Palestra Popolare Bari

Palestra Popolare Bari

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Palestra Popolare Bari, via Giulio Petroni 8/C c/o Ex Caserma Liberata. E' POPOLARE perché crediamo che lo sport sia di tutti\e, e non un lusso di
pochi\e.

La “Palestra popolare Bari” nasce da una precedente iniziativa di sport
popolare presente nell' Ex Caserma Liberata dando così continuità alla
volontà del collettivo di creare un luogo di aggregazione sportiva per
la Città. La “Palestra popolare Bari” è un’esperienza autogestita e
auto-organizzata, slegata dal lucro, antirazzista antifascista e
antiautoritaria. Crediamo che facendo sport si d

16/05/2026

Ci vuole coraggio a salire su un ring con la scritta gipsy (zingaro) cucita sui pantaloncini. Ma bisogna essere dei pazzi fulminati o degli idealisti straordinari per farlo nella Germania di Adolf Hi**er. E forse Johann Trollmann era entrambe le cose. Nato ad Hannover nel 1907 in una famiglia Sinti, questo ragazzo fu soprannominato Rukeli - albero, nella sua lingua - per il suo fisico possente e la chioma piena di ricci. Dal 1929 divenne un pugile professionista e portò sul ring uno stile di combattimento che nessuno aveva mai visto. Movimenti rapidissimi, balletti al centro del quadrato, raffiche di pugni intervallate da giochi di gambe. Insomma un Mohammed Ali ante litteram. Un modo di affrontare gli avversari che gli costò il biasimo della stampa, che era solita rivolgersi a lui additandolo come “lo zingaro”. 3 Da qui nacque l’idea di Johann di mettere quella scritta sui calzoncini per dimostrare che andava fiero delle sue origini. Origini che gli costarono dapprima l’esonero dalla squadra olimpica del '28 e poi le attenzioni del nazismo. Dopo l’ascesa di Hi**er e la promulgazione delle prime leggi razziali, Trollmann salì sul ring per rivendicare la cintura dei mediomassimi che il regime aveva tolto ad Eric Seelign, pugile ebreo. In un incontro a Berlino Rukeli affrontò l’arianissimo Adolf Witte prendendolo letteralmente a pugni. I giudici tentarono di rinviare il match ma l’insurrezione del pubblico consentì a Johann di prendersi il titolo, che venne però revocato otto giorni dopo dalle autorità naziste.
Titolo che Trollmann provò a recuperare affrontando Gustav Eder. Ma la federazione per non farlo vincere gli impose di combattere senza utilizzare il suo stile, rimanendo al centro del ring e tenendo la guardia bassa. Rukeli rispose presentandosi sul ring con i capelli tinti di biondo e il corpo cosparso di farina. Insomma, ridicolizzando l’idea del “pugile ariano”. Perderà l’incontro e anche la licenza. Costretto a combattere nei luna park e a fare il cameriere per sopravvivere, per non provocare ritorsioni verso la propria famiglia dovette accettare la sterilizzazione e abbandonare moglie e figlia. Dopo una breve parentesi in cui fu richiamato al fronte nella Seconda guerra mondiale fu internato prima a Neuengamme, dove fu costretto a combattere ogni sera per far divertire le SS, e infine, dopo un rocambolesco cambio di identità, a Wittenberge.
Qui, riconosciuto da Emil Cornelius, ex pugile dilettante ora kapò, Trollmann venne costretto ad affrontarlo in un ultimo incontro. Ancora una volta però Rukeli non subì in silenzio la sua sorte e mandò al tappeto il borioso sfidante.
Sarà il suo ultimo atto di ribellione. Il giorno dopo Cornelius lo ucciderà.
Dopo la guerra Johann sarà dimenticato come altri 500.000 rom e sinti vittime del Samudaripen, l’olocausto romanì.
Solo dopo sessant’anni la federazione pugilistica tedesca chiederà scusa alla sua famiglia.

A Trollmann è dedicata una delle illustrazioni che apre uno dei mesi del nostro primo libro, Cronache Ribelli. Info nel primo commento.

15/05/2026

Ci vediamo oggi pomeriggio alle 16.30/17 con la boxe ,sempre su via g Petroni 8C, sappiamo essere un venerdì e solitamente siamo in pochi/e, ma ci siamo e resistiamo!

10/05/2026

Sera a tutti e tutte, ci scusiamo per l' assenza su questa pagina!
Avvisiamo che da martedì 12 alle 16.30 ricomincia la sessione di corsi di pugilato per coprire il periodo di primavera/estate.
I corsi son aperti per tutti e tutte ma nn si accettano fascistə, razzistə e sessistə.
Ti chiediamo di portare con te delle scarpe comode da usare SOLO sui tatami, guantoni, fasce ecc te le diamo noi!
Ingresso su via g petroni 8c!!
Supportate lo sport popolare

E sempre Palestina libera!! 🇵🇸

13/10/2025

Buongiorno, come avrete letto su diversi giornali, a Gaza in questi giorni ci sono state diverse sparatorie in diverse aree della striscia. Sono regolamenti di conti inevitabili dopo che l'occupante ha creato gang e bande di balordi per rendere impossibile la distribuzione di aiuti umanitari e creare il caos.
Questa notte è iniziata la liberazione di una parte di ostaggi, speriamo che questo renda più veloce l'ingresso di camion con aiuti umanitari e rifornimenti di carburante.
Noi, come tutte voi, siamo perplessi, stiamo a guardare una tregua fragile e senza Nessuna prospettiva solida per il popolo palestinese.
Non dobbiamo abbassare la guardia e provare a mantenere alta la pressione sulloccupante.
Continuiamo a scendere in piazza, ci vediamo oggi a Milano davanti a palazzo marino per chiedere la fine del gemellaggio tel Aviv Milano.
Palestina libera.

03/03/2025

https://m.facebook.com/photo.php?fbid=632280476104921

PERQUISIZIONE A DUE COMPAGNI
_Assemblea pubblica il 9 marzo H17_

Nel pomeriggio di martedì 25 febbraio due nostri compagni hanno subito una perquisizione da parte dei ROS. L’accusa? Essere parte di un’indagine che, al momento, sembra ruotare attorno a un teorema fantasioso: alcune scritte di solidarietà con il popolo palestinese e con Alfredo Cospito sarebbero considerate una minaccia.

Vogliamo dirlo chiaramente: la nostra solidarietà con il popolo palestinese è incondizionata. Non possiamo accettare che opporsi ad un genocidio sia criminalizzato, così come sta accadendo ormai in tutta Europa. Leggendo le pur scarne carte dell’indagine, non possiamo fare a meno di notare quanto tutto sembri guidato, se non da un disegno preciso, almeno da un indirizzo politico ben chiaro e orientato.

Viviamo in un momento storico in cui le potenze occidentali stanno sacrificando pezzi sempre più grandi di democrazia per giustificare la loro complicità con la violenza dello Stato israeliano e per assecondare l’élite tecnologica e finanziaria globale. Ogni giorno vediamo restringersi le libertà di associazione e di espressione, mentre il controllo sociale si fa sempre più serrato.

L’ultimo decreto sulle “zone rosse differenziate” da parte del Governo del 24 febbraio, accolto con sommo gaudio dell'amministrazione Leccese, non è un caso isolato: rientra in un processo più ampio di repressione e sorveglianza, che persino a livello locale si fa sempre più aggressivo. Il principio del "decoro" è brandito al servizio della gentrificazione più selvaggia, e ha portato tra le altre cose, sotto natale, ad una squallida operazione di rastrellamento contro i e le senza fissa dimora su Via Capruzzi.
Una città in cui la crescente criminalizzazione delle lotte sociali vuole rendere più fluido il processo di turistificazione senza limiti o paletti, appannaggio dei ricchi e a discapito di chi perde la casa.

Il confine tra i poteri dello Stato si assottiglia sempre di più, lasciando spazio a una gestione securitaria che punisce chiunque provi a contestare lo stato di cose.

E come sempre, a subire per prime le conseguenze di questo clima repressivo sono le persone razzializzate, i migranti, chi professa la fede musulmana. La storia si ripete: il potere colpisce sempre dove ha già colpito, rafforzando ingiustizie che sembrano senza fine.

Ma non è di due persone che si tratta: nel mirino c’è la possibilità stessa di ribellarsi, di dire no, di scegliere la solidarietà e la lotta invece della rassegnazione. Che si tratti di pretendere un lavoro dignitoso, di fermare la strage nel Mediterraneo o di opporsi alla militarizzazione delle nostre vite, la risposta che ci viene imposta è sempre la stessa: repressione.

Noi, e chiunque legga queste parole, sappiamo che una città non è un fortino da difendere né una vetrina da esibire. Le città appartengono a chi le vive, ogni giorno, con le proprie relazioni, i propri legami, la propria comunità. Non saranno le telecamere a renderle più sicure, ma la forza delle persone che le abitano.

Queste poche righe non sono la fine di qualcosa, ma solo l’inizio.

Per ora vi invitiamo all’assemblea pubblica in Ex Caserma Liberata domenica 9 alle ore 17

13/04/2023

"Sgombero all'ex caserma rossani" titolano alcuni giornali stamattina, buttandosi a pesce su una certa "pornografia del degrado" che tanto eccita certi pennivendoli, tra foto invadenti di cumuli rifiuti e imprecisioni di cronaca elevate a metodo.

Volevamo innanzitutto rassicurare chi ci vuole bene che noi siamo ancora qui, e ricordarlo anche a chi, precocemente e con sterile soddisfazione, si accingeva a festeggiare la scomparsa del centro sociale di Carrassi.

Un frammento di verità nel frattempo emerge tra le righe degli articoli di giornale, che per noi è decisamente più importante: il welfare, dopo le resistenze degli inquilini, si sta attivando per trovare soluzioni alternative. Che questa attivazione stia avvenendo solo a seguito delle resistenze di chi vive gli spazi alle spalle del centro sociale non ci sorprende, abbiamo visto già in passato come solo davanti al ricatto dell'opinione pubblica e alla resistenza di chi non vuole farsi strappare dal posto in cui abita l'amministrazione si muove.

Non sono mancate le provocazioni poliziesche, sotto forma di promessa d'essere "i prossimi".
I lavori della costruenda accademia di belle arti avanzano, e presto arriverà anche per il centro sociale ex caserma liberata il momento di fare i conti con questo. Noi saremo pront3.
Stay tuned.

Siamo pazz*, arrendetevi.

09/01/2023

Oggi alle ore 17 riprendono gli allenamenti di pugilato!! ci vediamo al cancelletto rosso NO TAP su via G Petroni 8 c! Portate scarpe pulite da usare solo sul tatami! 🥊🥊🥊
Supportate lo sport popolare

Photos from Curve pericolose's post 02/11/2022

ricordatevi l' allenamento di pugilato alle ore 19, cancelletto rosso no tap su via g petroni 8 !
supporta lo sport popolare

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Via Giulio Petroni 8c
Bari
70124

Orario di apertura

Lunedì 17:00 - 19:00
Mercoledì 19:30 - 21:30
Venerdì 19:30 - 21:30