30/08/2026
IL NEWGANEO: lo avevamo lasciato qualche mese fa brutto, ma migliorato. Lo ritroviamo sempre brutto, ma con uno stato di lifting a livello Valeria Marini: insomma, si cerca di tacconare quel che si può. Ecco quindi nell'ordine:
- Nuovi riflettori che rendono l'erba verde fluo Chernobyl,
- campo allagato effetto risaia,
- Skyboxes con vetrine tipo Amsterdam,
- nuove poltroncine in pelle di Panzaggiato,
- tribune stampa nella stratosferta rubate furtivamente alla Nasa,
- Dj rapito al Sand di Sottomarina con musica finalmente coinvolgente che ha fatto scatenare più di qualcuno nel dancefloor.. ecco, mancherebbe giusto una luce strobo.. stropo.. topos.. insomma.. ergonomica,
- maxischermo 400 pollici acquistato su Subito.it da tale dieguitoblu59 che, diciamola tutta, non è proprio comodissimo per chi siede in est, a meno che uno non soffra di strabismo di Venere acuto.
MAX PEZZALI: rimasto chiuso nel cesso della ovest al termine del suo concerto qualche mese fa, viene liberato giusto per far partire un malinconico "nessun rimpianto, nessun rimorso". Che forse, a ripensarci bene, qualche rimpianto ce lo abbiamo eccome…
SORRENTINO: meno impegnato rispetto a Pisa, compie un paio di interventi provvidenziali giusto per aver qualcosa da scrivere sulla pagella e qualche buon rilancio. Nulla può sulla mitragliata di Sarr, che avrebbe abbattuto anche Petagna.
COCCHI & LOVATO: Precisi e cattivi fanno sempre buona guardia, se non fosse che, nella ripresa, il primo inciampando in una pozza d'acqua frana su Compagnon causando il rigore. Lovato invece, anticipa la vendemmia e pota le vigne veronesi a mani n**e.
PASTINA: vince il giallo dopo pochissimi minuti ma ciò non lo condiziona anche se, all'inizio della partita, va in crisi grammaticale trovandosi di fianco Lovato che gli sciolina imprecazioni in veneto stretto con carichi da briscola. Ogni tanto scappa e si va a prendere nuove zone di campo, poi ci regala anche una rovesciata verso il nulla con coefficiente di difficoltà 5.0.
DELLAVALLE: ci è piaciuto, preciso e cattivo, ci delizia anche con rilanci precisi, velocizzazioni e bastonate.
CARISSONI: macina come un Landini turbo con l'assetto ribassato, anche se gli manca ancora qualche marcia, una calibrazione dell'assetto e una lucidata alle candele, ma non è ancora il suo compleanno.
FUSI: quando parte a rimorchio a testa bassa sembra la Transiberiana. Fa sempre il suo solito: recupera palloni, ringhia le caviglie degli avversari e prende cartellini. Chissà se quando ha rimorchiato sua morosa, poi diventata moglie le ha chiesto: "vuoi ve**re su da me a vedere la mia collezione di gialli?".
POMPETTI: nel primo tempo si mangia una palla clamorosissima. In occasione del vantaggio inizialmente gli danno il gol, poi danno l'autogol e poi glielo danno a Carissoni, illudendolo come quando prometti a tuo figlio di andare da Mc Donald's e poi lo porti al ristorante vegano. Brutti cattivi.
ZUELLI: Comincia a diventare sempre più il padrone di centrocampo, tanto che fra poco ne rivendicherà il possesso, sempre che non lo faccia prima Trump. Prova il gol del millennio da centrocampo, ma sarebbe stato troppo anche per i nostri bulbi oculari.
CAPRARI: fa più cose in 45' che in tutta la scorsa stagione. Si propone, prova inserimenti, si inventa dribbling, crossa e salta uomini come una cavalletta.
MORO: contro il biondo. Quando si scontrano è sempre un bel meches.
(LASAGNA): viene scongelato e gettato nella mischia per cercare il guizzo, ma contro la sua ex pare spaesato e in confusione.
(BORTOLUSSI): entra per prendersi un po' di sportellate, ma qualche roncolata la tira anche lui.
(CAPELLI): Calabro, lucidandosi la pelata, lo guarda con invidia.
(DIMARIANO): il mister in conferenza stampa dice che lo vede bene. Beato lui, si vede che usa le lenti progressive. In occasione del suo liscio, che porta alla traversa veronese, qualche dio-ttria la fa cadere anche a noi.
CALABRO: nervoso come una bissa, passa la partita a ingrifarsi con chiunque. Di fronte però si trova un arbitro suscettibile in pieno ciclo e viene minacciato più volte di ve**re cacciato negli spogliatoi. Viene placcato più volte dal povero team manager che, magrolino com'è, rischia di fare la fine di una zanzara sul muro. Eroico.
EDMUNDSSON : Le Isole Faroe sono un affascinante arcipelago vulcanico di 18 isole situato nel Nord dell'Oceano Atlantico. Dal punto di vista politico sono una nazione autonoma che fa parte del Regno di Danimarca, ma possiedono una propria lingua (il faroense), una propria bandiera e un proprio governo indipendente. E un difensore goleador.
LE SAVATTE: ripetiamo fino allo sfinimento: le savatte -infradito o da piscina, con o senza calzino di spugna- solo se siete un gladiatore dell'antica Roma. O se siete vicentini. Almeno fatevi la pedicure.
LA CURVA OSPITI: nel progetto di abbellimento dell'Euganeo non viene proprio considerata, venendo relegata nel buio più totale, risultando ancora più lontana e isolata dal resto del mondo. Una cosa positiva però ce l'ha: uno spirito quasi romantico da "camporella": samo sicuri che ieri sera sia scappato più di qualche limone galeotto.. Però che è stato bello vederla finalmente piena di tifosi ospiti, come dovrebbe essere tutte le domeniche!!