24/08/2026
Venerdì scorso ha vissuto uno dei momenti più importanti della sua storia recente. Diciamolo pure, forse il più importante.
Uno spettacolo meraviglioso, capace di raccontare l’essenza della sua città, la sua storia, le sue radici, la sua bellezza e soprattutto la sua voglia di futuro.
Non voglio commentare ogni singolo momento della serata. Li ho vissuti tutti con emozione e con quel pizzico di orgoglio di chi, in fondo, mantiene forti le sue origini pugliesi e italiane.
Una cosa, però, mi ha rammaricato: i fischi rivolti alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Li ho trovati indegni di una serata come quella. Perché, a mio avviso, non si fischia la Presidente del Consiglio del proprio Paese durante una manifestazione sportiva internazionale. Si può essere lontanissimi politicamente e si può criticare duramente un Governo, ma ci sono momenti nei quali dovrebbe prevalere il rispetto delle istituzioni.
E poi perché va riconosciuto all’attuale governo di aver creduto in questi Giochi, investendo oltre 300 milioni di euro e nominando Commissario Massimo Ferrarese, vero artefice, con il suo straordinario lavoro, di quello che fino a poco tempo fa sembrava impossibile.
Riconoscere i meriti degli altri non significa rinunciare alle proprie idee. Significa semplicemente avere l’onestà di raccontare i fatti per quello che sono.
Ma venerdì sera, al di là di tutto, la protagonista assoluta è stata Taranto.
Una città raccontata per troppo tempo attraverso le sue ferite e che ha mostrato al mondo la sua storia, il suo mare, la sua bellezza e la sua straordinaria voglia di futuro.
Forse è questa l’emozione più grande che mi porto dentro: aver visto finalmente la Taranto, la Puglia, e l’Italia che abbiamo sempre saputo potesse esistere.
L’altra sera il suo riscatto non abbiamo dovuto immaginarlo. Lo abbiamo visto con i nostri occhi, capace di rialzarsi come l’Atleta di Taranto.
Ed era bellissimo.
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