Antonio Lumachi PT

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11/09/2025
14/04/2025
13/04/2025
02/04/2025

[Corretta RESPIRAZIONE durante gli esercizi con i pesi] un argomento spesso trascurato e confusionario, il che è un male, perché una cattiva padronanza della respirazione, può comportare un grande decremento nelle prestazioni e anche rischi per la salute.

Di base in linea generale, si dovrebbe seguire l’andamento dell'esercizio, pertanto, inspirare nella fase eccentrica (negativa del movimento) ed espirare nella fase concentrica (quella attiva: sollevamento/tirata/spinta).

Negli esercizi pesanti di forza, che comportano carico sul rachide (squat, stacchi, military press, rematori ecc.) bisognerebbe invece applicare la cosiddetta MANOVRA DI VALSALVA, ovvero, un'espirazione forzata a glottide chiusa.

Esempio per lo squat: inspirare poco prima di scendere, trattenere il fiato durante la discesa e anche la risalita ed espirare solo quando la salita sarà ultimata. In questo modo viene aumentata la pressione intra-addominale, così il carico grava meno sulla colonna, dando quindi maggior stabilità.

Questo è anche il principio su cui si basa il funzionamento della cintura per la pesistica (che molti utilizzano ancora in maniera impropria).

Attenzione: questa manovra aumenta notevolmente e pericolosamente la pressione sanguigna, pertanto, potrebbe non essere adatta a tutti, soprattutto per soggetti più adulti e anziani, spesso con patologie. Chi soffre di ipertensione, dovrebbe sicuramente evitarla. Così come dovrebbe evitarla chi soffre di diastasi addominale.

Come sempre, una logica di equilibrio e PERSONALIZZAZIONE.

Leggi l'articolo completo sulla respirazione durante gli esercizi:

muscolarmente.com/respirazione


23/03/2025

Il test di Lasègue, o Straight Leg Raise Test (SLR), è una delle manovre più utilizzate nella valutazione clinica del dolore sciatico e delle radicolopatie lombari. Questo test si basa sulla messa in tensione del nervo sciatico e delle sue branche periferiche (nervo tibiale e nervo peroneo), fornendo un’indicazione chiara su possibili compressioni a livello delle radici nervose lombosacrali.

Come si esegue il test?

Il paziente è in posizione supina. Il terapista solleva passivamente l’arto inferiore esteso, mantenendo il ginocchio in estensione. L’angolo di elevazione è compreso tra 40° e 50°, poiché in questa fase il nervo sciatico entra in tensione massima. Se il paziente riferisce dolore irradiato lungo il decorso del nervo sciatico, il test è positivo e suggerisce una possibile compressione o irritazione radicolare.

Sensibilizzazione del test: dorsiflessione del piede

Per aumentare la specificità del test, il clinico può aggiungere una dorsiflessione passiva del piede. Questo gesto provoca un ulteriore stiramento del nervo sciatico, intensificando il dolore in caso di irritazione nervosa.

Perché è importante?

Se la dorsiflessione aumenta il dolore, la probabilità di una radicolopatia lombare aumenta. Se invece il dolore rimane invariato o si localizza solo a livello lombare, potrebbe trattarsi di una disfunzione muscolo-scheletrica o miofasciale (ad esempio, sindrome del piriforme o meglio neuropatia funzionale sciatico-pelvica*).

Cosa ci dice il test di Lasègue?

Dolore tra 30° e 70° di elevazione → possibile ernia discale lombare che comprime la radice di L4-L5 o L5-S1.

Dolore oltre i 70° → meno probabile coinvolgimento radicolare; potrebbe essere tensione dei muscoli ischiocrurali.

Dolore che si riduce con la flessione del ginocchio → probabile coinvolgimento del nervo sciatico e non di altre strutture muscolari.

Collegamento con le radicolopatie lombari

Come mostrato nell’immagine, una protrusione o ernia discale tra L4 e L5 può comprimere la radice nervosa di L5, causando dolore irradiato lungo il decorso del nervo sciatico fino al piede.

Sintomi comuni associati alla radicolopatia L5

Dolore lombare irradiato lungo la faccia laterale della coscia e della gamba.
Deficit di dorsiflessione dell’alluce e del piede.
Alterazioni della sensibilità sul dorso del piede.

Se invece l’ernia coinvolge L5-S1, il dolore si irradia lungo la parte posteriore della coscia e della gamba fino al margine laterale del piede.

Il test di Lasègue è sufficiente per la diagnosi?

No! Il test di Lasègue è un indicatore di sofferenza radicolare, ma da solo non basta per formulare una diagnosi. Deve essere associato ad altri test neurologici (riflessi, forza muscolare, valutazione della sensibilità dermatomerica) e, se necessario, confermato con imaging (RM lombare).

Conclusione

Il test di Lasègue è uno strumento fondamentale nella valutazione del dolore lombosciatalgico, permettendo di discriminare tra un problema di origine nervosa e una disfunzione muscolo-scheletrica. Tuttavia, deve essere sempre interpretato in un contesto clinico più ampio per evitare diagnosi errate e trattamenti inappropriati.

* leggi l'articolo sulla neuropatia funzionale sciatico-pelvica per capire meglio di cosa si tratta!

https://educarefisio.com/2024/11/04/sindrome-del-piriforme-rivalutazione/

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