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2002 Wilier K2 Pantani — L’AlienaDirettamente dal futuro. O almeno così sembra.Nel 2002, nel gruppo del Mercatone Uno, s...
04/09/2026

2002 Wilier K2 Pantani — L’Aliena

Direttamente dal futuro. O almeno così sembra.

Nel 2002, nel gruppo del Mercatone Uno, si materializza una telaio avveniristico in carbonio dalle linee morbide e aerodinamiche, concepito e forgiato per la salita. Una bici aliena, talmente avanti nelle forme da sembrare arrivata dal futuro.

E invece arriva dal 1998.

Nasce dal progetto del visionario Marco Bonfanti titolare di C4, mago del carbonio ed esploratore dei nuovi confini della biomeccanica e dell’ergonomia della bicicletta. Il progetto C4 Ego nasce con un obiettivo ambizioso: realizzare la bicicletta perfetta per la salita.

Non è soltanto una questione di leggerezza. L'intera geometria è studiata per lavorare su un piano inclinato, con quote profondamente personali e un tubo verticale che non segue la convenzione delle biciclette tradizionali. La sua particolare inclinazione fa sì che il tubo finisca sul tubo obliquo, anziché direttamente sulla scatola del movimento centrale.

Il risultato è una struttura fortemente slooping, compatta e raccolta, pensata per il grimpeur, che per sua natura è minuto e leggero. La C4 Ego è infatti prodotta esclusivamente in una taglia piccola, seguendo una filosofia progettuale radicale e assolutamente fuori dagli schemi dell'epoca.

Il ritorno a Wilier

Il 2002 rappresenta per il Mercatone Uno l'inizio di un nuovo corso. Terminata la lunga e proficua collaborazione con Bianchi, la squadra torna là dove tutto era nato: Wilier.

Nasce così la nuova squadra Wilier Mercatone Uno, con Manuela Ronchi nel ruolo di manager e Amadori, Podenzana e Magrini alla guida tecnica.

La squadra ha in dotazione la Wilier Izoard, ma Marco Pantani chiede ed ottiene qualcosa di diverso: la C4 Ego.

Da questa scelta nasce una collaborazione fra C4 e Wilier e, per il capitano, viene allestito un telaio speciale che nella versione Wilier presenta alcuni aggiornamenti rispetto alla configurazione originale. Tra questi spicca il sistema di fissaggio del reggisella, che passa dalla soluzione con vite integrata al più tradizionale collarino.

La base tecnica è già straordinaria, ma la componentistica porta il progetto a un livello da gioielleria.

A completare la Wilier k2 , così viene ribattezzata la c4 ego , arriva infatti un altro oggetto raro e ricercato: il Dura-Ace 7700 25th Anniversary, il prestigioso gruppo Shimano realizzato per celebrare i 25 anni del Dura-Ace.

A chiudere l'opera, una rara Flite Pantani nera e gialla, impreziosita sul fregio dall'autografo del Pirata , ruote raramente shimano 7700 carbon per lo più ambrosio excellence su mozzo dura ace25th

Dalla Routa del Sol alla livrea definitiva

Si parte da uno schema cromatico con inserti blu, denominato dai collezionisti “Routa del Sol”, abbinato alla sella Flite TT.

Successivamente arriva la grafica definitiva: gialla e nera, con la sella personalizzata per il 2002.

È questa la configurazione che consegna la bicicletta all'immaginario collettivo dei collezionisti Pantani.

Il risultato è talmente spettacolare che le pochissime decine di esemplari proposti con questo allestimento finiscono spesso direttamente in esposizione, senza essere mai utilizzati.

Un'aliena senza vittorie

La Wilier K2 Pantani del 2002 è un oggetto particolare anche per un altro motivo.

Non possiede un vero e proprio curriculum di vittorie da esibire. Eppure, nel mondo del collezionismo legato al Pirata, questo sembra quasi passare in secondo piano.

La sua forza sta altrove: nelle forme radicalmente moderne per il periodo, nella storia del progetto C4 Ego, nella collaborazione con Wilier, nell'allestimento esclusivo, nel Dura-Ace 7700 celebrativo, nella rara sella Pantani e, soprattutto, in una grafica capace ancora oggi di catturare immediatamente lo sguardo.

È una bicicletta che non ha bisogno di raccontare una vittoria per emozionare.

È sufficiente guardarla.

Una bici nata nel 1998, comparsa nel gruppo nel 2002 e ancora oggi capace di sembrare arrivata da un futuro che, forse, non era ancora pronto per lei.

Per questo, tra le tante biciclette appartenute o legate alla storia di Marco Pantani, la Wilier K2 C4 Ego rimane una delle più affascinanti, enigmatiche e spettacolari.

L'Aliena.

Bianchi EV4 Pantani: lo stato dell’arteIl 2001 è un anno complicato per Marco Pantani dal punto di vista atletico e, di ...
28/08/2026

Bianchi EV4 Pantani: lo stato dell’arte

Il 2001 è un anno complicato per Marco Pantani dal punto di vista atletico e, di conseguenza, anche la documentazione relativa alle sue biciclette è decisamente più scarsa rispetto agli anni precedenti. Meno immagini, meno gare di riferimento e quindi anche una minore popolarità della bici di quella stagione.

Eppure, dal punto di vista tecnico, il 2001 è tutt’altro che un anno secondario. Anzi, la EV4 rappresenta probabilmente il punto culminante dell’evoluzione Bianchi/Campagnolo sull’alluminio di alta gamma.

In appena tre anni il progetto era arrivato a una maturità impressionante. La EV4 riprende sostanzialmente quote e impostazione della Tour 2000, ma porta ulteriormente avanti alcuni concetti: serie sterzo integrata a sezione maggiorata, forcella ancora da 1", stem in magnesio, guarnitura con bracci ellittici in carbonio Bianchi Componenti e un particolare reggisella da 27,2 mm che si riduce a 25 mm nella parte terminale.

È un momento storico importante anche per il materiale: l’alluminio, dopo una lunga fase di sviluppo, aveva raggiunto il massimo livello prestazionale proprio negli anni immediatamente precedenti all’affermazione definitiva del carbonio. EV4 e la successiva EV3 rappresentano quindi, sotto molti aspetti, l’apice dell’alluminio racing, prima del passaggio al carbonio e con esso la fine della bici da gara sartoriale.

Interessante anche il capitolo ruote. Alla presentazione troviamo cerchi bianchi Levitation by Ambrosio con mozzi in carbonio, mentre nelle immagini di gara compare un sistema ruota differente. Un aspetto non semplice da ricostruire, anche perché Pantani utilizzava frequentemente ruote assemblate con componenti scelti secondo le proprie preferenze, sulle quali venivano poi applicate decal coerenti con gli sponsor.

La sella rimane molto simile a quella del 2000, con una differenza significativa nei dettagli laterali: nel 2001 compaiono le scritte Selle Italia al posto del precedente motivo “The Pirate”.

Anche la livrea racconta due momenti differenti della stagione. Si parte con la classica giallo/nera, per arrivare successivamente alla spettacolare total black opaca. Quest’ultima non sarebbe ottenuta attraverso una normale verniciatura: la superficie dell’alluminio viene sottoposta a una particolare lavorazione di pallinatura, ottenendo l’effetto nero opaco e, contemporaneamente, evitando il peso aggiuntivo degli strati di vernice.

Il Pirata e il Texano — Tour 2000Il 2000 è l'anno del ritorno al Tour, dopo un Giro concluso in crescendo. Marco arriva ...
21/08/2026

Il Pirata e il Texano — Tour 2000

Il 2000 è l'anno del ritorno al Tour, dopo un Giro concluso in crescendo. Marco arriva alla Grande Boucle con una condizione in crescita, ma ancora lontana dai suoi giorni migliori: serviranno alcune tappe prima che possa tornare a competere con il suo grande dominatore.

Lo scontro fra titani trova il suo primo vero teatro sul Mont Ventoux, dove Marco non riesce a scrollarsi di dosso il cow-boy. Ma sarà a Courchevel che la storia cambierà. Alla radiolina dell'ammiraglia dei postini arrivano le parole ormai entrate nella leggenda: «Non lo tengo, non lo tengo». Marco si invola e conquista una delle imprese più iconiche della sua carriera, l'ultima grande vittoria in un grande giro.

Anche la bici diventa parte di questa epopea. Il rosa prende il posto del giallo, a restituire a Marco ciò che gli era stato tolto nel 1999, quando la preparazione della Oropa in rosa e nero aveva accompagnato un sogno rimasto incompiuto fino alla passerella finale.

Purtroppo, dopo quella grande vittoria, Marco sarà costretto al ritiro per problemi intestinali. Gli ultimi chilometri della sua esperienza al Tour saranno percorsi con una EV2 gialla e nera.

Il 2000 è però anche l'anno della speciale EV2 olimpica, realizzata con un inserto tricolore per i Giochi di Sydney. Con la versione olimpica, sono complessivamente sei le diverse bici, caratterizzate da sostanziali differenze grafiche, utilizzate da Marco in tappe ufficiali. È, di gran lunga, l'anno più prolifico e vario dal punto di vista delle biciclette.

La EV2 Olimpica e le bici del Tour sono tecnicamente identiche: telaio EV2 con gli inconfondibili profili trapezoidali, gruppo Campagnolo Record 10 velocità, ruote Nucleon/Bora, pedali Time e sella The Pirate 2000.

The Pirate and the Texan — Tour 2000

2000 was the year of Marco’s return to the Tour, after a Giro d’Italia that had ended on an upward trajectory. Marco arrived at the Grande Boucle with his form improving, but still far from his best: it would take a few stages before he could once again compete with his great rival and dominant force.

The clash between the two titans found its first true battleground on Mont Ventoux, where Marco was unable to shake off the cowboy. But it was at Courchevel that the story would change. Over the team car’s radio came the words that would become part of cycling legend: “I can’t hold him, I can’t hold him.” Marco rode away and claimed one of the most iconic victories of his career, his last great win in a Grand Tour.

The bike itself also became part of this epic story. Pink replaced yellow, giving Marco back what had been taken from him in 1999, when the pink-and-black Oropa bike had accompanied a dream that remained unfulfilled until the final podium ceremony.

Unfortunately, after that great victory, Marco would be forced to abandon the race because of intestinal problems. The final kilometres of his Tour experience would be ridden on a yellow-and-black EV2.

2000 was also the year of the special Olympic EV2, built with a tricolour insert for the Sydney Olympic Games. Including the Olympic version, Marco used a total of six different bikes, featuring significant graphic differences, in official race stages. By far, it was his most prolific and varied year in terms of bicycles.

The Olympic EV2 and the Tour bikes were technically identical: EV2 frame with its unmistakable trapezoidal profiles, Campagnolo Record 10-speed groupset, Nucleon/Bora wheels, Time pedals and The Pirate 2000 saddle.

Lance Armstrong
Spazio Pantani
Bianchi

Giro d’Italia 2000: Marco Pantani, gregario di lusso. 🏴‍☠️🚴Dopo un inverno difficile e una preparazione non ideale, i ga...
15/08/2026

Giro d’Italia 2000: Marco Pantani, gregario di lusso. 🏴‍☠️🚴

Dopo un inverno difficile e una preparazione non ideale, i galloni di capitano passano a Stefano Garzelli. La partecipazione del Pirata resta in dubbio fino a dieci giorni dal via, quando viene finalmente confermata.

La sua Bianchi Mega Pro XL EV2 rappresenta l’evoluzione del progetto nato nel 1998. Il telaio riprende le geometrie della celebre Oropa, ma adotta tubazioni Columbus al posto delle Dedacciai. Tra le novità spiccano la forcella Bianchi XL Carbon, che sostituisce la precedente Time, e soprattutto il Campagnolo Record Carbon a 10 velocità: non solo un rapporto in più, ma maggiore precisione e affidabilità.

Inizialmente la livrea richiama quella della Oropa; nella seconda parte della stagione arriva invece la grafica a bande, destinata a diventare un tratto distintivo Bianchi per molti anni, soprattutto sui modelli di gamma più accessibile.

Allestimento base:
• Telaio Bianchi Mega Pro XL EV2, tubazioni Columbus
• Gruppo Campagnolo Record Carbon 10v
• Ruote Campagnolo Nucleon / Bora
• Reggisella Campagnolo Record Titanium
• Sella Flite Titanium “The Pirate” 1999
• Pedali Time Equipe Pro rossi
• Portaborraccia Elite Patao nero
• Ciclocomputer Echowell W1

Una curiosità: alla partenza della tappa di Bibione, Pantani si presenta con un prototipo che anticipa la EV2 del Tour, riconoscibile per i tubi molto più trapezoidali e per la serie sterzo integrata, visibile nell’ultima foto.

Quale livrea preferite: la Oropa o quella a bande? 👇



Giro d’Italia 2000: Marco Pantani, a luxury domestique. 🏴‍☠️🚴

After a difficult winter and less-than-ideal preparation, team leadership went to Stefano Garzelli. The Pirate’s participation remained uncertain until just ten days before the start, when it was finally confirmed.

His Bianchi Mega Pro XL EV2 was the evolution of the project launched in 1998. The frame retained the geometry of the famous Oropa bike, but used Columbus tubing instead of Dedacciai. Key updates included the Bianchi XL Carbon fork, replacing the previous Time model, and above all the 10-speed Campagnolo Record Carbon groupset: not simply one extra gear, but improved shifting precision and reliability.

The first paint scheme recalled the Oropa bike. Later in the season, the striped livery arrived—a design that would become a Bianchi signature for years, particularly on more accessible models.

Base specification:
• Bianchi Mega Pro XL EV2 frame, Columbus tubing
• Campagnolo Record Carbon 10-speed groupset
• Campagnolo Nucleon / Bora wheels
• Campagnolo Record Titanium seatpost
• Flite Titanium “The Pirate” 1999 saddle
• Red Time Equipe Pro pedals
• Black Elite Patao bottle cage
• Echowell W1 cycle computer

A small curiosity: at the start of the Bibione stage, Pantani appeared with a prototype that anticipated the EV2 he would use at the Tour. As shown in the final photo, it featured much more trapezoidal tubes and an integrated headset.

Which paint scheme do you prefer: Oropa-inspired or striped? 👇

10/08/2026
09/08/2026

Le biciclette del Pirata Marco Pantani - Bianchi 1999 Oropa

Il 1999 è l'anno dell'invincibile Marco Pantani. Gregari, tecnici ed esperti concordano: mai il Pirata aveva espresso un...
08/08/2026

Il 1999 è l'anno dell'invincibile Marco Pantani.

Gregari, tecnici ed esperti concordano: mai il Pirata aveva espresso una superiorità così netta in salita. Una stagione destinata a entrare nella storia, interrotta troppo presto a Madonna di Campiglio .

La prima parte dell'anno vede Marco in sella alla nuova Bianchi Mega Pro XL SC 61.10, sviluppata secondo le sue indicazioni.
Più leggera della precedente Mega Pro 7000 (circa 1.210 grammi contro 1.360), mantiene la grafica del 1998 con piccoli aggiornamenti.
Spesso usata per le repliche 98 vista la rarità della 7000 , è una bici molto fragile con frequenti rotture specie in zona sterzo.

Con questa bici Pantani regala la fiammata sulla Cipressa alla Milano-Sanremo, il primo segnale di un'annata che sembrava destinata al dominio.

Dalla seconda settimana del Giro passa alla celebre Bianchi SC 61.10 gialla e nera ribatezzata "Oropa". Tecnicamente molto simile alla SC 61.10, si distingue soprattutto per il nuovo tubo orizzontale a sezione trapezoidale.
È la bici delle quattro imprese leggendarie: Gran Sasso, Oropa, Pampeago e Madonna di Campiglio, vittorie che rappresentano il punto più alto della carriera del Pirata per superiorità.

Configurazione della bicicletta 1999

Telaio: Bianchi Mega Pro XL SC 61.10 (prima parte della stagione)/Bianchi EV2 "Oropa" (dal Giro d'Italia)

Gruppo: Campagnolo Record Titanium 9 velocità (1999)

Ruote: Campagnolo Nucleon / Campagnolo Bora nere 14 raggi

Forcella: Time Equipe Pro

Attacco manubrio: ITM Big One / ITM Millennium

Piega: ITM Pro 2 / ITM Millennium 7075

Pedali: Time Equipe Pro

Ciclocomputer: Echo J7 / Echo W1

La Oropa è la bici dell'apice agonistico di Pantani la perfetta simbiosi tra uomo e mezzo, colori semplici e linee pulite che incarnano il concetto di perfezione

1999 is the year of the invincible Marco Pantani.

Gregari, technicians and experts all agree: never before had the Pirata shown such a clear superiority in the mountains.
A season destined to go down in history, interrupted far too soon at Madonna di Campiglio.

The first part of the year sees Marco riding the new Bianchi Mega Pro XL SC 61.10, developed according to his own specifications. Lighter than the previous Mega Pro 7000 (approximately 1,210 grams compared to 1,360), it retains the 1998 graphics with a few small updates.
Often used for 1998 replicas due to the rarity of the 7000, it is a very fragile bike, with frequent breakages, especially around the head tube area.

With this bike, Pantani delivers his first flash of brilliance on the Cipressa at Milano-Sanremo, the first sign of a season that seemed destined for domination.

From the second week of the Giro, he switches to the legendary yellow and black Bianchi SC 61.10, nicknamed “Oropa.” Technically very similar to the SC 61.10, it stands out mainly because of its new trapezoidal-section top tube.

This is the bike of the four legendary exploits: Gran Sasso, Oropa, Pampeago and Madonna di Campiglio — victories that represent the highest point of the Pirata’s career in terms of sheer superiority.

⚙️ 1999 BICYCLE CONFIGURATION

Frame: Bianchi Mega Pro XL SC 61.10 (first part of the season) / Bianchi EV2 “Oropa” (from the Giro d’Italia)

Groupset: Campagnolo Record Titanium, 9-speed (1999)

Wheels: Campagnolo Nucleon / black Campagnolo Bora, 14 spokes

Fork: Time Equipe Pro

Stem: ITM Big One / ITM Millennium

Handlebar: ITM Pro 2 / ITM Millennium 7075

Pedals: Time Equipe Pro

Cycle computer: Echo J7 / Echo W1

The Oropa is the bike of Pantani’s athletic peak: the perfect symbiosis between man and machine.
Simple colours and clean lines that embody the very concept of perfection.

#1999

Indirizzo

Cecchini 2
Cesenatico
47042

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