22/09/2026
Le montagne gestite e pensate da chi non le conosce e non le ama🤷🏻♂️
Anche se sembra uno scherzo, non lo è affatto. Davvero qualcuno ha pensato di costruire una “camminata nel vuoto” su un roccione ai 2585 metri del Passo Paradiso, nel gruppo dell’Adamello. Una piattaforma a sbalzo con pavimentazione e parapetti in vetro, da inserire nelle offerte turistiche del comprensorio Pontedilegno-Tonale.
La SkyWalk (nella foto il rendering) viene presentata come uno strumento di valorizzazione naturalistica e storica del territorio; di fatto è la creazione di un palcoscenico per i selfie, un’attrazione instagrammabile o, come si dice adesso, un luogo “effetto wow”.
Il costo dell’operazione che comprende una telecabina si aggira sui 22milioni di Euro. Una cifra da far invidia a molte casse comunali. Ma è così che si valorizza la montagna?
La stessa idea di attribuire valore aggiunto andrebbe ripensata. La montagna è quello che è: non ha bisogno di essere valorizzata, se non con interventi minimi e leggeri, se non con il ripristino e la cura dell’esistente, per esempio nella manutenzione dei sentieri, che in realtà è uno sforzo enorme (circa 100mila chilometri in tutta Italia), che costa pochissimo perché è in gran parte sostenuto da volontari.
L’alterità dell’alta montagna, con la sua differenza paesaggistica, culturale, naturale, la sua specificità così spiccata è già in sé il valore. I 22milioni di Euro per la nuova SkyWalk e annessi non servono a dar valore alla montagna, ma a darle un prezzo e a vendere più biglietti della cabinovia da cui si parte, visto che con lo sci non ci sarà grande futuro.
Il nodo centrale della questione è che la SkyWalk sarà una infrastruttura irreversibile. Irreversibile per un’attrazione effimera. Passata la moda rimarrà per secoli in un lento disfacimento, a testimonianza di quel pensiero miope che l’ha valuta e che oggi governa il turismo montano.