Scuderia Munel

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Il paradiso per il tuo cavallo!

Photos from Scuderia Munel's post 07/07/2026

Niente di meglio di un weekend estivo al mare con una buona compagnia e i nostri amati cavalli🌊🌟

Ottimi risultati e miglioramenti per tutti i nostri binomi in tutte le categorie disputate🏆🙌🏻

Photos from Scuderia Munel's post 09/03/2026

• ERASCO J ⭐️

Breeding the next generation of jumpers!🤩

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Photos from Scuderia Munel's post 15/09/2025

Dopo un periodo serio di preparazione, le nostre allieve hanno partecipato a .i.leginestre al concorso di dressage, ottenendo tutte le firme per il passaggio di categoria✨
Ed anche nel salto tutte in premiazione 🏆

👏 Bravissime

Photos from Scuderia Munel's post 14/07/2025

🍉☀️Cervia summer edition
Due super weekend per i nostri binomi che hanno almeno vinto una categoria ciascuno🥇

Sofia & Turbo 🥇 in 100
Melania & Candy 🥇 in 115
Syria & Te Gek 🥇 nella 6 anni mista
Syria & Kosstello 🥇 in 130
Syria & Nietta 🥇in 130 e in 135, con anche un fantastico debutto in GP145👏🏻

Ringraziamo i nostri amici Cavalli e il supporto e la pazienza di Romana, Giuliano e Leon, Diana, Joly e Giada, Tullia, Mary e Mario❤️

12/06/2025

Perché l'Equitazione italiana va a rotoli?

Partiamo dal gradino basso, i giovani allievi:
Li vogliono felici, che si divertano, ma si tengono lontani dalla frustrazione. Li vogliono forti, ma spianiamo loro la strada per paura che si facciano male. Insegnano loro a eccellere, ma non a sbagliare.
Non si insegnano più le basi, la teoria, nessuno vuole farla e nemmeno cosa effettivamente è il cavallo, che è un essere vivente, senziente e non un motorino che va a gettoni e che quindi ha le sue emozioni, dolori, giornate no.
E così si crescono generazioni incapaci di sopportare un rifiuto, una critica, una sconfitta. Appena qualcosa non va come vorrebbero, crollano. Perché nessuno ha mai detto loro che il dolore si affronta, non si evita. Che il fallimento è una lezione, non una condanna. Che il successo senza fatica è un’illusione, non una realtà.
Ma nella vita si cade. Sempre. E se non imparano a rialzarsi, resteranno a terra al primo ostacolo.
E non è solo una metafora.
Prima di proteggerli, dobbiamo insegnare loro a resistere.
Prima di liberarli dalla fatica, dobbiamo aiutarli a trovare il coraggio di affrontarla.
Anche il talento, sembra non servire, tutto si risolve con i soldi.
Non parliamo della meritocrazia, lettera morta.
Invece di comprare cavalli radiocomandati che si fanno il mazzo, insegnare alle giovani generazioni che tutto parte dalla preparazione del cavaliere e che l'Equitazione non è un gioco, un capriccio, la scusa per sfoggiare i caschetti da 300 euro, la corsa spasmodica al risultato che il più delle volte non c'è, ma una vera e propria scuola di vita, di rispetto e disciplina.

Trovato in rete, ma adattato e completato da me Raffaella Scelsi Istruttore Capo dell'Accademia Equestre San Paolo
- nessun riferimento diretto a cose e persone -
- foto del post a compendio trovata in rete -
- nessuna relazione tra la foto e il post -

18/05/2025

Quando iniziai a prendere lezioni di Equitazione, per i primi tempi il cavallo che mi faceva da maestro me lo facevano trovare vestito, quindi sella, sottosella, testiera, imboccatura (ricordo un filetto a D) e chiudibocca.
Non avendo nessuna preparazione ed essendo completamente digiuna di tutto, trovavo normale il chiudibocca. Con il tempo lo vestivo io il cavallo e mettevo il chiudibocca perché veniva messo da tutti e nessuno faceva menzione della sua inutilità e lo devo ammettere non facevo domande perché trovavo normale la cosa. Poi però cambiando istruttore, tutto quello che per me era naturale si rivelò tutt'altro e semplicemente perché l'istruttore che mi seguiva spiegava e argomentava in modo estremamente esaustivo e allora capì che avevo delle mani di cemento armato, capì che il cavallo me lo diceva ma io non lo capivo, che il chiudibocca era inutile e mi fece ricominciare dalle basi, montando dapprima senza imboccatura, poi con il filetto e dopo che la mia mano era diventata leggera e buona con il pelham a cannone spezzato a chiamata lunga a quattro redini.
La colpa del perché usavo il chiudibocca e il filetto (male) non era imputabile a me, ma di chi non spiegava cosa effettivamente deve fare e non fare la mano del cavaliere.
Quindi, se io parto dalla mia esperienza personale, da allieva, posso da istruttore far comprendere attraverso una spiegazione esaustiva, completa e ben argomentata che la mano ovvìa a tutti i problemi, essendo causa prima di tutti i problemi e che quindi una buona mano educata a essere leggera e precisa, non ha bisogno del chiudibocca. Pertanto non si tratta di colpevolizzare le persone, ma semplicemente portarle alla riflessione che in Equitazione si può (e si deve) sempre migliorare e che soprattutto va sempre salvaguardato il benessere del cavallo, perché il chiudibocca bloccando la mandibola del cavallo, non gli consente di masticare e quindi di decontrarla, cosa che è importantissima nella pratica equestre, qualsiasi essa sia.

Raffaella Scelsi - Istruttore Capo dell'Accademia Equestre San Paolo

13/12/2024

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