31/08/2026
QUANDO È STATA L'ULTIMA VOLTA CHE TI SEI FERMATA DAVVERO?
Non intendo sederti sul divano con il telefono in mano.
Intendo non fare nulla.
Niente telefono.
Niente musica.
Niente podcast.
Niente cose da sistemare.
Niente pensieri da risolvere.
Solo tu, il tuo corpo e dieci minuti.
Sdraiarti a terra può sembrare una cosa semplicissima.
E proprio per questo, per molte di noi, può essere sorprendentemente difficile.
Siamo così abituate a fare, pensare, programmare e ricevere stimoli continuamente che, quando finalmente ci fermiamo, ci accorgiamo di quanto la mente continui a correre.
In quei primi minuti potresti sentire il bisogno di muoverti, prendere il telefono o distrarti.
Non devi combatterlo.
Osservalo.
Poi lascia che il corpo trovi gradualmente una posizione comoda.
Il respiro può diventare più regolare.
Le spalle possono rilassarsi.
Il corpo può diventare più pesante.
La mente può iniziare a rallentare.
Non è una tecnica miracolosa.
E non devi necessariamente sentire qualcosa.
È semplicemente un momento in cui smetti di chiedere al corpo di fare.
Per dieci minuti, lascialo essere.
🌿 Prova per una settimana.
10 minuti al giorno.
A terra.
Senza stimoli.
E alla fine chiediti:
Come mi sento adesso?
Non cercare la risposta.
Ascoltala.
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14/08/2026
Questa foto ha una forza particolare perché non mostra la maternità come un’immagine “perfetta”: mostra il peso. Il corpo di una donna che porta una bambina, mentre accanto un’altra bambina cammina. E dentro questa scena c’è qualcosa di molto più grande: quante volte le donne, nella vita quotidiana, portano tutto.
Questo non è la celebrazione della “donna che ce la fa”, ma dalla necessità di smettere di dare per scontato che debba farcela sempre.
Ci sono fotografie che raccontano molto più di quello che si vede, questa è stata la prima foto cge ho scattato a Lisbona perché in questa foto ho riconosciuto tutta la tempra di cui è fatta una madre.
Qui si vede una madre che porta una bambina sulle spalle, mentre un’altra le cammina accanto.
Ma c'è anche qualcosa che conosciamo bene, anche se troppo spesso non sappiamo chiamare per nome: il peso della cura.
Il peso dei figli.
Il peso della casa.
Il peso delle responsabilità.
Il peso di ricordarsi tutto, organizzare tutto, prevedere tutto.
Il peso di esserci, anche quando si è stanche.
Il peso di continuare a camminare anche quando nessuno vede quanto costa.
Per generazioni alle donne è stato insegnato che prendersi cura fosse naturale. Che essere madri, compagne, figlie, professioniste significasse essere capaci di tenere insieme tutto.
Ma prendersi cura non dovrebbe significare portare tutto da sole.
Bisogna sostenere le donne non quando sono già esauste, ma prima.
Per dare valore al loro lavoro, anche a quello invisibile.
Per creare spazio, ascolto, possibilità e sostegno.
Perché una donna non debba dimostrare quanto è forte per meritare di essere aiutata.
Questa foto per me è un piccolo promemoria:
dietro ogni donna che porta avanti una famiglia, una casa, un lavoro, una vita, c’è una persona che merita di essere sostenuta a sua volta.
Non è giusto chiedere alle donne di portare meglio il loro peso.
Ma bisogna fare in modo che non debbano portarlo da sole.
DonneCheSostengonoDonne EmpowermentFemminile Parità Welfare Comunità
12/07/2026
Donne, amiche, sorelle
Risate, condivisioni, vita
Rachele è mia amica da una vita, siamo testimoni di nozze una dell altra
Siamo una la testimone della vita dell altra, dei successi, delle tristezze, delle nascite dei figli.
Rachele è un punto fisso della mia vita, una persona alla quale tengo molto perché Rachele ha un grande pregio, la sua spontaneità e Naturalezza.
E ancora oggi ridiamo come quando eravamo ragazzine col motorino