03/08/2026
La riapertura degli scavi archeologici di Vereto ha previsto l'adozione di metodologie di archeologia partecipata, aprendo lo scavo e le attività di studio dei reperti alla comunità. Pratiche che promuovono il coinvolgimento diretto nei processi di ricerca, contribuendo a rafforzare la consapevolezza rispetto ai temi della tutela e della valorizzazione del patrimonio archeologico.
In questo contesto abbiamo contribuito alla riflessione con la proiezione in situ di Siticulosa, il film di Maeve Brennan, che attraversa il territorio pugliese mettendo in relazione geologia, archeologia ed ecologia. Il film ha offerto una prospettiva inedita attraverso cui rileggere la storia di Vereto, interrogando le pratiche estrattive, i processi di conservazione e le forme di relazione tra ambiente, risorse e insediamento.
La conversazione che ha accompagnato la proiezione, con Maeve Brennan, Valentino Nizzo (direttore scientifico dello scavo), Roberto Polo e Giovanni Giangreco, ha messo in dialogo la ricerca archeologica con le pratiche agricole rigenerative. Questa relazione ha trovato una traduzione concreta anche nei dispositivi che hanno accompagnato la serata.
Una selezione di reperti appena rinvenuti è stata presentata accanto ad autoproduzioni locali e a pratiche di scambio di semi, mettendo in evidenza due forme complementari di conservazione. Da un lato, il lavoro archeologico, che interviene sulle stratificazioni e sulle discontinuità del terreno affinché le tracce materiali del passato possano tornare a essere leggibili e interpretabili; dall'altro, il lavoro degli agricoltori, che attraverso la coltivazione, la selezione e la trasmissione dei semi mantiene in vita varietà antiche, pratiche e conoscenze che rischiano di scomparire. In entrambi i casi, la tutela non coincide con la semplice conservazione, ma con un insieme di pratiche che rendono possibile la continuità e la trasmissione di un patrimonio collettivo.
Ringraziamo Maeve Brennan, Valentino Nizzo, Roberto Polo e Giovanni Giangreco per aver condiviso le loro riflessioni; Archeorete del Mediterraneo e il Museo Archeologico di Vereto per l’apertura alla collaborazione; Giulia Baglivo, Valentina Cancelli e tutte le realtà locali e gli agricoltori che hanno contribuito a questo momento di confronto attraverso le loro profonde conoscenze.
Foto di Cosimo Pastore
16/06/2026
Siamo felici di avviare una nuova collaborazione con Anna Capolupo, che questa settimana sarà ospite del centro socio-educativo Volare Alto di Lecce per un laboratorio con le bambine e i bambini del centro. Si apre così un’ulteriore spazio di condivisione, in cui la pratica artistica diventa occasione di ascolto, espressione e confronto.
Anna Capolupo (Lamezia Terme, 1983) frequenta l’Accademia di Belle Arti di Firenze, città in cui vive e lavora. Nel 2026 ha condotto Fatto di notte, ciclo di atelier serali per adulti presso Pistoia Musei, e nel 2023 il ciclo di workshop Estate in pittura presso Palazzo Strozzi. Ha vinto il Premio Behnoode Foundation a The Others Art Fair 2022 e il Combat Prize 2016, oltre a essere stata finalista al Premio Terna 2014. Ha partecipato a numerosi programmi di residenza, tra cui Salemi Ceramics 2025 Artist Residency, Vis à Vis Fuoriluogo 25, LA CASAPARK Art Residency di New York e il Simposio di Pittura presso la Fondazione Lac o Le Mon di San Cesario di Lecce.
La sua ricerca ruota attorno alla vita delle cose quotidiane, organizzate nel solco della tradizione pittorica della natura morta, che diventa un luogo di interazione tra oggetti e realtà. Le sue opere creano scenari surreali, dove il quotidiano si fonde con l’onirico, richiamando rituali magico-religiosi che caratterizzano la storia popolare del Sud Italia e del Sud del mondo. Partendo dalla pratica della pittura, l’artista attraversa diverse discipline, dal cucito all’installazione, dalla ceramica alle sculture commestibili. La pittura rappresenta per Capolupo il punto di partenza e il mezzo attraverso cui indagare il mondo, appuntando i pensieri come in un diario.
Crediti:
1. Anna Capolupo, Aquilone n.2, olio su carta, 2022. Ph. Leonardo Morfini
2. Anna Capolupo, Pavone, olio su carta, 2022. Ph. Leonardo Morfini
3. Photo: Gaia Carnesi
08/06/2026
𝗦𝗶𝘁𝗶𝗰𝘂𝗹𝗼𝘀𝗮 (𝟮𝟬𝟮𝟱) 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗲𝘃𝗲 𝗕𝗿𝗲𝗻𝗻𝗮𝗻
a cura di studioconcreto
In occasione della riapertura degli scavi archeologici di Vereto, mercoledì 10 giugno studioconcreto torna sul sito con la proiezione di Siticulosa (2025), film dell’artista britannica Maeve Brennan.
Attraversando la Puglia, dal Tavoliere al basso Salento, il film costruisce una narrazione stratificata in cui geologia, archeologia ed ecologia si intrecciano in una lettura del territorio attenta alle sue trasformazioni materiali e simboliche. Nel suo percorso, l’opera incontra anche la storia degli scavi di Vereto, inscrivendola in una riflessione più ampia sulle pratiche di estrazione, appropriazione e conservazione che hanno modellato il paesaggio e le comunità locali.
Muovendosi tra ricerca documentaria e sensibilità poetica, Siticulosa indaga l’impatto degli scavi clandestini sul patrimonio archeologico pugliese, mettendo in relazione le tracce del passato con le tensioni sociali e politiche del presente. Ne emerge un ritratto complesso del territorio, costruito attraverso uno sguardo profondo e partecipe, capace di far affiorare connessioni spesso invisibili tra storia, ambiente e memoria.
Ad aprire l’incontro sarà un dialogo tra Maeve Brennan, Valentino Nizzo, professore presso l’Università di Napoli L’Orientale e direttore scientifico dello scavo archeologico di Vereto, Roberto Polo, contadino ed esperto di agricoltura rigenerativa, e Giovanni Giangreco, esperto delle risorse archeologiche e culturali. Il confronto prenderà spunto dai temi del film per approfondire il rapporto tra territorio, pratiche agricole, patrimonio archeologico e comunità locali.
Mercoledì 10 giugno 2026
Ore 18:00 – Mercato delle autoproduzioni a cura delle realtà locali e scambio di semi
Ore 19:00 – Dialogo introduttivo
Ore 20:30 – Proiezione di Siticulosa (Durata: 44’30’’)
Località Vereto
Chiesa Santa Maria di Vereto - 73053 Patù (LE)
Ingresso gratuito
Realizzato in collaborazione con Archeorete Del Mediterraneo e Museo Archeologico di Vereto
Archeorete Del Mediterraneo Museo Archeologico di Vereto DiscoVereto
24/05/2026
Ciao Brizia, lasci un vuoto che ha la forma precisa di un vortice di gentilezza e cura. Un grande abbraccio ai tuoi cari, ai tuoi stretti collaboratori del Museo Castromediano e a tutta la comunità della cultura alla quale ti sei data sempre con grande spirito.
Brizia Minerva non è più con noi! Volata via…
Come faremo senza di te? Come elaborare la mancanza del tuo attraversare in leggerezza gli spazi del Museo? Il tuo sguardo ha accompagnato la vita del Castromediano in questi anni di profonde trasformazioni della sua natura e tu sei stata cardine di pensieri che lo hanno aperto alla Città, alla comunità in un dialogo con il Mondo sempre titolato alla ricerca e alla bellezza.
Una storica dell’arte è persona che vive attraverso lo sguardo, tu, Brizia, lo hai coltivato sempre attenta a dare ruolo a chi ruolo non aveva, da qui, da questo Sud, da questo margine per costruire legami, sintonie, chiavi di lettura di artisti le cui opere, senza la tua attenzione, sarebbero state prive di cura.
Grazie Brizia!
Vogliamo ricordarla tutti insieme invitando chi le ha voluto bene a lasciare qui un pensiero a lei dedicato…
27/04/2026
Siamo felici di condividere questo approfondimento di ARTnews Italia dedicato alle pratiche curatoriali di studioconcreto ✨
Un ringraziamento a Vasco Forconi per lo sguardo attento e la lettura articolata del nostro lavoro.
L’articolo individua con precisione due assi del nostro lavoro: l’attenzione alle specificità dei contesti in cui interveniamo e la costruzione di processi condivisi che mettono in relazione pratiche artistiche contemporanee e territori.
La liana arborea: le pratiche curatoriali di studioconcreto da Collezione di Vicinato al Canzoniere Grecanico Salentino - ARTnews Italia
A Lecce, studioconcreto unisce arte, vita e territorio: tra pratiche di vicinato e ricerca, attiva relazioni e memoria per immaginare nuovi modelli di comunità.
14/04/2026
Il 16 aprile KINETIK prosegue con la proiezione di Listening in the Dark (2018) di Maeve Brennan.
Attraverso uno sguardo sensibile e rigoroso, Listening in the Dark indaga l’impatto delle incursioni antropiche sugli ecosistemi, soffermandosi sulle abitudini notturne dei pipistrelli e su come queste vengano alterate dalla presenza di turbine eoliche lungo le loro rotte. Muovendosi tra ricerca scientifica e narrazione, il film intreccia le voci di ecologi, paleontologi e chiropterologi per esplorare gli effetti, spesso invisibili, delle interazioni tra esseri umani e mondo naturale. Al centro, le ricerche dello zoologo Donald Griffin sull’ecolocalizzazione aprono a una riflessione sui limiti della percezione umana e sulle dimensioni del vivente che restano oltre la nostra capacità di ascolto.
16 aprile 2026
Inizio proiezione ore 18:30
Durata proiezione: 43’30’’
CineLab “Giuseppe Bertolucci”, Via Vecchia Frigole 36, Lecce
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti
Posti limitati: 90
Prenotazione obbligatoria a:
[email protected]
Progetto finanziato da NextGenerationEU, promosso da MUR - Ministero dell’Università e della Ricerca, Italiadomani, NBFC - National Biodiversity Future Center e CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Demo Center Lecce
10/04/2026
Nuove Geometrie di Esistenza di Antonio della Guardia è vincitore della 14ª edizione di Italian Council. Il progetto prevede la produzione e la promozione internazionale di una nuova opera attraverso un programma di ricerca e sviluppo articolato tra il 2025 e il 2027.
Nuove Geometrie di Esistenza si configura come una mappatura performativa delle architetture del patrimonio Olivetti, avviata nei siti di Ivrea e Pozzuoli e destinata a proseguire in contesti internazionali, tra cui Buenos Aires e São Paulo. Il progetto mette in relazione l’eredità culturale e sociale del modello Olivetti con le trasformazioni del lavoro contemporaneo, facendo emergere le tensioni tra l’ideale umano e del lavoro che lo ha caratterizzato e le condizioni attuali della produzione.
Il percorso si concluderà con l’acquisizione dell’opera nella collezione del MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna.
Il progetto è realizzato grazie al sostegno di Direzione Generale Creatività Contemporanea del nell’ambito del programma (2025).
Prodotto da studioconcreto
A cura di Benedetta Casini, con il coordinamento scientifico di studioconcreto
In partenariato con Associazione Archivio Storico Olivetti
Con il partenariato culturale di , MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna, Proa21, Fonte, BIENALSUR e VIAINDUSTRIAE
--------------
Nuove Geometrie di Esistenza by Antonio della Guardia is the winner of the 14th edition of the Italian Council. The project supports the production and international promotion of a new work, developed through a research program (2025-2027).
Nuove Geometrie di Esistenza maps Olivetti’s architectural heritage from Ivrea and Pozzuoli to international contexts, linking its legacy to contemporary labor and its tensions.
The project will culminate in the acquisition of the work by the collection of the MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna part of Settore Musei Civici of Comune di Bologna.
The project is supported by the Italian Council program (2025) promoted by the Directorate-General for Contemporary Creativity of the Italian Ministry of Culture.
08/04/2026
Venerdì 10 aprile KINETIK prosegue con la proiezione di Forest Futures (2025) di Uriel Orlow.
Ambientato nella regione montuosa dell’Alto Adige, Forest Futures è un film poetico che attraversa ecosistemi forestali del passato e immagina le foreste del futuro di fronte al cambiamento climatico, presentandole come una scuola multispecie. Combinando indagine scientifica e narrazione immaginativa, Uriel Orlow intreccia paleobotanica, scienza del clima ed educazione dell’infanzia, ripensando la foresta come maestra e protagonista. Riprese documentarie, voci fuori campo e animazioni 3D, realizzate a partire da scansioni di fossili, restituiscono la vita vegetale preistorica e le sue capacità di adattamento, aprendo interrogativi su come gli ecosistemi possano rispondere alla crisi attuale.
10 aprile 2026
Inizio proiezione ore 18:30
Durata proiezione: 26’33’’
CineLab “Giuseppe Bertolucci”, Via Vecchia Frigole 36, Lecce
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti
Posti limitati: 90
Prenotazione obbligatoria a:
[email protected]
Progetto finanziato da NextGenerationEU, promosso da MUR - Ministero dell’Università e della Ricerca, Italiadomani, NBFC - National Biodiversity Future Center e CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche.
07/04/2026
Siamo felici di annunciare l’avvio della collaborazione con Adelita Husni-Bey, che tra il mese di aprile e maggio sarà coinvolta in un laboratorio presso il centro diurno socio-educativo Volare Alto, a Lecce.
Il laboratorio è rivolto a bambine e bambini ed esplora la percezione di sé in relazione al gruppo attraverso pratiche creative e momenti di confronto. Il percorso attiva ascolto, espressione individuale e costruzione di relazioni fondate su fiducia e collaborazione. Si concluderà con una restituzione pubblica, aperta alla città, come occasione di condivisione del lavoro e di apertura alla comunità.
Artista e pedagoga, Adelita Husni-Bey sviluppa una pratica che intreccia anarco-collettivismo, teatro e antropologia giuridica, dando forma a dispositivi di apprendimento collettivo basati su modelli non competitivi. Ha rappresentato l’Italia alla 57ª Biennale di Venezia (2017) e ha esposto, tra gli altri, al MoMA di New York, alla Biennale di Gwangju e al Museo Reina Sofía di Madrid. La sua ricerca recente si concentra sulle trasformazioni sociali e ambientali, tra pedagogia, ecologia e pratiche collaborative.
Crediti:
1. THE COUNCIL, 2018, photographic series, “The Institution Will Become a Place for Healing through Technology,” chromogenic print mounted on Dibond, 142 × 177 cm. Courtesy of Adelita Husni-Bey.
2. THE COUNCIL, 2018, photographic series, “The Institution Will Be Run by a Morally Superior AI,” chromogenic print mounted on Dibond, 142 × 177 cm. Courtesy of Adelita Husni-Bey.
3. Photo: Piercarlo Quecchia