Biancoscoppiati - Tifo Padova

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Nati a Padova,Padova nella testa e biancoscudo nel ❤️
Con orgoglio IO #TifoPadova Siamo nati a Padova. Tifiamo Padova.

Ne tramandiamo storia, arte, cultura, tradizione. Amiamo il Calcio Padova, un club che ci regala gioie (poche) e delusioni (tante). Che importa, ne siamo orgogliosi. Amiamo il Biancoscudo, quel simbolo che ci è stato cucito sul cuore senza che lo chiedessimo, un bel giorno, sugli spalti di uno stadio. Siamo tifosi, orgogliosi, testardi e un po’ lunatici. Ci innamoriamo, cerchiamo di riderci su, ci

09/09/2026

SONO 15,

Restii alle autocelebrazioni potevamo anche sorvolare se non fosse stato per il nostro comitato di redazione (sempre noi) che ci ha imposto, stavolta, di non ignorare una ricorrenza che ci plana con la leggiadría di una scivolata di Pastina sul malleolo:
15 anni di Biancoscoppiati 😎

Traguardo per alcuni, condanna imperitura per altri, va a capire - ma anca no - ad ogni modo una roba mica da buttare se ricordiamo, in quel 2011, quali fossero gli auspici (assenti), i programmi (zero) e gli obiettivi (nulli), semplicemente mettendo in condivisione, a modo nostro, una passione, quella biancoscudata, che ci unisce da una vita, ci coinvolge ogni settimana, ci fa gioire e - immancabilmente - soffrire.

Non sono mancate polemiche, tentativi di imitazione, rotture di p***e, vertenze sindacali, una quasi-querela ma siamo sopravvissuti a Penocchio, Panzaggiato, il suo entourage e, per il resto, l'abbiamo svangata con stile, divertendoci anche un bel po'. Con buona pace della mamma del portiere, che salutiamo sempre caramente.

Ad ogni modo la soddisfazione più grande - per un attimo siamo seri - non sta tanto nei numeri, nei like, quanto nell'aver creato legami, conosciuto gente, messo in piedi una rete di relazioni che di fatto è una grande famiglia, con l'aggiunta pure di tanti tifosi avversari (di questo non abbiamo mai capito se poter vantarci o meno, a dire il vero). Un pizzico di orgoglio c'è, lo ammettiamo.

FORZA BIANCOSCUDO ⚪🔴

*Sempre disponibili a ospitate tv-radio, interviste, accrediti, pass-influencer, benefit tramezzini, firmacopie, selfie, testimonial spot, eventi vari
inaugurazioni battesimi cresime funerali

07/09/2026

PREMESSA: mica è facile riuscire a commentare la partita di ieri: i fumi ci escono ancora dalle orecchie, il Gaviscon ha fatto poco effetto e il fatto che sia lunedì aiuta ancora meno. Però teniamo vivo del sano ottimismo principalmente per due motivi: 1: siamo sicuri che questo sia un semplice scivolone di inizio campionato dettato dall’inesperienza-concentrazione di episodi negativi-Saturno contro-umidità eccessiva-meteo avverso-sfiga. 2: abbiamo giocato contro una delle squadre più quotate per la risalita, soprattutto dopo la cacciata del Maestro (aspettare e cacciarlo oggi magari no eh?).
Quindi: pochi disfattismi, che di lavoro ce n'è da fare ancora tanto, e non solo all'Euganeo e il campionato è lungo come la coda dell'orso.
E poi... Vorrete mica avere una squadra che vince sempre, perfetta, cinica e spietata che vince sempre...sapete che noia!!!

LA PARTITA: la si può riassumere con una semplice ma epica scena cinematografica : Terence Cremonhill, alias “Trinità”, con divisa grigiorossa, tacchetti al posto degli speroni e fondina (che fa rima con Licina) al Saloon, sciallo e rilassato, faccia a faccia con il Padova. Pim pum pam.. “non c’hai capito niente eh?” e giù il primo gol. “Te lo rifaccio se vuoi..”. Pim pum pam e giù il secondo, col Padova pietrificato. Dalla panchina Calabro, in versione Bud Spencer, sprona i suoi.. “e bastaaaaa”.. e giù il terzo. Almeno fosse finita con una bella scazzottata come nel film ci saremo un po' divertiti, ma siamo stati talmente evanescenti e buoni che perfino i nostri collezionisti di cartellini Giunti/Fusi ne sono usciti immacolati (uno proprio manco è entrato).
LA DIFESA: soffre più di un vegano alla sagra del Lardo: si vede spuntare cremonesi dappertutto come funghi nel sottobosco dopo 2 mesi di pioggia e va a rischio esplosione mentale. I terzini, impallati come non mai (ma ndo l’avete fatta la preparazione atletica, in Vietnam?) non riescono ad ingranare manco la terza e si vedono sverniciare a destra e a sinistra come in un qualsivoglia GP della Ferrari. In mezzo Lovato è circondato come un turista a Venezia dai colombi, Pastina (che è dimagrito troppo e sembra far meno paura) ogni tanto si avventura verso altri lidi più avanzati (boh non andranno d’accordo), DellaValle.. di lacrime. Cochi in settimana ha scroccato la cena al mister, ma devono essere finiti a mangiare alla sagra della peperonata acida perché pare appesantito e poco reattivo, Carissoni vittima di visioni mistiche non sembra mai entrato in partita.
CENTROCAMPO: Fusi fuso, Pompetti spompà, Zuelli zò.
ATTACCO: l'attacco fa reparto a sé.. nel senso che di palloni ne arrivano pochi, e confusi. Caprari cerca di inventare qualcosa, probabilmente confusione, Moro incassa più di una slot machine e spesso gioca sp***e alla porta. I subentrati sembrano dare un po’ più di vitalità ma, per coerenza con l’andazzo complessivo del match, si spengono subito.

CALABRO: in conferenza prepartita sviolina (giusto perché contro la Cremonese) una serie di perle di freudiana fattezza che a qualche giornalista, abituato alle precedenti di Breda, parte l’embolo, e pure a noi. Forse parte anche alla squadra perché dopo 4 minuti ha già 2 pere sul groppone. In panchina, dopo il secondo gol, ha già i fumi che gli escono dalle orecchie, e non sono quelli delle si*****te. Si agita e urla come un forsennato, poi se ne va in spogliatoio con l’aria di un pronto a far rissa anche con se stesso allo specchio.
BONAZZOLI: è sempre bello vederlo dare il massimo per la maglia biancoscudata, quando se la trova contro soprattutto.
LO STADIO ZINI : circondato da baretti dove i tifosi si riuniscono a inizio/fine partita, rispetto alla nostra ultima apparizione ci riappare ringiovanito dal chirurgo delle star e infiocchettato a lucido: piccolino ma funzionale, tribune adiacenti al campo, musica piacevole e livello audio sopportabile (almeno qua non veniamo bacchettati se lo scriviamo), maxischermo visibile a tutti, cessi puliti con colori coordinati sociali, steward gentili e divieto di fumo. Uscita dal parcheggio (stile Euganeo, ma più alla cazzara) veloce e senza bestemmie, nonostante la posizione centrale e mille semafori.. in 10 minuti eravamo già con le orecchie rasenti terra tipo bassotto in direzione autostrada.
IL TORRAZZO DI CREMONA: è il campanile più alto d'Europa, 100 e più metri e oltre 500 scalini. Ce lo siamo fatto tutto, come fioretto propiziatorio ("se arriviamo su un punto almeno lo si porta a casa"), alle 4 di pomeriggio sotto un'afa padana, robe che in cima stavamo per chiamare l'elisoccorso. La vista sopra è pazzesca, però diciamo che la prossima volta come fioretto pre-partita ci troviamo qualcosa di meno impegnativo da fare, tipo la scalinata di qualche chiesa ... c'abbiamo una certa e non abbiamo fatto la preparazione atletica a Pejo (là ghemo soeo magnà).

06/09/2026

Un po' di ottimismo! Se le partite durassero 40 secondi gavarissimo pareggià

AVANTI BIANCOSCUDO ⚪🔴

06/09/2026
06/09/2026

Dai tosi daiiiiii!!!! 🤍♥️🤍♥️

Photos from Biancoscoppiati - Tifo Padova's post 06/09/2026

I PRECEDENTI (NON PENALI): CREMONESE IN TRASFERTA

𝐀𝐡, 𝐂𝐫𝐞𝐦𝐨𝐧𝐚! Patria di violini, torroni, meringhe... e di incazzature storiche per il Padova.

Ero alle elementari quando un genio di compagno di classe mi disse che "Cremona" era solo l'abbreviazione di ”𝘊𝘳𝘦𝘱𝘢, 𝘮𝘰𝘯𝘢!”. Lì per lì mi pareva una sciocchezza, ma a riguardare il bilancio del Padova allo stadio Zini (colorato di grigio e rosso)… beh, il sospetto che quel compagno avesse ragione si fa decisamente strada.

A dire il vero lo Zini evoca ricordi dolcissimi, sì, ma solo se parliamo di quel caldissimo mercoledì di giugno '94 con la marea biancoscudata in campo neutro contro il Cesena dell’amatissimo Bruno Bolchi. Per il resto, contro i grigiorossi fuori casa è stata quasi sempre una tragedia greca. Specialmente tra gli anni ’80 e ’90 in Serie B.

La primissima volta fu nella Serie A 𝟏𝟗𝟐𝟗/𝟑𝟎: un 1-1 di cui ormai si ricordano solo le tarme negli almanacchi. Poi anni di B, un salto negli inferi della C nei '70, e infine l'epoca d’oro. Dal 1983 in poi? Qualche pareggetto da fame e una vagonata di batoste.

𝐆𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟏𝟗𝟗𝟏 (𝐋𝐚 𝐆𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐈𝐥𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞) - 6.000 padovani scatenati allo Zini. Galderisi sbaglia un rigore (parato da Rampulla), Zanoncelli fa una frittata e regala il gol alla Cremo, poi Robertone Putelli spara una bomba su punizione che fa stappare la curva. Mezz'ora di assedio finale in 11 contro 10 ma niente: finisce 1-1. Quel punto perso in uno scontro al vertice, a conti fatti, ci costerà la A.

𝟏𝟗𝟗𝟓: 𝐔𝐧 𝐏𝐚𝐝𝐨𝐯𝐚 "𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐚𝐬𝐚... 𝐞 𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚” – Nel senso che i biancoscudati in trasferta erano sempre fragilini, ed Enrico Chiesa ce ne piantò uno dei suoi (tanto per cambiare), affondandoci insieme a Milanese e Florijančič. 3-0, e sogni di salvezza anticipata rimandati.

𝐍𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐀 – Gol-lampo di John Aloisi dopo 28 secondi. Un australiano paracadutato a Cremona che decise di fare il fenomeno solo contro di noi, esultare come una star di Hollywood e poi sparire nel nulla per sempre. Finale: 2-1 per loro.

𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐂𝟐 (𝟐𝟎𝟎𝟎/𝟎𝟏) - Sconfitta persino contro la Cremo allenata dal grande Nanu Galderisi. Il danno e la beffa, ma alla fine fummo noi a festeggiare il ritorno in C1.

𝐂’è 𝐦𝐚𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐢𝐚? Incredibilmente sì, per lo più in Serie C e in tempi più recenti! Il 2-0 firmato Sinigaglia-Turchi nel 2006 e l'incornata di Varricchio nel sabato di Pasqua 2009 (partita che doveva sancire il fallimento e invece lanciò la cavalcata trionfale verso la B).

𝐋'𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟖/𝟏𝟗. 𝐎𝐫𝐚 𝐜𝐢 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐢𝐚𝐦𝐨: 𝐥𝐨𝐫𝐨 "𝐠𝐢𝐠𝐚𝐧𝐭𝐢" 𝐫𝐞𝐝𝐮𝐜𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐀, 𝐧𝐨𝐢 𝐚𝐟𝐟𝐚𝐦𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐥𝐜𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚, 𝐮𝐧 𝐩𝐨' 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐞 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐁𝐢𝐚𝐧𝐜𝐨𝐬𝐜𝐮𝐝𝐚𝐭𝐢!

Forsa tosi, demoghe dentro! 🎻🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿❤️

04/09/2026

A PROPOSITO DI CREMONA...

In questo periodo di rinnovato entusiasmo e vanto biancoscudato (ben vengano, per ca**tà!) sarebbe stato troppo facile proporre un "Cremona invasion" a caso, ci viene più facile questo: 20 anni esatti fa, fine settembre, un Padova già scricchiolante in classifica nonostante i soldi spesi e i proclami Cestaro style, una panchina di Pellegrino già traballante, un clima di latente contestazione pronto già ad esplodere in caso di sconfitta, tutto come el soito insomma...
E invece fu vittoria, e che partita! 😎

Pochi centinaia in curva ospiti, nessun influencer, sole, birre, voglia di tifare e sparare monade... A essere tifosi per questo meraviglioso biancoscudo basta così poco ❤️⚪🔴

TU C'ERI?

(video dal nostro canale YouTube, se ti va visitalo e iscriviti 😉)

30/08/2026

IL NEWGANEO: lo avevamo lasciato qualche mese fa brutto, ma migliorato. Lo ritroviamo sempre brutto, ma con uno stato di lifting a livello Valeria Marini: insomma, si cerca di tacconare quel che si può. Ecco quindi nell'ordine:
- Nuovi riflettori che rendono l'erba verde fluo Chernobyl,
- campo allagato effetto risaia,
- Skyboxes con vetrine tipo Amsterdam,
- nuove poltroncine in pelle di Panzaggiato,
- tribune stampa nella stratosferta rubate furtivamente alla Nasa,
- Dj rapito al Sand di Sottomarina con musica finalmente coinvolgente che ha fatto scatenare più di qualcuno nel dancefloor.. ecco, mancherebbe giusto una luce strobo.. stropo.. topos.. insomma.. ergonomica,
- maxischermo 400 pollici acquistato su Subito.it da tale dieguitoblu59 che, diciamola tutta, non è proprio comodissimo per chi siede in est, a meno che uno non soffra di strabismo di Venere acuto.
MAX PEZZALI: rimasto chiuso nel cesso della ovest al termine del suo concerto qualche mese fa, viene liberato giusto per far partire un malinconico "nessun rimpianto, nessun rimorso". Che forse, a ripensarci bene, qualche rimpianto ce lo abbiamo eccome…
SORRENTINO: meno impegnato rispetto a Pisa, compie un paio di interventi provvidenziali giusto per aver qualcosa da scrivere sulla pagella e qualche buon rilancio. Nulla può sulla mitragliata di Sarr, che avrebbe abbattuto anche Petagna.
COCCHI & LOVATO: Precisi e cattivi fanno sempre buona guardia, se non fosse che, nella ripresa, il primo inciampando in una pozza d'acqua frana su Compagnon causando il rigore. Lovato invece, anticipa la vendemmia e pota le vigne veronesi a mani n**e.
PASTINA: vince il giallo dopo pochissimi minuti ma ciò non lo condiziona anche se, all'inizio della partita, va in crisi grammaticale trovandosi di fianco Lovato che gli sciolina imprecazioni in veneto stretto con carichi da briscola. Ogni tanto scappa e si va a prendere nuove zone di campo, poi ci regala anche una rovesciata verso il nulla con coefficiente di difficoltà 5.0.
DELLAVALLE: ci è piaciuto, preciso e cattivo, ci delizia anche con rilanci precisi, velocizzazioni e bastonate.
CARISSONI: macina come un Landini turbo con l'assetto ribassato, anche se gli manca ancora qualche marcia, una calibrazione dell'assetto e una lucidata alle candele, ma non è ancora il suo compleanno.
FUSI: quando parte a rimorchio a testa bassa sembra la Transiberiana. Fa sempre il suo solito: recupera palloni, ringhia le caviglie degli avversari e prende cartellini. Chissà se quando ha rimorchiato sua morosa, poi diventata moglie le ha chiesto: "vuoi ve**re su da me a vedere la mia collezione di gialli?".
POMPETTI: nel primo tempo si mangia una palla clamorosissima. In occasione del vantaggio inizialmente gli danno il gol, poi danno l'autogol e poi glielo danno a Carissoni, illudendolo come quando prometti a tuo figlio di andare da Mc Donald's e poi lo porti al ristorante vegano. Brutti cattivi.
ZUELLI: Comincia a diventare sempre più il padrone di centrocampo, tanto che fra poco ne rivendicherà il possesso, sempre che non lo faccia prima Trump. Prova il gol del millennio da centrocampo, ma sarebbe stato troppo anche per i nostri bulbi oculari.
CAPRARI: fa più cose in 45' che in tutta la scorsa stagione. Si propone, prova inserimenti, si inventa dribbling, crossa e salta uomini come una cavalletta.
MORO: contro il biondo. Quando si scontrano è sempre un bel meches.
(LASAGNA): viene scongelato e gettato nella mischia per cercare il guizzo, ma contro la sua ex pare spaesato e in confusione.
(BORTOLUSSI): entra per prendersi un po' di sportellate, ma qualche roncolata la tira anche lui.
(CAPELLI): Calabro, lucidandosi la pelata, lo guarda con invidia.
(DIMARIANO): il mister in conferenza stampa dice che lo vede bene. Beato lui, si vede che usa le lenti progressive. In occasione del suo liscio, che porta alla traversa veronese, qualche dio-ttria la fa cadere anche a noi.
CALABRO: nervoso come una bissa, passa la partita a ingrifarsi con chiunque. Di fronte però si trova un arbitro suscettibile in pieno ciclo e viene minacciato più volte di ve**re cacciato negli spogliatoi. Viene placcato più volte dal povero team manager che, magrolino com'è, rischia di fare la fine di una zanzara sul muro. Eroico.
EDMUNDSSON : Le Isole Faroe sono un affascinante arcipelago vulcanico di 18 isole situato nel Nord dell'Oceano Atlantico. Dal punto di vista politico sono una nazione autonoma che fa parte del Regno di Danimarca, ma possiedono una propria lingua (il faroense), una propria bandiera e un proprio governo indipendente. E un difensore goleador.
LE SAVATTE: ripetiamo fino allo sfinimento: le savatte -infradito o da piscina, con o senza calzino di spugna- solo se siete un gladiatore dell'antica Roma. O se siete vicentini. Almeno fatevi la pedicure.
LA CURVA OSPITI: nel progetto di abbellimento dell'Euganeo non viene proprio considerata, venendo relegata nel buio più totale, risultando ancora più lontana e isolata dal resto del mondo. Una cosa positiva però ce l'ha: uno spirito quasi romantico da "camporella": samo sicuri che ieri sera sia scappato più di qualche limone galeotto.. Però che è stato bello vederla finalmente piena di tifosi ospiti, come dovrebbe essere tutte le domeniche!!

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Viale Nereo Rocco 60
Padua
35136