09/07/2026
Un mercoledì alternativo nelle foreste casentinesi https://www.komoot.it/tour/3090817770?ref=aso&share_token=a5kGws1cr22EorOJE6rnlRy5FDlDCj5oAUuWEEKciGdjXb88Dd&t_s=referral&t_cid=route_share
Pedalare senza fretta...una cura senza ricetta. Foto, video, e tracce gpx delle mie avventure.
(Scarica gratuitamente i percorsi, manlevando il sottoscritto da qualsiasi responsabilità per eventuali danni a persone o cose.)
09/07/2026
Un mercoledì alternativo nelle foreste casentinesi https://www.komoot.it/tour/3090817770?ref=aso&share_token=a5kGws1cr22EorOJE6rnlRy5FDlDCj5oAUuWEEKciGdjXb88Dd&t_s=referral&t_cid=route_share
21/06/2026
Dalla Sicilia al continente day10.
Quello che mi divide dal continente ormai, è solo lo stretto di Messina. Dopo aver pedalato, giorni e giorni in solitaria, ritrovarmi insieme ad un gruppo di persone, così variegato, proveniente da mezzo mondo, mi convince ancor di più, dell'aver scelto questa modalità, per concludere l'avventura.
La traversata organizzata dalla Swimming Travel, non ha tralasciato niente. Anche il briefing e la cena che precedono l'evento, mostrano professionalità e contribuiscono a fare squadra tra i partecipanti. Questa infatti non è una gara, del resto come potrei avere l'energia per fare una performance? Il mio obiettivo è portare a termine l'impresa senza intoppi, quindi senza forzare, senza rischiare crampi. Così nell'incertezza, indosso la muta e parto deciso anche a godermi il momento. Un qualcosa di diverso dal solito, forse irripetibile. Un modo anche per rilassare il corpo e la mente, con uno sforzo dolce e tonificante, senza pensare troppo ai pesci spada, che numerosi scorrazzano nello stretto.
https://swimmingtravel.com/index.php
18/06/2026
Dalla Sicilia al continente day9.
Parto di primo mattino, dopo aver fatto scorta di viveri, sapendo che sarà una tappa lunga, senza trovare ristori e col rischio di far buio....
I Peloritani si presentano subito un osso duro, per un ciclista anche se in mountain bike. Salite e discese impossibili, tanti sassi, caldo, (il garmin al sole, è arrivato a 42 gradi anche a più di 1.000 metri di quota). Decido subito di amministrare il cibo, facendo piccoli spuntini ogni due ore e soprattutto di razionare l'acqua, che anche se la mappa segna qualche fonte, peraltro molto avanti sul percorso, può darsi che sia già asciutta in questa stagione. Per ore non incontro animali o persone. Solo i panorami mi allietano, con la vista sul lato est, che sbircia sulla Calabria e quella sul lato ovest, che incanta con l'arcipelago delle Eolie.
Non bastasse la fatica per avanzare su questo sentiero pietroso, una pizzicatura su un sasso, in un attimo, mi mette a terra la gomma posteriore, proprio sull'ora più calda e senza un briciolo d'ombra.....
Riparto con le borracce quasi a secco, nonostante la mia parsimonia nel bere. Ho ancora due albicocche e pochi sorsi d'acqua, quando giungo alla fonte "Acqualatte", che sgorga veramente al minimo, ma con pazienza riesco a rifare il pieno e a ritrovare l'ottimismo. Per un breve tratto, percorro anche un bosco, dove dopo sette ore, incontro i primi esseri umani. Ma poi ritorno su sentieri impossibili, che solo il panorama su Messina e sullo stretto, riescono a farmi digerire. Finalmente giungo al Santuario di Dinnammare, luogo simbolo dei messinesi e da lì mi butto in picchiata, giù per la strada asfaltata. Trovo un altro biker del posto, che mi accompagna fin davanti al duomo, per la foto di rito. Ma io non mi fermo qui. Il mio alloggio dista ancora una decina di chilometri. Raggiungo Ganzirri con le luci accese, pedalando e scampanellando, sulla ciclabile piena di runner e gente a passeggio.
La traversata della Sicilia è terminata. Vado in un ottimo ristorante a festeggiare e a reintegrare un po' dell'energia spesa. L'indomani avrò un giorno di riposo, prima dell'atto finale.
18/06/2026
Dalla Sicilia al continente day8.
Per darmi un giorno di riposo a Messina, prima della traversata a nuoto dello stretto, avrò da pedalare più del solito, in queste due ultime tappe. Oltretutto, sulla traccia da percorrere, c'è una grande carenza di alloggi. Stasera devo arrivare a Novara di Sicilia, dove mi attende il vice sindaco, contattato per me dal referente Cai, per trovarmi un posto per pernottare.
Per guadagnare tempo, scendo su asfalto fino a Zafferana etnea. Da qui inizio una salita rapidissima, parzialmente all'ombra, che percorro spingendo la bici a piedi. All'improvviso due cani enormi scendono verso di me, con intenzioni piuttosto bellicose....impugno lo spray al peperoncino, e inizio a alzare la voce e ad urlare, anche perché già mi giravano, per la fatica che stavo facendo, adesso ci si mettono pure i cani....uno dei due batte subito in ritirata, ma l'altro, il più grosso, pur calmandosi, continua a seguirmi da vicino, con sguardo assassino. Io continuo a spingere sulla salita e lui sempre dietro per almeno 10 minuti, finché finalmente ad un bivio, mi molla. Quando il sentiero inizia a spianare, è il fondo di sabbia vulcanica a crearmi difficoltà. Avanzare è dura in pianura, in salita impossibile, anche se in certi momenti la situazione migliora e il panorama sul versante est dell'Etna, tira su il morale. La pineta di Linguaglossa, mi concede un po' d'ombra, una bella variante paesaggistica, che mi conduce al rifugio Ragabo, dove essendo domenica, c'è un grande affollamento ed io per non perdere troppo tempo, mi devo accontentare, di un pur gustoso panino alla salsiccia. Riparto nel bosco, ma presto sono di nuovo a salire, fra antiche colate laviche, sotto il sole, che anche a queste alte quote picchia duro. Comunque giungo in vista della valle dell'Alcantara e sicuramente, da lì in poi, so che non avrò più a che fare, con questo fondo di sabbia lavica, che oltre a farmi faticare da matti, mi ha pure fatto cadere e prendere una bella botta sulla coscia destra, che non riesco più a forzare. La discesa verso Moio alcantara è pietrosa e sembra non aver fine, mettendo a dura prova i miei polsi. Giunto nel paesino, nella desolazione totale, fortunatamente c'è un bar aperto, in cui mi rifocillo a dovere, scambiando due chiacchiere, con tre ragazzi che avranno l'età dei miei figli e che ingannano il tempo come possono, perciò volentieri ascoltano interessati, il racconto delle mie avventure.
Riparto su una lunga salita, ma pedalabile seppur assolata. Una piccola foratura, si autoripara col gel della camera d'aria e mi basta una gonfiatina, per ristabilire la giusta pressione. Un pochino di bosco e un ultimo tratto su asfalto, mi portano a transitare dal piccolo borgo di San Basilio e infine salire fino a Novara di Sicilia, uno dei borghi più belli d'Italia, dove mi aspetta il vice sindaco, per offrirmi una gradita birra e portarmi all'alloggio. La piccola casetta di una certa signora Maria, che con pudore, mi chiede trenta euro, da lasciare l'indomani sul comodino....
Termino la giornata con una squisita cena, a base di specialità locali, nel ristorante che il giorno precedente, ha ospitato uno di quei banchetti nuziali, che durano dodici ore.
13/06/2026
Dalla Sicilia al continente day7.
Sebastiano mi ha preparato una bella colazione e anche due panini con l'uovo da portare nello zaino. Così lascio Floresta e in meno di due ore, scendo per sentieri a Randazzo. Visito le tre chiese principali e inizio a salire sul versante ovest dell'Etna. Sull'ultimo tratto asfaltato, trovo una coppia di mezza età, intenta a caricare in auto, due cassette colme di ciliege. Non posso evitare di chiederne un po' e al mio atto di pagare, l'uomo quasi mi minaccia. Me ne offre a volontà, certificando la nota generosità sicula. Dalla cima del vulcano, esce fumo bianco, ma ogni tanto c'è una piccola esplosione e fumo più scuro. La sagoma imponente della "muntagna", mi affianca per tutto il giorno. Salgo a quote prossime ai 1.800 metri e anche nei tratti al sole, non fa caldo. Faccio tante soste fotografiche e un paio per alimentarmi. Con Enrico, coordinatore Cai per la Sicilia, ci siamo sentiti spesso in questa settimana. Quando mi trovo il sentiero sbarrato da un'enorme, vecchia colata lavica, non mi preoccupo più di tanto, ricordando le sue indicazioni. Quindi scendo giù per il bosco a lato della lava, ma non trovo il passaggio per aggirarla e poi risalire. Continuo a scendere ma niente. Provo a chiamarlo al telefono, ma la linea cade. Mi richiama poco dopo e come mi ero reso conto studiando la mappa, la cosa migliore da fare ormai, è continuare a scendere, fino ad un altro sentiero, che poi va a ricongiungersi con la traccia. Naturalmente altro dislivello, ma più avanti, quasi a fine percorso, incontro proprio Enrico e altri due volontari, venuti oggi in questa zona a posizionare nuovi cartelli. Così gli racconto del viaggio fatto e di quello che mi rimane da fare, recependo utili dritte. Finiamo insieme al rifugio Sapienza brindando a birra e fra un discorso e l'altro, scopro che hanno fatto una sorta di gemellaggio col Cai di Sesto Fiorentino, suggellato con un trekking niente meno che a Monte Morello.....Ho anche il tempo per un giro a piedi sui vicini crateri Silvestri, per poi terminare la giornata, con una gustosa e consistente cena al ristorante del rifugio.
13/06/2026
Dalla Sicilia al continente day6.
Sotto un cielo nuvoloso parto per il parco dei Nebrodi. Ma per accelerare i tempi e tornare sulla traccia del sentiero Italia, che per pochi chilometri evita Mistretta, faccio un sentiero incognito e la sorpresa, è alla fine. Si perché per tornare sul sentiero Italia, devo scavalcare una recinzione con filo spinato. Ma ormai sono esperto e togliendo la ruota anteriore della bici, riesco a mandare oltre anche il mio cavallo. Qualche goccia di pioggia mi fa indossare l'impermeabile, che in realtà non toglierò più fino all'arrivo. Percorro per tutto il giorno, forestali ben pedalabili anche in ripida salita. A tratti sono avvolto dalla nebbia e a quota 1.400 metri è freschino. Incontro tante mandrie di bovini, tanti cavalli liberi e il tipico maiale nero siculo, più che altro femmine con piccoli. Per ore pedalo senza trovare persone. I chilometri e il dislivello da percorrere son tanta roba e per un po' temo di fare buio. Ma poi finalmente quando esco dal bosco e mi si apre la prima visita sull'Etna, col sole che è tornato a fare capolino, ritrovo anche le forze per l'ultima salita e arrivare sfinito da mamma rosa, un semplice alloggio a Floresta, il comune più alto di Sicilia, dove mi accoglie Sebastiano, un pensionato che accudisce i suoi animali e la sua terra, portandomi sulla tavola, tutti prodotti del suo lavoro e della sua passione.
11/06/2026
Dalla Sicilia al continente day5.
Altra tappa di 85 chilometri e ben oltre 2.000 metri di dislivello, finalmente con molto ambiente montano. Partendo dal rifugio sulle Madonie, sono risalito al Santuario della Madonna dell'alto, accompagnato dai daini che spuntavano da ogni parte. Sceso alle Petralie, la Soprana senz'altro più bella, ho proseguito per Gangi, per una prima parte su strada, visto che il sentiero Italia, in quel punto, era sbarrato da un enorme cancellata ben chiusa. La salita sulla cima del borgo, per un antico lastricato ha pendenze da paura, ma poi ti rifai con i panorami e gli interni delle bellissime chiese. Ripendendo a pedalare, il sentiero segue un'interminabile fila di pale eoliche, fino ad un bel bosco, con gradevoli saliscendi che mi godo fino a ritrovare l'asfalto, che su stradine abbandonate, mi porta fino a Mistretta, che trovo quasi avvolta da nubi basse giunte improvvisamente dal mare, che ai 1.000 metri di quota mi fanno sentire il primo fresco del viaggio. Dopo una lunga doccia, aggirandomi tra i vicoli del borgo antico, mi accorgo di non passare inosservato. Soprattutto gli anziani mi guardano, mi scrutano. Mi sento proprio uno straniero, anche se poi alla trattoria tipica "da Stefano ", trovo buon cibo e persone con cui parlare.
10/06/2026
Dalla Sicilia al continente day4.
La giornata è iniziata in ripida salita, tra il solito abbaiare di cani, non sempre chiusi nei recinti. Ma oggi il problema principale è stato superare alcuni cancelli e recinzioni, trovati lungo il percorso. È stata una battaglia col filo spinato. Poi ho ripiegato sull'asfalto e sono giunto per mezzogiorno nel paesino di Scillato. Ho pranzato all'aperto in compagnia di una guardia forestale in pensione, che mi ha illuminato sul percorso verso il rifugio Marini. Sull'orario più caldo ho iniziato la lunghissima ascesa verso la meta. 20 chilometri di salita con 1.500 metri di dislivello. Per 5 ore non ho incontrato nessuno. Ho amministrato forze, viveri e acqua. Un pochino di ombra l'ho trovata solo verso la cima. Finalmente l'ambiente montano che mi piace. Mai vista una quantità di daini e cinghiali così. Mi scappavano fuori ogni minuto. Incredibile. Ma la cosa più stupefacente è che il rifugio era chiuso, ma il gestore mi ha lasciato, camera, cena e colazione e se n'è andato. Così passo la serata scrivendo il resoconto di giornata, da solo in questo rifugio, che fa un pochino Shining...
09/06/2026
Dalla Sicilia al continente day3.
Oggi doveva essere una tappa leggermente più breve e tranquilla e invece stessa lunghezza e dislivello delle due tappe precedenti, a causa di problemi sulla traccia, che ho dovuto abbandonare per impraticabilita' del sentiero, mangiandomi chilometri e dislivello, oltre a diversi incontri con cani liberi piuttosto aggressivi. Ma ci sono stati anche incontri più piacevoli. Nel bosco della ficuzza, un daino e cinghiala con cuccioli.....almeno al centro Lipu non ho avuto niente da temere 😁. Poi fra salite e discese arrivo a Cefala Diana sovrastata dal castello Normanno. Superati i problemi col tracciato, ho finalmente trovato un bellissimo tratto sterrato pianeggiante, lungo la sponda del lago di Caccamo. Una ripida salita mi porta fino al paese, da cui poi mi sono lanciato verso la meta finale. Quel Montemaggiore belsito, che per raggiungerlo richiede un ulteriore notevole sforzo. Anche oggi ho pedalato a quote collinari, ma il caldo non era opprimente, grazie anche alla ventilazione, pur se il garmin è arrivato a sfiorare i 40*. Domani comincio ad andare verso le montagne vere💪
08/06/2026
Dalla Sicilia al continente day2.
Anche oggi tappa da quasi 90 km e oltre 2.300 di dislivello, iniziata soft con un bagno nelle polle del fiume caldo di Segesta, continuata con la visita di Alcamo e le sue bellissime chiese. Poi un susseguirsi di saliscendi, su antiche trazzere, circondate da vigneti, che a momenti sembrava di stare nel Chianti. E per fortuna il cielo velato, ha mantenuto la temperatura accettabile, dato che ho pedalato a lungo a quote collinari. Qualche problema con un paio di gruppetti di cani, a cui è bastato qualche urlaccio convinto per farli desistere. Poi Piana degli albanesi, cittadina fondata da esuli albanesi, in fuga dagli ottomani alla fine del 1.400 e dove ancora oggi oltre al siciliano, si parla albanese. Altra salita, sul monte Rossella su un sentiero ben tenuto e valorizzato, in un bellissimo ambiente naturale che col sole, uscito a tarda sera, diventa uno spettacolo. Fine tappa nella casa religiosa dedicata a padre Beato Puglisi, ucciso dalla mafia nel 1993. Una struttura gestita amorevolmente, dove si mangia da 10.