[POCO MOBILE O POCO STABILE?]
FIRENZE - ALLENAMENTO FUNZIONALE
19-20 Settembre
Disponibile anche in versione VIDEOCORSO ON DEMAND
Info PROMO 📩
Se il tuo cliente non riesce a fare uno squat profondo, fai questo test prima di somministrargli
esercizi di mobilità
Sdraialo supino e chiedigli di portare le ginocchia verso il petto, di flettere le anche
Se lo fa senza problemi, senza compensi a livello lombare, il problema non è di mobilità ma è di
stabilità
Il corpo non permette un movimento che non può controllare
Quando manca stabilità il sistema nervoso riduce il range di lavoro utile come meccanismo di
protezione
Non è rigidità, è difesa attiva
Se in questa situazione lavori sulla mobilità rischi di fare solo danno, perché andrai a creare
mobilità eccessiva in zone che necessiterebbero di stabilità. Come la spina lombare
La distinzione pratica è molto semplice: se in scarico è presente mobilità ma negli esercizi contro
gravità perdiamo range di movimento, il problema è di stabilità; se invece abbiamo un range di
movimento ridotto sia in scarico che contro gravità, il problema è di mobilità
La diagnosi funzionale viene prima del protocollo, sempre
Nel corso allenamento funzionale impari a fare questo tipo di valutazioni e a costruire progressioni
corrette, dalla correzione delle disfunzioni all’integrazione del movimento in schemi completi e
complessi
Puoi fruire del corso sia in presenza in aula che è in formato digitale nella versione video corso
Info in direct per usufruire della nostra promozione
4MOVE Academy
4MOVE Academy si occupa di sviluppare corsi di formazione in ambito sport, fitness, fisioterapia e nutrizione.
27/08/2026
Foot core per te vuol dire muscoli intrinseci del piede?
È solo una parte della storia.
Nel modello di McKeon il piede è un sistema con tre componenti che lavorano insieme. La parte passiva, fatta di ossa, legamenti e fascia plantare, dà la struttura. La parte attiva, i muscoli, produce la forza. La parte neurale, recettori e sistema nervoso, adatta il piede al terreno momento per momento e controlla tutto il sistema.
Lo short foot allena un pezzo di tutto questo. Da solo non è il foot core, è un punto di partenza.
L'obiettivo non è un arco sempre alto o un piede sempre rigido. È un piede che sa adattarsi quando assorbe il carico e stabilizzarsi quando deve spingere.
Allenare il piede vuol dire lavorare su forza, controllo e coordinazione dentro i gesti reali, non solo sentire lavorare l'arco.
Scrivici in DM o chiamaci al 📞 +39 3386235655
26/08/2026
Dal piede da seduti alla funzione.
Molti esercizi per il piede rimangono confinati al lettino o al tappetino.
Ma il piede non vive lì.
Cammina.
Corre.
Salta.
Cambia direzione.
Produce e trasferisce forza.
Per questo motivo il Foot Core non dovrebbe essere allenato con un solo esercizio, ma attraverso una progressione.
Si parte dalla percezione del contatto.
Si impara il controllo delle dita.
Si utilizza lo Short Foot per sviluppare il controllo attivo dell'arco.
Poi si aumenta gradualmente il carico.
Bipodalico.
Monopodalico.
Movimenti multiarticolari.
Corsa.
Salti.
Infine, il controllo deve trasferirsi al gesto specifico richiesto dalla persona o dallo sport.
👉 Un esercizio migliora una capacità.
👉 La funzione nasce dall'integrazione di molte capacità.
Allenare il piede significa costruire progressivamente la sua capacità di adattarsi, stabilizzarsi e trasferire forza nei contesti reali.
Questo è il principio su cui si basa il nostro approccio al Foot Core.
💬 Quale fase della progressione utilizzi maggiormente con i tuoi pazienti o atleti?
👇 Scrivilo nei commenti.
📌 Salva questo carosello per averlo sempre a disposizione e continua a seguire HMO – Foot Science Library per i prossimi approfondimenti basati sulle evidenze scientifiche.
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⚠️ E se il problema non fosse l’esercizio… ma il modo in cui scegli di costruirlo?
FMO non è una raccolta di esercizi.
È un metodo che ti insegna a valutare, ragionare e costruire l’esercizio giusto in base ai bisogni reali della persona.
Imparerai a creare Complex di esercizi, sequenze logiche e progressioni specifiche per sviluppare:
✅ Mobilità
✅ Stabilità
✅ Controllo motorio
✅ Forza
✅ Potenza
✅ Capacità condizionali
✅ Performance
Attraverso esercizi unilaterali, asimmetrici, multiplanari, multidirezionali e rotazionali, imparerai a migliorare i punti deboli del movimento, la postura e la funzione del corpo.
Non insegniamo a copiare esercizi.
Ti insegniamo a costruirli, combinarli e dosarli per ottenere un vero transfer nella riabilitazione, nella prevenzione e nella performance sportiva.
Perché ogni persona si muove in modo diverso. E ogni programma dovrebbe rispettare questa realtà.
Se vuoi smettere di replicare protocolli e iniziare a progettare allenamenti con una logica scientifica, FMO è il metodo che stai cercando.
📍 Prossimi corsi
• Mestre – 6 settembre
• Roma – 19 settembre
• Firenze – 20 settembre
• Milano – 11 ottobre
💬 Scrivi “FMO” nei commenti o inviaci un DM per ricevere tutte le informazioni.
Lo Short Foot non basta
“Riesci a fare lo Short Foot da seduto. E poi?”
Vedo fare molto più short foot rispetto a prima…e questo è un bene!
Ma non dobbiamo confondere short foot con allenamento del foot core: lo short foot è solo
l’inizio! Il controllo isolato è soltanto il primo livello!
La progressione dovrebbe passare a:
stazione eretta
trasferimenti di carico
monopodalica
squat
calf raise
corsa
salti
Una capacità diventa utile quando viene espressa nel compito reale: soprattutto nel piede.
Non lo diciamo noi, ma la scienza: ecco pubblicazioni interessanti da leggere a
supporto….ma solo dopo che avrai salvato questo reel e messo mi piace 😊
Freeing the Foot: Integrating the Foot Core System into Rehabilitation for Lower Extremity
Injuries
Autori: Patrick O. McKeon, François Fourchet
Rivista: Clinics in Sports Medicine
Anno: 2015
Volume e pagine: 34(2):347–361
Pubblicazione online: 24 gennaio 2015
Pubblicazione nel fascicolo: aprile 2015
DOI: 10.1016/j.csm.2014.12.002
afferma che il reclutamento degli intrinseci cresce con l’aumento della domanda del
compito:
maggiore in piedi rispetto alla posizione seduta;
maggiore in monopodalica rispetto alla bipodalica;
maggiore nei compiti instabili e dinamici.
Il documento conclude che lo Short Foot da seduti può essere utile per apprendere il
movimento, ma non rappresenta la richiesta finale alla quale il piede deve essere
preparato
Effects of the Short-Foot Exercise on Foot Alignment and Muscle Hypertrophy in Flatfoot
Individuals: A Meta-Analysis
Autori: Ching Huang, Liang-Yu Chen, Yi-Hung Liao, Kunanya Masodsai, Yi-Yuan Lin
Rivista: International Journal of Environmental Research and Public Health
Anno: 2022
Volume e articolo: 19(19):11994
Data di pubblicazione: 22 settembre 2022
DOI: 10.3390/ijerph191911994
The Evidence for Improving Balance by Strengthening the Toe Flexor Muscles: A
Systematic Review
Autori: Shayan Quinlan, Alycia Fong Yan, Peter Sinclair, Adrienne Hunt
Rivista: Gait & Posture
Anno: 2020
Volume e pagine: 81:56–66
Pubblicazione online: 11 luglio 2020
DOI: 10.1016/j.gaitpost.2020.07.0
[JOINT BY JOINT APPROACH]
FIRENZE - ALLENAMENTO FUNZIONALE
19-20 Settembre
Disponibile anche in versione VIDEOCORSO ON DEMAND
Info PROMO 📩
Questo è l’approccio articolazione per articolazione
Se non lo conosci e non sai perché è una delle robe più
più importanti per il tuo lavoro di allenatore, continua a leggere così te lo spiego
L’approccio articolazione per articolazione è lo strumento diagnostico più importante
che noi possiamo padroneggiare nel nostro lavoro di allenatori
Ogni articolazione ha una necessità primaria specifica
Alcune articolazioni necessitano di mobilità. Alcune articolazioni necessitano di stabilità
Queste funzioni primarie, queste necessità articolari si alternano dal basso verso l’alto
Quando un’articolazione perde la propria funzione primaria il problema, e di conseguenza
il dolore, si sviluppa e si manifesta nelle articolazioni adiacenti
anche bloccate? dolore al ginocchio o alla spina lombare
spina toracica bloccata? dolore al collo, alle spalle o alla spina lombare
Un trainer che non conosce questa mappa, allena al buio. Può fare schede perfette sulla carta
che nel tempo però, peggiorano la condizione del cliente. Perché se non sappiamo riconoscere le
disfunzioni e come risolverle, il nostro risultato sarà quello di aggiungere forza a disfunzione
Il lavoro corretto parte sempre dal saper riconoscere dove realmente sta il problema, perché
spesso non è dove si manifesta il dolore
Nel corso allenamento funzionale analizziamo la teoria articolazione per articolazione dalle basi
teoriche fino all’assessment pratico e costruiamo progressioni che correggano le disfunzioni
invece di ignorarle
Il corso è fruibile in modalità totalmente digitale o con la presenza in aula
21/08/2026
Capitolo 5 del manuale FMO: le progressioni e la specificità dell’esercizio.
Il principio SAID dice una cosa semplice: il corpo tende ad adattarsi agli stimoli che riceve.
Per questo, quando scegli un esercizio, non stai scegliendo solo un movimento. Stai scegliendo cosa far leggere al corpo: appoggio del piede, presa della mano, sguardo, colonna, respirazione, tensione o rilassamento, focus interno o esterno.
Se cambi uno di questi elementi, cambia anche la risposta del sistema nervoso.
La progressione serve a questo: dosare lo stimolo, capire cosa vuoi allenare e portare il gesto verso richieste più specifiche.
Allenare non significa solo aumentare difficoltà. Significa sapere a cosa vuoi far adattare quella persona.
Scrivici in DM o chiamaci al 📞 +39 3386235655.
20/08/2026
Occhi, vestibolo e rachide cervicale non lavorano separatamente.
Per mantenere stabile lo sguardo, orientare il corpo nello spazio e controllare il movimento, il sistema nervoso deve integrare continuamente informazioni differenti.
Il sistema vestibolare descrive il movimento e l’orientamento del capo nello spazio.
La vista fornisce riferimenti rispetto all’ambiente.
La propriocezione cervicale informa sulla posizione del capo rispetto al tronco.
È dall’integrazione di questi segnali che nasce una rappresentazione coerente del corpo e dell’ambiente.
Le afferenze cervicali partecipano inoltre a riflessi coinvolti nel coordinamento tra capo, occhi e postura, come il riflesso cervico-oculare e quello cervico-collico. Un’alterazione dell’informazione cervicale può quindi associarsi, in alcuni pazienti, a disturbi del controllo oculomotorio, dell’orientamento e della stabilità posturale.
Questo non significa che ogni vertigine dipenda dal rachide cervicale.
Significa che una valutazione moderna dell’equilibrio non può considerare vista, vestibolo, collo e movimento come sistemi completamente isolati.
Il training posturale, quindi, non dovrebbe limitarsi a mantenere posizioni statiche o a “stare in equilibrio” su superfici instabili. Deve considerare movimento del capo, controllo dello sguardo, orientamento capo–tronco, compiti funzionali e integrazione multisensoriale.
La postura non è una posizione da mantenere. È una risposta da organizzare.
💬 Commenta con VESTIBOLO per ricevere informazioni sulla formazione HMO dedicata alla valutazione e alla riabilitazione dei disturbi dell’equilibrio.
19/08/2026
SHORT FOOT : cosa è e cosa non è
Short Foot: utile, ma non magico.
Può aiutare il controllo motorio.
Può aumentare la consapevolezza dell’arco.
Non isola perfettamente gli intrinseci.
Non è automaticamente un esercizio di forza.
Non corregge permanentemente il piede piatto.
Non previene gli infortuni.
Deve essere integrato in carico.
È un punto di partenza, non il programma completo
Salva il post per poter vedere anche i prossimi
18/08/2026
SAI COS'È IL CROSS LEARNING?
Fenomeno neurofisiologico dove si osservano aumenti di forza nell'arto controlaterale (lato opposto) dopo aver eseguito esercizi unilaterali con l'arto ipsilaterale (stesso lato)
Una meta-analisi (Manca A, Dragone D, Dvir Z, Deriu F. Cross-education of muscular strength following unilateral resistance training: a meta-analysis. Eur J Appl Physiol. 2017;117(11):2335–54) ha quantificato i miglioramenti tipici di forza dell'arto controlaterale in circa l'11,9% dopo qualsiasi forma di allenamento unilaterale. Lo studio dimostra, inoltra, che miglioramenti ancora maggiori si ottengono con interventi di allenamento specifici come l'allenamento dinamico-isotonico (15,9%) e l'allenamento eccentrico (17,7%).
Il cross learning, dunque, ci sottolinea come il nostro sistema nervoso è strutturato per lavorare in maniera non simmetrica e migliora la risposta motoria globale (anche quella simmetrica) se stimolato tramite l'unilateral training.
Il concetto di CROSS LEARNING rafforza le fondamenta del lavoro che costituisce il nostro corso FMO kettlebell training dove il kettlebell è strumento cardine per un training unilaterale e multiplanare
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