PaolaSuardi yoga

PaolaSuardi yoga 🧘‍♀️Studio, pratico, condivido kriya yoga, 500 RYT, coach e counseling integrandoli per la vita moderna.
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Ci ho messo un po’ a capirlo, perché io sono una che tende a voler capire tutto.Perché sono agitata?Perché questa cosa m...
10/09/2026

Ci ho messo un po’ a capirlo, perché io sono una che tende a voler capire tutto.

Perché sono agitata?
Perché questa cosa mi ha dato così fastidio?
Perché oggi mi sento così?
Cosa significa?

E via. Altra riunione nella mia testa.

Il problema è che quando siamo molto attivate, stanche o tese, continuare ad analizzare quello che sentiamo non sempre ci dà più chiarezza. A volte aggiunge solo altro rumore.

Io allora faccio una cosa molto semplice: rimando l’analisi e torno al corpo.

Prova anche tu.

Alzati e muoviti per qualche minuto, anche senza fare niente di particolare.
Senti bene i piedi mentre cammini.
Lascia cadere un po’ le spalle.
Fai qualche espirazione lenta.
Guarda quello che hai intorno.

E soprattutto, per quei pochi minuti, non cercare di capire niente.

Poi torna a quello che stavi sentendo.

A volte la risposta è la stessa.
A volte è molto più chiara.
E qualche volta quella cosa che cinque minuti prima sembrava enorme ha già cambiato dimensione.

È una delle cose che sto imparando sempre di più anch’io: prima mi riporto nel corpo. Poi, se serve, cerco di capire.

Se oggi hai qualcosa che continua a girarti in testa, prova.
E poi torna qui e dimmi se è cambiato qualcosa.

Salvalo per una di quelle giornate in cui vorresti capire tutto. Subito.

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Seguimi per pratiche e riflessioni dedicate alle donne che desiderano attraversare il cambiamento con maggiore presenza.
09/09/2026

Seguimi per pratiche e riflessioni dedicate alle donne che desiderano attraversare il cambiamento con maggiore presenza.

SE HAI TROPPI PENSIERI, NON PENSARCI.Sembra una battuta, lo so. Ma c’è un motivo.A volte continuiamo a pensare alla stes...
09/09/2026

SE HAI TROPPI PENSIERI, NON PENSARCI.

Sembra una battuta, lo so. Ma c’è un motivo.

A volte continuiamo a pensare alla stessa cosa perché, in qualche modo, ci dà l’illusione di avere la situazione sotto controllo.

Se ci penso ancora un po’, magari capisco.
Magari trovo la soluzione.
Magari prevedo quello che succederà.
Magari mi preparo meglio.

E invece a un certo punto non stiamo più cercando una soluzione. Stiamo rimuginando.

Io cerco di accorgermi proprio di quel momento.

Quando mi rendo conto che sto facendo per la ventesima volta lo stesso giro nella mia testa, uso uno STOP.

Letteralmente.

Mi dico: STOP.

Non per obbligarmi a non pensare — sarebbe praticamente impossibile — ma per interrompere quel giro e spostare volontariamente la mia attenzione altrove.

E torno al corpo.

Piedi a terra.
Sento il peso del corpo.
Guardo 5 cose intorno a me.
Porto l’attenzione a 4 sensazioni fisiche.
Ascolto 3 suoni.

Poi faccio tre respiri tranquilli, con un’espirazione un po’ più lunga.

Il problema non è magicamente sparito.

Ma io sono uscita, almeno per un momento, da quel tentativo di risolverlo continuando a pensarci.

E spesso è proprio quella piccola distanza che mi serve per tornare a vedere le cose con più chiarezza.

La prossima volta che ti accorgi di essere al quindicesimo giro dello stesso pensiero, prova a fermarti e tornare al corpo.

Salva questo esercizio: è uno di quelli che vale la pena avere a portata di mano.

Quando qualcosa non va, spesso partiamo immediatamente dalla mente.“Perché sono così?”“Che cosa mi sta succedendo?”“Perc...
07/09/2026

Quando qualcosa non va, spesso partiamo immediatamente dalla mente.

“Perché sono così?”
“Che cosa mi sta succedendo?”
“Perché oggi non riesco a concentrarmi?”
“Perché questa cosa mi agita così tanto?”

Prova a fare il contrario.

Prima di cercare una spiegazione, raccogli informazioni dal corpo.

È una capacità che ha anche un nome: interocezione.

È la capacità di percepire ciò che sta accadendo all’interno del nostro organismo: il battito, il respiro, la fame, la sete, la temperatura, la tensione, la pienezza, la stanchezza e molte altre sensazioni interne.

Puoi allenarla.

Prova adesso.

Senza mettere una mano sul petto, riesci a percepire il tuo respiro?

Dove lo senti maggiormente?

Nel naso?
Nel petto?
Nelle costole?
Nella pancia?

Adesso cerca il battito.

Non devi necessariamente sentirlo.

Poi passa alla temperatura.

C’è una parte del corpo più calda di un’altra?

Infine osserva il tono generale del corpo.

Ti senti morbida?
Contratta?
Pesante?
Leggera?
Irrequieta?

Non interpretare ancora.

Questa è la parte importante.

Prima raccogli i dati. Poi costruisci la storia.

Perché “sono agitata” è già un’interpretazione.

“Ho il respiro corto, le mani fredde e una tensione nello stomaco” è un’osservazione.

Imparare questa differenza può renderci molto più precise nel riconoscere quello che ci sta accadendo.

Ed è uno dei motivi per cui continuo a dire:

il corpo è il punto di partenza.

Prova questo check-in una volta al giorno per una settimana.

E salva il post: nei prossimi continueremo ad allenare questa capacità, un passaggio alla volta.

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C’è un senso di cui parliamo molto meno rispetto a vista, udito, tatto, gusto e olfatto.È la propriocezione: la capacità...
05/09/2026

C’è un senso di cui parliamo molto meno rispetto a vista, udito, tatto, gusto e olfatto.

È la propriocezione: la capacità di percepire la posizione e il movimento del nostro corpo nello spazio senza doverlo guardare continuamente.

Facciamo una prova.

Chiudi gli occhi.

Senza guardare:

— senti dove sono le tue mani?
— riesci a percepire la posizione delle spalle?
— senti maggiormente il peso sul piede destro o sul sinistro?
— il bacino è centrato oppure il peso è spostato?
— riesci a portare lentamente un dito verso la punta del naso?

Queste informazioni arrivano continuamente al cervello attraverso recettori presenti, tra gli altri, in muscoli, tendini e articolazioni.

E possiamo diventare più consapevoli di queste informazioni.

Prova un secondo esercizio.

Mettiti in piedi, con gli occhi aperti e senza scarpe se ti è comodo.

Non correggere la postura.

Prima sentila.

Dove cade maggiormente il peso?

Sui talloni o sull’avampiede?

Sul bordo interno o esterno dei piedi?

Più a destra o più a sinistra?

Poi sposta molto lentamente il peso avanti, indietro, a destra e a sinistra.

Non è un esercizio per “stare dritta”.

È un esercizio per percepire.

Ed è una distinzione importante.

Spesso trattiamo il corpo come qualcosa da guardare dall’esterno: lo osserviamo allo specchio, lo giudichiamo, lo correggiamo, lo alleniamo.

Possiamo anche imparare a conoscerlo dall’interno.

E più affiniamo questa percezione, più il movimento può diventare consapevole e preciso.

Oggi prova per un minuto.

In piedi.
Piedi a terra.
Occhi aperti.
Nessuna posizione perfetta da raggiungere.

Solo una domanda:

“Dove sento il mio corpo, adesso?”

Salva questa pratica e ripetila nei prossimi giorni. Potresti iniziare a notare dettagli che normalmente passano inosservati.

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04/09/2026

Quello che vedi sono posizioni di yoga.

Quello che sto allenando, però, va molto oltre la forma di una posizione.

Mentre il corpo cerca equilibrio, osservo i pensieri che arrivano.
Quando incontro un limite, ascolto l’emozione che suscita.
Nel momento in cui potrei irrigidirmi o rinunciare, scelgo come restare.

Corpo, pensieri, emozioni e azioni si influenzano continuamente. È questo il cuore del metodo che sto costruendo: partire dal corpo per riconoscere ciò che accade dentro di noi e trasformarlo in una scelta più consapevole.

Puoi provarlo anche tu, durante una posizione o in un momento qualunque della giornata. Fermati e chiediti:

Che cosa sento nel corpo?
Quale pensiero sta attraversando la mia mente?
Quale emozione riconosco?
Quale azione posso scegliere adesso?

Quattro domande semplici. Una piccola pratica per tornare presente nella tua vita.

Salva questo Reel e riprova le quattro domande quando sentirai di aver perso il tuo centro. Quale delle quattro trovi più difficile ascoltare: corpo, pensieri, emozioni o azioni?

Spesso ci accorgiamo del corpo quando qualcosa è già diventato evidente.Quando siamo esauste.Quando la tensione è forte....
02/09/2026

Spesso ci accorgiamo del corpo quando qualcosa è già diventato evidente.

Quando siamo esauste.
Quando la tensione è forte.
Quando la schiena fa male.
Quando ci sentiamo completamente scariche.

Ma il corpo comunica anche molto prima, attraverso segnali piccoli.

Prova oggi a fare questo esercizio.

Tre volte durante la giornata fermati per 30 secondi e osserva:

— sto trattenendo il respiro?
— la mandibola è rilassata o contratta?
— le spalle sono libere o sollevate?
— la pancia è morbida o la sto tenendo?
— sento caldo, freddo, fame, sete, stanchezza?
— ho voglia di stare ferma o sento il bisogno di muovermi?

Non devi correggere immediatamente quello che trovi.

Il primo allenamento è semplicemente accorgertene.

Perché ascoltare il corpo non significa aspettare che ci mandi un segnale enorme.

Significa diventare abbastanza presenti da riconoscere anche quelli piccoli.

E più impariamo a sentirli, più possiamo scegliere cosa fare prima di arrivare al limite.

Oggi metti tre piccoli promemoria sul telefono: mattina, pomeriggio e sera.

Quando suonano, non fare nulla per 30 secondi.

Ascolta.

Poi chiediti una sola cosa:

“Di cosa avrebbe bisogno il mio corpo, adesso?”

Salva questo post e prova a farlo per tre giorni. Potresti accorgerti di molte più cose di quanto immagini.

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“Perché mi sento così?”È una domanda che possiamo farci decine di volte.Ma prima di cercare una spiegazione, prova a cam...
02/09/2026

“Perché mi sento così?”

È una domanda che possiamo farci decine di volte.

Ma prima di cercare una spiegazione, prova a cambiare domanda:

“Dove lo sento?”

Chiudi gli occhi per qualche secondo e fai una piccola scansione.

Gola.

Petto.

Stomaco.

Pancia.

Mandibola.

Spalle.

Mani.

Non cercare ancora di stabilire se sia ansia, rabbia, tristezza, stanchezza o qualcos’altro.

Descrivi soltanto la sensazione fisica.

È calda o fredda?

Ferma o pulsante?

Leggera o intensa?

È pressione, chiusura, peso, vuoto, tensione?

E soprattutto: riesci a rimanere qualche secondo con quella sensazione senza doverla immediatamente spiegare?

Questo è un passaggio che considero importante.

Perché siamo molto abituate a partire dalla storia:

“Sto così perché lui…”
“Sto così perché al lavoro…”
“Sto così perché avrei dovuto…”

Per qualche momento lascia da parte la storia.

Prima trova la sensazione. Poi, eventualmente, cerca le parole.

È un modo molto semplice per cominciare a conoscere ciò che accade dentro di noi partendo dal corpo.

Provalo oggi con una sensazione qualsiasi, anche piccola.

E salva questa pratica: ci torneremo, perché imparare a riconoscere ciò che sentiamo sarà uno dei prossimi passi del nostro percorso.

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