Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner

Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner Uno spazio per romanzare il cammino del VeneziaMestre
Una tela bianca da riempire di cazzate

Ed eccoci qua, al termine di un'ennesima giornata all'insegna della buona comunicazione da parte dei nostri Romano Prodi...
22/09/2026

Ed eccoci qua, al termine di un'ennesima giornata all'insegna della buona comunicazione da parte dei nostri Romano Prodi, ma per lo meno con l'ennesima, non richiesta, puntata del PodCast. Ospite d'eccezione per la solita pappardella orale l'ottimo Alessandro Catto, opinionista, ufologo ma soprattutto esperto di Tinder. Sarà il solito lungo sproloquio contro le note strategie che ci han portato con due piedi e un busto della m***a, ma sul più bello come un arcobaleno arriverà la visione di un uomo in gondola col collo alto vestito togliersi la maschera, sorridere con quel maledetto sorriso di chi miete cuori e rassicurarci con la proposta di un solido 442 pronto a portarci in quel luogo che nel pleistocene chiamavano salvezza. E ritorna la speranza.

Solito link per i guerrofili nei commenti.

Avanti Unione (anche perché indietro non si può andare).


Reduci dalla quinta sconfitta consecutiva maturata contro la Lazio ...

Blue monday
21/09/2026

Blue monday


L’ULTIMA SCONFITTA È SEMPRE LA PIU’ BELLAVENEZIAMESTRE – LAZIO 0-2Amiche delle retrocessioni propositive e amici dei rit...
20/09/2026

L’ULTIMA SCONFITTA È SEMPRE LA PIU’ BELLA

VENEZIAMESTRE – LAZIO 0-2

Amiche delle retrocessioni propositive e amici dei ritmi circadiani e dell’alternanza tra categorie. La partita di ieri sera arrivava ad incidere sui nostri fegati al termine di una settimana piuttosto pesante, farcita di veleni e polemiche come un tacchino del giorno del ringraziamento, con un ambiente sull’orlo di una crisi di nervi e desideroso più che mai di quei punticini che avrebbero finalmente potuto dare avvio alla stagione dopo l’inizio da incubo delle prime settimane. Sul prato verde dove nascono speranze del Penzo arrivava l’ostica Lazio di Gennarino Gattuso, candidata nella pre season ad un campionato orrendo e invece sorprendentemente lanciata ai piani alti della classifica. Fedele alla Linea e ai dogmi dell’ortodossia del calcio che ha come obiettivo la sconfitta attraverso il dominio del gioco, il Giovanni Lindo Ferretti di Mulazzano sciorinava una squadra decimata dagli infortuni, con il sempiterno paradigma della spossatezza Filippo degli Stanchi in porta e Giovanni Gesù al centro della difesa e Capitano di giornata, coadiuvato da Arsenio Schingtienne e Moreno Moreno andavi più veloce di quel treno nel ruolo di braccetti coi gransi in scarsea; sulle fasce tornavano a imperversare, volendo un tantino esagerare, il buon Correia e il trenino del Terraglio Hainaut, mentre l’umile geometra e figlio di Helga prendeva il posto di Busio con K**e Perez e il quotato Sohm a danzare intorno in uno scambio di ruoli e gesti d’amore; in attacco infine trovavano posto l’intoccabile pachiderma volante Adams e il Bello Figo teutoecuadoregno. Sospinta dal pubblico e incurante della kabala, l’Unione partiva a spron battuto con la proposta di dominio pre morte, mostrando una difesa un cincinin più affiatata e buone geometrie, mentre la Lazio attendeva guardinga pronta a pungere al nostro primo e inevitabile calo. Erano davvero molte le occasioni che i ragazzi del califfo Al Mulazzani si procuravano, trovando però la porta sbarrata dall’istrionico Mandas, portiere che quando sente l’aria della Laguna si trasforma con un cenno di licantropia nella reincarnazione di Lev Yashin. Al minuto 17 accadeva l’episodio che avrebbe fatto un po’ da spartiacque al match. Su una ca****la di Floriani il predappide Correia prendeva palla e veniva abbattuto da Mandas, procurandosi un rigore pesantissimo. Sulla palla iniziavano a bisticciare Adams e Yeboah, commovente nel voler ti**re ogni rigore nonostante li sbagli puntualmente tutti e infatti era proprio quest’ultimo a incaricarsi della battuta e spararla come da copione addosso al portiere. Sono esattamente quei dettagli di cui tanto si parla quando si dice che la serie A non perdona e mentre in serie B ci potevamo permettere queste scenette imbarazzanti qui si viene puniti. Dopodiché, è gentile e honesto dire che l’errore non abbatteva la squadra, che anzi continuava a pigiare sull’acceleratore arrivando più volte vicina al gol, con un fulmine di pegasus dalla distanza di Sohm, oggi apparso in via di risveglio dal letargo e una ciabattata veramente orrenda del pacco Amazon Adams. Ma volenti o nolenti il primo tempo si concludeva a reti inviolate e la birra dell’intervallo, da non confondersi con le altre ottantacinque birre di partita, si consumava pensando che c’era in fondo un motivo per sperare di vivere. Niente di più errato perché dopo pochi minuti dalla ripresa il sempreottimo Yeboah completava la sua giornata da incubo facendo il classico falletto in area che gli arbitri quest’anno han deciso di non fischiare più, tranne a sfavore delle piccole squadre. L’ex di turno Zaccagni trasformava il rigore e per rispetto ai suoi vecchi tifosi ci veniva ad esultare in faccia. Era la fine, perché anche questa volta incassato lo schiaffo la squadra non si riprendeva più e seppur senza sbandare particolarmente non dava mai l’impressione di poter riprendere e ribaltare il match. E infatti pochi minuti dopo il buon Noslin saltava in faccia a Giovanni Gesù e insaccava la rete che chiudeva la partita, venendo anche lui a esultare sotto la curva. È evidente che stiamo sul c***o a tutta la catena umana e celeste, eppure in giro parrebbe esserci di peggio. Il resto era una piccola kermesse di agonia, con cambi ormai fuori contesto e l’orologio a segnare insindacabilmente i minuti prima del termine del match. Finiva quindi così, con la quinta sconfitta in cinque gare e il pubblico a mugugnare stizzito ma in modo forse poco generoso verso una squadra che si impegna, gioca e poi puntualmente perde. E seppure ci siano tanti se e tanti ma, va detto che due anni fa con molti meno soldi si era circa allo stesso punto ma con più punti, con una squadra che giocava bene ma perdeva spesso e anche al tempo tante giustificazioni. Il fatto è che da allora tante cose sono migliorate dal punto di vista economico ma di come si affronta una serie A nulla si è imparato e in estate anzi si è sbagliato ancor più che in passato. Tempo per raddrizzare la situazione ce n’è tecnicamente ancora parecchio e speriamo che queste tre settimane di pausa oltre a sfiammare i nostri co****ni gonfi aiutino a completare quel lavoro di amalgama più che mai necessario. Al cuor non si comanda e noi saremo sempre al fianco dell’Unione, ma indubbiamente la delusione è tanta.
FORZA UNIONE

IL PAGELLONE

STANKOVIC: a differenza di altre partite in cui è stato chiamato a fermarsi in ufficio ben affleck il suo orario di lavoro, non è particolarmente operoso ma ciò non lo risparmia dall’insaccare due bei peri che tolgono il medico di torno. DIETA MEDITERRANEA voto 6

SCHINGTIENNE: beneficia della presenza di due compagni di reparto relativamente sani di mente ed entra a piene falcate nella miglior prestazione difensiva della stagione, non che ci volesse poi molto. BASSE ASPETTATIVE voto 6

MORENO: baila sulla linea difensiva con tutta la scioltezza che solo un sudamericano può avere, dandoci finalmente la sensazione di un reparto se non buono quantomeno presentabile. CHI SI ACCONTENTA GODE voto 6

JUAN JESUS: al netto della sovrastata subita da Noslin in occasione del secondo gol ospite, va detto che la sua presenza in campo svolta l'identità difensiva della squadra che per una volta non dà necessariamente l'impressione di poter affondare ad ogni attacco subito. TITANIC voto 6

CORREIA: il tilcayo maculato di Amadora, parola di Francesco Amadori, ritrova una maglia da titolare e gioca in maniera onesta procurando anche un onesto calcio di rigore, poi altrettanto onestamente sprecato dai compagni. MOVIMENTO 5 STELLE voto 6 - SAGRADO: subentra in un momento in cui alcol e rassegnazione hanno già preso il sopravvento. UBRIACHEZZA MOLESTA sv

HELGASON: non avrà la corsa di Busio, la classe di Perez, il dinamismo di Sohm, le giocate di Fernandez, ma di sicuro non è una pornostar. ABRAHAM J SIMPSON voto 6 - FANNE: una manciata di minuti per farti pensare a Doumbia. L'EREDITÀ sv

K**E PEREZ: novanta minuti alla ricerca di un guizzo che non arriva, ma nella vita bisogna saper trovare anche i lati positivi quindi sottolineamo che non fa nemmeno così schifo. VINCENZINO SCIFO voto 6

SOHM: prestazione almeno dieci passi avanti rispetto al ca****re ambulante ammirato finora, va anche vicino al gol con una barboggia dal limite ma Mandas gli dice che non è questo il giorno. LAZZARO ALZATI E CAMMINA voto 6,5

HAINAUT: scavalla qua e là neanche fosse un compare di Pini, Fecchia e Santodio alla cavalletta, scodellando cross di pregevole fattura, almeno rispetto al solito, e andando pure vicino al gol con una bella frombolata mancina; stiamogli vicino. PEACE LOVE AND ANTOINE HAINAUT voto 6,5

YEBOAH: potremmo concentrarci sul fatto che mette almeno sei volte il compagno davanti al portiere, ma la scenetta da bimbi di seconda elementare che si rubano il pallone per ti**re è una roba da cavarsi gli occhi a maggior ragione se poi tiri una m***a centrale che il portiere ti para; non pago provoca anche il rigore avversario. BENE MA NON BENISSIMO voto 4 - FERNANDEZ: giusto il tempo di beccarsi un bel giallo. LOOK AT THE STARS LOOK HOW THEY SHINE FOR YOU sv

ADAMS: cosa deve fare un onest'uomo per farsi mettere in panchina? LIBERA NOS A MALO voto 4 - RRAHMANI: con Rrahmani con Rrahmani con Rrahmani ciao ciao. RAPPRESENTANTE DI LISTA sv

STROPPA: in un momento in cui la sete di sangue della piazza reclama vittime sacrificali, a sorpresa contro la squadra migliore incontrata finora mette in campo la prestazione migliore della stagione, ma ci sono delle macchie che non possono essere ignorate come la spensierata anarchia sui rigoristi che porta sul dischetto uno che non segna un rigore dal febbraio 1998, e l'intestardirsi su un centravanti che al momento non segnerebbe neanche col carroarmato con cambi che arrivano oggettivamente troppo tardi. Stiamo andando giù a piombo e ora abbiamo tre settimane piene per rimuginare, quindi diamoci dentro e bestemmiamo come mai abbiamo fatto. SI STA COME D'AUTUNNO SUGLI ALBERI voto 5,5

“Sua Santità”L'urlo del capitano della Guardia squarciò la Sala del Trono.“Sua Santità, il nemico ha fatto breccia nel c...
17/09/2026

“Sua Santità”
L'urlo del capitano della Guardia squarciò la Sala del Trono.
“Sua Santità, il nemico ha fatto breccia nel castello!”
L'Ayatollah Eusebio, anziano leader supremo dell'islam giochista, rimase a lungo immobile in un silenzio carico di tensione e di anticipazione. Solo dopo alcuni secondi, quasi pigramente, l'anziano leader pescarese alzò lo sguardo: nella Sala c'era un gran trambusto tra ufficiali che disponevano guardie qua e là, consiglieri e attendenti nel panico, e il capitano della guardia in attesa di una parola, un cenno, un ultimo comando da parte di colui che per decenni era stato la massima autorità spirituale al mondo per tutti i giochisti.
“Mohammed” mormorò l'Ayatollah
D'un tratto nella sala calò il silenzio.
Tutti gli occhi erano puntati su di lui: l'anziano leader che per decenni aveva retto il potere con una presa d'acciaio su tutti i giochisti del mondo e che negli ultimi anni, concessione dopo concessione, aveva finito per aprire il suo grande emirato alle multinazionali americane, all'economia di mercato e al calcio mesozoico.
“Mohammed... deponete le armi”
Il capitano e le guardie scrutavano il loro leader con degli sguardi troppo densi per essere compresi; se la luce dei loro occhi avesse potuto essere frazionata da una goccia d'acqua, nella stanza si sarebbe ammirato un arcobaleno di paure, gratitudine, malinconia, rabbia, disperazione.
“Mio Signore...”
“Mohammed, grazie per questi anni di fede e di servizio...”
Il capitano stava per parlare, ma l'Ayatollah posò il suo sguardo su di lui e lo fermò con un cenno della mano. Poi concluse:
“... ma soprattutto, grazie per essermi stato amico”
Mohammed non si mosse più e dai suoi occhi due lacrime argentate rigarono il viso fino a nascondersi nella sua folta barba talebana.
In un silenzio surreale, quasi staccato dal tempo, l'Ayatollah si alzò dal trono e si diresse alla finestra. Su alcuni torrioni erano stati strappati gli stendardi dell'emirato abruzzese e qua e là nella confusione sventolavano già I vessilli del casato al-Mulazzani.
Il Supremo Mister si sorprese a pensare ai suoi anni di dittatura giochista, le grandi marce di Sassuolo, la campagna europea di Roma, l'ascesa al trono, e poi il declino, la f***e notte ciociara, la caduta del Penzo. Proprio come un uomo che muore rivede la propria vita, l'Ayatollah rivisse in pochi istanti con intensa chiarezza tutti gli step che lo avevano condotto ad abbandonare, pezzetto dopo pezzetto, la sua fede incrollabile, a riformare il suo emirato, a permettere ai macdonald di aprire nelle vie della sua capitale, agli apparecchi hitech di spadroneggiare nei centri commerciali e ovviamente ai missionari del catenaccio e del contropiede di fare proseliti per le strade. E prima che se ne potesse accorgere, il mesozoico aveva reclamato quella bolla di modernità internazionalista che lui aveva tanto indefessamente tentato di coltivare.
Poi un rombo lo distolse dai suoi pensieri.
“Sua Santità, sono arrivati... sono qui”
L'Ayatollah osservò con una tranquillità glaciale l'atto finale del suo lungo dominio.
I soldati fecero irruzione nella Sala e la circonarono.
Poi arrivò lui.
Camminava lentamente.
Le sue ampie vesti ondeggiavano voluttuose ad ogni passo.
Il suo volto trionfante era il sigillo finale di un'era e l'inizio di una nuova.
Il Califfo Yohannes bin Stroppa al Mulazzani si sedette sul trono.
“Adesso sono io l'Ayatollah”

Amiche della porta accanto e amici degli anni in cui si era più felici;dopo l'ennesima doccia al pino mugo di umiltà pat...
15/09/2026

Amiche della porta accanto e amici degli anni in cui si era più felici;

dopo l'ennesima doccia al pino mugo di umiltà patita con la roboante Fiorentina di Paolo Bonolis, in questa puntata abbracciamo con fermezza le dottrine del buddhismo antonelliano e dei cicli ineluttabili della vita, in un perpetuo alternarsi tra una retrocessione a piombo e il risorgimento in serie B. Ci saranno momenti di breve ottimismo accompagnati da altri di più profondo pessimismo, serviti nella solita salsa di cazzate e paragoni arditi tra Helgason e Thomas Sankara.

Per i supporter dello sviluppo di tecnologie belliche siamo su Spotify già da qualche ora.

Ad maiora


Dopo l'ennesima doccia al pino mugo di umiltà patita con la roboant...

NON SONO QUESTE LE PARTITE DA VINCEREVENEZIAMESTRE – FIORENTINA 2-4Amici delle canzoncine infinite di Cocomelon e delle ...
12/09/2026

NON SONO QUESTE LE PARTITE DA VINCERE

VENEZIAMESTRE – FIORENTINA 2-4

Amici delle canzoncine infinite di Cocomelon e delle brevi ma intense esperienze canore in curva quando partono cori che ci si ostina a non imparare. Insomma diciamocelo. Dopo il mercato monstre, quantomeno sotto il profilo della spesa, messo in scena questa estate tutti noi ci eravamo convinti di avere per le mani qualcosa di meglio di così. Forse qualcuno si era illuso di avere una squadra da zona uefa, non certo noi che da tempi non sospetti ci eravamo ritagliati addosso questo ingombrante ruolo di uccellacci del malaugurio esprimendo perplessità già da un mesetto. Ok fare schifo, ma lo schifo che stiamo facendo attualmente va nettamente al di là di ogni più rosea previsione. Tanto che se fossimo nella presidente in questo momento e avessimo appena scucito un cinquantello di milionate in sede di mercato per poi assistere a questo spettacolo, staremmo ponderando di spedire tutti in Siberia a cercare se stessi, come si dice fece lo zar Alessandro dopo aver sconfitto Napoleone e inscenato la propria morte per spendere il resto della propria vita come mateo pellegrino. Ci si approcciava a questo match compatti che più compatti non si può, almeno stando alle dichiarazioni del califfo al Mulazzani in conferenza stampa, tanto compatti che siamo sembrati vicini al collasso e all'implosione, mai scherzare con la fisica. Diverse assenze, alcune per infortunio altre per manifesta incapacità di intendere e di volere, facevano propendere per un undici inedito all'insegna della restaurazione monarchica con il solito barone stanchezza tra i pali e una linea difensiva che al netto dei trenta milioni spesi e i cinquanta giocatori acquistati si affidava alla rassicurante aura di Schingtienne, alle danze apotropaiche di Ciano Haps riadattato braccetto sinistro e al lancio di Byron Moreno perno centrale nella speranza che quei dieci minuti ben fatti a Frosinone potessero portare quella pace e quella serenità che non siamo stati in grado di trovare finora. E a ben riflettere amici, è indicativo tutto ciò com'è indicativo che poi post partita si vada a dire che si aspetta Juan Jesus per mettere tutto apposto, un giocatore ingaggiato al 30 di agosto perchè ti si era rotta la riserva della riserva. Bruno Pizzul direbbe tutto molto bello, noi invece diremmo ghesboro e se non volessimo bene ad Antonelli ci iscriveremmo alla bella trasmissione dilettanti allo sbaraglio certi di fare male anche lì. Ma transeando e tornando a noi, sulle fasce si dimenavano Hainaut e Sagrado, con un centrocampo ancora afflitto dalla malattia di Sohm assieme all'infortunando Busio e al ca****re di K**e Perez; davanti infine Adams danzava ai ritmi caraibici delle imprecazioni di Yeboah. L'inizio della partita pareva vagamente equilibrato ma in realtà gli ospiti, guidati dal Maestro in persona, ci mettevano poco a far capire che il tasso tecnico di cui disponevano gli consentiva di penetrare nelle nostre difese come un pene nel burro ed era un vero e proprio miracolo sportivo quando attorno al ventesimo era l'Unione a scudisciare il gol del vantaggio grazie ad una percussione rapida ed intensa di Busio che liberava al tiro Adams, il quale con un piattone all'incrocio si sbloccava e festeggiava gagliardo sotto la curva nord. Ahimè era solo l'ennesimo inno al detto è stato bello finchè è durato, poiché a breve giro la viola, oggi bianca per l'occasione, trovava prima il pari con un'iniziativa solitaria di Diego Abatantuono che saltava Sagrado come un birillo e tirava una c***a sul portiere che Stankovic faceva entrare come si fa entrare un atteso pene in un palpitante orifizio; poi ancora Diego Abatantuono, che ricordavamo un filo più fuori forma, approfittava di uno scivolone di Haps e un rimpallo favorevole per appoggiare in porta il gol dell'immediato raddoppio, per uno di quegli uno due che ammazzerebbero un toro. A quel punto, fino alla fine del primo tempo, l'Unione evaporava e si passava l'ultimo quarto d'ora ad assistere allo show di Mastantuono Abatantuono che scopava la nostra difesa e una Fiorentina che andava vicina al terzo gol un'altra manciata di volte, nonché all'infortunio serio e brutto di Busio che usciva a favore del figlio di Helga. Poteva andare peggio, poteva piovere. Si andava a sorseggiare il classico tè caldo con sensazioni simili a quelle provate nell'era Javorcic ma leggermente peggiori, con una ripresa che incominciava con la squadra che attaccava, si fa per dire, sotto la curva e invero un paio di situazioni in forcing riusciva anche a crearle: alcune belle sgroppate dei cavalli Hainaut e Sagrado, un tiro di poco alto di Yeboah, una scatarrata sul fondo di Adams, tanti angoli infruttuosi. Ma in tutto ciò, la fiorentina collezionava xG ad ogni possesso palla e il terzo gol era nell'aria. I nostri però non amano il ba***e e riuscivano a prenderlo nel modo più curioso possibile: rilancio dalla difesa, scatto dalla propria metà campo del pellegrino Pellegrino, da non confondersi con lo zar Alessandro, il quale (pellegrino, non lo zar) pur non essendo certo un velocista bruciava Schingtienne e qualunque altra cosa trovandosi a tu per tu con Stankovic per tipo la sesta volta in un'ora di gioco e lo batteva con un puntonazzo all'angolino. Virtualmente la partita finiva lì, e la viola in bianco trovava anche un fortunato quarto gol con una carambola delle meraviglie che premiava nuovamente il mattatore della serata Diego Abatantuono, iradiddio terremoto e tempesta per una sera; c'era spazio infine anche per il gol della bandiera di Hainaut e per un'Unione che non chinava la testa, va detto, e continuava ad attaccare per l'orgoglio e anche un filo di qualità grazie al buon ingresso del già citato figlio di Helga ma anche del Toni effe dei poveri e di un irriducibile Hainaut che continuava a sciorinare palloni di qualità altalenante ma alla fine che gli vuoi dire. Così finiva la partita, si perdeva per la quarta volta su quattro partite e si rimaneva saldamente ancorati alla confortante quota 0 punti in classifica, l'avvio di stagione peggiore che si ricordi a livello di risultati, e a onor del vero anche a livello di gioco, perchè se si poteva recriminare per un poì di sfortuna col Lecce e fare comunque un plauso a San Siro, ora le cose sembrano peggiorare di settimana in settimana e la luce in fondo al tunnel non si vede più. Le sconfitte e le prestazioni ben sotto la soglia del presentabile non fanno che erodere la fiducia nel lavoro che si sta facendo e lo stesso Stroppa nel corso del match, a fronte di un Vanoli che si strappava la pelle di dosso ad ogni azione, assomigliava invece sempre di più al meme di Pablo Escobar che osserva l'orizzonte con le mani sui fianchi, dando l'idea di un uomo che non sa più cosa fare. Quindi che si fa? Amici, noi non lo sappiamo e l'unica cosa che possiamo fare è continuare a tifare, arrivasse una miracolosa vittoria nel prossimo turno contro l'Alazio potremmo respirare un pochino, ma rebus sic stantibus tutto sembra assai grigio più di Gandalf ne la compagnia dell'anello. Molti di voi vorrebbero portarsi Antonelli e Stroppa nella tomba come gli antichi faraoni, altri vorrebbero teste che rotolano e inneggiano a Savarese. Noi non sappiamo indicare una via e ci aggrappiamo all'idea che peggio di così sia difficile fare e che da qui si può solo migliorare. È dura, e la sensazione di aver sbagliato tutto lo sbagliabile e anche qualcosa di più è forte e dal deciso sapore di sesso a***e. Ma d'altra parte mancano ancora trentaquattro partite, il tempo c'è. La domanda è, ci siamo noi? Ad ogni modo, come sempre e più che mai
AVANTI UNIONE

IL PAGELLONE

STANKOVIC: il cliente tipo di chi ricorre ai multivitaminici per combattere la spossatezza si ritrova una cosa tipo otto volte giocatori di fronte a lui e li ferma praticamente tutte le otto volte, ma prende un gol che un portiere della sua caratura non dovrebbe affatto prendere. SAN SEBASTIANO voto: 5,5

HAPS: nemmeno il tifoso unionista più occasionale e becero meritava di ritrovarsi a distanza di due anni nuovamente con la necessità di schierare il buon Ciano come braccetto per mancanza di difensori, ma grazie al nostro diesse che in serie A rimbecillisce e la Guerra Santa lanciata dall’Imam della difesa alta Al Mullazzani è successo, con risultati devastanti. MULLAH OMAR voto: 5

MORENO: accolto dal disperato popolo unionista un po’ come i veneziani accolsero Napoleone prima che saccheggiasse la città, non ha né il genio tattico dell’Empereur e neppure fortunatamente la voglia di razziare beni culturali, in compenso si fa bruciare in velocità da Pellegrino che è un po’ come farsi superare in allungo da un ottantacinquenne, seppur con l’attenuante dei crampi. LA STORIA DI MORENO voto: 5 – JUAN JESUS: siamo alla quarta giornata ma già abbiamo capito che ci servono disperatamente miracoli, giusto quindi affidarsi ad un Gesù, seppur non di Nazaret e seppur di nome Giovanni, per cercare ciò che ora come ora non sembra realisticamente realizzabile. IL CORPO DI CRISTO voto: 6

SCHINGTIENNE: l’esempio perfetto di come con la dovuta pazienza un investimento di Antonelli da tre milioni di € in un campionato quantomeno curioso possa passare nel giro di qualche anno da una ciofeca assoluta a un difensore inadeguato per la categoria, colleziona la solita ammonizione e partecipa battendo i piattini al concerto della banda del buco. LEERDAMMER voto: 5

HAINAUT: corre come un matto ed è noto che i matti non facciano cose particolarmente sensate, anche se bisogna dargli il merito di aver buttato dentro l’area una decina di cross invitanti per il pachidermico Adams e altrettanti in curva, oltre al gol della bandiera che aggiunge una bandiera alla variopinta collezione del Penzo. CAVAL DONATO voto: 6

SAGRADO: fin quando è impegnato in campo, al netto di una tecnica più ruvida di un foglio di carta da vetro, è tra i pochi a mettere in campo voglia e corsa, che evidentemente non fanno vincere le partite e neppure pareggiarle, ma a qualcosa dovremo pur aggrapparci. COME PUO’ UNO SCOGLIO ARGINARE IL MARE? Voto: 6 --- CORREIA: uno spezzone a partita compromessa e una settimana di contratto in meno prima di poter finalmente fuggire. Non escludiamo una sparizione alla Romero. PRISON BREAK voto: 6

K**E PEREZ: tocca un’infinità di palloni che in una sorta di reinterpretazione in chiave pessimistica del mito di Re Mida trasforma puntualmente in m***a. Non male per essere uno dei fulcri della squadra. TU SI NA MALAFEMMENA voto: 4,5

BUSIO: una ventina di minuti in cui mostra di essere discretamente fuori contesto in quel ruolo e in questa categoria, anche se da un suo break con assist nasce il gol dell’illusorio vantaggio. A quel punto si rompe e anche piuttosto di brutto e la sensazione è che si avrà modo di riammirarlo il prossimo anno in B. PIOVE, SENTI COME PIOVE, MA GUARDA COME PIOVE, SENTI COME VIENE GIU’ UH-UH. Voto: 6 --- HELGASON: una cinquantina di milioni spesi, 17 nuovi giocatori, si rompe Busio e siamo costretti a inserire il figlio di Helga. E per ora è tutto, vostro onore. S**T HAPPENS voto: 6

SOHM: insistere su un giocatore del genere dopo una serie di prestazioni del genere è un mix tra autolesionismo, gusto dell’orrido e nuance di dipreismo che però non fa ridere. SOHM TIMES I FEEL LIKE I DON’T HAVE A PARTNER. --- TONI FERNANDEZ: qualche minuto per dare l’impressione di essere troppo utile alla causa per poter ve**re impiegato a sufficienza. INCOSCIENTI GIOVANI: voto sv

YEBOAH: nel mare di melma in cui siamo inzaccherati cerca di fare il massimo, unendo all’impegno il suo smodato amore per la palla, che lo porta però spesso a fare se non la cosa sbagliata, sicuramente nel momento sbagliato. AMORE TOSSICO voto: 5,5 --- LAUBERBACH: qualche minuto ottimo per chi lo osserva per formulare nuove invettive nei confronti del miglior diesse di serie B. MALE NECESSARIO voto: sv

ADAMS: segna un gol bellissimo che sembra poter dar luogo ad una bella storia a lieto fine, grave errore di valutazione. Tocca qualche pallone in più e sembra comunque in crescita, ma l’indolenza con cui non arriva su cross che sono solamente da spingere in rete anche solo con un sospiro lo rendono una specie di parafulmine dove indirizzare la nostra scarica elettrica di bestemmie. EPPUR SI MUOVE voto: 5,5

STROPPA: nutrizionisti e dietologi suggeriscono una dieta ricca di cibi integrali, che fanno molto bene perché fanno ca**re molto. Grazie al suo integralismo in effetti la squadra fa davvero ca**re, ma se dobbiamo essere sinceri non è che ci sentiamo particolarmente bene. DR BERRINO voto: 5

Il Maestro fece ritorno al Tempio.Un giovane di nome Busio lo riconobbe e urlò: “Maestro, siete tornato!”Il Maestro rima...
10/09/2026

Il Maestro fece ritorno al Tempio.

Un giovane di nome Busio lo riconobbe e urlò: “Maestro, siete tornato!”

Il Maestro rimase in silenzio.

Una folla si era radunata attorno al monaco scalzo con la tonaca viola che Busio chiamava Maestro. Egli osservò i volti nuovi a uno a uno. Infine, sospirò.

“Se siete Voi il Maestro, dateci una mano” disse qualcuno.

“Maestro, indicateci la Via”

Il Maestro rimase a lungo in silenzio. Infine si voltò e fece per andarsene.

A quel punto, il giovane Busio ormai in lacrime urlò: “Maestro, abbiamo smarrito il Calcio!”

Il Maestro si arrestò, si guardò di nuovo intorno, respirò profondamente, poi finalmente parlò:

“Un dì, un'anziana sarta smarrì il suo ago e prese a cercarlo nel cortile di casa. Molti accorsero per aiutarla. Cercarono lungamente, senza trovare. Qualcuno le chiese dove avesse smarrito l'ago. L'anziana sarta rispose che lo aveva smarrito in casa. Allora gli aiutanti adirati le chiesero come mai cercasse in giardino, se l'ago era in casa. L'anziana sarta rispose che cercava in giardino perchè lì c'era luce e in casa era buio.”

Il giovane Busio e gli altri novizi si scambiarono uno sguardo confuso.

Il Maestro, mosso a compassione, continuò:

“Come l'anziana sarta, voi vi intestardite a cercare nel luogo sbagliato e non troverete mai niente. Guardate nel buio, dentro di voi. Solo lì potrete ritrovare il Calcio.”

Poi, il Maestro si incamminò e scomparve nella nebbia.

Molti si convinsero che quello fosse stato solo un sogno.

Amiche e amici, haters e Parisi,con lo spirito mogio mogio ma un intestino decisamente più libero torniamo con l'episodi...
09/09/2026

Amiche e amici, haters e Parisi,
con lo spirito mogio mogio ma un intestino decisamente più libero torniamo con l'episodio del podcast meno desiderato della laguna, oggi in versione sh*tstorm e disfattismo gretto e supino. Per chi per qualche ragione incomprensibile non é favorevole a spendere il proprio 8 per mille nel finanziamento di droni volanti per il bombardamento di nazioni più o meno inermi, promettiamo che verso orario apericena giungeremo anche nelle placide acque di YouTube. Buon ascolto ma soprattutto tutti al Penzo venerdì, perché l'Unione si ama a prescindere.


Positive Vibration.
07/09/2026

Positive Vibration.

FLOOR IS LAVAFROSINONE 3- VENEZIAMESTRE 2Amiche, amici, amici dei mici e al tempo stesso nostri acerrimi nemici. Erano l...
06/09/2026

FLOOR IS LAVA

FROSINONE 3- VENEZIAMESTRE 2

Amiche, amici, amici dei mici e al tempo stesso nostri acerrimi nemici. Erano le 6.30 di domenica mattina quando il mio prodigo coautore ormai disperso da settimane in terra d’Oriente ad adempiere all’estremo sacrificio del suo intestino, mi scriveva il seguente benaugurante messaggio: “avrei voluto dirle alcune cose, ma poi ho pensato che fosse più interessante il fatto che sto cagando lava”. Una parte anche piuttosto importante di me avrebbe voluto immediatamente cedergli la penna della cronaca per fargli e farci raccontare le peripezie di scuotimenti a***e post prandiali - cosa che a conti fatti sarebbe stata meno mortificante di quanto seguiteremo a raccontare - ma poi ingenuamente ho pensato che, per il detto che le grandi giornate cominciano sempre con grandi difficoltà, era sicuramente un messaggio foriero di buone speranze, tipo il mai abbastanza compianto Cuisance. E nella terra in cui i culi vengono pasciuti come camosci d’oro e raggiungono dimensioni ragguardevoli, l’Unione giungeva con alcune defezioni di una difesa già di per sé da deiezioni e uno Sceicco del gioco dominante Al Mulazzani reduce molto probabilmente da una serata con qualche bicchiere di troppo, che per altro sarebbe piuttosto vietata nell’Islam sciita, sunnita e del calcio dominante. Fatto sta che, davanti al solito paradigma della spossatezza Filippo Arcivescovo della Rovere e degli Stanchi, agivano Billy Balla-Kotchup, l’Antonio Candela del Maghreb e il ladro gentiluomo Arsenio Schingtienne, rinfrancati nello spirito sulle fasce dai dissetanti Ciano Haps e caravanTerraglio Hainaut; a centrocampo, il demone degli shottini notturni suggeriva di continuare a insistere su Sohm, mentre le operazione venivano guidate come un guidatore in stato di ebbrezza da Busio dalle verdi semenze e K**e morti Perez; in attacco infine, lo stesso f***etto tentatore spingeva Yahya Ibn Stroppari a sperimentare un attacco pensile composto dal ca****re volante Adams e Rrahmani in alto questa è una rapina. Quali che siano i motivi di tali scelte, il primo tempo dell’Unione è un qualcosa di inaccettabile. Perché va bene essere raffazzonati, va bene che a settembre inoltrato hai la forma fisica di un protagonista di “I used to be fat”, va bene che qui si fa dello spirito più o meno gradito, ma anche l’essere più spiritoso sulla faccia della terra, nel momento in cui è pure tifoso, non può ammettere di vedere per 45 minuti giocatori completamente senza voglia senza dire “ai” o “bai”. Già dopo una manciata di minuti si rompeva Balla coi lupi, giocatore di cui anche mia nonna conosceva la fragilità e ci si ritrovava a spostare a braccetto sinistra Haps in una riedizione del mese di gennaio da incubo di due anni fa che chiunque con un briciolo di sale in zucca avrebbe fatto di tutto per non rivivere mai più, specialmente avendo una sessantina di milioni da spendere sul mercato. E così, mentre si lottava strenuamente quanto vanamente per non rendere troppo famigliare alla giovane figliola caratteristici giochi di parole comprendenti Dio e gli animali, in uno svarione impensabile in serie A Raimondo veniva lasciato incredibilmente solo - con il solo Halhal in marcatura - libero di colpire di testa e mandare ogni buon proposito educativo a fa***lo. Era l’inizio di una serie di orrori che fa male rivivere col pensiero e con la scrittura, pertanto basti sapere a voi gentili lettori che vi siete evitati questa sofferenza che al minuto 39 si prendeva un raddoppio ancora peggiore, con Raimondo che cantando “liberi liberi siamo noi” insaccava da due passi solo come un numero primo in mezzo all’area piccola. Arrivava l’intervallo e si iniziava a immaginare dei piani B per i weekend, cambiando ca***e sul gran premio che però metteva subito in mostra un Antonelli che azzeccava tutte le mosse e balzava in testa e il nervoso per la campagna acquisti dell’omonimo ci faceva immediatamente optare per il cambio ca***e. Si pensava ai boy scout, troppo religiosi, al bere birra in modo compulsivo, cosa già ampiamente in uso, ad un corso di merletto a Burano che però si svolgeva solo infrasettimana. Niente da fare, si rimaneva sull’Unione che rientrava in campo con il rapper Tony Effe e Yeboah a supporto di Adams, il quale continuava a far tremendamente ca**re come quando colpiva di testa con la fiacchezza di un frequentatore del sottopasso della stazione di Mestre prima di ve**re abbattuto da un pugno dal portiere, ritenuto regolare dal solito demente in giacchetta di giornata. Incredibilmente però il Frosinone spariva dal campo e l’Unione cresceva, anche se non si sa bene in cosa, riuscendo a riaprirla con Yeboah, autore di una bella parabola da buon Samaritano che non lasciava scampo al portiere di casa. A quel punto agli uomini di Alvini veniva il classico braccetto del tennista, comunque migliore dei nostri braccetti, fintanto che l’Unione ormai padrona del campo e del proprio destino arrivava al pareggio con il sublime Sagrado, facendo nuovamente nominare in modo ingiurioso l’onnipotente davanti alla sbigottita prole, dando così un prezioso insegnamento circa le mille sfumature che una invocazione celeste può avere nella nostra cultura locale. Eppure, nel momento di maggior gaudio, di totale controllo, di ottimismo malcelato come il Califfo Ali, l’inculata era lì dietro l’angolo. E a materializzare questo bel palo nelle chiappe proprio nella terra delle chiappe, non poteva che esserci l’ennesimo rimpallo iellato di Halhal, comunque arrivato sulla palla più mollo di Malesani, che permetteva a Kvernadze di chiudere il match al termine di una partita f***e e maledettamente bastarda. Amici dei mici e mangiatrici di mici alla vicentina. Il tempo delle chiacchere sta a zero e pure noi siamo un po’ stufi di smorzare le polemiche, scongiurare il 2 novembre ed essere propositivi come il gioco propositivo e perdente del Difra prima di diventare tarmico e vincente altrove. Ne abbiamo un po’ le p***e piene. Ci è stato detto che quest’anno le cose sarebbero state finalmente diverse, sono stati spesi bei soldi e ci è stata proposta una bella doccia di ottimismo. Sarà ancora presto ma si sono p***e due gare sanguinose e da non perdere contro due dirette concorrenti. Ad oggi, sono stati fatti degli errori enormi, che più volte e da più parti erano stati evidenziati a corso d’opera. Ognuno si prenda le sue responsabilità, noi che tifiamo continueremo a tifare ma ora è necessario dare risposte, risposte a base di punti.
NOI VOGLIAMO GENTE CHE LOTTA

IL PAGELLONE

STANKOVIC: è dura vivere una vita di raccolta di peri maturi senza soluzione di continuità, ma d'altronde è solo grazie alle sue smanacciate se il passivo dopo tre giornate è solo di sette gol. POTREBBE ANDARE PEGGIO voto 6,5

SCHINGTIENNE: tendenzialmente se devi citare un difensore che ti ha fatto saltare due o tre arterie non diresti lui, ma comunque se c'è da danzare partecipa con trasporto. BALLERINA VOLANTE voto 5,5

BELLA-KOTCHAP: il perno di un reparto che assomiglia sempre meno a una difesa e sempre più a una crisi esistenziale si rompe con prontezza prima di poter partecipare alla debacle. IO NON SONO QUI voto sv - SAGRADO: trattenuto in laguna da forze che l'uomo non dovrebbe mai interrogare né tentar di interferire con esse, si fa ingolosire dal gol di Udine e segna pure il gol del momentaneo pari e più in generale dà l'idea di essere uno che più o meno sa quello che sta facendo, cosa che non si può dire di tutti. CAVALLO GOLOSO voto 6,5

HALHAL: magistrale il pliè con cui si defila lasciando a Kverno Kvernadze la palla della vittoria e nei nostri cuori un paese straziato dalle bestemmie. RADOUANE D'ORO voto 4

HAPS: quando la vita sembra non poterti più sorprendere ecco che grazie ad una concatenazione di infortuni, epidemie e invasioni di cavallette pagate milioni di euro te lo ritrovi braccetto sinistro e tutto sommato forse sarebbe meglio metterci sempre lui. Il che è tutto dire. DOVE LO METTI STA voto 6 - MORENO: baila che è un piacere come cantava Zucchero nei meravigliosi anni zero. SOTTO QUESTA LUNA PIENA voto 6

BUSIO: scende in campo pensando probabilmente alla bella sotto braccio che parla d'amore, facendosi sverniciare alla grande dagli avversari in occasione dei gol; si ripiglia parzialmente nella ripresa fornendo anche un assist a Yeboah e un'amara iniezione di false speranze in tutti noi. BASSE ASPETTATIVE voto 5,5

K**E PEREZ: si accende un paio di volte nel corso dell'intera partita, dedicando il resto del tempo al ricamo, alla meditazione e a una dose di sportellate e lamentele piuttosto ragguardevole. JERRY POLEMICA voto 5,5

SOHM: intestardirsi a schierarlo titolare in questo momento di forma è come insistere a tentare di convincere una mantide a rinunciare alla sua fede. NUNZIO LELLA MON AMOUR voto 4,5 - TONI FERNANDEZ: gettato nella mischia con l'idea tattica di affidarsi al sempre attuale mah vediamo cosa succede; poteva andare meglio, poteva andare peggio, nella sostanza non succede niente. OMEOPATICO voto 6

HAINAUT: riesce ad essere gagliardo quanto basta in una partita in cui di gagliardo non c'è proprio niente, a parte l'avversario; mette a referto l'assist per il figlio del vento. ROBERTO GAGLIARDINI voto 6

RRAHMANI: esordio dal primo minuto per l'uomo che otteneva passaporti, molto movimento poche idee e realizzazioni da dimenticare, nell'intervallo viene caldamente invitato a dedicarsi alla sericoltura. SUGAR DUDUDUDUDU HONEY HONEY HONEY voto 5 - YEBOAH: entra a dare un senso al reparto offensivo unionista che nonostante la pioggia di fischioni sciorinati al vento sembra francamente faticare a trovare una collocazione nel mondo. APRES MOI LE DELUGE voto 7

ADAMS: col Modena aveva mostrato di essere sculato, sarebbe bello poter continuare ad elencare qualità mostrate nei match successivi ma la verità è che più si giuoca e più noi ci poniamo domande sulla vita. CHI SEI GOKU NON LO SAI voto 4,5 - LAUBERBACH: il lampione di Erfurt entra per dare a tutti l'impressione di essere un attaccante riuscendo nell'intento solo parzialmente, quindi comunque meglio del compagno. ANDAVO CARPONI COGLIENDO LAMPIONI voto 5,5

STROPPA: su cinque partite ufficiali disputate finora, oggi arriva la quarta sconfitta, la seconda con una diretta concorrente, undici gol subiti, zero punti in classifica, una difesa che non riesce a fare cinque minuti senza inzaccherarsi nei propri liquami organici e un gioco che in generale sembra funzionicchiare solo a brevi sprazzi; oggi per la prima volta però, almeno per metà partita, è mancato tutto, ma proprio tutto, compresa la formazione iniziale da urla di dolore. È indispensabile cambiare marcia subito perché è inizio settembre e siamo già nella m***a fino al collo. SWIMMING POO voto 5

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