PER IL CENTENARIO DELLA FIORENTINA ERA TUTTO PRONTO.
100 ANNI DA FESTEGGIARE.
MA LA FESTA L’HA FATTA IL FROSINONE.
3-0 e tutti a casa!
Silvio Crisari
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IL PRIMO CONTROLLO NON SERVE A FERMARE LA PALLA.
Serve a giocare.
Guardate Munirz: la palla arriva e il suo primo tocco non “sistema” semplicemente il pallone.
Lo porta già nella direzione della porta.
Il corpo si orienta.
La palla va nello spazio utile.
La giocata successiva è già dentro quel primo controllo.
In un solo gesto ci sono percezione, tecnica, orientamento e decisione.
Ecco perché dobbiamo avere il coraggio di rinnovare il modo in cui insegniamo calcio ai bambini., non basta più insegnare a controllare la palla ma dobbiamo insegnare a controllarla PER FARE QUALCOSA.
Ricevere per giocare.
Controllare per superare.
Orientarsi per attaccare.
Il primo controllo non è la fine di un gesto tecnico.
È l’inizio della giocata.
Avrei voluto salutare in un altro modo. parole di Leao
IL SUO ULTIMO GIORNO AL MILAN NON È STATO COME LO AVEVA IMMAGINATO.
Sette anni. Gol. Giocate. Momenti indimenticabili.
Poi, improvvisamente, tutto cambia.
Perché nel calcio non devi essere bravo soltanto con il pallone.
Devi imparare a gestire contratti, stampa, pressione, aspettative, emozioni.
E non è facile.
Soprattutto quando sei ancora giovane e tutto quello che fai viene osservato, giudicato e amplificato.
A volte una carriera cambia in poche ore.
E una città che sembrava casa…
diventa un addio. Leão oggi riparte e la lezione più importante non riguarda il calcio ma quanto sia difficile, anche per un campione, imparare a gestire tutto ciò che succede FUORI DAL CAMPO.
SAPEVATE CHE BERARDI È STATO SCOPERTO GIOCANDO A CALCIO A 5?
Nel 2009, praticamente sconosciuto, giocava a calcio a 5 con il fratello a Modena.
Un osservatore del Sassuolo lo vide.
Tre giorni dopo era a fare un provino.
Oggi, dopo essere entrato dalla panchina, è tornato così.
E mentre alcuni continuano a chiamarlo semplicemente “calcetto”…
ALTRI, GIOCANDOLO, HANNO IMPARATO A DIVENTARE CALCIATORI.
QUANDO VEDI IL SORTEGGIO DEL TUO MANCHESTER UNITED…
E CAPISCI CHE QUEST’ANNO NON SI SCHERZA.
Sir Jim Ratcliffe ha appena scoperto il calendario della sua squadra.
La sua faccia dice già tutto.
IL SORTEGGIO È STATO PIÙ DIFFICILE DEL PREVISTO.
LA SUA FACCIA DICE TUTTO.
Secondo voi, il Manchester United passa questo girone?
SÌ O NO?
SE NON PERDE LA TESTA, IL PROSSIMO SARÀ LUI…
Ci sono talenti che riconosci immediatamente.
Non hanno bisogno di presentazioni.
Li guardi giocare e capisci che c’è qualcosa di diverso.
Lamine Yamal è uno di questi.
Ma il talento, da solo, non basta.
La storia dello sport è piena di ragazzi fenomenali che, a un certo punto, si sono persi.
Perché diventare un campione non significa soltanto avere un talento fuori dal comune.
Significa sopportare la pressione.
Accettare gli errori.
Superare le critiche.
Cadere e continuare.
Ricominciare quando tutti ti chiedono di essere perfetto.
È questa la differenza tra un talento e un campione.
Ronaldo.
Messi.
E tutti quelli che hanno scritto la storia.
Non sono arrivati in cima soltanto perché avevano qualcosa che gli altri non avevano.
Ci sono arrivati perché, quando il talento non bastava più, hanno aggiunto lavoro, mentalità, disciplina e una capacità quasi spaventosa di rialzarsi.
Il talento può farti notare ma sono l’ossessione e la resilienza che ti fanno diventare immortale.
Yamal ha già dimostrato di avere qualcosa di speciale.
Ora deve dimostrare la cosa più difficile:
RESTANTE SPECIALE ANCHE QUANDO TUTTO IL MONDO COMINCERÀ A PRETENDERE CHE TU LO SIA.
Cosa ha fatto il portiere di speciale per prendere le contromisure in modo cosi rapido ed efficace?
Jardel si presenta sul dischetto.
Nessuna rincorsa.
Nessun passo indietro.
Rimane praticamente IMMOBILE con il piede sollevato, senza dare riferimenti
FERMO.
Per alcuni secondi sembra quasi che il tempo si sia bloccato.
Il portiere non sa cosa aspettarsi.
Jardel lo guarda.
Aspetta ancora.
E poi calcia.
GOL.
Una delle esecuzioni dal dischetto più assurde mai viste.
E non era improvvisazione, ma proprio la sua tecnica perche’ in quella stessa partita, Jardel ebbe un secondo rigore nel recupero e decise di ripetere esattamente lo stesso movimento.
Ancora fermo.
Ancora il piede sospeso.
Ancora l’attesa.
Solo che questa volta il portiere aveva delle informazioni in piu’
E PARA.
Di sicuro Jardel ha trasformato un rigore in una vera e propria sfida psicologica.
Ci sono gesti che provi mille volte.
E poi ci sono quelli che, nella vita, ti riescono una sola volta.
Novantesimo minuto. Risultato di parità.
La palla arriva e lui si inventa una rovesciata semplicemente f***e.
Gol.
Il gol della vittoria. Il gol più importante.
E subito dopo si gira, guarda quello che ha appena fatto e sembra quasi dirsi:
“Ma davvero l’ho fatto io?”
È questo il calcio.
Perché puoi allenarti per anni, puoi prepararti, puoi sognare quel momento...
Ma certe magie non le puoi programmare.
Succedono.
E quando succedono nel momento più importante, nella partita che conta, possono diventare il ricordo di una vita.
Forse è proprio questo che rende il calcio così speciale.
Un gesto di pochi secondi può raccontare una carriera intera. ⚽️
Chi la vince per voi? Io scelgo Mourinho che giocherà anche l’eventuale finale in casa!
La Champions League sta per cominciare!
L’Inter tra le 8 squadre ha pescato Real Madrid e Liverpool.
La Roma Real Madrid, PSG e Manchester United.
Il Napoli Manchester City e Arsenal.
E l Como.alla sua prima Champions League della storia PSG, Manchester United e Barcellona.
Come sapete non ci sono più i gironi, ma 36 squadre in un’unica classifica.
Ogni squadra giocherà 8 partite contro 8 avversari diversi.
Le prime 8 vanno direttamente agli ottavi.
Dal 9° al 24° posto, invece, bisogna giocarsi tutto nei playoff.
Dal 25° al 36° posto, vanno a casa!
E questo cambia completamente il significato di ogni partita.
Perché adesso non basta qualificarsi.
Devi cercare di arrivare il più in alto possibile.
E ogni punto può diventare decisivo.
Questa è una delle immagini più belle che il calcio ci ha regalato quest’anno.
Marquinhos ha appena vinto la Champions League.
Il PSG ha appena conquistato il trofeo più importante del calcio europeo.
I suoi compagni stanno festeggiando.
Ma lui fa una cosa diversa.
Si gira e va verso Gabriel Magalhães.
Gabriel ha appena sbagliato il rigore decisivo.
È distrutto.
E Marquinhos, invece di festeggiare, lo abbraccia.
Perché Gabriel non è più un avversario.
È un compagno di nazionale.
È un collega.
È una persona.
E oggi la UEFA ha deciso di premiare proprio quel momento.
Marquinhos è il primo vincitore del Respect: Beyond the Game Award.
Un premio creato per celebrare quei gesti in cui l’umanità viene prima della competizione.
Certo vincere una Champions League è straordinario.
Ma capire quando è il momento di festeggiare...
e quando è il momento di fermarsi e aiutare qualcuno...
questo è essere campioni.
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