07/09/2026
Torniamo dall’International Bike Festival con un approfondimento che uscirà domani sul nostro sito, bike-advisor.it, ma che, in minima parte, vi anticipiamo anche sui nostri social.
IBF si conferma, se non ne eravate convinti, l’evento fieristico principale, ormai, penso d’Europa. Avere una fiera all’aperto, con ingresso gratuito, dove è possibile fare e provare di tutto, è sinonimo di una macchina organizzativa che funziona.
Noi, nel nostro piccolo, siamo stati partner di questo evento, anche se in minima parte, con le gare di MTB.
Scrollando sui vari social peró, sembra che IBF sia ormai più un weekend dedicato alla produzione del contenuto video più bello che un’occasione per concentrarsi sul prodotto stesso. E forse il motivo è che, ormai, tolto il tentativo di lancio delle 32'' che — andranno, non andranno, non si sa — non si gode di tantissime novità.
O meglio, le novità ci sono, ma da qualche anno sembra essere più importante lo show che c’è attorno a uno stand piuttosto che i contenuti che ci sono dentro.
Tanti bei reel, influencer, pedalate VIP e DJ set. Dove le bici sembravano quasi un prodotto di secondo piano.
Chiaramente, non ovunque, ma in gran parte.
La realtà è che, anche parlando con qualche ex collega giornalista, c’è molta apparenza e poco approfondimento del prodotto in sé.
Anche perché, ormai, l’approfondimento lo cercano in pochi. O meglio, quella stretta nicchia di ciclisti DOC, non gli appassionati mossi più dalle mode del momento, dalla bici f**a e dal calzino abbinato alla divisa di marca.
Ormai è tutto uno scroll di contenuti da 15-20 secondi, che si disperdono nell’aria dopo pochi giorni.
C'è da chiedersi quindi, se il ciclismo stia diventando un settore nel quale l'esperienza attorno al prodotto conta ormai più del prodotto stesso...