02/07/2026
Nei prossimi anni avere una buona strategia diventerà fondamentale: condivido in pieno questa riflessione di DSB!
Siamo pronti!?
D-THINKING - Siamo pronti al nuovo paradigma ?
Eravamo abituati al 'quieto vivere' Bosch, Shimano e soci rilasciavano - anzi direi centellinavano - le novità ogni 3 anni di media.
Avinox (ai tempi ancora DJI) ha rilasciato il motore M1 a Luglio 2024 (eurobike) e le prime consegne in Italia sono del Gennaio 2025 (qualche bici prima non ufficiale).
A fine 2025 si è iniziato a chiacchierare di un nuovo motore che è stato poi presentato ufficialmente ad Aprile 2026 , M2S .
E nel percorso tra M1 e M2 gli aggiornamenti software non si contano nemmeno.
Quindi il tra vecchio e nuovo motore commercialmente parlando è trascorsa una stagione.
Avinox - obbligata questa volta dalla discesa in campo di Gobao che è più avanti nello sviluppo - ha presentato un nuovo motore solo 60 giorni dopo la presentazione di M2S . E' evidente che è stata solo una risposta a Gobao.
MA ........ IL PUNTO VERO E' UN ALTRO.
E l'articolo sotto - relativo alle auto - mostra un dato che deve aprire gli occhi a tutti noi: il 70% delle auto vendute in Cina sono vendute nei primi mesi del lancio e dono un anno per i cinesi il prodotto è vecchio.
Se l'approccio di Avinox è questo (e nei droni è questo) dobbiamo abituarci ad un cambio di paradigma. Cambio di paradigma che impatta sui produttori di bici e sui consumatori.
Sui produttori significa accorciare il ciclo di vita di una modello , il settore era abituato al lancio di una bici, primo anno crescita , secondo anno stabilizzazione, terzo anno decrescita in attesa del nuovo modello. Questo sistema permetteva e permette di aggiustare in qualche modo le giacenze se sbagliavi il prodotto.
Ora per un produttore sbagliare in eccesso le quantità è un rischio ancora maggiore perchè dopo un anno il prodotto con il motore Avinox (o altro cinese) è già vecchio. Vedi Amflow che dopo un anno solo ha già rifatto l'intera gamma bici.
Per i consumatori un continuo lancio di novità che ai più patiti piaceranno ma che allo stesso tempo ammazzeranno il valore dell'usato dopo soli 12 mesi.
Siamo pronti ???
Siamo pronti a sentirci dire che dopo 12 mesi una bici vale il 50% di quello che l'abbiamo pagata ???
Siete pronti come negozi e gestire con ansia ulteriore il proprio magazzino a fine stagione con la paura che esca il nuovo motore prima che abbiate venduto ???
Avinox sta cambiando tutte le regole 'del gioco' ma siamo pronti a questo cambiamento epocale nel settore.???
Secondo me pochi ci stanno pensando
PS Prossima puntata sui prezzi bici :-)
30/06/2026
Nel 2017 si iniziava a parlare di pensiero lineare e pensiero esponenziale: ora lo vediamo in pratica!
Da un post Mtb-Mag :
Abbiamo tradotto dal tedesco un interessante commento ad Eurobike 2026. Cosa ne pensate?
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Il fatto che la leadership cinese consideri l'e-mobilità come una pratica "archiviata" – dopo oltre un decennio e gli oltre 200 miliardi di euro di sussidi e investimenti che hai menzionato – dimostra una decisione storica: nell'attuale piano quinquennale della Cina, le auto elettriche (NEV) sono state rimosse per la prima volta dalla lista delle industrie strategiche prioritari. Non perché abbiano fallito, ma perché l'obiettivo è stato raggiunto. Detengono la sovranità del mercato globale e della catena di fornitura. Lì, ora, il mercato si autoregola attraverso una brutale competizione all'ultimo sangue.
Mentre l'industria automobilistica europea sta ancora cercando faticosamente di colmare il divario sulle celle delle batterie, Pechino con la testa e con i fondi è già proiettata al prossimo decennio. Gli inimmaginabili flussi di capitale vengono ora reindirizzati uno a uno verso l'intelligenza artificiale, la guida autonoma, la robotica umanoide e la tecnologia quantistica.
L'e-bike come parte del "beneficio collaterale" cinese
È esattamente qui che si chiude il cerchio con la nostra discussione su DJI Avinox e il declino di Eurobike. L'e-bike trae un enorme profitto come beneficiaria di questo megaprogetto ormai concluso.
Il flusso tecnologico: I motori ad alta efficienza, le celle delle batterie ultraleggere a ricarica rapidissima e le architetture software che aziende come DJI o Gobao stanno ora inserendo nelle biciclette sono, in sostanza, sottoprodotti ed evoluzioni della gigantesca ricerca cinese nei settori dell'automotive, dei droni e delle batterie.
La "digitalizzazione intelligente": All'Auto China non si celebravano quasi più le autonomie delle batterie. Il nuovo campo di battaglia si chiama "intelligentizzazione" – agenti di IA nell'abitacolo, guida autonoma end-to-end (sistemi VLA) e architetture di calcolo centralizzate. Proprio questa competenza nell'IA sta ora migrando verso la fase successiva della micromobilità. L'e-bike di domani non si comanderà più tramite un semplice display Bosch; comunicherà attraverso Large Language Models (LLM) integrati, adatterà in tempo reale le caratteristiche del motore al ciclista e all'ambiente tramite un'IA predittiva e sarà completamente interconnessa.
Cosa significa questo per noi in Europa
Se noi europei crediamo di poter frenare lo strapotere asiatico difendendo le reti di rivenditori specializzati o mettendo in piedi a Colonia una fiera B2B senza cinesi, stiamo combattendo con coltelli spuntati contro un sistema che opera su dimensioni completamente diverse.
Se un Paese detiene il controllo sul mercato automobilistico e ora punta alla dominanza assoluta nell'intelligenza artificiale e nella "Physical AI" (ovvero robotica e hardware intelligente), allora i nostri produttori di biciclette e fornitori locali come Bosch, Shimano o Continental sono solo un piccolo ingranaggio in un meccanismo globale molto più grande.
La mia conclusione:
In Occidente tendiamo ad aspettarci processi lineari: "Prima recuperiamo terreno sull'auto elettrica, poi si vedrà". La Cina pensa e investe in salti dirompenti (disruptive). Mentre a Eurobike o a Colonia ci diamo pacche sulle spalle a vicenda per aver organizzato la prossima associazione di rivenditori, sul binario del software e dell'IA sta rotolando la prossima valanga, per la quale l'Europa non è tecnologicamente affatto preparata. Se Bosch e soci non reinventeranno radicalmente l'e-bike come prodotto software e di IA, non avranno la minima possibilità contro l'ondata in arrivo.
25/06/2026
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09/01/2026
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Il ciclismo élite affronta un'emergenza crescente: il ritiro improvviso di Simon Yates, trionfatore al Giro 2025, evidenzia un'ondata di abbandoni legati al burnout. Oltre alla stanchezza fisica, emerge un esaurimento psicologico che minaccia molti professionisti.
Simon Yates, 33 anni di Visma-Lease a Bike, ha annunciato l'uscita di scena con una lettera riflessiva: "Ho ponderato a fondo, è il timing ideale per fermarmi". Ha espresso gratitudine verso team, familiari e lezioni apprese da successi e sconfitte.
Nel 2025, superati i 20 ritiri nel WorldTour, spinti da sovrallenamento ("burnout ciclistico") e RED-S (deficit energetico relativo nello sport). Sintomi comuni: demotivazione cronica, affaticamento irrisolto, disturbi del sonno, irritabilità e infiammazioni persistenti, trasformando la passione in onere.
- Veronica Ewers (31 anni): stop per squilibri ormonali e renali da RED-S, senza ciclo dal 2014 e ossa fragili dopo anni di abusi.
- Caleb Ewan (30 anni): addio dopo crisi relazionale con lo sport nel 2024.
- Ide Schelling (27 anni): uscita per assenza di stimoli.
Lo psicologo Steve Mayers punta il dito su allenamenti eccessivi, pressioni precoci e vuoti emotivi nel ciclismo high-tech. Propone interventi olistici con counseling e prevenzione nei team per salvaguardare la salute mentale.