13/09/2026
13 SETTEMBRE 2026
LA CURIOSA E TRISTE STORIA DEI DUE STEFANO CAVALLI.
Passando per una via, spesso mi capita di non conoscere il personaggio a cui quella strada, piazza o vicolo è dedicato; altre volte, invece, tanti pensieri attraversano la mia mente nel leggere nomi che mi riportano ai tempi della scuola o che comunque fanno parte della mia cultura generale.
Altre volte ancora, nel leggere il nome a cui un luogo è intitolato, provo un senso di contrarietà, non ritenendo quel personaggio tanto importante da meritare di essere ricordato in quel modo.
C’è una piazza a Milano che non sopporto, proprio per via del personaggio a cui è dedicata.
Ogni volta che ci passavo, mi chiedevo perché non le cambiassero nome.
Parlo di Piazza Luigi Cadorna, e vi assicuro che sono in tanti gli storici a pensarla come me.
Cosa ha a che fare il generale Luigi Cadorna con Aci Bonaccorsi?
E’ presto detto.
In Piazza della Regione c’è un bellissimo monumento ai Caduti Bonaccorsesi che hanno sacrificato la propria vita nelle due guerre mondiali.
Le guerre, che cosa schifosa!
Lì, nel cuore della piazza, attorno alla figura stilizzata del milite ignoto in questo caso rappresentata da otto grandi steli disposti a raggiera, che custodiscono, uno a uno, i nomi dei ragazzi che non sono più tornati.
Ho iniziato a scorrere i nomi incisi sui petali di pietra lavica e due in particolare hanno attirato la mia attenzione: si chiamavano entrambi Stefano Cavalli.
Questa omonomia mi ha fatto ve**re voglia di scavare nella loro storia.
E, ricercando qua e là, ho scoperto delle curiose coincidenze oltre a quella di avere lo stesso nome e cognome.
I due Stefano Cavalli erano entrambi nati a distanza di un anno, appartenevano entrambi alla Brigata Catanzaro, ma la cosa che mi ha colpito di più è che hanno perso la vita nello stesso luogo, a due mesi di distanza l'uno dall'altro: Monte San Michele.
Le battaglie per la conquista del Monte San Michele appartengono alla battaglie per il Carso.
Si è trattato di feroci attacchi alla baionetta.
I soldati italiani furono mandati al macello contro le trincee austriache utilizzando esclusivamente la dottrina dell’attacco frontale incurante del fatto che gli austriaci possedevano i primi modelli di mitragliatrici.
Insomma: carne da macello.
Migliaia di giovani falcidiati dalle raffiche di mitragliatrici, ammazzati mentre cercavano di superare le trincee di filo spinato e infine anche uccisi con i gas.
E tutti questi morti si devono alla criminale incompetenza del Generale Luigi Cadorna, quello della Piazza di Milano da cui è partito questo articolo.
Dopo aver letto queste righe, quando passate dalla piazza, soffermatevi un attimo a leggere almeno un nome di questi nostri figli che non tornarono più.
Forse non serve a niente, forse un solo pensiero li può aiutare là dove adesso si trovano.
Alla memoria di:
Cavalli Stefano (f. Francesco)| 14/08/1883 - Aci Bonaccorsi | 19/07/1915 - M.te San Michele | Caduto in combattimento | 142° Fanteria. Caduto nel primo grande assalto al San Michele.
Cavalli Stefano (f. Gaetano) | 27/12/1892 - Aci Bonaccorsi | 14/09/1915 - M.te San Michele | Caduto in combattimento | 141° Fanteria. Omonimo del precedente, caduto nello stesso luogo a distanza di due mesi.
Mario Indelicato
BIBLIOGRAFIA
Storia politica della Grande Guerra 1915-1918 di Piero Melograni, edito da Laterza.
La guerra bianca di Mark Thompson edito da Il Saggiatore.
Processo a Caporetto: I documenti inediti della disfatta di Luca Falsini. Edito da Donzelli Editore.
P.S. Se avete foto, documenti o testimonianze dei vostri cari i cui nomi sono incisi nel Monumento ai Caduti saremo felici di pubblicarli in questa rubrica.
Foto:
1 - Ospedale da campo
2 - Sacrario Militare di Redipuglia
3 - Militari italiani della Grande guerra (WWI)
4 - Una delle tante e famose copertine illustrate del bravissimo Achille Beltrami per la "Domenica del Corriere"
5 - Monumento ai Caduti di Aci Bonaccorsi