Storie di Stadio

Storie di Stadio

Condividi

Ricordi e racconti su calcio, stadio, trasferte, viaggi, musica, birre, ultras, politica, film, streetwear...Questa pagina NON è a scopo di lucro.

Questa pagina è contro chi detiene il potere e i SERVI che li difendono. 1312 SEMPRE

31/07/2026

Ringrazio per i messaggi e contatti, per questo mi ripeto.
Per entrare nel gruppo chiuso c'è bisogno di pagare la quota annuale di socio: 5 Eu
Solo successivamente potete fare richiesta, non prima.

La regola vale per tutti, amici inclusi.
https://www.facebook.com/groups/anrliberipensieri

Per ulteriori info (su statuto e IBAN), potete scrivermi in privato qui, sul profilo Dragan Pedrovic oppure a [email protected]

Ricordo che non è un gruppo per 'timidi', è richiesta partecipazione ;)

Grazie e viva il LUPO!

21/07/2026

Passaggio di consegne

Con l'apertura del gruppo chiuso la pagina andrà lentamente a cessare ogni attività.
Non m'interessa spingere all'iscrizione al gruppo, credo debba essere una spontanea curiosità.
Ho scritto e inviterò ad iscriversi solo chi aveva espresso tale volontà.
Non gli amici nè le persone conosciute.
Con la prossima chiusura della pagina mi preme 'sponsorizzare' le poche realtà che seguo/ho seguito e leggo/ho letto volentieri.
Non esiste 'competizione' tra chi ha una visione simile.
Per questo motivo ho partecipato spesso alle interessanti proposte della pagina Sottocultura (che però mi pare essersi fermata con l'attività) e The Scene.
A loro va il mio in bocca al lupo e suggerimento, a chi non l'avesse ancora fatto, di seguirle.

Avanti per questa strada

Liberi
Pochi
Non omologati

Photos from Storie di Stadio's post 13/07/2026

13 luglio 2015
Sono passati 11 anni ma la visita dei L**h Poznan a Sarajevo è ancora ricordata come uno dei simboli del nuovo modo di ‘muoversi’.
D’altronde quando ci sono di mezzo polacchi e paesi balkanici, si può essere quasi certi di azioni e vi0lenz4.
La sera prima della gara polacchi e bosniaci resero ufficiale quello che ancora doveva essere riconosciuto, in larga scala: le partite di qualificazione alle coppe europee sono un’ottima occasione per divertirsi…
Le cronache parlano di ore di guerriglia e scontri, a Vogošća, un paesino non distante dalla capitale.
I LPH erano arrivati con un bus doppio e si erano sistemati nei sobborghi, per evitare di essere impacchettati e controllati.
I padroni di casa gli hanno fatto visita, molto ben equipaggiati.
Come sia andata la sanno i presenti, sui social ci sono tante ranedallaboccalarga.
Ai tempi gli HordeZla erano un gruppo serio, sui polacchi non serve spendere tante parole.

https://www.youtube.com/watch?v=vUALl8CPUlI

Vediamo cosa ci offre il primo turno dei preli minari delle coppe di questa stagione. Ancora poco, in attesa di incroci più sentiti.

Qualcosina in EL:
Hajdum vs Zilina
CSKA Sofia vs Derry city
Vojvodina vs Ferencvaros
Dinamo Kiev vs Cluj

In CL
Borac BL vs Levski Sofia

Photos from Storie di Stadio's post 12/07/2026

Per la serie + calci - calcio
12 luglio 2008
Maribor Cibalia 2008 (amichevole estiva)
Nell'afa e nella noia mondiale ripropongo un racconto di Mr T (tradotto), foto originali.
Le 'amichevoli' di una volta, quelle con sano divertimento...
Ladies and gentlemen:

'Noi Ultras Vinkovci di Cibalia siamo un gruppo piccolo ma originale e molto provocatorio.
Siamo 'famosi' per il nostro 'black humor' - umorismo nero.
Siamo nella Croazia orientale, la nostra città è famosa per il punk-rock, arte underground ed il lunatismo tipico degli artisti.
La nostra città è conosciuta come la "Stalingrado croata" temuta anche dai serbi e teatro di molti scontri sanguinosi (la nostra stazione ferroviaria è intersezione importante).
Durante la guerra la città non si arrese e ha ottenuto il soprannome di "Vrata Hrvatske" (la porta della Croazia).
Spero non dispiaccia questo piccolo ricordo di una partita (molto poco) amichevole tra Cibalia e Maribor.
Era l'estate 2008 e l'entusiasmo salì alle stelle quando abbiamo avuto conferma dell'organizzazione della partita.
Sapevamo che i 'Viole' del Maribor saranno 'pronti', avevano già attaccato gruppi croati, più o meno con successo (BBB, Torcida, Armada), e sappiamo che loro possono essere i rivali ideali per noi.
Organizziamo il nostro viaggio con 3 mini furgoni, 30 persone.
Alla stazione di servizio prima di entrare a Maribor avvistiamo 4 del Maribor, ma li ignoriamo e proseguiamo perché questo è il segno che la 'festa' è in città.
Pochi giorni prima il loro leader mi aveva chiamato per offrire un fair fight 'combattimento leale' in stile polacco, io ho rifiutato, perché siamo più un gruppo di guerilla...
Gli avevo risposto che il mio compito è di portare il mio gruppo nella sua città, il loro compito è di attaccare.
Appena arrivati in centro ci siamo fermati, un gruppo piccolo ci ha attaccato, ma siamo riusciti a farli scappare facilmente.
Purtroppo questo ha attratto due veicoli della pol.zia ed abbiamo lasciato cadere dalle mani tutto quello che avevamo per difenderci.
Ci hanno detto che ci seguiranno fino allo stadio mentre noi ci stavamo già incamminando.
Dieci minuti più tardi, i Maribor si fanno vedere, questa volta sono quelli giusti!
Più numerosi e grossi, si raggruppano (50-60 di loro) e si schierano davanti a noi, bene armati.
Noi siamo a mani n**e e se non fosse per degli alberi protetti con dei bastoni di sostegno, sinceramente non so se saremo stati in grado di affrontarli...
Do inizio alle danze, correndo verso di loro e mi ritrovo un mattone in fronte...
Ma resisto, non cado e sono riuscito a darmi fino alla fine.
Lo scontro ha termine quando circa una 10ina di loro cadono a terra feriti, uno purtroppo in modo grave.
Siamo stati trattenuti in una stazione di polizia dopo lo scontro e ci hanno trasferiti subito in Croazia, dove la nostra pol.zia ci stava aspettando...
PS: Le foto sono del mio gruppo prima e dopo lo scontro.'

10/07/2026

Summer mood

E’ da qualche giorno che non aggiorno la pagina.
Un poco per i tanti impegni, dovuti al cambio di vita, al rientro in italia, al trasloco e le mille cose da fare.
Ci aggiungo il caldo, che non invoglia a stare davanti a un pc.
Poi perché il periodo non suggerisce molti spunti.
Le uniche note di colore sono le feste dei gruppi e tifoserie.
Dalle idee coraggiose e innovative di qualche tifoseria (a memoria ricordo la festa della Dea come una delle prime grandi ‘kermesse’ ultras) quasi tutti sono arrivati a copiarne l’idea. Ormai di originale c’è poco nel nostro mondo. Comanda il copia&incolla
Che altro?
Il circo dei mondiali lo sto bypassando con scioltezza, non so cosa stia succedendo. Chi li segue e posta qualcosa sui social lo ignoro, per fortuna nel mio circolo di amicizie non se ne parla.
Altro motivo è che le energie le ho dedicate a priorità, come la creazione dell’associazione culturale.
La domanda di assegnazione del codice fiscale è stata inviata, spero che la burocrazia faccia il suo corso, velocemente.
Aspetto la conferma per inaugurare il nuovo corso: gruppo invece che pagina.
Questo significa che si accede per richiesta, solo chi viene accettato potrà leggere i contenuti.
Allo stesso tempo, tutti i membri potranno scrivere e partecipare, direttamente.
Questo richiede un livello di responsabilità più alto e diffuso.
Nel frattempo ci sono stati dei contatti per una possibile ‘collaborazione’ con un’entità molto seguita sui social. Sarebbe una ventata di aria fresca e stimolo ulteriore.
Vedremo, se sono rose fioriranno, se sono cachi… 😊
Per chi volesse più informazioni sul discorso gruppo chiuso e associazione, contattatemi pure (anche via email: [email protected] ).

La settimana prossima un amico potrebbe venirmi a trovare nel tacco d’italia.
Mi era venuta l’idea è di fare una presentazione del libro Storie di stadio, visto che è uno degli autori.
Ma i tempi sono ristretti e le difficoltà organizzative elevate.
Anche qui, vedremo…
Non sono molto abituato a situazioni in sospeso, vivendo in Europa ho imparato a prendere decisioni e partire.
Mentre in italia credo che vada così.
Devo abituarmi a tutti questi puntini di sospensione… 😊

Sempre parlando di amici, visti gli impegni sorpacitati non ho ancora avuto modo di riallacciare rapporti.
Mi scuso soprattutto con gli amici tarantini e pugliesi, in generale, ci saranno occasioni, soprattutto quando non correrò il rischio di squagliarmi sotto al sole.
Non ero più abituato e lo sto patendo.
Ieri, però, ho ricevuto una graditissima visita, quella di Mr S e devo dire che il piacere di scambiare qualche chiacchiera, con i piedi nella sabbia, era da tanto che non lo provavo.

PS: Sono avanzate una decina di copie del libro, visto che qualcuno l’ha ordinato ma ha dimenticato di pagare…

Photos from Storie di Stadio's post 02/07/2026

2 Luglio 1904
In una casa della 'Parigi bene' nasce Renè.
Tennista e benestante, normalmente non è il genere di personaggi che attrae le mie simpatie o il mio interesse, figurarsi scriverne qualcosa.
Il tennis lo ritengo uno sport per le classi agiate, per cui non mi sono mai avvicinato e mai l'ho seguito.
Nemmeno oggi che c'è la zinnermania...
Per i benestanti ho un'antipatia 'a pelle', anche se qualcuno di loro che ho conosciuto, mi ha fatto cambiare idea.
Il Renè in questione ha, però, un pregio.
Quello di aver creato un capo d'abbigliamento, che seppur costoso, vale sacrifici per il suo acquisto.
Chiaramente sto parlando di Lacoste e delle sue polo.

Quello che diventerà il logo sui suoi capi deriva dal soprannome che gli venne affibbiato, a seguito di una scommessa sportiva, nel 1927.
Se avesse vinto un'importante match di tennis per la squadra francese avrebbe ricevuto, in premio, una borsa in pelle di coccodrillo.
Così fece e da quel momento si è tanto legato al simbolo del coccodrillo da usarlo anche per la sua 'invenzione'.
Ebbe lui, infatti, l'idea di sostituire l'abbigliamento 'elegante' dei tennisti dell'epoca, pantaloni in flanella, camicia e giacca, con qualcosa di più pratico e 'casual': la polo t-shirt.

Non sono un appassionato di abbigliamento, non seguo le mode, ho solo tre brand(s) a cui sono affezionato, uno di questi è Lacoste.
Mio padre mi ha trasmesso la 'passione' per quel coccodrillo.
Mi spiegò che sono un capo unico, duttile, di qualità, che dura a lungo.
Quel logo permette di presentarsi in maniera 'casual' anche ad un 'evento' importante, senza il bisogno di una camicia, che non sopporto.
L'esborso iniziale viene 'ammortizzato' grazie alla qualità del tessuto, qualcosa di unico nel suo genere, che gli permette di non invecchiare e rovinarsi presto.
Indosso ancora oggi delle vecchie lacoste, appartenute a mio padre, che hanno quasi 40 anni, centinaia di lavaggi eppure sono ancora decenti ed indossabili.

Quelle polo mi hanno accompagnato negli anni di 'militanza'.
Hanno assorbito l'adrenalina che si emana nelle vie circostanti lo stadio, il sudore di centinaia di concerti di pogo duro, gli odori di lunghi viaggi in treno e bus...e non si sono mai tirate indietro, ogni tanto le dovevo 'rattoppare', dopo strappi, bruciature o cadute, ma continuavo ad indossarle.
Lezione del giorno: anche i ricchi possono essere ricordati per qualcosa di buono...

Le mie due storiche preferite.
La rossa che mi ha accompagnato, nel 2008, a lisbona contro il benfica.
La blu indossata a Brno contro lo slovacko. Finchè non se n'è caduta a brandelli non l'ho mollata. 40 anni di onoratissimo servizio

Photos from Storie di Stadio's post 02/07/2026

Calcio storico fiorentino

Settimana scorsa si è conclusa l’edizione 2026
Non ne ho parlato in quei giorni e non dovrei parlarne adesso, perchè ero molto impegnato nel trasloco, ma anche perché non ne conosco niente...
Poi ho pensato che magari si riusciva a stimolare, a bocce ferme, chi ne sa di più a raccontarci meglio la tradizione e il legame tra Firenze e il suo calcio storico.
Invogliato dai social, che quest’anno mi hanno tempestato di video come non mai, mi sono convinto a scriverne.

Lo faccio da profano e senza voler offendere nessuno, sarò abbastanza critico, lo dico subito.

Intanto parto dicendo che di collegamento col calcio, ci vedo ben poco.
Non riesco a mettere insieme dei lottatori MMA che si azzuffano su una distesa di sabbia con le ballerine che sgambettano su un rettangolo perfettamente verde, calzando scarpini colorati, magliette sempre più sgargianti etc etc.
Volendo si avvicina più al rugby, forse anche al Aussie rules o al Gaelic Football. A livello di fisicità solo l’hockey su ghiaccio può avvicinarsi alle zuffe fiorentine.

M’incuriosisce? Ni.
Probabilmente una ventina di anni fa sarebbe stato anche uno spettacolo godibile (da turista!), oggi ho l’impressione che sia stato svenduto al turismo di massa. Una specie di palio di Siena in versione (semi)calciofila.
Incuriosito mi sono letto qualcosina, scoprendo qualche curiosità storica e di costume:
-in un paio di occasioni gli incontri vennero disputati sull’Arno ghiacciato.
-l'evento non è stato disputato sempre a Firenze. Una gara venne giocata a Praga (perché?), nel passato sono stati ospitati a torino, al marassi di genova, al Cibali di Catania, a roma e perfino a nuova york e Lione, …
Insomma, una specie di circo itinerante.
Quindi, quando vi lamentate della supercoppa giocata tra i cammelli o la strampalata idea di giocare alcune partite del campionato di calcio italiano altrove, ecco, forse in questo trovo il parallelismo tra antico calcio fiorentino e calcio moderno italico.
-come nota di colore ci aggiungo che tra i ‘magnifici messeri’ si annoverano arrigo sacchi, oliviero beha e giuliano gemma…

Riassumendo:
-antenato del calcio attuale? solo se si ha bisogno di un oculista
-primo ‘sport’ storico che si avvina al calcio? Mah, in realtà molti paesi in Europa e nel mondo hanno qualcosa di simile, Forse non così ben organizzato e costante.
-interessante? Certamente, se ti piace vedere lotte e zuffe
-da rispettare? Nessun dubbio, le tradizioni vanno mantenute e sarebbe bello che restasse un evento per i fiorentini

Finisco con una considerazione sui calcianti. Ho sempre avuto la curiosità di sapere se sono parte attiva della curva e dei gruppi viola. C’è sempre stato un alone di legenda su questo tema…
Se così fosse, con gente che sa battersi e sa quanta soddisfazione ci sia a tirarsi un bel cazzotto, che bisogno c'è di tirarsi bastonate?
Ai posteri l'ardua sentenza... :)

Photos from Storie di Stadio's post 01/07/2026

Non smetterò mai di ringraziare chi partecipa, commentando, inviandomi ‘pezzi’, segnalandomi episodi, stimolando analisi e considerazioni.
La pagina è stata aperta a tutti e continueremo a mantenere questa linea anche nel gruppo che sta per prendere vita.

Tutti possono esprimere i propri Liberi Pensieri.

Oggi ospitiamo un bel approfondimento sul legame tra tifo delle curve e musica Reggae, scritto da Mr L (foto prese in rete)
Il primo luglio è l anniversario della morte di Dennis Brown, il principe del reggae.

Dancehall Hooligans

La simbologia Reggae nelle curve italiane.

Se si usa YouTube per ascoltare un pò di Reggae e vedere gli highlights dei campionati di massima serie europei, facilmente ci verrà “proposto” il video in cui i tifosi dell’Ajax cantano “Three little Birds” di Bob Marley oppure, dei supporters del Chelsea che intonano “The Liquidator” di The Harry J All Stars.

Due classici della musica Reggae che fanno da contorno alle partite di due delle maggiori protagoniste del calcio europeo di ieri e di oggi.

E’ sempre esistito un forte legame tra il calcio e la musica Reggae. Basti pensare alla passione di Bob Marley, Burning Spear, Jacob Miller per il calcio giocato, pagine della storia della musica giamaicana parlano di partite improvvisate durante le loro tournée internazionali.

Pensando al rapporto calcio - Reggae mi viene in mente la copertina del disco di Anthony Red Rose & King Kong - Two Big Bull Inna One Pen, in cui i due artisti indossano rispettivamente le magliette di gioco della “Firehouse” e “Waterhouse”, due etichette famose degli anni ottanta.

Difficile è dimenticare l’entusiasmo della piccola isola caraibica per la partecipazione dei “Reggae Boyz” a Francia ‘98 canta anche da Macka B. nella sua Allez The Reggae Boyz, oppure alla partecipazione della nazionale di calcio femminile al mondiale del 2019.

Un aspetto che invece ho sempre voluto percorrere è il rapporto che esiste non tra il calcio giocato e il Reggae, ma tra il calcio vissuto sugli spalti e la musica Reggae e la sua simbologia.

Il movimento ultras, nasce in italia alla fine degli anni sessanta del secolo scorso. Nel 1968 nasce la Fossa dei Leoni del Milan, l’anno successivo gli Ultras Tito Cucchiaroni della Sampdoria e gli Ultras Granata del Toro. Negli anni settanta, avremo invece l’esplosione da nord a sud della pen*sola di gruppi ultras organizzati.

Spesso i simboli, gli striscioni e il primo materiale autoprodotto riprendevano quelli che erano i simboli politici oppure dei miti musicali dell’epoca.

Non è raro imbattersi in qualche pagina di foto amarcord del movimento ultras e notare, oltre ai colori sociali delle varie squadre di calcio, una serie di ìsimboli legati, direttamente e indirettamente al Reggae.

Sarà stato grazie ai concerti italiani di Bob marley nel giugno del 1980, oppure al diffondersi della Ma*****na tra i giovani delle curve o semplicemente alla sua musica e messaggio, sta di fatto che in parecchie curve italiane ci sono stati e ci sono, gruppi o semplicemente striscioni ispirati dal Re del Reggae.

Mi vengono in mente gli striscioni Rasta Kaos o Fossa Rasta dell’Alessandria, la sempre presente bandiera giamaicana sullo striscione della Fossa dei Leoni del Milan. Simbologie “Rasta Reggae” le si trovavano sugli striscioni delle Brigate Nerazzurre oppure Wild Kaos Atalanta, ma anche su tutto il loro materiale. A tal proposito, ricordo una bellissima sciarpa in lanetta verde giallo e rossa delle BNA con la scritta “Siamo Persi”. Oggi,invece, nella sud di Bergamo, compare una pezza You’ll Never Walk Alone su un “tricolore” etiope.

Nella curva sud del Venezia-Mestre, ha sventolato per anni la bandiera giamaicana con il leone dei Pitura Freska, famosissima realtà musicale Reggae della laguna. Lo stesso leone lo ritroviamo su uno dei primi adesivi degli Smoked Heads di Campobasso. Sicuramente i rude boys giamaicani, gli skinhead di “The Spirit of 69” avranno ispirato il nome e l’identità di alcuni gruppi come: Trojan Skins Genoa, Rude Boys and Girls Samp, Rude Fans Venezia-Mestre e i Rude Boys Voghera. Rude Boys e Skinheads hanno popolato e popolano ancora oggi le curve della pen*sola.

Attraversando la pen*sola incontriamo bandiere giamaicane nella Curva A.Costa di Bologna (Freak Boys) e di Pisa con la variante nera azzurra.

A Cesena, il gruppo Sconvolts, ha come simbolo la bandiera etiope con il pugno “freedom” che stringe il filo spinato. Sempre sulla costa adriatica incontriamo la curva dell’Ancona che esponeva uno striscione con sfondo bianco e con la scritta SKIZZATI verde gialla e rosso e il faccione di Bob ripreso dall’album Kaya.

Molto tipica della fine degli anni ottanta e di tutti i novanta, la combinazione di varie simbologie giovanili con quelle tipiche del Reggae. In primis Bambulè, foglia della ma*****na, mega cannoni, etc.

A volte i gruppi ultras producevano adesivi, sciarpe e magliette che si ispiravano alla simbologia Reggae, si vedano gruppi come i Tritati o i Park Kaos del Pescara, gli Sbandati Ancona, il GAV Genoa, Rangers e Fighters Pisa, Nord Kaos Udine, Fedayn Cassino, Stra Kaos Empoli, etc.

Il Reggae, l’erba, oppure altri simboli erano talmente diffusi che venivano anche utilizzati da tifoserie tradizionalmente di destra. E’ il caso degli Stra Kaos Ascoli che, oltre al materiale raffigurante Bob Marley, avevano lo striscione da trasferta nero con la scritta Kaos e al centro la bandiera etiope.

In Umbria sia su sponda ternana che perugina troviamo simboli Reggae. Scendendo a sud la Campania la fa da padrone. Mi viene subito in mente l’imponente striscione Ultrà Cava con la bandiera etiope e il bambulè al centro. In una vecchia intervista su Supertifo allo “Sciamano” esponente della sud Blufoncè, parlava di una canzone della Cavese sulle note di una vecchia song di Bob.

Simbologie Reggae le abbiamo incontrate nella curva dello Juve Stabia, Paganese, Casertana. Anche i Fedayn Napoli avevano una bandiera verde giallo e rosso a strisce verticali con il loro simbolo al centro.

In Basilicata troviamo Matera che negli anni ‘80 sfoggiava striscioni come Giamaica Reggae, Gruppo Rasta, Jamming Viking fino ad arrivare agli anni ‘90 e 2000 in cui i Pessimi Elementi con la loro immancabile bandiera della Giamaica e la sempre presente “Matera in Sballo”.

In Puglia troviamo traccia di “Giamaica” nella curva del Taranto, Fasano, a Lecce ricordiamo lo striscione Africa Sballata e Afrika Korps.

La Calabria Reggae è rappresentata da Cosenza con il loro materiale a metà strada tra la Giamaica e la Scozia.

Questi sono alcuni degli esempi di come, nelle curve italiane sia penetrata la cultura Reggae. Ho cercato di ricostruire una mappa più o meno completa, sperando che non mi sia sfuggito niente. Oggi un pò a causa della repressione, dello stile casual, di una virata a destra delle curve italiane, è difficile trovare la stessa quantità di simboli Reggae come in passato. Fenomeno che, invece sta prendendo piede in Europa si veda la curva del Sankt Pauli su tutte.

Forse saranno diminuiti i simboli legati al Reggae nelle nostre curve ma, rimangono costanti gli appassionati di questo genere che le popolano forse, anche in numero maggiore di prima.

Vuoi che la tua azienda sia il Palestra più quotato a Bassano del Grappa?

Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Ubicazione

Indirizzo

Bassano Del Grappa
36061