18/05/2026
Con le competizioni AINBB di ieri voglio condividere la mia visione del mondo del bodybuilding.
Per me la competizione va affrontata come una tappa di un percorso di costruzione di sé stessi, non solo del proprio corpo, ma anche della propria mente, autostima, disciplina, costanza e impegno. Tutto questo si traduce poi nella costruzione del corpo, come conseguenza del processo, non come fine.
Avere uno stile di vita e delle abitudini che hanno come unico obiettivo quello di portarti sul palco per vincere, in un contesto in cui la vittoria è anche soggetta a giudizi e non puramente oggettiva, non fa per me. Per questo mi è capitato di rifiutare di seguire persone che volevano esclusivamente gareggiare, senza vivere davvero il processo.
Seguo Chiara da anni e, durante questo tempo, ho visto in lei costanza, impegno, attenzione e precisione in tutto quello che faceva nei nostri programmi. In anni in cui è passata dall’essere studentessa all’entrare nel mondo del lavoro, tra periodi vissuti all’estero, dove molti avrebbero accantonato dieta e allenamento, a volte anche giustamente, perché le priorità nella vita cambiano, lei ha sempre continuato a lavorare su sé stessa.
Siamo arrivati al punto in cui anche fisicamente stava migliorando così tanto che un giorno le dissi: “Ma hai mai pensato di gareggiare nel bodybuilding?”
E da lì abbiamo preso questa direzione come tappa, come sfida personale, come modo per mettersi alla prova nel raggiungere quella condizione e nel vedere fino a dove il suo corpo potesse arrivare.
Poi può anche nascere la passione e la voglia di continuare, ma se non ti piace visceralmente allenarti in palestra e, senza una dieta scritta, mangeresti cornetto a colazione, carbonara a pranzo e pizza a cena tutti i giorni, allora probabilmente non abbiamo la stessa visione del bodybuilding.
Non è il viaggio o la destinazione, è chi diventi durante il percorso che ti porta all’obiettivo.
15/12/2025