Gianluca Savoldi

Gianluca Savoldi

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Il calcio è di tutti, ma non per tutti.

Photos from Gianluca Savoldi's post 09/08/2026

È stato bello tornare a Renate e riabbracciare tutti: giocatori, dirigenti, collaboratori, dottori.
Ma anche le persone che incontravo al solito bar per il solito caffè.
Piccoli ma rassicuranti gesti quotidiani, grandi emozioni tra gioie (tante per fortuna) e dolori (pochi ringraziando il cielo).
Per finire trovare sulla panchina avversaria un collega stimatissimo e una persona eccezionale come Jack Gattuso al quale auguro il meglio.

Photos from Gianluca Savoldi's post 24/07/2026

Adoss 💪 💙⚽️

19/07/2026

Un po’ emozionati i miei nanetti ma è stato un proprio bagnetto da bomber veri quello di oggi ⚽️⚓️

17/07/2026

Rispettare e dare seguito alla memoria verso chi non c’è più è sempre un atto che rende onore a chi lo fa, ma al tempo stesso, sarebbe congruo attendersi la medesima sensibilità nei confronti dei vivi.
Con autentico rincrescimento e stupore scopriamo che è in organizzazione il memorial “Titti e Beppe Savoldi” a pochi passi da casa nostra e da dove riposano entrambi.
Lo stupore e il rincrescimento stanno nella circostanza per la quale la famiglia Savoldi non è stata nè coinvolta nè, tantomeno, avvisata dell’evento, il che, se, da un lato, palesa un disinteresse verso la nostra eventuale presenza, dall’altro la esclude per l’impossibilità di organizzarsi per le date.
Assisteremo, dunque, al paradosso per il quale un memorial che si svolgerà a metà strada tra casa nostra e il cimitero e intitolato anche alla memoria dei nostro caro Beppe non ci vedrà presenti perchè non coinvolti e - devo pensare - non graditi da parte del Ponteranica Calcio SSD ARL .
Ho l’obbligo di scrivere queste righe non per il gusto della polemica ma soprattutto per non alimentare il colossale equivoco che la nostra assenza sarà dovuta a disinteresse verso la memoria dei nostri cari, il che, oltre che aberrante e vagamente vergognoso sarebbe ridicolo.
Infine, però, un pensiero amaro mi va di condividerlo: sono ben consapevole che i campioni, i personaggi pubblici, appartengono alla gente e non solo alla famiglia e questo mi ha sempre reso fiero del cognome che porto, ma ritengo che esistano dei limiti alla decenza che siano stati travolti nel non spendere una sola parola per coinvolgere o informare familiari che vivono sul territorio e, dunque, sono immediatamente venuti a conoscenza di quel che sarà solo a mezzo social.
Sarebbe bastato solo un pò di buon gusto, ma - evidentemente - per qualcuno Bongusto è solo il nome di un cantante (anche lui passato a miglior vita e lontano da queste brutture...)

Gianluca e Guia Savoldi

Photos from Gianluca Savoldi's post 21/06/2026

Il calcio mi ha regalato delle bellissime amicizie: compagni di squadra, medici, fisioterapisti, magazzinieri, autisti, presidenti, direttori, team manager, addetti stampa etc etc quando giocavo; mentre oggi che faccio l’allenatore ragazzi che ho allenato, genitori, dirigenti, responsabili, colleghi, allenatori avversari e via discorrendo.
Quando condividi la quotidianità, gioie, dolori, è impossibile che certe persone non entrino nella propria sfera personale, intima.
Riccardo Bellotti è stato il responsabile che mi ha sottoposto il mio contratto (divenuto alla fine un quadriennale), con il Renate Primavera;
c’era lui a confortarmi alle prime pesanti sconfitte che poi per fortuna furono solo un brutto ricordo e anzi, furono la molla di un percorso straordinario.
C’era ancora Riccardo al fischio finale ad abbracciarmi per primo quando alzammo la coppa del titolo tricolore nel 2023 dopo la seconda promozione consecutiva.
Carmelo Familiari è stato mio collega a Renate ma molti anni prima un amico con il quale mi sono confrontato tantissimo, grazie il quale ho imparato tante cose. Abbiamo sofferto insieme quando non avevamo una squadra da allenare, ma abbiamo continuato a girare per i campi di tutta Europa, per cercare di essere migliori per i nostri giocatori.
Riccardo e Carmelo si sono trovati insieme poi all’Alcione e per la proprietà commutativa io non avevo dubbi che sarebbe stato un successo.

Oggi sono super felice di celebrare “Ricky” e “Fami” per questo scudetto under 15 che è ill coronamento di 3+2 anni di lavoro straordinario.

Lasciano un eredità molto pesante e poche persone meglio di me sanno quanto sarà difficile apprezzare di nuovo tale professionalità da quelle parti, per cui tanti tanti auguri ai successori…e un grandissimo buona fortuna a Riccardo e Carmelo per il proseguimento della loro avventura personale.
Vi voglio bene ❤️

19/06/2026

Siamo stati acerrimi nemici, in campo, per via degli infuocati derby Pisa-Livorno. Ci siamo ritrovati poi fuori dal campo, passando momenti molto piacevoli e abbiamo riso e sorriso, anche di quella rivalità legata all’amore verso i propri colori, l’amore per il calcio. In quei momenti ho conosciuto una bella persona, genuina.
Onore a te Igor, bomber vero 🌹

08/06/2026

La consapevolezza passa dalla responsabilizzazione, a qualunque età.

23/05/2026

IL PERICOLO NON È DOVE C’È LA PALLA, MA DOVE LA PALLA ANCORA NON C’È

Non è assolutamente vero che il Paris San Germain pensa ad come attaccare ma non ha un’organizzazione difensiva, che “non difende nessuno” come in tanti hanno detto dopo la famosa partita di andata contro il Bayern.
E proprio adesso, a freddo, vogliamo mostrare come il PSG abbia difeso, con che attenzione e con che INTENZIONE.

Luis Enrique non lascia nulla al caso. Ogni dettaglio è studiato, ponderato, scelto e soprattutto allenato.
È un tipo di strategia che evidentemente tantissimi ancora faticano a concepire.
Il PSG non ha bisogno di riempire l’area per riuscire a sopravvivere all'avversario. Non esaspera i raddoppi, non scappa all’indietro perché ACETTA il rischio, ACCETTA la parità numerica e il duello.
L’interpretazione del giocatore è centrale, non solo nella fase di possesso ma anche nel momento difensivo.
Ed è SOPRATTUTTO lì che si vede il LAVORO.

Proviamo a guardare questa azione senza focalizzarci troppo in zona palla, ma cercando di interpretare cosa fa e COME la fa, chi NON è “in attività” (vicino alla portatore).

Zaire Emery è l’esempio perfetto. Completamente orientato verso il proprio riferimento avversario.
Non guarda palla e avversario, non sta a metà, marcando e coprendo. Sembra disinteressarsi del duello frontale tra Nuno Mendes e Olise.
Perché non va a raddoppiare? Perche non allenta un po’ marcatura accorciando sul duello Olise vs Nuno?

Perché la priorità assoluta è l’avversario e se Zaire Emery si fa attrarre dalla palla, se accorcia a metà, se va con il corpo verso il duello laterale, forse può aiutare Nuno Mendes…ma il suo uomo, se Olise va sul fondo e mette un cross, potrebbe diventare il +1 del Bayern in area di rigore.
Se Z.Emery perde il suo riferimento non ha risolto il problema, lo ha solo spostato dentro una zona ancora più pericolosa.
Quindi resta lì legato e responsabile.
Non perche non sappia dove sia la palla, ma perché sa bene qual è il suo compito in quella struttura.

Il calcio a quei livelli non è solo intervenire.
È anche resistere alla tentazione di intervenire, capire la priorità.

Un altro esempio è Pacho, centrale lato palla. Guarda Nuno Mendes in isolamento con Olise.
Vede lo spazio tra sé e il compagno e sa bene che, se Olise salta Nuno, punta dritto verso la porta.
Ma non si avvicina, non si fa prendere dalla frenesia correndo verso il lato.
Resta dentro, dove deve stare.
E infatti, alla fine dello sviluppo, c’e un 3 vs 3 in area, che sarebbe stato un 2vs3 se il difensore si fosse fatto attirare in zona palla.
Perché il pericolo spesso non è dove c’è la palla, ma dove non c’è ancora la palla.
E un raddoppio in zona palla può costare molto caro, perché implica lasciare un attaccante libero dove la concentrazione è minore.
Tutto questo si allena, non è casualità. Non vuol dire non difendere o anarchia.
È una squadra che lavora sui riferimenti, sulla responsabilità individuale, sulla parità numerica, sulla fiducia totale verso il compagno.
La comunicazione non verbale è molto chiara:
“Tu sei Nuno Mendes, puoi difendere quel duello”.
“Tu sei Zaire Emery, puoi tenere il tuo uomo senza farti ipnotizzare dalla palla.”
“Tu sei Pacho, puoi rimanere lucido dentro l’area senza farti prendere dall'ansia per il compagno.”
Ed è questa la grandezza dell’idea di Luis Enrique:
Vuole un sistema di giocatori responsabili, sceglienti, interdipendenti. Anche se non si lavora sui raddoppi, se non si cerca la superiorità numerica ovunque.

Chiaro che se dall’altra parte ci sono Olise, Kane, Musiala, Sane, Kimmich... giocatori capaci di vincere duelli, di rifinire, di attaccare bene l’area…puoi anche prendere goal.
Ma prendere goal non significa non aver difeso.
Significa aver difeso con un’idea ambiziosa, a volte anche rischiosa, ma evoluta.
Bisogna guardare gli orientamenti, le distanze, le posture, i riferimenti, le rinunce e le scelte, quando si guardano le partite, amici.
Bisogna guardare il calcio.

Gianluca Savoldi & Paride Pasta

07/05/2026

Grazie e 🥲

Photos from Gianluca Savoldi's post 13/04/2026

Siamo partiti da Bergamo e siamo tornati a Bergamo, passando per Napoli e Bologna, come abbiamo fatto tanti anni fa e per tanti anni con la nostra famiglia.
Le sue città, le nostre città, che tanto ha amato, che tanto abbiamo amato.
Grazie alla Nazionale Italiana di Calcio , all’ Atalanta Bergamasca Calcio per il ricordo del nostro Beppe, in particolare per la maglia celebrativa che ci è stata consegnata dal direttore e amico Umberto Marino e che ha accompagnato papà fino all’ultimo istante prima della separazione.
Queste maglie attuali con suo cognome, il nostro cognome per noi sono speciali e d’ora in poi staranno vicine a quelle storiche che conserveremo con tanta cura.

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