01/04/2026
IL TRIO TI LI SCAUNARI DEL GIORNO
Oggi vi propongo un ritratto di tre personaggi pittoreschi e delle loro reazioni alle vicende della Niú Bashchet Brindisi.
MIMINU FUNTANA: Il "Tifoso del Malaugurio"
Miminu Funtana è un uomo di mezza età, con la tristezza perennemente stampata in faccia che sembra riflettere uno stato d'animo infantile persistente, ma che è pronto a trasformare in una gioia sfrenata e maliziosa, quasi perversa, solo in un'occasione: quando la Niú Bashchet Brindisi perde.
Quando la squadra di basket locale subisce una sconfitta, Miminu non può contenere la sua felicità.
Esce da casa con la sue iatta nera e con un'espressione di trionfo, e inizia a sparare botti e petardi, un rito che celebra il fallimento della sua stessa squadra.
Per lui, la sconfitta della Niú Bashchet è una vittoria personale, un momento di gioia pura che non riesce a spiegare razionalmente.
Miminu non è un tifoso nel senso tradizionale del termine. Non gli interessa il gioco, i giocatori o la tattica. Quello che conta per lui è la sconfitta, l'umiliazione subita dagli avversari, la sensazione di aver avuto ragione quando ha previsto la loro caduta. E quando ciò accade, Miminu è felice, come un bambino che ha appena ricevuto un giocattolo nuovo.
UCCIU LU BRASILIANU: Il "Critico feroce"
Ucciu lu Brasilianu è il critico che sa tutto prima degli altri e non si fa prendere per c**o dai dirigenti della Niú Bashchet.
Ucciu è un uomo corpulento, con una voce profonda e rauca, e un'abitudine particolare:
Ruttare come un brontosauro del giurassico.
Ma i suoi rutti non sono semplici emissioni di gas, sono un'estensione della sua personalità, un modo per esprimere la sua disapprovazione e il suo disprezzo.
Ha numerosi attacchi di diarrea fulminante e lo puoi ritrovare spesso sulla tazza del cesso che rimugina sugli eventi.
Ucciu è un critico ferocissimo della Niú Bashchet Brindisi. Non c'è giocatore o dirigente che sfugga ai suoi giudizi sferzanti. Analizza ogni mossa, ogni errore, ogni scelta strategica con occhio critico e una lingua tagliente.
Per lui, la squadra è un disastro, una vergogna per la città, e non ha paura di dirlo ad alta voce.
Ma la sua critica non è solo verbale.
Quando la Niú Bashchet gioca male, Ucciu non si limita a brontolare. Si alza in piedi, agita le braccia e lancia i suoi rutti contro il campo da gioco, come se volesse scacciare la sfortuna o punire i giocatori, allenatore e dirigenti per le loro prestazioni.
Ucciu è un uomo che vive per la critica. Trova gioia nell'analizzare i difetti, nel trovare gli errori e nel condannare chi li commette. Per lui, la Niú Bashchet è solo un altro bersaglio per i suoi giudizi sferzanti, un'occasione per mettere in mostra la sua saggezza e il suo disprezzo per l'incompetenza.
RAFELI SCURZONI: "L'Oracolo della sconfitta"
Rafeli Scurzoni è un uomo misterioso, quasi spettrale, che si palesa solo in momenti specifici: quando la Niú Bashchet Brindisi offre prestazioni deludenti fuori casa. Non lo si vede mai né prima né dopo le partite, ma solo quando la partita è in corso e la squadra sta offrendo una prestazione scadente.
Rafeli è un uomo di poche parole, ma le sue frasi sono concise e velenose. Non si limita a commentare la partita, ma va dritto al cuore del problema, evidenziando le debolezze della squadra, gli errori dei giocatori e le scelte sbagliate dei dirigenti.
Le sue parole sono come lame affilate e velenose, che colpiscono rapide ed efficaci e lasciano spesso, un sapore amaro in bocca.
Non si palesa mai durante le prestazioni esaltanti della squadra, se ne sta nascosto, pronto a mordere alla prima occasione buona.
Ma Rafeli non cerca la vendetta o la polemica, lui è così, è la sua naturale propensione.
Per Rafeli, la sconfitta è un'opportunità per mordere e poi tornare nell'oblio. Non si fa illusioni, non cerca scuse, ma si limita a constatare i fatti con una freddezza che quasi spaventa.
Rafeli è l'oracolo della sconfitta, un uomo che ha visto tutto e che non si lascia ingannare dalle apparenze.
Per lui, la Niú Bashchet è una squadra fragile nelle sconfitte, ma non esprime giudizi nelle tante vittorie. E quando la squadra perde, Rafeli è lì, a ricordare a tutti la dura realtà delle cose con i suoi morsi repentini, velenosi e spontanei.