniere EDEM che donano al paesaggio un tocco da film di Indiana Jones. Ci siamo stati 20 anni fa...ma oggi ci torneremo.

La mulattiera, sempre lastricata, ci fa capire che in passato è stata una importante via di comunicazione con Sant’Anna, la via del mulini, la via della farina, la strada che metteva in comunicazione il borgo di Sant’Anna con la pianura.

Dopo aver attraversato un bel ponte, percorriamo per un centinaio di metri la strada per Sant’Anna, quindi il sentiero – staccandosi da un tornante – rientra deciso nel bosco e prosegue la sua salita verso il paese. In alto a sinistra spicca il campanile della chiesa di Sant’Anna su cui sventola – in questa limpida giornata di aprile – un grande tricolore.

Dopo circa un’ora e mezza di cammino da Valdicastello giungiamo a Sant’Anna (m. 660), a pochi metri dalla piazza della chiesa e da Piazza Anna Pardini.
Ci riposiamo un pochino, mi attacco alla maglietta il simbolo di questa festa, un papavero rosso, e quindi si prosegue verso il Monumento Ossario (m. 750), dove sono previste le celebrazioni del 25 aprile.

Il sentiero che ci porta all’Ossario è impreziosito dalla presenza di alcuni disegni di bambini provenienti da zone di guerra di diverse parti del mondo, Palestina, Sudan, Ucraina, Venezuela. Tutto questo ci ricorda che Sant’Anna non appartiene solo alla memoria, che la Festa della Liberazione non è solo ricordare il passato, tutt’altro. Il 25 aprile è forse soprattutto un esercizio di futuro, è una festa che serve a ricordarci che è necessario non essere indifferenti a quanto accade intorno a noi.

Giungiamo al Monumento Ossario che domina tutta la Versilia, quasi per ricordare a tutti quanto qui avvenne il 12 agosto 1944. C’è tanta gente, il clima è di festa, la giornata è splendida e la Versilia straborda di bellezza vista da quassù. Il buon vecchio Gabberi, che ne ha viste tante, sembra osservare distrattamente la cerimonia, mentre il Monte Lieto, dove – ricordo a Paolo – saranno almeno 20 anni che non ci andiamo, sembra seguire con più attenzione.

Oggi è una giornata di festa, perché ricordiamo la sconfitta di coloro che 82 anni non permisero alla piccola Anna, nata a fine luglio 1944, di vivere, non permisero ad Evelina, che aveva le doglie, di partorire. Festeggiamo la sconfitta di chi uccise gli otto fratellini Tucci e la loro mamma, festeggiamo la sconfitta di chi uccise don Innocenzo che fino all’ultimo pregò i nazisti di risparmiare la sua gente. Ricordiamo la figura di Jenny che difese strenuamente, con uno zoccolo, il suo piccolo Mario, e lo salvò.
Festeggiamo la vittoria di quei valori che ancora oggi vivono in noi e festeggiamo le radici più profonde della nostra Costituzione che sono anche qui a Sant’Anna, così come sono al Piglionico, a Vinca, alla Pia Casa di Lucca, alla Certosa di Farneta, a Forno ed in tanti altri luoghi.

Questo festeggiamo! E con le nostre splendide Apuane che ci fanno compagnia e con tanta gente, la festa diventa quasi solenne.

Ci fermiamo un po’ a Sant’Anna, delusi però dal fatto che il negozio di alimentari in paese oggi non produce le sue gustose focacce. Dopo una vista al Museo Storico della Resistenza curato dal Sant'Anna di Stazzema - Parco Nazionale della Pace riprendiamo il cammino verso Valdicastello percorrendo il sentiero dell’andata.

Ma il richiamo per l’esplorazione apuana è sempre troppo forte ed allora, poco prima di giungere in paese, decidiamo di fare una deviazione per visitare le ex miniere di ferro dell’EDEM. Abbandoniamo allora il sentiero CAI 4 e, scendendo da una esile traccia, raggiungiamo il fondovalle e quindi, risalendo per alcuni metri, superiamo il torrente Baccatoio grazie ad ponte recentemente ricostruito. Entriamo nelle viscere della montagna in un ambiente unico e suggestivo, dove gli unici rumori sono le lacrime della montagna che cadono dai soffitti di queste volte.
Qui, in un buio totale rischiarato solo dalle nostre torce, si ripensa a come doveva essere il duro lavoro del minatore, a quante persone sono passate da qui, alla fatica per scavare queste gallerie che oggi rappresentano davvero un patrimonio storico e paesaggistico da valorizzare.

Davvero Valdicastello è un luogo forse poco conosciuto, ma intriso di storia, proprio come altri borghi apuani. D’altronde il paese si sviluppò proprio grazie alle miniere, fu popolato dai minatori e dalle loro famiglie che qui si stabilirono. Un paese, come recita il nome, che ha dato i natali anche a Giosuè Carducci, Nobel italiano per la letteratura nel 1906.

Dopo questa bellissima giornata ci concediamo un aperitivo nel simpatico e accogliente Circolo Arci Valdicastello dove si respira per davvero l’anima più autentica del paese. E ci mettiamo a parlare con un ragazzo del Circolo che racconta la storia ed i problemi del paese, le sue potenzialità, il desiderio che la sua storia mineraria, oggi sconosciuta ai più, venga valorizzata come si deve con la costruzione di un parco minerario. E percepiamo un certo orgoglio per il fatto di vivere qui, in uno degli ultimi borghi delle Apuane meridionali.
Si conversa con piacere davanti ad una bevanda fresca, ma ahimè inizia a farsi tardi ed allora si riparte verso Lucca.

E’ stato un bel 25 aprile...W il 25 aprile!

Photos from Paesi Apuani's post 18/04/2026

Partiamo ancora con il caratteristico trenino della garfagnana direzione Casola in Lunigiana. In realtà girovaghiamo per alcuni paesi della Lunigiana.
Stazione di lucca ore 8.25 sul primo binario arriva il trenino che in un ora e mezzo ci porta alla stazione di minucciano.
Il nostro percorso inizia proprio dalla stazione, appena usciti di segue la destra e si passa sotto la ferroviaria per poi seguire la strada asfaltata che poi diventerà sterrata, segni bianco rossi fino all'abitato di casola in Lunigiana, ammirando lungo questo tratto le vetti imponenti delle Apuane con il monte Pisanino e il Pizzo d'uccello.
Casola, dal romano Casuli, è un piccolo, ma grazioso paese che per la sua posizione, è considerato la porta d’accesso al Parco delle Alpi Apuane dal versante della Lunigiana. Immerso in un paesaggio ricco di bellezze naturalistiche e panorami selvaggi, Casola si trova al culmine di uno sperone roccioso nell’alto corso del fiume Aulella e a brevissima distanza dal torrente Tassonaro, distendendosi su di un territorio che abbraccia sia la catena appenninica che quella apuana, lungo la zona di confine tra Lunigiana e Garfagnana.
Il borgo di casola, appartenuto a lungo ai Malaspina di Fosdinovo, è stato poi particolarmente legato alla comunità di Fivizzano, dal XV al XIX secolo quando, nel 1841, divenne parte del Ducato di Modena. Nel 1859 Casola fu infine aggregata alla Provincia di Massa-Carrara, mentre nel 1863 assunse l’attuale denominazione.
Dal paese di Casola il nostro percorso prosegue in direzione codiponte, passando sul ponte di ferro che attraversa il torrente aulella, da qui si seguono ancora segni bianco rossi da cui meno visibili ed alcuni gialli, sul percorso ci sono anche cartelli co indicazioni Codiponte.
Qui si visita la caratteristica Pieve romana intitolata si santi Cornelio e Cipriano.
Dopo aver visitato la Pieve, si passa sopra il caratteristico ponte e si segue il torrente lungo una strada sterrata ( Ippovia ) fino ad una caratteristica fonte, da qui si sale sulla sinistra fino all'abitato di Mezzana, ( fino qui segni assenti) per poi prendere un sentiero sempre sulla sinistra ( segni bianco rossi) che ci porta al paese di Equi terme da dove riprendiamo il trenino che ci riporta a lucca.
Il percorso ha una durata di cammino effettivo di circa quattro ore, una dalla stazione di minucciano a casola, un'ora e mezza da casola a codiponte e un'ora e mezza da codiponte a equi terme .
Calcolate il tempo per le visite sl paese di casola e di codiponte compresa la Pieve.
Il percorso non presenta particolare dislivello il pu to più alto sono i 360 metri di mezzana, prestare attenzione da codiponte a mezzana per l'assenza di segni e da mezzana a Equi terme per segni scoloriti.
Stazione di minucciano, Casola in Lunigiana, Codiponte, Mezzana, Equi terme.

Photos from Paesi Apuani's post 11/04/2026

Oggi partiamo dalla stazione di lucca con il caratteristico trenino della garfagnana per raggiungere l'abitato di Ugliancaldo.
Arrivati alla stazione di equi terme il sentiero ci conduce fino al caratteristico paese il quale merita una visita, successivamente ci portiamo sul sentiero 176 che costeggia da prima lo stabilimento termale e successivamente le piscine naturali termali, mantenendo sempre il sentiero 176 sulla sinistra si inizia la salita , che attraversa prima boschi di quercia per poi lasciare posto a secolari castagneti. Dopo circa due ora di cammino dalla stazione ferroviaria di di equi terme raggiungiamo il paese di Ugliancaldo.
Ugliancaldo si trova ad un altitudine di 750 metri dul livello del mare.
Il paese conta una decina di abitanti i quali chiamano il paese con il nome di ugliano.
La posizione di questo paese è molto caratteristica e ragala significativi scorci paesaggistici sia verso il rilassante appennino sia verso le affilate alpi Apuane.
Il paese di Ugliancaldo deve il suo nome ad un gentilizio romano Ulius, il feudo fu un fiorente centro artigianale, prima sotto I malaspina di Fosdinovo e del castel dell'aquila di Gragnola e poi dal 1418 sotto Firenze.
Il borgo si presenta con uno sviluppo lineare nelle prime case che viene interrotto dalla verticalità del Castello per poi continuare con uno snodarsi longilineo degli edifici interrotti, di nuovo, dalla Chiesa rinascimentale di Sant'Andrea. Successivamente al terremoto del ‘37, fuori dal circuito murato del Castello e del borgo, furono edificate molte case che formarono un quartiere detto “Spazzola”, il quale sorse su uno spianamento artificiale ricavato da uno sbancamento del crinale. Verso la Porta di accesso medievale al borgo si trova il Palazzo Foschi-Coiari di origine tardo cinquecentesca, a pianta rettangolare con magazzini e cantine al piano terra, mezzanino e piano nobile e con un giardino verso sud di epoca ottocentesca
Ugliancaldo si estende sul crinale del monte in direzione nord-est, dove si aprono aie e corti protette da mura di cinta, edifici per la maggior parte di matrice rurale con portali databili al XVIII secolo.
Il nostro percorso ci conduce ora verso la stazione ferroviaria di minucciano, seguiamo sulla destra il sentiero 181 che si inoltra nel bosco dentro al quale sono state collocate foto e frasi celebri, raggiungiamo con un ponticello di legno il canale di rosceto successivamente il sentiero si apre sempre di più lasciando spazio a panorami sempre più ampi sull!abitato di Argigliano e Pieve San.lorenzo, seguiamo da qui il sentiero che passando tra prati e oliveti ci conduce alla stazione di minucciano.
Dislivello complessivo 800 mt per un tempo di percorrenza di circa tre ore.

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Lucca
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