Associazione StoriaViola

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Associazione Storia Viola e.t.s. Pietro Egidio Re.

L’associazione nasce per riunire, far scendere di nuovo in campo e rinsaldare un rapporto di amicizia fra tutti coloro che hanno indossato, a vari livelli, la gloriosa maglia della Fiorentina. In precedenza tale impegno era stato svolto dall’associazione “Fiorentina Master” che aveva operato per oltre dieci anni con la presidenza onoraria di Enzo Robotti, indimenticato terzino viola e della nazion

27/08/2026

LA DOPPIETTA DI POMODORO

Il 27 agosto 1995 si disputò la prima giornata del Campionato 1995-1996, che prevedeva - per la Fiorentina - la gara casalinga contro il Torino.
L’allenatore Claudio Ranieri, per il terzo anno consecutivo alla guida della Viola, mandò in campo la seguente formazione: Toldo, Carnasciali, Malusci, Serena, Alessandro Orlando, Piacentini, Bigica, Rui Costa, Schwarz, Batistuta, Robbiati.
La partita venne disputata in una assolata e calda giornata estiva, dinanzi ad una buona cornice di pubblico, curioso di vedere all’opera i nuovi acquisti della Fiorentina.
Il primo tempo fu deludente, con la Viola che non riusciva a dettare i ritmi del gioco, e che - contro ogni previsione - rischiò in un paio di occasioni di subire il gol dalla squadra granata, sicuramente da preferirsi sul piano qualitativo.
Nella ripresa Ranieri mischiò le carte, mandò in campo Massimo Orlando al posto dell’omonimo Alessandro e sostituì Robbiati con il giovane attaccante Giacomo Banchelli, un prodotto del settore giovanile della Fiorentina, che peraltro aveva già fatto il suo esordio in Serie A con la maglia viola cinque anni prima, quando non aveva nemmeno compiuto diciassette anni.
Grazie a queste due sostituzioni l’inerzia della gara cambiò decisamente: la freschezza e la fantasia di Massimo Orlando misero più volte in difficoltà la difesa del Toro, e dopo soltanto undici minuti dalla ripresa del gioco l’altro nuovo entrato Banchelli portò in vantaggio la Fiorentina sfruttando un pregevole “assist” di Batistuta, che gli consentì di presentarsi da solo davanti al portiere granata Biato.
Poi, dopo soli quattro minuti, lo stesso Banchelli raccolse di testa un cross di Rui Costa e siglò la sua personale doppietta, che valse il gol del 2 - 0 per la Viola; risultato con il quale si concluse la gara, e che consentì alla Fiorentina di ottenere la prima vittoria in Campionato.
Enorme e comprensibile fu la gioia di Giacomo Banchelli, un ragazzo di Montelupo Fiorentino, detto affettuosamente “Pomodoro” a causa del suo carattere timido, che lo portava sovente ad arrossire in volto.
Quell’anno Pomodoro, “chiuso” in attacco dal mostro sacro Batistuta, nonché da Baiano e da Robbiati, riuscì comunque a mettere insieme sedici presenze ed a realizzare quattro gol.
A fine stagione Pomodoro venne ceduto al Cagliari, e da lì iniziò la sua onestissima carriera di “giramondo” del pallone, che lo portò a giocare, negli anni successivi, nella Reggiana, nell’Atalanta, nella Pistoiese, nell’Empoli, nella Carrarese, nel Taranto, e poi in squadre di categoria inferiore.
Ovunque sia stato, Pomodoro si è sempre distinto per educazione, impegno e serietà, oltre che per i gol, che, seppure non in quantità industriale, ha sempre realizzato.

Roberto Romoli
Presidente Associazione Storia Viola

24/07/2026

VIOLA IN MUSICA............
Esistono molte canzoni dedicate espressamente alla Fiorentina.
Quella più nota è certamente la "Canzone Viola", che è l'inno ufficiale della Fiorentina, e che, salvo qualche parentesi temporale, sin dagli anni sessanta ha accompagnato l'ingresso in campo delle due squadre nelle partite casalinghe della Viola.
Tale inno venne scritto nel 1931 da Enzo Marcacci, la musica fu composta dal Maestro Marco Vinici, e venne cantato dai tifosi viola, per la prima volta, il 22 novembre 1931, in occasione della gara interna che la Fiorentina giocò contro la Roma; fu un bel debutto, visto che la Viola superò i giallorossi per 3-1.
La definitiva consacrazione della "Canzone Viola" avvenne negli anni cinquanta grazie alla strepitosa interpretazione di Narciso Parigi.
Poi, negli anni sessanta, la "Canzone Viola" venne diffusa attraverso la produzione di un "45 giri"; il pezzo musicale era preceduto da una breve introduzione del Presidente della Fiorentina Nello Baglini, che invitava i tifosi gigliati "A sostenere la nostra squadra, nei momenti favorevoli o no, per condurla a sempre maggiori successi".
L'inno è molto coinvolgente, sia per quanto concerne il testo che per quanto concerne il tono musicale, ed è "da brividi" nella parte in cui contiene l'orgogliosa ammonizione rivolta alla squadra: "Nell'ora di sconforto e di vittoria - Ricorda che del calcio è tua la storia!".
Un'altra canzone dedicata alla Viola è "Alé Alé Fiorentina", anch'essa cantata dal grande Narciso Parigi, che era inserita sul retro della "Canzone Viola" nel "45 giri" summenzionato.
Non ebbe molta fortuna, nonostante la sua buona musicalità e le belle parole d'amore rivolte alla squadra, che veniva definita "La più grande, la più bella, la più cara ad ogni cuor".
Ancora meno fortunata fu una canzone del 1964, sempre interpretata da Narciso Parigi, che si intitolava "I magnifici undici", e che si concludeva con una vera e propria dichiarazione di amore: "O Fiorentina - Squadra del mio cuor!".
Risuonò una sola volta allo Stadio, e, precisamente, il 25 aprile 1964, in occasione della partita che la Viola disputò contro la capolista Inter. Non portò fortuna: la Fiorentina venne sconfitta per 3-1, e quel pezzo musicale non venne mai più riproposto nelle successive gare interne della squadra viola.
Sul retro di quel "45 giri", detto per inciso, si trovava una canzone ironica, sempre interpretata da Narciso Parigi, sconosciuta ai più, e che con il calcio non aveva niente a che fare: "La colpa l'è dell'Arno".
Saltiamo adesso al 1981, quando venne inciso il disco (sempre un "45 giri") "Forza Viola", una canzone interpretata da Marileno Querci.
La suddetta canzone - come esplicitato nella copertina del disco - si proponeva l'ambizioso obiettivo di diventare "Il nuovo inno dei tifosi viola" ed ebbe una discreta diffusione, anche per le coinvolgenti parole che essa conteneva, con le quali si incitava la squadra ("Fiorentina, Fiorentina - Dai con forza, spingi a fondo, non fermarti più - Fiorentina Fiorentina - Tu sei il meglio della gioventù"), e con le quali si scandiva in forma ritmica lo "slogan-ritornello": "Forza Viola - La squadra che fa scuola - Vinci a dispetto - Si vuole lo scudetto".
La canzone fu adottata quale sigla della trasmissione televisiva "Calcio di Rigore", che veniva diffusa il lunedì sera su "RTV 38", e che aveva come protagonista un giovane Mario Ciuffi.
Nonostante il suo intento, tuttavia, quel pezzo musicale non raggiunse l'obiettivo di soppiantare la "Canzone Viola" di Narciso Parigi, alla quale i tifosi gigliati rimasero profondamente affezionati.
Altra canzone dell'epoca fu "Viola", anch'essa assunta quale sigla di una trasmissione televisiva, "Fuorigioco", che veniva diffusa la domenica sera dall'emittente "Telelibera Firenze", e che era condotta da Giordano Goggioli e da Massimo Sandrelli. Non ebbe un gran successo, nonostante uno spigliato ritmo musicale e grandi auspici per il futuro della squadra, alla quale si diceva che "Una gran festa faremo noi - Per lo scudetto che vincerai" e che "Tutta Firenze è pazza per te - Pazza d'amore".
Nella primavera 1980 la Fiorentina venne acquistata dalla famiglia Pontello, che impresse una svolta decisamente imprenditoriale alla gestione della società. Alcune decisioni furono veramente impopolari: ricordiamo, a titolo esemplificativo, quella relativa alla creazione di un giglio "stilizzato", che ebbe addirittura uno strascico giudiziario, nonché quella di creare un inno ufficiale che mandasse in soffitta la storica "Canzone Viola".
Tale nuovo inno, musicalmente molto ritmico, fece il suo esordio nella stagione 1981-1982, e venne intonato dagli altoparlanti dello stadio fiorentino per tutti i successivi nove anni al momento dell'ingresso in campo delle due squadre.
Nonostante alcune espressioni coinvolgenti, quali "Alè Fiorentina - Dacci dentro che non sei sola - Sotto i nostri giubbotti lo sai - Batte un cuore viola", il nuovo inno ufficiale della Fiorentina non fece mai breccia nel cuore dei tifosi viola, e venne definitivamente accantonato a decorrere dalla stagione 1990-1991, allorché il nuovo Presidente Mario Cecchi-Gori, con massima soddisfazione della tifoseria, decise di ripristinare il vecchio ed amato inno storico "Canzone Viola" (nonché il tradizionale giglio).
C'è però da aggiungere che - nel corso degli anni - anche la famiglia Pontello si accorse che il nuovo inno ufficiale imposto nel 1981 non aveva riscosso alcun successo nel popolo viola, e quindi provò a creare un nuovo inno ufficiale, coinvolgendo per tale scopo Aldo Caponi, in arte "Don Backy", noto tifoso della Fiorentina, che venne incaricato, per l'appunto, di scrivere (e di cantare) il nuovo inno.
La canzone, dal titolo "Viola d'amore", venne in effetti realizzata, ma non ebbe successo, anche a causa di un tono musicale melodico e quindi poco adatto ad essere intonato in uno stadio; ma, c'è da sottolineare, ad onor del vero, che il testo era veramente bello e sicuramente all'altezza del grande Don Backy.
A fine anni ottanta spuntò una curiosa canzone dal titolo "Non è un miraggio (Roberto Baggio)", che consisteva, in realtà, in un "reggae" con il quale si elencavano i maggiori problemi della città; e dopo avere evidenziato ogni problema, seguiva il ritornello "Non è un miraggio - Non è un miraggio - Roberto Baggio". E concludeva chiedendosi "Cosa sarebbe Firenze senza Roberto Baggio".
Una canzone ironica, carina, originale, e di buon ascolto, ma che ebbe una diffusione assai limitata.
Nell'inverno 1982, con la Fiorentina in piena corsa per la conquista dello scudetto, uscì il primo "33 giri" interamente dedicato alla squadra gigliata, il cui autore era il fiorentinissimo Riccardo Marasco, ed il cui titolo era emblematico: "Alé Viola".
Il suddetto disco presentava otto canzoni, tutte di piacevole ascolto, sia per quanto concerne il testo (spesso in chiave ironica e burlesca), sia per quanto riguarda la musica.
Fra i singoli "pezzi" meritano una particolare citazione "Piglia la palla", nella quale si afferma che "Due cose sole fermano i Viola - Arbitro becco e sorte bu'haiola", "Violananna", la storia di una bambina che, ammalata, resta sola nel suo lettino con un gatto bianco e nero, il quale però si affretta a specificare che "Se il pelo ha quel colore - Nel mio petto viola è il cuore", "Ultrà tango", la storia di Agatino, un "ultras" viola scatenato, agitatissimo, e sempre al di sopra delle righe, riconoscendosi però che "Se s'ha da dire proprio il vero - L'amore pei Viola gli è sincero"; ed i "Violacci", dove si dice che "Gli è inutile tu mescoli le carte - "Se del pallone vuoi imparare l'arte - Vien via vieni quaggiù a Campo di Marte".
L'anno successivo, poi, uscì un altro "33 giri" dal titolo "laFiorentina", nel quale venivano proposte canzoni già esistenti insieme ad altre di nuova edizione, fra le quali "Sud Tirolo Viola Club", nella quale, sulla tonalità musicale tipica altoatesina, si canta "Alé alé Viola", e si evidenzia che "Il portiere di quegli altri contro i nostri Nembo Kid - E' di già in tilt - La rete già si scuote e lui è sempre in posa - Giù reti a iosa - E per veder la palla egli aspetta la moviola - Alé alé Viola".
Altro gustoso pezzo presente nel "33 giri" in oggetto è "Due tifosi allo Stadio", un dialogo tutto in chiave ironica ed in purissimo vernacolo fiorentino fra il Presidente di un Viola Club ed un tifoso, soprannominato "Trespolo", una "macchietta" che intecca continuamente e che strappa sempre il sorriso all'ascoltatore.
Il disco contiene anche l'inno della Rondinella, ove viene scandito in forma ritmica lo slogan: " La Rondine, la Rondine - E' forte e vincerà", con i tifosi che le giurano eterno amore, dicendole "Non ti lasceremo mai - Rondinella dai!....".
Seppure non direttamente dedicato alla Fiorentina, poi, non si può tacere sul pezzo cantato da Pupo, noto tifoso viola, "Firenze Santa Maria Novella" del 1980; una bella canzone, un inno a Firenze ed alla sua stazione ferroviaria, che ospita "I primi pendolari la mattina", che fanno "La colazione con i bomboloni - E guai a chi parla male di Antognoni".
Tante canzoni che esprimono amore per la squadra gigliata.
Ma la canzone più bella e più coinvolgente resta sempre la "Canzone Viola", cantata dalla bellissima ed inimitabile voce di Narciso Parigi.

Roberto Romoli
Presidente Associazione Storia Viola

07/07/2026

AUGURI "SECCO"!
Oggi compie 80 (ottanta) anni Claudio Merlo, detto "Secco", centrocampista della Fiorentina del secondo scudetto, ed uno dei più forti centrocampisti viola di sempre.
Claudio Merlo, romano del rione di Torpignattara, arrivò alla Fiorentina giovanissimo, all'età di diciassette anni, dalla squadra della Tevere Roma, nella quale si era messo in evidenza per la sua classe cristallina; la Viola arrivò prima di tutte le altre squadre che lo avevano notato, e se ne assicurò il cartellino.
A Firenze Claudio venne inserito nella squadra "Primavera", e si distinse subito come uno dei migliori talenti del fertile settore giovanile della Fiorentina.
La sua "esplosione" si ebbe nella stagione 1965-1966.
Dopo qualche apparizione in prima squadra nelle partite amichevoli pre-campionato, nel mese di ottobre, su richiesta della Nazionale italiana allenata da Edmondo Fabbri, che si trovava in ritiro a Coverciano in vista della partita casalinga contro la Polonia, valida per la qualificazione al Campionato Mondiale del 1966, la Viola inviò alcuni giovani che avrebbero dovuto fungere da "sparring partner" in una gara di allenamento contro la squadra azzurra; Claudio era fra questi, e, nel corso della partita, incantò i presenti per il modo con cui sapeva stare in campo e per il finissimo tocco di palla; si disse anche che qualcuno dei presenti, osservando la partita dalla terrazza di Coverciano (non vicinissima al campo di gioco), lo avesse "scambiato" per Rivera.......
Poco dopo ci fu l'esordio in Serie A.
Il 12 dicembre 1965, una Fiorentina in piena emergenza, priva degli infortunati Pirovano, Maschio, Morrone e Brugnera, era chiamata ad affrontare in trasferta la grande Inter di Helenio Herrera.
Beppe Chiappella, allenatore della Viola, non stette a pensarci sopra, e decise di lanciare nella mischia il ragazzino Claudio Merlo, che così debuttò in Serie A a San Siro, la "Scala" del calcio italiano, al cospetto di campionissimi affermati quali Burgnich, Facchetti, Picchi, Jair, Mazzola, Domenghini, e Corso.
Il "Secco" superò a pieni voti la difficilissima prova cui era stato chiamato, risultando, secondo l'unanime giudizio della critica, il migliore in campo; segno indiscutibile che aveva le stimmate del campione. L'inviato radiofonico da San Siro, nel corso della trasmissione "Musica e Sport", che all'epoca dei fatti veniva irradiata subito dopo la ben nota trasmissione "Tutto il calcio minuto per minuto", così commentò la prova del diciannovenne virgulto viola: "Oggi nella Fiorentina ha esordito un giovane ragazzo; si chiama Merlo, ed è stato senza ombra di dubbio il migliore in campo. Quindi possiamo veramente dire "Bravo Merlo" senza quel tono ironico con il quale si è soliti pronunciare questa espressione".
Da quel giorno Claudio non uscì più di squadra, e Beppe Chiappella "trasformò" Mario Bertini in mediano di spinta (intuizione felicissima), cosicché andò a costituirsi un fortissimo "trio" di centrocampo formato da Bertini, Merlo e De Sisti.
Il prosieguo della stagione 1965-1966 fu, per Claudio, un "crescendo" continuo: non solo egli confermò le eccezionali qualità che aveva già mostrato in occasione del suo esordio a San Siro, ma fu anche tra i protagonisti assoluti della prima storica vittoria viola nel Torneo giovanile di Viareggio, della vittoria in Mitropa Cup, e della vittoria in Coppa Italia (torneo vinto sconfiggendo il Catanzaro nella finale disputata a Roma il 19 maggio 1966, dopo aver eliminato l'Inter nella gara di semifinale disputatasi a Firenze il 9 febbraio 1966, nel corso della quale Claudio sovrastò il grandissimo Luisito Suarez).
Nelle successive stagioni 1966-1967 e 1967-1968, il "Secco" continuò ad esprimersi ad alti livelli, diventando un "perno" insostituibile del centrocampo viola ed un titolare inamovibile della Nazionale italiana "Under 23".
Superlativo fu il suo rendimento nel Campionato 1968-1969, quello dello scudetto, del quale Claudio fu uno dei principali artefici, e che gli valse la convocazione nella Nazionale dei moschettieri, con la quale disputò - in coppia con Picchio De Sisti - la partita contro il Messico che si giocò a Città del Messico il 5 gennaio 1969.
Restò quella l'unica presenza del "Secco" nella Nazionale maggiore. Certo, in quel periodo la concorrenza nel ruolo era fortissima, essendo presenti sul palcoscenico italiano fior di campioni quali Mazzola, Rivera, De Sisti, Juliano, Bulgarelli, Corso; ma se Claudio avesse indossato una maglia diversa da quella viola, e magari una maglia "a strisce" verticali, forse la storia sarebbe stata diversa.......
Anche negli anni successivi Claudio si espresse ad alti livelli, confermandosi uno dei punti di forza del centrocampo viola.
Il miglior Campionato disputato dal "Secco" fu forse quello dell'anno 1973-1974, nel quale, responsabilizzato al cento per cento dal nuovo allenatore Gigi Radice, disputò un girone d'andata da favola, che gli valse, ad unanime giudizio della stampa sportiva nazionale, il riconoscimento quale migliore calciatore del Campionato.
Nel frattempo, dopo il trasferimento di Picchio De Sisti alla Roma, Claudio diventò il capitano della Fiorentina, e guidò la "nidiata" di giovani campioni, all'epoca ventenni, quali Antognoni, Roggi, Caso, Rosi, Guerini, e Desolati, che avrebbero sicuramente costituito l'ossatura di una grande squadra negli anni futuri se la sfortuna non lo avesse impedito.
Il "Secco" guidò la Viola, da capitano, nelle vittorie della Coppa Italia e della Coppa di Lega italo-inglese ottenute nel 1975, sempre offrendo prestazioni di alta qualità, e fungendo da "chioccia" per i giovani virgulti viola.
Nell'estate del 1976, all'età di trenta anni, su espressa richiesta del suo vecchio maestro Beppe Chiappella, all'epoca allenatore dell'Inter, Claudio fu trasferito alla squadra nerazzurra per una cifra altissima che l'Inter pagò alla Fiorentina. E fu proprio durante la sua esperienza milanese che accadde un episodio da ricordare.
Il 7 maggio 1978 si giocava l'ultima partita del Campionato 1977-1978, un torneo veramente disgraziato per la Fiorentina, che era invischiatissima nella lotta per non retrocedere.
Il calendario proponeva le partite Inter-Foggia e Fiorentina-Genoa; e la Fiorentina si giocava la salvezza proprio contro il Genoa ed il Foggia, tutte nei bassifondi della classifica.
Al termine del primo tempo si registravano due pareggi: Inter-Foggia 1-1, Fiorentina-Genoa 0-0.
Questi risultati avrebbero condannato la Viola all'inferno della Serie B; per la salvezza occorreva la vittoria della Fiorentina sul Genoa, oppure, in alternativa, permanendo il risultato di parità tra Fiorentina e Genoa, una vittoria dell'Inter sul Foggia.
Nello spogliatoio di San Siro, fra il primo ed il secondo tempo, Claudio esortò i compagni di squadra al massimo impegno per conseguire la vittoria dell'Inter, nonostante il risultato finale fosse del tutto insignificante ai fini della classifica per la squadra nerazzurra, al solo scopo di consentire la salvezza della Fiorentina..... E così fu, perché la Viola non riuscì a superare il Genoa, mentre l'Inter batté il Foggia, grazie ad un gol di Scanziani a quattordici minuti dalla fine, e - diciamo noi - anche e soprattutto grazie a quell'atteggiamento di Claudio, sempre innamorato della Fiorentina pur vestendo una maglia diversa da quella viola.....
E noi tutt'oggi lo ringraziamo.
Il "Secco" concluse poi la sua brillante carriera a Lecce, in Serie B, dove giocò quattro anni, dal 1978 al 1982, interpretando il ruolo di regista classico alla "De Sisti".
Centrocampista dotato di tecnica individuale eccelsa e di grande personalità, in possesso di una classe purissima, ed insuperabile nei passaggi smarcanti (oggi li chiamano "assists"), Claudio, pur non essendo dotato di un fisico da gladiatore, ma che non gli impediva comunque, all'occorrenza, di difendere duramente e con grande cattiveria agonistica, è senza dubbio uno dei calciatori più significativi della storia della Fiorentina, con la quale ha disputato undici Campionati di Serie A, giocando 257 partite e segnando 19 gol.
Terminata la carriera di calciatore, Claudio ha intrapreso quella di allenatore, e si è poi dedicato esclusivamente ai giovani, allenando anche le squadre giovanili della Viola, e facendo, in definitiva, ciò che gli è più congeniale: insegnare calcio.
E' rimasto legato a Firenze: vive a Vicchio ed è ancora innamorato della Fiorentina. Ed è - naturalmente - una "colonna" dell'Associazione Storia Viola, ai cui raduni è sempre in prima fila.
Auguri "Secco", grande campione e grande cuore viola, buon compleanno!

Roberto Romoli
Presidente Associazione Storia Viola

Photos from Associazione StoriaViola's post 01/07/2026

Presso lo stadio di San Piero a Sieve si è tenuto il quarto evento sul centenario della Fiorentina organizzato dall’associazione “Storia Viola”. Un ringraziamento particolare a Roberto Ripa, col quale sono stati ripercorsi gli anni della “rinascita” dopo il fallimento del 2002

25/06/2026

Pillole di “centenario”

25/06/2026

Per gli appassionati della storia della Fiorentina appuntamento da non perdere quello di martedì 30 Giugno 2026 presso lo stadio di San Piero a Sieve organizzato dall’Associazione “Storia Viola”, col patrocinio del Comune di Scarperia e San Piero e in collaborazione con la Polisportiva San Piero a Sieve, la Pro Loco di Scarperia e il Circolo MCL di San Piero a Sieve.
Sarà il quarto ed ultimo appuntamento della serie di 4 eventi in cui sono stati ripercorsi i 100 anni della Fiorentina.
La serata inizierà alle ore 21 e sarà preceduta da un apericena a scopo benefico alle ore 19:30.
Saranno presenti ex giocatori viola e personaggi dell’ultimo quarto di storia della Fiorentina.
Info e prenotazioni apericena: 339 5353451 e 347 7609692

25/06/2026

LA PUBBLICITA' ALLO STADIO

La pubblicità, come è ben noto, è l’anima del commercio, e sin dai tempi più remoti, e nelle forme più varie, gli imprenditori vi hanno sempre fatto ricorso allo scopo di aumentare i loro profitti.
Il mondo del calcio non si è sottratto a tale fenomenologia, ed anzi, data la sua enorme popolarità, è sempre stato visto come un ottimo veicolo pubblicitario a tutti i livelli: locale, nazionale, ed internazionale.
Già negli anni trenta/quaranta iniziarono a comparire allo Stadio di Firenze le prime insegne ed i primi cartelloni pubblicitari.
Fra le primissime pubblicità commerciali, quella che reclamizzava il liquore STREGA, attuata con un’insegna che sormontava la Curva Fiesole. Altra impresa reclamizzata sin dagli anni cinquanta fu quella della BARBUS, un’azienda di abbigliamento di Empoli specializzata nella confezione di impermeabili. Impossibile, poi, dimenticare la pubblicità della ROVETA, un’azienda di acque minerali e di bibite con sede alla periferia di Firenze, sempre presente allo Stadio negli anni cinquanta e sessanta con un cartellone ben visibile posto sul terrazzino della torre di Maratona.
Poi, negli anni sessanta, emerse la pubblicità di altre aziende, quali la CIMOT, un’azienda di Quarrata operante nel settore dei mobili, la REMAN, un’azienda produttrice di materiali elettrici, e la GILARDINI, un’azienda operante nel settore calzaturiero.
Non mancavano, ovviamente, pubblicità di aziende di interesse nazionale ed internazionale, quali la FIAT, la PIAGGIO (azienda pontederese ove nacque la mitica “Vespa”), e la ESSO.
Poi, ancora, nell’ambito dei liquori, oltre al già citato STREGA, ricordiamo la pubblicità della GANCIA, del BIANCOSARTI, e dello STOCK 84, peraltro sponsor della celeberrima trasmissione radiofonica della domenica “Tutto il calcio minuto per minuto”, che teneva incollati alla radio milioni di italiani, e che così esordiva: “La Stock di Trieste, famosa nel mondo per i suoi brandy, vi invita ad ascoltare TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO……”.
Verso la metà degli anni sessanta, poi, ebbero un forte impulso le pubblicità diffuse dagli altoparlanti dello Stadio, che reclamizzavano per la maggior parte aziende locali, e che puntavano molto su “slogan” brevi, semplici, e divertenti, tali da rimanere ben impressi nella mente del tifoso.
Fra questi ricordiamo la pubblicità della CHINA GAMBACCIANI (“Il segreto per star sani è la China Gambacciani”) e quella della CASA DELL’IMPERMEABILE (“Che importa se piove!? La Casa dell’impermeabile provvede”), che peraltro, ed inevitabilmente, nelle domeniche di pioggia veniva accolta da una miriade di fischi da parte degli spettatori presenti allo Stadio.
Altra storica pubblicità era quella di un’azienda cittadina chiamata RICONDA, una storica sartoria fiorentina che veniva reclamizzata con una simpatica canzoncina il cui testo era, più o meno, il seguente:

Se vuoi essere elegante
Segnato a dito pel tuo vestito
Non tardare più un istante
Solo a Firenze troverai chi fa per te
In Via del Corso alta sartoria
E’ di Firenze il regno di beltà
Il nome di Riconda è garanzia
Per taglio, confezioni e qualità
Più nessuno si confonda
Elegante domani sarà
E a chi gli chiederà lieto risponda
Mi vesto in Via del Corso da Riconda
Riconda, Riconda ………

Altra pubblicità di un’azienda locale era quella di GIOFFREDA, operante nel settore degli arredamenti domestici, il cui originario slogan così recitava: “Da Gioffreda che la casa arreda - Viale Ariosto, facile parcheggio” ………
Nei minuti immediatamente antecedenti l’inizio delle partite veniva pubblicizzato l’orologio BULOVA, che indicava agli spettatori presenti l’ora esatta, e che così recitava: ”Bulova Accutron, l’orologio dell’era spaziale”.
Dopo di che si ricordava al pubblico: “Il pallone Jair Atala Sport per questa partita è stato offerto dalla ditta PIERACCIONI SPORT, fornitrice ufficiale della Fiorentina. Sportivi ricordate: anche la Fiorentina si serve da Pieraccioni Sport, Via Sant’Egidio 16 rosso”.
Ed infine il fatidico annunzio: “Attenzione, attenzione, diamo lettura della formazione delle squadre. Il servizio è offerto da JOLLY CAFFÈ. Jolly Caffè vi augura buon divertimento!”.
Il tutto, scandito dall’inconfondibile voce di Alfredo Taddei, speaker degli annunci fatti allo Stadio di Firenze dal 1960 al 2011, e quindi per più di mezzo secolo. Sicuramente un pezzo di storia della Fiorentina. Era lui che procedeva anche alla lettura delle formazioni delle squadre, e che inseriva il “45 giri” contenente l’inno viola di Narciso Parigi al momento in cui le due squadre entravano in campo.
Nostalgia canaglia.

Roberto Romoli
Presidente Associazione Storia Viola

Photos from Associazione StoriaViola's post 16/06/2026

Altra memorabile serata dedicata al centenario della Fiorentina organizzata dall’Ass. “Storia Viola”. Protagonisti assoluti a San Piero a Sieve sono stati Claudio Desolati, Massimo Sandrelli e Orlando Mazzoni, con i quali abbiamo ripercorso la seconda metà degli anni settanta, attraverso aneddoti e racconti “inediti” che hanno coinvolto e divertito il pubblico presente. La vera storia della Fiorentina, anzi, le vere storie viola, quando le raccontano i protagonisti, diventano qualcosa di unico, coinvolgente e, soprattutto, divertente. Grazie ancora a chi si è impegnato e prodigato per la concreta riuscita di questo evento. Prossimo appuntamento: martedì 30 giugno allo stadio di San Piero a Sieve.

14/06/2026

Per gli appassionati della storia della Fiorentina appuntamento da non perdere quello organizzato il 15 Giugno a San Piero a Sieve dall’Associazione “Storia Viola”.
Sarà il terzo appuntamento della serie di 4 eventi in cui verranno ripercorsi i 100 anni della Fiorentina,
Saranno presenti ex Viola, protagonisti di pagine importanti pagine della storia Viola.

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Via Filippo Corridoni, 64/a
Florence
50134