Conti Ballarini Training Group - Maestri di Tecnica

Conti Ballarini Training Group - Maestri di Tecnica ⚽ Maestri di Tecnica
📍Emilia Romagna
Lezioni di tecnica individuale, di squadra e per allenatori

Mi chiamo Giovanni Conti e sono nato nel 1989, ma dal 1995 il “campo di calcio” è il mio laboratorio di vita...

Cresciuto nei settori giovanili di Cesena FC e Rimini Football Club , come persona e come calciatore, ho realizzato il sogno, diventando professionista e potendo vivere… di . Dopo l'esperienza a 19 anni in serie B con il Rimini ho collezionato più di 300 presenze in svariate Società da Nord a Sud (Carrarese, Lucchese, Taranto, Maceratese, ecc..). Il calcio ha caratterizzato e scandito la mia evoluzione come uomo e come atleta, indicandomi un altro obiettivo da inseguire: l' ; nello specifico la capacità di trasferire ad altri ciò che in tutti gli anni da giocatore mi ha contraddistinto e permesso di rimanere ad ottimi livelli: la . Negli ultimi anni di attività ho iniziato la formazione con Ivan Zauli frequentando la School for Coach e i corsi di Maestro di Tecnica promossi da “La Strada dei Campioni”. Ho maturato la metodologia per trasferire l’affinamento del gesto, la sicurezza e la destrezza nell'esecuzione, poiché sono convinto che l’acquisizione delle abilità tecniche contribuisce anche al potenziamento dell’ . Metodologia che mi ha permesso di collaborare con Società Sportive, interagendo con allenatori e direttamente sia con gruppi, sia individualmente con atleti di tutte le età e di tutti i livelli agonistici. Attualmente sono Maestro di Tecnica del Faenza Calcio , Società in cui, oltre a dilettarmi come giocatore in Prima Squadra, fornisco anche supporto agli allenatori del Settore Giovanile, sia come formazione che come collaborazione in campo, avendo così una percezione globale della sia dei giocatori e sia dei tecnici che si occupano dei giovani calciatori.

QUESTA FOTO NON PARLA SOLO DI TROFEI. PARLA DI PROGRAMMAZIONE.L’Italia ha una storia enorme, ma la storia non è programm...
25/09/2026

QUESTA FOTO NON PARLA SOLO DI TROFEI. PARLA DI PROGRAMMAZIONE.

L’Italia ha una storia enorme, ma la storia non è programmazione.

L’Europeo del 2021 è stato un risultato straordinario, ma non può cancellare una domanda: cosa abbiamo costruito dopo?

A livello di club, l’ultimo grande trionfo europeo italiano resta quello dell’Inter nel 2010. Da allora sono passati 16 anni, con diverse finali raggiunte ma nessuna Champions vinta.

Nel frattempo, Spagna, Inghilterra, Germania e Francia hanno continuato a investire in infrastrutture, formazione, settore giovanile e sviluppo del talento.

Il problema, quindi, non è soltanto quanti trofei abbiamo vinto.

È capire perché continuiamo a vivere dei trofei del passato invece di costruire quelli del futuro.

Perché una coppa può essere il risultato di una generazione.

La competitività di un movimento per decenni nasce dalla programmazione.

E forse è proprio da qui che l’Italia deve ripartire.

23/09/2026

Abbiamo visto decine di ragazzi perdersi per strada.

Non perché non avessero talento.
Non perché non fossero abbastanza bravi.

Ma perché a 12, 14 o 16 anni qualcuno ha deciso che dovevano già essere “professionisti”.

Il procuratore.
Il contratto.
Le aspettative.
Il confronto con gli altri.

E spesso non perché servisse davvero al ragazzo, ma perché serviva all’ego dell’adulto.

A quell’età un ragazzo deve poter sbagliare.
Deve poter cambiare idea.
Deve poter giocare una partita male senza pensare di aver fallito.
Deve poter crescere senza sentirsi costantemente sotto esame.

Perché quando trasformi troppo presto il calcio in una questione di carriera, rischi di togliere al ragazzo proprio ciò che lo aveva fatto innamorare del calcio: il piacere di giocare.

E poi magari a 16 anni molla tutto e si sente un fallito.

Ma non era un fallito.

Stava semplicemente crescendo.

Lasciamo ai ragazzi il diritto di essere ragazzi.

Condividi questo reel con un genitore che pensi debba leggerlo.

21/09/2026

A 14 anni, tanti ragazzi smettono di giocare a calcio.

E spesso non è perché non amano più il calcio.
È perché hanno smesso di divertirsi.

Troppa pressione.
Troppe aspettative.
Troppa paura di sbagliare.
E a volte il calcio diventa qualcosa che fanno per compiacere qualcun altro.

Tu, genitore, cosa ne pensi?

Stasera guarda tuo figlio negli occhi e chiedigli, senza suggerirgli la risposta:

“Lo fai perché ti piace davvero o perché senti di doverlo fare?”

Perché prima del calciatore viene il ragazzo. ❤️⚽️

Quando abbiamo invitato Zambrotta al nostro evento, tanti allenatori ci hanno poi scritto raccontandoci di aver messo in...
18/09/2026

Quando abbiamo invitato Zambrotta al nostro evento, tanti allenatori ci hanno poi scritto raccontandoci di aver messo in pratica alcuni aspetti ascoltati durante il corso.

Ed è una cosa che ci rende orgogliosi.

Ma c’è un aspetto che per noi vale ancora di più.

Avere un Campione del Mondo lì con noi.

Non abbiamo scelto Gianluca Zambrotta solo per ciò che ha vinto, ma per ciò che ha rappresentato dentro e fuori dal campo.

Oggi ha una scuola calcio a Como, è un addetto ai lavori, è stato allenato e ha giocato con alcune delle più grandi leggende del calcio.

Ma alla fine, quello che ha fatto la differenza, è stata la sua umiltà.

Perché nonostante tutto quello che ha vissuto, quando ci siamo trovati lì insieme abbiamo capito una cosa semplice:

siamo tutti persone.

E forse è proprio questo il valore più grande che ci ha lasciato quella giornata.

16/09/2026

3 frasi da NON dire mai a un ragazzo dopo una partita.

Il momento dopo la gara è delicatissimo.
Perché quello che diciamo ai nostri figli può diventare il modo in cui imparano a vivere vittorie, sconfitte, errori e pressione.

❌ «Perché non hai tirato?»
❌ «Il tuo compagno è più bravo di te.»
❌ «E’ colpa dell’arbitro.»

Anche se dette con le migliori intenzioni, queste frasi possono far passare un messaggio pericoloso: che il valore della prestazione venga prima del valore della persona.

Dopo una partita, spesso un ragazzo non ha bisogno di un’analisi tecnica.
Ha bisogno di sapere che, qualunque sia stato il risultato, noi siamo ancora lì.

Prova con una domanda semplice:
👉 «Ti sei divertito oggi?»

Perché prima di essere calciatori, sono ragazzi.
E il nostro compito non è soltanto aiutarli a diventare giocatori migliori, ma persone più forti, autonome e consapevoli.

💬 Tu cosa dici a tuo figlio dopo una partita?

14/09/2026

La farsa del Campionato Primavera italiano. ⚽️

Abbiamo ragazzi di 18-19 anni che continuano a giocare in un campionato giovanile, mentre in altri Paesi come Germania e Spagna i giovani vengono inseriti molto prima nel calcio dei grandi, anche attraverso seconde divisioni e competizioni professionistiche.

Il problema non è che i nostri ragazzi siano meno talentuosi.

È il sistema.

Se a 18-19 anni continuiamo a considerare un giocatore ancora semplicemente “un ragazzo della Primavera”, quando inizierà davvero a confrontarsi con il calcio degli adulti?

Il talento ha bisogno di essere protetto, certo.
Ma soprattutto ha bisogno di essere messo alla prova.

Forse dovremmo smettere di chiederci perché i giovani italiani non arrivano e iniziare a chiederci se il nostro sistema li sta davvero mettendo nelle condizioni di arrivare.

Tu cosa ne pensi?

👇 Se sei d’accordo, scrivilo nei commenti. Se non sei d’accordo, parliamone.

12/09/2026

Gli appunti dell’osservatore di Del Piero

10/09/2026

Il futuro del calcio non passa solo dai grandi club, dai settori giovanili professionistici o dai talenti che vediamo in televisione.

Passa soprattutto da loro: gli allenatori dilettanti.

Sono loro che ogni settimana stanno sul campo con migliaia di ragazzi e ragazze.
Sono loro che possono scegliere se allenare per riempire un’ora… oppure per lasciare qualcosa.

Il vero cambiamento del calcio giovanile parte da qui:
dalla formazione degli allenatori, dalla qualità delle proposte, dalla capacità di educare attraverso il calcio e dalla volontà di mettere il giocatore al centro.

Perché se vogliamo un calcio migliore domani, dobbiamo costruirlo oggi, campo dopo campo, allenatore dopo allenatore.

Gli allenatori dilettanti non sono la periferia del calcio.
Sono una parte fondamentale del suo futuro.

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